Quanti migranti stanno arrivando nel 2019?

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migranti 2019
Melilla, confine Spagna-Marocco | fronterasur

Il 2018 è stato un altro anno di passione sul fronte migrazioni. Gli arrivi di migranti via mare in Italia e in Europa sono calati sensibilmente rispetto agli anni precedenti, ma nonostante questo il confronto tra i governi europei e nell’opinione pubblica è sempre acceso e divisivo.

Il modello adottato dall’Europa per ridurre drasticamente gli arrivi di migranti è stato quello di chiuderli fuori: prima in Turchia, per bloccare il flusso di siriani e altri asiatici che attraversava il Mar Egeo per approdare in Grecia, poi in Libia, per fermare le partenze verso l’Italia.

In questo post aggiornato mensilmente vediamo se nel corso del 2019 i muri invisibili eretti dall’Unione Europea continuano a bloccare partenze e arrivi, se nuove rotte si aprono, se gli equilibri politici cambiano e se nuove misure vengono introdotte in Italia e in Europa.

Migranti 2019: i numeri in Italia

Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 30 aprile 2019 sono sbarcate in Italia 779 persone. Nei primi quattro mesi del 2018 arrivarono novemila migranti, addirittura 37 mila nel 2017.

migranti 2019

Se prendiamo gli ultimi 12 mesi – esercizio analiticamente più significativo che non paragonare gli anni solari – passiamo dai 91.577 arrivi tra il 1 maggio 2017 e il 30 aprile 2018 ai 15.772 arrivi del periodo 1 maggio 2018 – 30 aprile 2019, un calo dell’83%.

Tra i paesi di provenienza negli ultimi 12 mesi sono arrivate soprattutto persone da Tunisia (4,2 mila persone, 23% del totale) seguite da Eritrea (1,8 mila persone, 10%), Iraq (9%), Sudan (8%) e Pakistan (7%). Seguono Algeria, Guinea e Senegal.

Nel 2019 (i dati sono disponibili fino a marzo) sono arrivate soprattutto persone provenienti da Tunisia (137 persone), Algeria (78), Iraq (62) e Bangladesh (57).

Quanto al genere e all’età delle persone sbarcate, il 72% delle persone arrivate sulle coste italiane negli ultimi 12 mesi è di sesso maschile, le donne sono il 10%, i minori il 18% – in buona parte minori non accompagnati. Queste percentuali sono sostanzialmente invariate nel corso del tempo.

Migranti 2019: i numeri in Europa

Se consideriamo gli arrivi su tutte le coste europee, tra il 1 gennaio e il 30 aprile 2019 sono arrivati via mare in Europa circa 20 mila migranti (nei primi quattro mesi del 2018 furono circa 30 mila).

La Grecia torna ad essere l’approdo più significativo, con 11 mila arrivi nel 2019, di cui settemila via mare e quattromila via terra attraverso il delta del fiume Evros tra Turchia e Grecia. Il dato è comunque inferiore rispetto allo stesso periodo del 2018, quando arrivarono quasi 15 mila persone.

L’accordo con la Turchia del 2016 ha fermato l’esodo di massa di profughi siriani, iracheni e afghani verso l’Europa che aveva portato al milione di arrivi in Grecia tra marzo 2015 e marzo 2016. Da allora in Grecia l’afflusso si è stabilizzato intorno ai due-tremila arrivi al mese; arrivano soprattutto afghani (il 40% degli arrivi), iracheni e siriani che sfuggono alle maglie del controllo turco.

In Spagna sono arrivate 8,5 persone nei primi quattro mesi del 2019, contro le settemila di inizio 2018. Si tratta di persone che entrano in Spagna in gran parte via mare ma in parte anche via terra nelle enclave di Ceuta e Melilla confinanti con il Marocco. In Spagna arriva un’umanità varia di diverse nazionalità dell’Africa subsahariana (Guinea, Mali, Costa d’Avorio, Senegal), del Maghreb (Marocco, Algeria), del Medio Oriente (Siria)

Migranti 2019: strategie politiche

A livello europeo non ci sono grandi novità in questo inizio 2019: l’unica linea comune continua a essere quella di intensificare l’azione di controllo dei confini esterni, per lasciare fuori dall’Europa il maggior numero di migranti possibile.

Vanno letti in questa direzione gli accordi con la Turchia del 2016 e con la Libia del 2017, ulteriormente rafforzato nel 2018, e i nuovi accordi che diversi paesi europei stanno stringendo con paesi di transito o partenza, come il Niger, la Tunisia e il Marocco.

In Italia invece l’attenzione è concentrata sulla riforma del sistema di accoglienza introdotta dal ministro Salvini oltre che, di tanto in tanto, sui polveroni mediatici che accompagnano il salvataggio di migranti in mare da parte di navi umanitarie, militari o commerciali.

Vediamo le principali scelte politiche adottate negli ultimi mesi e anni dall’Italia e dall’Unione Europea.

Bloccare i migranti in Libia, Tunisia, Marocco: a tutti i costi

A partire dal 2017 sono stati sottoscritti e poi rafforzati accordi con la Libia volti a fermare le partenze di migranti. Gli accordi erano stati tessuti e poi conclusi dal governo Gentiloni, in particolare con l’impegno dell’ex ministro dell’interno Minniti, che aveva di fatto stretto accordi con milizie libiche che gestiscono il traffico dei migranti pur di impedire le partenze dalle coste libiche, come aveva svelato un’inchiesta di Associated Press. Gli accordi sono stati poi confermati e rafforzati dal nuovo ministro dell’interno Salvini.

L’Italia, con l’appoggio dell’Europa, ha quindi deliberatamente scelto – per due governi di fila – di sacrificare vite umane sull’altare della presunta urgenza politica di fermare gli sbarchi.

Un rapporto dell’ONU pubblicato a fine 2018 ha confermato quello che già altri numerosi rapporti e inchieste avevano ampiamente documentato: in Libia i migranti sono sistematicamente privati della libertà, torturati, stuprati, rapiti per ottenere riscatti, costretti ai lavori forzati, uccisi.

La cosa più sconcertante messa in evidenza dal rapporto è che in alcuni casi i responsabili di questi crimini sono gli stessi gruppi e milizie che ricevono aiuti dall’Italia e dall’Europa per bloccare le partenze dei migranti.

Ora c’è di più: le navi e motovedette fornite dall’Italia alla guardia costiera libica nell’ambito dell’accordo per fermare le migrazioni sono state utilizzate nella guerra tra milizie pro Haftar e milizie pro Serraj avviata ad aprile, lasciando sguarnito il pattugliamento dell’area di ricerca e soccorso migranti.

L’Italia è poi attivissima in Tunisia, dove ad aprile si sono recati addirittura sia Conte, sia Salvini, sia Di Maio: insomma, i massimi vertici del governo tutti insieme per cercare un accordo che blocchi le partenze dalla Tunisia e favorisca i rimpatri.

Come abbiamo visto, il maggior numero di migranti sbarcati in Italia sia nel 2018 sia nel 2019 sono tunisini, ed è evidente la volontà del governo di fermare anche questo, pur limitato, flusso. Già a marzo i due paesi avevano stretto un accordo in cui l’Italia si è impegnata a donare alla Tunisia 50 veicoli da utilizzare nel contrasto alle migrazioni.

Allo stesso modo, la Spagna si sta muovendo con il Marocco per rafforzare i già esistenti accordi e contrastare l’incremento degli arrivi nel paese di migranti in partenza dal Marocco. Il nuovo accordo permetterà agli spagnoli di respingere le barche in partenza dal Marocco quando queste si trovino in prossimità della costa marocchina, mentre fino ad oggi venivano comunque condotte ad un porto spagnolo.

Nel Mediterraneo si muore di più

Rispetto agli anni precedenti vengono salvati molti meno migranti, vengono respinti molti più migranti e soprattutto, in percentuale, muoiono molti più migranti. Questo è l’effetto della delega delle azioni di “salvataggio” alla guardia costiera libica, molto meno attrezzata di quella italiana.

È anche l’effetto della quasi totale assenza di navi umanitarie nel Mediterraneo. La firma dell’accordo tra Italia e Libia promosso dall’ex ministro Minniti aveva già segnato l’avvio dello scientifico smantellamento del sistema di soccorso civile in mare portato poi a compimento dal successore Salvini.

Allo stato attuale restano operative, ma a fasi alterne perché sono costantemente sottoposto a fermi e controlli, le navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye e la nave di Mediterranea Saving Humans.

In Italia si taglia sull’accoglienza e crescono gli irregolari

Il 2018 è stato anche l’anno di importanti riforme interne promosse dal governo con il Decreto sicurezza e immigrazione – detto anche Decreto Salvini – approvato a dicembre dal Parlamento.

Il decreto ha abolito l’istituto della protezione umanitaria, la forma di protezione più utilizzata per i richiedenti asilo che fanno domanda in Italia, che si aggiungeva alle due forme condivise a livello internazionale (lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria – qui abbiamo spiegato le differenze).

La conseguenza più immediata è stata l’aumento degli immigrati irregolari presenti sul territorio italiano, a causa del netto incremento della percentuale di diniegati, di coloro cioè che ricevono risposta negativa alla domanda di asilo e che prima ricevevano – non tutti certo, il 25% circa – la protezione umanitaria.

Secondo i calcoli di Ispi, da giugno 2018 a gennaio 2019 sono circa 45 mila i diniegati. Considerato che i rimpatri sono stati circa cinquemila, si sono prodotti 40 mila irregolari in più.

Il trend continuerà con ogni probabilità a crescere, a meno di una al momento improbabile impennata nei rimpatri, fino a toccare nel 2020 le 140 mila persone irregolari in più, di cui almeno 70 mila prodotte dal decreto Salvini.

Il decreto ha inoltre modificato radicalmente l’impostazione del sistema di accoglienza dei migranti in Italia, come abbiamo spiegato ampiamente qui.

Tra le modifiche, anche un drastico abbassamento della quota giornaliera riconosciuta agli enti gestori dei progetti di accoglienza, scesa da 35 a 21 euro circa, retta con cui non è più possibile garantire servizi fondamentali per la promozione dell’integrazione, come la copertura del costo dei trasporti, dei corsi di lingua italiana, dei corsi di formazione al lavoro, dei servizi speciali per persone vulnerabili (minori, vittime di tratta, persone con disagio psichico).

In conseguenza di questo smantellamento del sistema, molti enti del terzo settore, al grido di “non siamo albergatori, l’accoglienza è un’altra cosa” stanno rinunciando a partecipare ai nuovi bandi per la gestione di progetti di accoglienza in uscita nel 2019, che sempre più vengono assegnati a soggetti spesso privi di esperienza e competenza che si limitano a fornire vitto e alloggio senza occuparsi dell’integrazione (a proposito di business dell’immigrazione).

Ulteriori indizi a dimostrazione di ciò che anche la storia insegna: i provvedimenti più restrittivi finiscono spesso per alimentare ciò che vorrebbero combattere (l’illegalità) e sfavorire ciò che dovrebbero promuovere (l’integrazione).

Quanti migranti sono arrivati nel 2018?

Quanti sono gli immigrati residenti in Italia e in Europa?

Le parole delle migrazioni: cosa intendiamo con migranti, rifugiati, richiedenti asilo, immigrati, profughi?

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

14 Comments

  1. Be’, certo.
    La soluzione adottata dallo scorso governo dei compagni per eliminare gli immigrati clandestini era geniale: chiamarli immigrati regolari.
    Il governo attuale, invece, stupidamente continua a chiamare i clandestini come “clandestini”.
    La soluzione sarebbe, invece, chiamarli “migranti diversamente regolari”.
    Basta copiare dal governo PD.

    • Ciao Daria, si tratta di scelte politiche di fronte a cui non ci sono verità assolute: né quella del governo “dei compagni” né la tua.

  2. Egregio Sig. Colombo..io una verita’ assoluta ce l’ho:
    da 1 anno, né io, né le mie vicine, possono piu’ fare la spesa al vicino market Lidl a causa del gruppetto di africani all’ingresso.
    All’inizio chiedevano solo soldi, poi sono passati ad importunare tutte le donne sole, dove per “donne” intendo dalle bambine 12enni alle anziane.
    Non e’ alta politica?
    Ma e’ quello che interessa ai comunissimi elettori come me. che, sino a questa invasione di “naufraghi”, della politica non interessava niente.

    • Ciao Daria, l’esperienza di ciascuno è certamente meritevole di ascolto e intervento, però esiste un mondo anche al di fuori di ciò che vedo/sento/tocco. La politica, di nuovo, è scelta: ci sono persone che vogliono andare al supermercato serenamente, chi vede nella presenza degli stranieri un pericolo e chi una crescita, persone che non vogliono morire in Libia, persone che vogliono muoversi per il mondo come facciamo noi, liberamente.

      • “Muoversi liberamente” non significa entrare di prepotenza in casa altrui e pretendere pure di esserci mantenuti.
        Se le Sue idee sono dovute ad ideologie politiche di sinistra, Sig. Colombo, Le faccio presente che Karl Marx, il padre del comunismo, avversava l’immigrazione selvaggia perché danneggiava, e danneggia tuttora, i poveracci di casa nostra.
        Al contrario, Bakunin, il fondatore del movimento anarchico, desiderava l’immigrazione clandestina perché causa di disordini sociali, la famosa guerra tra poveri.
        Mi pare che i partiti di sinistra attuali si rifacciano piu’ al secondo personaggio.
        Se invece, non si tratta di politica, ed Ella e’ favorevole a fare entrare in Italia immigrati clandestini illegali perché “poveri”, a parte il fatto che un africano con 4mila euro contanti per i trafficanti in tasca non e’ povero neanche in Italia, forse sarebbe il caso di occuparsi prima dei 5milioni di italiani in miseria.
        In ogni caso, ognuno ha diritto alle sue proprie idee ed a preoccuparsi di tutto il terzo mondo se lo ritiene, a patto che lo faccia a sue spese e non pretenda lo sia della collettivita’.
        Grazie della Sua cortese attenzione.
        Firmato: una non-compagna e, pertanto, ignorante, fascista e trozkista controrivoluzionaria..

        • un paio di commenti e ti ritrovi bakuniano. nella battaglia delle etichette, poteva andarmi peggio.

  3. cara Daria dovresti metterti a studiare un po.
    lo sai ad esempio che la Svizzera aveva introdotto, sino a non moltissimi anni fa, delle leggi razziali contro gli italiani che vi andavano a lavorare?
    che i nostri minatori in Belgio non potevano portare le famiglie?
    che la Germania, che abbiamo fatto grande nel dopoguerra, ci discriminava e in alcune zone lo fa tuttora?
    e quando ad inizio 900 siamo andati in America? Pensa li abbiamo introdotto la mafia!
    come vedi le migrazioni, per qualsiasi motivo avvengano; sono cicliche. Se continuiamo a ragionare come i nazisti, già le motivazioni sono le stesse solo che l’altra volta ci sono passati gli ebrei, non se ne esce più.
    Proprio noi italiani non possiamo appellarci neanche alla difesa della razza visto che siamo sempre stati terra di passaggio e di conquista. Affrontare una migrazione è principalmente un fatto di civiltà. Purtroppo ho scoperto in questo frangente che il mio popolo di civiltà ne ha ben poca. Vedo un moltiplicarsi di gruppuscoli di estrema destra che devono difendere cosa? Se siamo diventati i morti di fame d’europa prendiamocela con i nostri incapaci politici, PRESENTI PASSATI e purtroppo FUTURI, non con i migranti. Se blocchi il sistema di accoglienza e di integrazione purtroppo crei delle situazioni non gradevoli. A proposito lo sai che i migranti di pelle nera NON sono la maggioranza in Italia? Solo che gli altri passano inosservati………..

  4. E comunque , nonostante i proclami di Salvini, l’arrivo dei migranti non si è fermato minimamente. Il trucco è “se non fa notizia facciamo finta di niente” ……………..se non ne parli non esistono!

  5. Populismo brutta bestia. Ho visto pubblicare le foto del concerto dei PINK FLOID a Venezia spacciandole per “MIGRANTI PRONTI AD INVADERE L’ITALIA” , tranquilli cittadini diventare degni del più becero gerarca fascista, signore che esprimono idee che……….fortunatamente non sono un assistente sociale, stranieri ormai perfettamente integrati in italia con famiglia e lavoro aggrediti solo perché diversi, imbecillotti appena diciottenni che fanno i nazisti e tante altre amenità del genere.
    A nessuno è venuto in mente che la situazione attuale sia frutto di questo ormai evidente e rapido decadimento della società civile?
    FORSE LA NAFTALINA PER RIPORRE IL CERVELLO E’ DI PESSIMA QUALITA’…………….CAMBIATELA!

  6. Sono d’accordo, non possiamo assumere che capiamo perfettamente le ragioni per le cui queste persone hanno dovuto migrare. Infatti moltissimi avessero preferito non essere forzati a lasciare il paese e la famiglia grazie allo stato politico o di guerra nel proprio posto originale. Solo cercano una forma di preservare il loro diritto a una vita sicura, non continuamente minacciata ad ogni livello (non possono guadagnare dei soldi, non possono fornire risorse sufficienti per i figli, ed infatti la morte stessa potrebbe essere una constante possibilita’). Non possiamo giudicare neanche a tutto una etnicita’, o neppure a tutti gli immigrati bassato solo sulle osservazioni di cinque o sei uomini in un solo market, in un solo quartiere. La maggioranza solo cercano i diritti umani basici e le opportunita’ che sono state negate nel loro proprio paese.

  7. Sono d’accordo che non possiamo giudicare a queste persone senza capire meglio quale sono le loro ragioni per aver migrato nel primo posto. La maggioranza solo cercano i diritti umani basici e le opportunita’ che le sono state negate nei loro propri paesi, dato che molto spesso queste persone avessero preferito non essere forzati a lasciare il paese e la famiglia per ragioni politici o grazie allo stato di guerra. Molti immigrati semplicemente non avessero potuto rimanere nel paese senza morire di fame (usualmente non possono trovare nessuna forma di guadagnare soldi o trovare cibo), o forse senza essere uccisi dalla stessa polizia o forza militare. Bisogna uno sforzo maggiore per capire le storie specifiche di queste persone prima di giudicare e condannarli bassato solo sui numeri e statistiche che ci forniscono politici che gia sappiamo hanno delle motivazioni discutibili e che gia hanno anche una storia di bugie.

  8. Caterina hai perfettamente ragione.
    I nostri politici hanno una storia centenaria fatta di bugie
    Ormai vivono alla giornata
    Non si preoccupano degli italiani figurati degli stranieri.
    Ma se prima era evidente che le bugie politiche erano sottese dalla “ragion di stato” ora è solo campagna elettorale, becera e priva, nonostante i paroloni, di un qualsiasi disegno politico nazionale. La cosa veramente grave è che anche il popolo si è appiattito su questo modo di far politica…………..che sia questa la politica del cambiamento?

  9. tutto è giusto sono nata in Africa e ho seguito le loro leggi..è scoppiata una rivoluzione , i insegnavo ma aiutaco i poveri..non sono d’accorto al permesso di sbarco di assassini strupatori ecc, ma questo succede in tutto il mondo Nella mia grande ignoranza io colpelizzo coloro che sfruttano questa gente per arricchirsi…ho un vicino di casa somalo, conosco la somalia e lo aiuto così come aiuto gli eritrei ma denuncio chi ruba e fa del male…Siamo tutti migranti su questa terra ma manca l’AMORE:…e se ce ne fosse un po’ saremmo felici di condividere il nostr pane..SONO POVERA MA LA MIA POVERTA’ MI FA RICCA::..MARIANNA

  10. Nella mia regione stiamo cominciando a “toccare con mano” gli effetti dell’accoglienza e dell’integrazione. Alla manifestazione, tenutasi pochi giorni fa, “monumenti aperti” in cui i ragazzi delle scuole primarie e secondarie fanno da ciceroni ho incontrato ragazzi (secondo me ormai italiani) di chiare origini africane, asiatiche e medio orientali. PERFETTAMENTE INTEGRATI!!!!. Per tutto questo è bastato solo un pò di rispetto reciproco.
    Sarà perché noi sardi siamo un po strani (consideriamo straniero l’abitante del paese vicino ma percepiamo come persona in difficoltà il vero straniero) vuoi perché siamo stati sempre terra di conquista e sfruttamento e terra di migranti quindi ci immedesimiamo meglio, oppure semplicemente perché siamo sardi e il concetto di “identità nazionale” o se preferite di popolo lo abbiamo innato e nessuno è mai riuscito a togliercelo, per cui lo straniero in casa non ci fa paura anzi…………..lo facciamo diventare sardo.
    LA COSA FUNZIONA e, se avessimo la possibilità di offrire lavoro e stipendi dignitosi sia ai sardi che agli stranieri, FUNZIONEREBBE ANCORA MEGLIO
    (ma non sono tutte rose e fiori purtroppo se Carlo V ci definiva todos cabajeros ora….todos morti di fame)

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