Quante persone migranti stanno arrivando nel 2020?

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migranti 2020
Foto: Antonio Amendola

Questo articolo monitora l’andamento dei flussi migratori in entrata in Italia e in Europa nel 2020, così come abbiamo fatto negli anni precedenti.

Utilizziamo i dati raccolti da Unhcr (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) che riguardano la situazione nel Mediterraneo: persone che arrivano via mare in Italia, Malta e Cipro e via mare e in parte via terra in Grecia e Spagna.

Va detto che questo flusso migratorio è solo una parte limitata, anche se molto visibile, del fenomeno migratorio globale. La maggior parte delle persone utilizza via legali per entrare nei paesi europei, e lo fa per motivi di lavoro, studio, famiglia.

Queste vie legali però sono molto complicate, insufficienti e addirittura impossibili da percorrere per alcuni, così molte persone tentano comunque di entrare in Europa e fare domanda di asilo, e il Mediterraneo è il canale di accesso privilegiato per questo tipo di arrivi.

Questo tipo di flussi, che ha raggiunto il suo apice tra il 2015 e il 2017, si è notevolmente ridotto negli ultimi due anni. Come mai? E cosa succederà nel 2020? Continueranno i muri invisibili eretti dall’Europa a bloccare partenze e arrivi nel vecchio continente? Si apriranno nuove rotte? Cambieranno gli equilibri politici e le politiche?

Migranti 2020: i numeri in Italia

A gennaio 2020 sono sbarcate in Italia 1.340 persone, un incremento del 570% rispetto a gennaio 2019, quando arrivarono 200 persone, e del 130% rispetto a dicembre 2019.

Come mai? Bisognava rinegoziare gli accordi con la Libia, ed è probabile che le milizie libiche abbiano lasciato partire più barche del solito per fare pressione sull’Italia e indebolirla all’atto della firma dei nuovi accordi. Vedremo comunque nei prossimi mesi se si tratta di un dato estemporaneo o della ripresa di un trend di crescita.

Se prendiamo gli ultimi 12 mesi – esercizio più significativo che non paragonare gli anni solari o i singoli mesi – passiamo dai 19.391 arrivi tra il 1 febbraio 2018 e il 31 gennaio 2019 ai 20.529 arrivi del periodo 1 febbraio 2019 – 31 gennaio 2020, un aumento del 6%.

migranti 2020 gennaio

Tra i paesi di provenienza negli ultimi 12 mesi sono arrivate persone da Tunisia (2,6 mila persone, 13% del totale) seguite da Costa d’Avorio (1,2 mila persone, 6%), Algeria, Pakistan e Iraq.

A gennaio 2020 sono arrivate soprattutto persone da Algeria, Costa d’Avorio e Bangladesh. Vedremo se si tratta di situazioni temporanee o se effettivamente assisteremo ad una crescita degli arrivi di persone di queste provenienze, a discapito di tunisini e pakistani.

Quanto al genere e all’età delle persone sbarcate, il 71% delle persone arrivate sulle coste italiane negli ultimi 12 mesi è di sesso maschile, le donne sono il 9%, i minori il 20% – in buona parte minori non accompagnati. Queste percentuali sono sostanzialmente invariate nel corso del tempo, anche se i minori tendono ad un lieve incremento.

Migranti 2020: i numeri in Europa

Se consideriamo gli arrivi in tutta l’area del Mediterraneo, nel mese di gennaio 2020 sono arrivati via Mediterraneo in Europa circa 8,2 mila migranti (a gennaio 2019 furono 6,8 mila).

migranti in europa gennaio 2020

La Grecia continua ad essere l’approdo più significativo, con 4.106 arrivi a gennaio 2020, di cui 3,2 via mare e 900 via terra attraverso il delta del fiume Evros tra Turchia e Grecia. È un dato superiore a gennaio 2019, quando arrivarono 2,6 mila persone, ma in calo rispetto agli ultimi mesi del 2019.

In Grecia arrivano soprattutto afghani (il 40% degli arrivi) e siriani (27%). Curioso l’arrivo di quattromila persone dalla Repubblica Democratica del Congo, che dal 2019 si sono spostate dal cuore dell’Africa in Turchia per poi entrare in Grecia.

In Spagna sono arrivate 2.402 persone a gennaio 2020, la metà rispetto a gennaio 2019. Si tratta di persone che entrano in Spagna in gran parte via mare ma in parte anche via terra nelle enclave di Ceuta e Melilla confinanti con il Marocco. In Spagna arrivano persone provenienti dal Maghreb (soprattutto Marocco e Algeria) e dell’Africa subsahariana (Guinea, Mali, Costa d’Avorio, Senegal).

Vanno poi considerati anche i 300 arrivi registrati a Malta e i 130 registrati a Cipro.

Migranti 2020: strategie politiche

Nel 2019 abbiamo assistito, in Italia, agli effetti della linea Salvini prima sulla gestione degli sbarchi e poi sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e, in Europa, ad un timido accenno di accordo per la redistribuzione dei migranti oltre che al rafforzamento dell’azione di controllo dei confini esterni, per lasciare fuori dall’Europa il maggior numero di migranti possibile attraverso accordi con paesi di partenza o di transito (Libia, Turchia, Niger, Marocco, Tunisia).

Vediamo le principali situazioni aperte in questo inizio di 2020.

I decreti sicurezza e l’accoglienza in Italia

Il decreto Sicurezza e immigrazione, o decreto Salvini, è diventato legge a dicembre 2018, e ha iniziato a dispiegare i suoi effetti nel corso del 2019: decine di migliaia di persone private della protezione umanitaria, esclusione dei richiedenti asilo dal sistema di accoglienza e dalla residenza anagrafica, perdita del posto di lavoro di chi lavorava nei progetti di accoglienza, aumento del numero di persone irregolari. Ne abbiamo scritto qui.

Ora il governo Conte II, dopo mesi di immobilismo, discute se modificare o meno questa impostazione. Il ministro Lamorgese ha probabilmente già pronti i testi con le modifiche ma deve negoziare con la maggioranza. Non si parla di reintrodurre la protezione umanitaria, ma di trovare il modo affinché i permessi per casi speciali possano essere utilizzati con maggiore flessibilità (qui abbiamo spiegato le differenze).

Lamorgese sarebbe inoltre intenzionata a modificare anche il Decreto sicurezza bis, riducendo le sanzioni per le Ong che operano in mare e agendo in maniera più coordinata con le stesse.

Infine, al di là dei decreti sicurezza, il ministro starebbe pensando anche a una sanatoria: il numero di persone irregolari sta continuando a crescere, anche per effetto del Decreto Salvini, e, almeno per le persone che lavorano e dimostrano di essere da tempo integrate in Italia, sarebbe allo studio un provvedimento di regolarizzazione, che però dovrà passare dalle valutazioni della maggioranza oltre che dal prevedibile polverone che si solleverebbe, nonostante si tratti di un provvedimento che non può che avere effetti benefici.

Il rinnovo degli accordi con la Libia

Il 2019 è stato l’anno in cui, grazie ad un’inchiesta di Nello Scavo per Avvenire, era stato dimostrato ciò che in realtà sapevamo già: nel 2017 l’Italia, con Minniti, ha trattato direttamente con i trafficanti di esseri umani per siglare l’accordo che avrebbe notevolmente ridotto le partenze di migranti dalla Libia.

Ora quell’accordo, poi ulteriormente rafforzato da Salvini nel 2018, è stato rinnovato senza modifiche, continuando quindi a finanziare la guardia costiera libica (cioè, in pratica, le milizie di trafficanti e signori della guerra) per bloccare le partenze e riportare i migranti nei centri di detenzione, più volte certificati come luoghi di morte, tortura, violenza.

Forse a seguito delle polemiche suscitate, l’Italia ha fatto la mossa di inviare al governo libico un documento con la richiesta di alcune modifiche dell’accordo, dopo che lo stesso si era rinnovato. Si tratta peraltro di modifiche ininfluenti, che mirano a un maggiore controllo da parte degli organismi internazionali sui centri di detenzione, organismi che hanno più volte dichiarato di non essere in grado di esercitare questo controllo.

Insomma, c’è da scommettere che tutto andrà avanti così.

Le morti in mare

Negli ultimi cinque anni, dal 2014 al 2019, sono 15 mila le persone morte nel Mediterraneo. 15 mila. Una vera e propria ecatombe, che pure considera solo le morti di cui siamo a conoscenza.

Se si guarda ai numeri assoluti, il 2019 ha visto un calo nel numero di morti in mare, ma solo perché sono state in calo le partenze. In termini relativi, l’attraversamento del Mediterraneo è diventato ancora più pericoloso nel periodo di gestione Salvini, passando da un 2% circa di persone morte sul totale dei partiti a un dato superiore al 6%.vIn questi primi mesi di gestione Lamorgese il dato è tornato a calare, anche sotto alla soglia del 2%.

Ancora, altre questioni sono aperte: le condizioni dei migranti in Grecia e lungo la rotta balcanica, soprattutto al confine tra Bosnia e Croazia; l’evoluzione della guerra civile in Libia; il monitoraggio dell’accordo con la Turchia; la possibilità che la nuova Commissione Europea porti avanti un percorso politico comune sulla redistribuzione dei migranti, sulla riforma del Regolamento di Dublino, sulla costruzione di una politica di asilo comune.

Su tutte queste questioni, e su altre che si dovessero aprire, vigileremo e riporteremo nel corso del 2020.

Tutti i numeri sugli stranieri in Italia, li trovate qui

Qui invece le parole delle migrazioni: cosa intendiamo con migranti, rifugiati, richiedenti asilo, immigrati, profughi?

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

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