Quante persone migranti stanno arrivando nel 2020?52 min read

17 Ottobre 2020 Migrazioni -

Quante persone migranti stanno arrivando nel 2020?52 min read

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Questo articolo monitora l’andamento dei flussi migratori in entrata in Italia e in Europa nel 2020, così come abbiamo fatto negli anni precedenti.

Utilizziamo i dati raccolti da Unhcr (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) che riguardano la situazione nel Mediterraneo: persone che arrivano via mare in Italia, Malta e Cipro e via mare e in parte via terra in Grecia e Spagna.

Va detto che questo flusso migratorio è solo una parte limitata, anche se molto visibile, del fenomeno migratorio globale. La maggior parte delle persone utilizza via legali per entrare nei paesi europei, e lo fa per motivi di lavoro, studio, famiglia.

Queste vie legali però sono molto complicate, insufficienti e addirittura impossibili da percorrere per alcuni, così molte persone tentano comunque di entrare in Europa e fare domanda di asilo, e il Mediterraneo è il canale di accesso privilegiato per questo tipo di arrivi.

Questo tipo di flussi, che ha raggiunto il suo apice tra il 2015 e il 2017, si è notevolmente ridotto negli ultimi due anni. Come mai? E nel 2020? Continuano i muri invisibili eretti dall’Europa a bloccare partenze e arrivi nel vecchio continente? Si aprono nuove rotte? Cambiano gli equilibri politici e le politiche?

Migranti 2020: i numeri in Italia

Nei primi nove mesi del 2020 sono sbarcate in Italia 23.721 persone, un incremento del 216% rispetto allo stesso periodo 2019, quando arrivarono 7.500 persone.

A settembre sono arrivate 4.400 mila persone, più del settembre scorso (2.500), ma in calo rispetto a luglio e agosto. Comunque, 14,5 mila arriva nei mesi caldi del 2020 contro i 4,7 mila del 2019, un segnale di crescita dovuto soprattutto come vedremo alle partenze dalla Tunisia.

Se prendiamo gli ultimi 12 mesi – esercizio più significativo che non paragonare gli anni solari o i singoli mesi – passiamo dai 9.980 arrivi tra il 1 ottobre 2018 e il 30 settembre 2019 ai 35.483 arrivi del periodo 1 ottobre 2019 – 30 settembre 2020, un aumento del 255%.

migranti settembre 2020

Tra i paesi di provenienza negli ultimi 12 mesi sono arrivate persone da Tunisia (10,8 mila persone, 30% del totale) seguite da Bangladesh (3,5 mila persone, 10%), Algeria, Costa d’Avorio, Pakistan, Sudan e Somalia.

Nei primi nove mesi del 2020 prosegue e accelera l’arrivo di persone dalla Tunisia. In grande crescita gli arrivi di persone dal Bangladesh, in diminuzione invece gli arrivi da Pakistan e Iraq.

Quanto al genere e all’età delle persone sbarcate, il 77% delle persone arrivate sulle coste italiane è di sesso maschile, le donne sono il 6%, i minori il 17% – in buona parte minori non accompagnati.

Migranti 2020: i numeri in Europa

Se consideriamo gli arrivi in tutta l’area del Mediterraneo, nei primi nove mesi del 2020 sono arrivati via Mediterraneo in Europa circa 58 mila migranti, nello stesso periodo del 2019 furono 85 mila.

migranti in europa a settembre

Da luglio, l’Italia è tornata ad essere il principale approdo di migranti in Europa, dopo che per tre anni erano state Grecia e Spagna a ricevere il maggior numero di persone.

In Spagna sono arrivate 18.630 persone nei primi nove mesi del 2020, contro le 22,5 mila dello stesso periodo del 2019. Si tratta di persone che entrano in Spagna in buona parte via mare ma in parte anche via terra nelle enclave di Ceuta e Melilla confinanti con il Marocco. In Spagna arrivano persone provenienti dal Maghreb (soprattutto Algeria e Marocco) e dell’Africa subsahariana (Mali, Guinea, Costa d’Avorio).

La Grecia registra 12.824 arrivi nel 2020, di cui novemila via mare e 3,8 mila via terra attraverso il delta del fiume Evros tra Turchia e Grecia. Rispetto al 2019, quando arrivarono 42 mila persone, il trend è in netto calo. In particolare, gli arrivi hanno subito una brusca frenata da aprile, dopo che la Turchia ha ripreso a vigilare sulle partenze. In Grecia arrivano soprattutto afghani (il 38% degli arrivi) e siriani (24%).

Vanno poi considerati anche i 2,2 mila arrivi registrati a Malta e i 700 registrati a Cipro.

Migranti 2020: questioni aperte

Le questioni aperte rispetto alla gestione dei flussi di migranti sono molte, commentiamo qui le principali.

Il patto sull’immigrazione in Europa

A settembre si è tornato a parlare di un accordo europeo per la gestione dei flussi migratori. In realtà la cosa non ha conseguenze operative, e non si capisce se mai ne avrà. La mossa mostra la volontà della nuova Commissione guidata da Ursula Von der Leyen di arrivare a una soluzione condivisa, ma gli ostacoli sono sempre quelli di prima e superarli appare molto complicato.

Il nuovo Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo è stato presentato dalla Commissione Europea il 23 settembre. Si tratta di un piano politico per i prossimi cinque anni, che però deve essere approvato dal Consiglio Europeo, dove siedono i rappresentanti dei 27 Stati membri e dove le divergenze appaiono ancora evidenti.

Va detto subito che il primo obiettivo del patto, più che la solidarietà interna, è la volontà di non far entrare in Europa i migranti. È anche l’obiettivo su cui c’è la maggiore convergenza, e l’Unione Europea intende raggiungerlo rafforzando gli accordi con i paesi di origine e di transito e aumentando ancora gli investimenti in Frontex, l’agenzia di controllo delle frontiere esterne.

Solo in secondo luogo il Patto mira a rafforzare il sistema di solidarietà interno per il ricollocamento dei richiedenti asilo che arrivano in Europa. Qui emergono però tutte le divergenze tra paesi.

Il Patto introduce un sistema di rimpatri sponsorizzati. In pratica, i paesi possono scegliere tra accogliere una quota di richiedenti asilo oppure finanziare il rimpatrio di coloro che non hanno diritto a restare in Europa.

Non si parla nel Patto di canali di ingresso legali per i migranti, non si fa quindi cenno alla possibilità di gestire in maniera comune gli ingressi per motivi di lavoro, o la possibilità di implementare su larga scala i corridoi umanitari.

Insomma, un accordo al ribasso, che per di più avrà strada difficile.

La modifica dei decreti sicurezza in Italia

In Italia, intanto, si è finalmente arrivati alla modifica dei decreti sicurezza introdotti da Salvini tra fine 2018 e inizio 2019. Qui sono spiegate tutte le modifiche introdotte.

L’intervento più significativo è forse l’estensione dei casi a cui è possibile concedere un permesso speciale, includendo situazioni di vulnerabilità più generiche per conferire un permesso per restare in Italia ai richiedenti asilo che non hanno i requisiti per diventare rifugiati, e consentendo loro di convertire tale permesso in permesso per motivi di lavoro, se trovano lavoro. Non si tratta della reintroduzione della protezione umanitaria ma poco ci manca, almeno sulla carta.

Per quanto riguarda la gestione dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati nel nostro paese, si va verso una riforma del sistema voluto da Salvini, cosidetto Siproimi, che aveva escluso i richiedenti asilo dalla seconda accoglienza per concentrarli in grandi strutture prive di veri servizi per l’integrazione.

La nuova accoglienza – denominata Sistema di accoglienza e integrazione – dovrebbe puntare su soluzioni abitative più piccole e sulla reintroduzione, anche per i richiedenti asilo e non solo per i rifugiati, dei servizi per l’integrazione.

Staremo a vedere se i tempi le modalità di attuazione di queste riforme saranno efficaci.

Le morti in mare e i soccorsi nel Mediterraneo

Con il decreto di modifica dei decreti sicurezza poco cambia però in fatto di soccorsi in mare. Vero che le sanzioni per le navi che violano il divieto di ingresso alle acque territoriali scende a un tetto di un milione a uno di 50 mila euro, ma intanto il divieto rimane.

Significa che, quando lo ritiene, il governo può impedire alle navi che soccorrono migranti di entrare in acque territoriali italiane “per ragioni di ordine e sicurezza pubbliche”.

Inoltre si sottolinea la necessità di coordinarsi con le autorità pubbliche nelle operazioni di salvataggio – pena addirittura la reclusione fino a due anni – il che sembra una cosa di buon senso se non che spesso le navi delle Ong intervengono proprio perché lo Stato decide di non intervenire.

Staremo a vedere come verranno applicate queste norme, intanto anche a settembre si sono verificate manovre più o meno esplicite di ostacolo alle navi di Ong e commerciali che salvano migranti: giorni prima di autorizzare lo sbarco, fermi amministrativi per non farle ripartire, allarmi che vengono ignorati, rimbalzi di responsabilità tra Italia e Malta.

Tutti i numeri sugli stranieri in Italia, li trovate qui

Qui invece le parole delle migrazioni: cosa intendiamo con migranti, rifugiati, richiedenti asilo, immigrati, profughi?

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Fabio Colombo

Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it
7 Commenti
  1. Avatar

    Stefano Merlini

    in percentuale meno morti in mare, ma numeri relativi più morti, glielo spieghi a chi muore che le percentuali sono diminuite. Che ipocrisia. Secondo lei meglio 100 morti su 1000 partenti oppure 200 su 5000. La cosa migliore per me è meno morti in termini numerici.

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Buongiorno Stefano, non c'è un meglio o un peggio, entrambi i dati - come su tutti i temi - hanno qualcosa da dire.

  2. Avatar

    Stefano Merlini

    Questo è vero, però per me meno morti ci sono e meglio è. Poi ovvio che se si riuscisse ad avere zero persone morte sarebbe un successo. Ma si potrà ottenere, solo garantendo un futuro a tutti nel proprio paese, in modo che nessuno sia costretto a migrare. La realtà però mi sembra che si investa pochissimo per questo, anche da parte di molte associazioni umanitarie e ong.

  3. Avatar

    francesco

    Come mai non si riesce ad arrivare ad una politica comune europea? i migranti , dai dati che si leggono, arrivano in spagna, grecia e italia che sono le economie più deboli. Che fa ad esempio la Francia, la Germania, l'Austria e il nord Europa?

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Buongiorno Francesco, grazie della domanda. Quello della politica comune in materia di migrazioni e asilo è un tema aperto da decenni. Purtroppo non si arriva ad un accordo tra gli Stati. Attenzione alla lettura dei dati: in Grecia, Italia e Spagna arrivano i migranti via mare, ma in realtà paesi come Germania, Svezia, Belgio, Austria accolgono molti più immigrati che vengono via terra, ed è anche questo il motivo per cui molti paesi sono restii alla distribuzione dei migranti che arrivano via mare. Vedi più info in questi articoli: https://www.lenius.it/quanti-sono-gli-immigrati-in-italia-e-in-europa/ https://www.lenius.it/quanti-sono-i-rifugiati-in-italia-e-in-europa/

  4. Avatar

    Muhammad

    Ciao posso chiedere io sono in italia da 2014 e evevo il permesso di soggiorno richesta asilo e 2018 corte di appello ha diciso di darmi il permesso sussidiaria poi lo fatto convertire il motivo lavoro adesso io posso fare domanda per carta soggiorno il tempo di 5 anni si conta da 2014 o da 2018 quando ho presso il permesso mi conseglia perfavore

    • Davide Fracasso

      Davide Fracasso

      Ciao Muhammad, dunque il conteggio dei 5 anni dovrebbe partire da quando hai un permesso di soggiorno, anche se x richiesta asilo, quindi nel tuo caso dal 2014. Non so dirti con certezza se dovranno anche verificare la residenza, ma non credo.

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