Quanti migranti stanno arrivando nel 2019?

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Migranti 2019: i numeri in Italia al 31 luglio

Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 31 luglio 2019 sono sbarcate in Italia 3.850 persone. Nei primi sette mesi del 2018 arrivarono 18 mila migranti, addirittura 95 mila nel 2017.

Se prendiamo gli ultimi 12 mesi – esercizio analiticamente più significativo che non paragonare gli anni solari – passiamo dai 42.678 arrivi tra il 1 agosto 2017 e il 31 luglio 2018 ai 10.482 arrivi del periodo 1 agosto 2018 – 31 luglio 2019, un calo del 75%.

migranti 2019

Tra i paesi di provenienza negli ultimi 12 mesi (il dato riguarda il periodo luglio 2018 – giugno 2019) sono arrivate soprattutto persone da Tunisia (2,8 mila persone, 25% del totale) seguite da seguite da Iraq (1,4 mila persone, 12%), Pakistan (11%), Algeria (8%) e Eritrea (7%).

Considerando il solo 2019 sono arrivate soprattutto persone provenienti da Tunisia (594 persone), Pakistan (426), Algeria (271), Iraq (252) e Costa d’Avorio (210). Crollo verticale quindi degli arrivi dai paesi dell’Africa subsahariana. Pensate che dalla Nigeria sono arrivate 29 persone dall’inizio dell’anno, ne arrivarono 18 mila nel 2017, 36 mila nel 2016.

Migranti 2019: i numeri in Europa al 31 luglio

Se consideriamo gli arrivi su tutte le coste europee, tra il 1 gennaio e il 31 luglio 2019 sono arrivati via mare in Europa circa 45 mila migranti (nei primi sette mesi del 2018 furono circa 62 mila).

La Grecia torna ad essere l’approdo più significativo, con 23,5 mila arrivi nel 2019, di cui 17 mila via mare e 6 mila via terra attraverso il delta del fiume Evros tra Turchia e Grecia. Il dato è comunque inferiore rispetto allo stesso periodo del 2018, quando arrivarono 27 mila persone.

L’accordo con la Turchia del 2016 ha fermato l’esodo di massa di profughi siriani, iracheni e afghani verso l’Europa che aveva portato al milione di arrivi in Grecia tra marzo 2015 e marzo 2016. Da allora in Grecia l’afflusso si è stabilizzato intorno ai due-tremila arrivi al mese, anche se a luglio 2019 questo numero ha superato i quattromila. Arrivano soprattutto afghani (il 35% degli arrivi), siriani, iracheni e palestinesi che sfuggono alle maglie del controllo turco. Curioso l’arrivo di circa 1,5 mila persone dalla Repubblica Democratica del Congo, che si sono spostate dal cuore dell’Africa in Turchia per poi entrare in Grecia.

In Spagna sono arrivate circa 16 mila persone nei primi sette mesi del 2019, contro le 28 mila dello stesso periodo del 2018. Si tratta di persone che entrano in Spagna in gran parte via mare ma in parte anche via terra nelle enclave di Ceuta e Melilla confinanti con il Marocco. In Spagna arriva un’umanità varia di diverse nazionalità del Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia), dell’Africa subsahariana (Guinea, Mali, Costa d’Avorio, Senegal), del Medio Oriente (Siria, Palestina).

Vanno poi considerati anche i mille arrivi registrati a Malta e i circa 800 registrati a Cipro.

Migranti 2019: strategie politiche

La principale linea comune europea continua a essere quella di intensificare l’azione di controllo dei confini esterni, per lasciare fuori dall’Europa il maggior numero di migranti possibile.

Nel mese di luglio inoltre si è tornato a parlare con una certa concretezza di redistribuzione dei migranti tra i paesi europei.

In Italia invece l’attenzione è concentrata sulla lotta alle Ong, con l’emanazione del Decreto sicurezza bis che ne contrasta l’azione e che segue il decreto sicurezza di dicembre 2018 con cui si era riformato il sistema di accoglienza. Di tanto in tanto, poi, si sollevano polveroni mediatici che accompagnano il salvataggio di migranti in mare da parte di navi umanitarie, militari o commerciali.

Vediamo le principali scelte politiche adottate negli ultimi mesi e anni dall’Italia e dall’Unione Europea.

Le navi in mezzo al mare

Mentre gli sbarchi continuano, piccoli numeri, piccole navi, ma comunque continuano, di tanto in tanto il governo italiano, e in particolare il suo Ministro dell’Interno Matteo Salvini, solleva un polverone mediatico attorno ad alcuni casi specifici.

Il picco è stato raggiunto a giugno con il caso della Sea Watch, rimasta in mare 16 giorni prima che la capitana Carola Rackete decidesse di forzare il blocco e entrare al porto di Lampedusa per mettere in salvo le persone a bordo.

A luglio è stata la volta, ancora più paradossale, della nave Gregoretti della guardia costiera italiana. Il 25 luglio la nave aveva preso a bordo 135 migranti salvati da un peschereccio e ha dovuto attendere una settimana prima di ricevere l’ok a sbarcarli al porto di Augusta, in Sicilia.

Sono invece sbarcati a Malta dopo cinque giorni di stallo, e dopo aver ricevuto il divieto di ingresso in acque italiane, i 40 migranti salvati dalla nave Alan Kurdi dell’Ong Sea Eye a seguito di un accordo tra Malta e Germania per il loro ricollocamento.

Nel frattempo in Grecia una nave da crociera ha salvato 111 migranti ed è stata fatta immediatamente attraccare al porto di Kalamata.

Le ipotesi di redistribuzione dei migranti

Perché ci dobbiamo sorbire tutta questa solfa dei porti chiusi almeno una volta al mese? Perché così vuole la dieta mediatica di Salvini e perché – questa è la motivazione politica – il Ministro dell’Interno vuole così costringere gli altri paesi europei ad accettare la redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia via mare.

Come fa notare Matteo Villa di Ispi in questo tweet i migranti scesi dalla Gregoretti sono stati redistribuiti, oltre che in Italia, in Francia, Germania, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo. Gli stessi paesi che dieci giorni prima – insieme a Finlandia, Lituania e Croazia – avevano firmato un accordo per la redistribuzione dei migranti su iniziativa della Francia.

L’accordo non è vincolante ma rappresenta un primo passo per superare il Regolamento di Dublino, che prevede che i migranti debbano fare domanda di asilo nel paese di primo ingresso in Europa. Per questo ha fatto clamore l’assenza dell’Italia, tra i paesi più interessati alla riforma di Dublino e all’introduzione di meccanismi di redistribuzione.

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

16 Comments

  1. Be’, certo.
    La soluzione adottata dallo scorso governo dei compagni per eliminare gli immigrati clandestini era geniale: chiamarli immigrati regolari.
    Il governo attuale, invece, stupidamente continua a chiamare i clandestini come “clandestini”.
    La soluzione sarebbe, invece, chiamarli “migranti diversamente regolari”.
    Basta copiare dal governo PD.

    • Ciao Daria, si tratta di scelte politiche di fronte a cui non ci sono verità assolute: né quella del governo “dei compagni” né la tua.

  2. Egregio Sig. Colombo..io una verita’ assoluta ce l’ho:
    da 1 anno, né io, né le mie vicine, possono piu’ fare la spesa al vicino market Lidl a causa del gruppetto di africani all’ingresso.
    All’inizio chiedevano solo soldi, poi sono passati ad importunare tutte le donne sole, dove per “donne” intendo dalle bambine 12enni alle anziane.
    Non e’ alta politica?
    Ma e’ quello che interessa ai comunissimi elettori come me. che, sino a questa invasione di “naufraghi”, della politica non interessava niente.

    • Ciao Daria, l’esperienza di ciascuno è certamente meritevole di ascolto e intervento, però esiste un mondo anche al di fuori di ciò che vedo/sento/tocco. La politica, di nuovo, è scelta: ci sono persone che vogliono andare al supermercato serenamente, chi vede nella presenza degli stranieri un pericolo e chi una crescita, persone che non vogliono morire in Libia, persone che vogliono muoversi per il mondo come facciamo noi, liberamente.

      • “Muoversi liberamente” non significa entrare di prepotenza in casa altrui e pretendere pure di esserci mantenuti.
        Se le Sue idee sono dovute ad ideologie politiche di sinistra, Sig. Colombo, Le faccio presente che Karl Marx, il padre del comunismo, avversava l’immigrazione selvaggia perché danneggiava, e danneggia tuttora, i poveracci di casa nostra.
        Al contrario, Bakunin, il fondatore del movimento anarchico, desiderava l’immigrazione clandestina perché causa di disordini sociali, la famosa guerra tra poveri.
        Mi pare che i partiti di sinistra attuali si rifacciano piu’ al secondo personaggio.
        Se invece, non si tratta di politica, ed Ella e’ favorevole a fare entrare in Italia immigrati clandestini illegali perché “poveri”, a parte il fatto che un africano con 4mila euro contanti per i trafficanti in tasca non e’ povero neanche in Italia, forse sarebbe il caso di occuparsi prima dei 5milioni di italiani in miseria.
        In ogni caso, ognuno ha diritto alle sue proprie idee ed a preoccuparsi di tutto il terzo mondo se lo ritiene, a patto che lo faccia a sue spese e non pretenda lo sia della collettivita’.
        Grazie della Sua cortese attenzione.
        Firmato: una non-compagna e, pertanto, ignorante, fascista e trozkista controrivoluzionaria..

        • un paio di commenti e ti ritrovi bakuniano. nella battaglia delle etichette, poteva andarmi peggio.

  3. cara Daria dovresti metterti a studiare un po.
    lo sai ad esempio che la Svizzera aveva introdotto, sino a non moltissimi anni fa, delle leggi razziali contro gli italiani che vi andavano a lavorare?
    che i nostri minatori in Belgio non potevano portare le famiglie?
    che la Germania, che abbiamo fatto grande nel dopoguerra, ci discriminava e in alcune zone lo fa tuttora?
    e quando ad inizio 900 siamo andati in America? Pensa li abbiamo introdotto la mafia!
    come vedi le migrazioni, per qualsiasi motivo avvengano; sono cicliche. Se continuiamo a ragionare come i nazisti, già le motivazioni sono le stesse solo che l’altra volta ci sono passati gli ebrei, non se ne esce più.
    Proprio noi italiani non possiamo appellarci neanche alla difesa della razza visto che siamo sempre stati terra di passaggio e di conquista. Affrontare una migrazione è principalmente un fatto di civiltà. Purtroppo ho scoperto in questo frangente che il mio popolo di civiltà ne ha ben poca. Vedo un moltiplicarsi di gruppuscoli di estrema destra che devono difendere cosa? Se siamo diventati i morti di fame d’europa prendiamocela con i nostri incapaci politici, PRESENTI PASSATI e purtroppo FUTURI, non con i migranti. Se blocchi il sistema di accoglienza e di integrazione purtroppo crei delle situazioni non gradevoli. A proposito lo sai che i migranti di pelle nera NON sono la maggioranza in Italia? Solo che gli altri passano inosservati………..

  4. E comunque , nonostante i proclami di Salvini, l’arrivo dei migranti non si è fermato minimamente. Il trucco è “se non fa notizia facciamo finta di niente” ……………..se non ne parli non esistono!

  5. Populismo brutta bestia. Ho visto pubblicare le foto del concerto dei PINK FLOID a Venezia spacciandole per “MIGRANTI PRONTI AD INVADERE L’ITALIA” , tranquilli cittadini diventare degni del più becero gerarca fascista, signore che esprimono idee che……….fortunatamente non sono un assistente sociale, stranieri ormai perfettamente integrati in italia con famiglia e lavoro aggrediti solo perché diversi, imbecillotti appena diciottenni che fanno i nazisti e tante altre amenità del genere.
    A nessuno è venuto in mente che la situazione attuale sia frutto di questo ormai evidente e rapido decadimento della società civile?
    FORSE LA NAFTALINA PER RIPORRE IL CERVELLO E’ DI PESSIMA QUALITA’…………….CAMBIATELA!

  6. Sono d’accordo, non possiamo assumere che capiamo perfettamente le ragioni per le cui queste persone hanno dovuto migrare. Infatti moltissimi avessero preferito non essere forzati a lasciare il paese e la famiglia grazie allo stato politico o di guerra nel proprio posto originale. Solo cercano una forma di preservare il loro diritto a una vita sicura, non continuamente minacciata ad ogni livello (non possono guadagnare dei soldi, non possono fornire risorse sufficienti per i figli, ed infatti la morte stessa potrebbe essere una constante possibilita’). Non possiamo giudicare neanche a tutto una etnicita’, o neppure a tutti gli immigrati bassato solo sulle osservazioni di cinque o sei uomini in un solo market, in un solo quartiere. La maggioranza solo cercano i diritti umani basici e le opportunita’ che sono state negate nel loro proprio paese.

  7. Sono d’accordo che non possiamo giudicare a queste persone senza capire meglio quale sono le loro ragioni per aver migrato nel primo posto. La maggioranza solo cercano i diritti umani basici e le opportunita’ che le sono state negate nei loro propri paesi, dato che molto spesso queste persone avessero preferito non essere forzati a lasciare il paese e la famiglia per ragioni politici o grazie allo stato di guerra. Molti immigrati semplicemente non avessero potuto rimanere nel paese senza morire di fame (usualmente non possono trovare nessuna forma di guadagnare soldi o trovare cibo), o forse senza essere uccisi dalla stessa polizia o forza militare. Bisogna uno sforzo maggiore per capire le storie specifiche di queste persone prima di giudicare e condannarli bassato solo sui numeri e statistiche che ci forniscono politici che gia sappiamo hanno delle motivazioni discutibili e che gia hanno anche una storia di bugie.

  8. Caterina hai perfettamente ragione.
    I nostri politici hanno una storia centenaria fatta di bugie
    Ormai vivono alla giornata
    Non si preoccupano degli italiani figurati degli stranieri.
    Ma se prima era evidente che le bugie politiche erano sottese dalla “ragion di stato” ora è solo campagna elettorale, becera e priva, nonostante i paroloni, di un qualsiasi disegno politico nazionale. La cosa veramente grave è che anche il popolo si è appiattito su questo modo di far politica…………..che sia questa la politica del cambiamento?

  9. tutto è giusto sono nata in Africa e ho seguito le loro leggi..è scoppiata una rivoluzione , i insegnavo ma aiutaco i poveri..non sono d’accorto al permesso di sbarco di assassini strupatori ecc, ma questo succede in tutto il mondo Nella mia grande ignoranza io colpelizzo coloro che sfruttano questa gente per arricchirsi…ho un vicino di casa somalo, conosco la somalia e lo aiuto così come aiuto gli eritrei ma denuncio chi ruba e fa del male…Siamo tutti migranti su questa terra ma manca l’AMORE:…e se ce ne fosse un po’ saremmo felici di condividere il nostr pane..SONO POVERA MA LA MIA POVERTA’ MI FA RICCA::..MARIANNA

  10. Nella mia regione stiamo cominciando a “toccare con mano” gli effetti dell’accoglienza e dell’integrazione. Alla manifestazione, tenutasi pochi giorni fa, “monumenti aperti” in cui i ragazzi delle scuole primarie e secondarie fanno da ciceroni ho incontrato ragazzi (secondo me ormai italiani) di chiare origini africane, asiatiche e medio orientali. PERFETTAMENTE INTEGRATI!!!!. Per tutto questo è bastato solo un pò di rispetto reciproco.
    Sarà perché noi sardi siamo un po strani (consideriamo straniero l’abitante del paese vicino ma percepiamo come persona in difficoltà il vero straniero) vuoi perché siamo stati sempre terra di conquista e sfruttamento e terra di migranti quindi ci immedesimiamo meglio, oppure semplicemente perché siamo sardi e il concetto di “identità nazionale” o se preferite di popolo lo abbiamo innato e nessuno è mai riuscito a togliercelo, per cui lo straniero in casa non ci fa paura anzi…………..lo facciamo diventare sardo.
    LA COSA FUNZIONA e, se avessimo la possibilità di offrire lavoro e stipendi dignitosi sia ai sardi che agli stranieri, FUNZIONEREBBE ANCORA MEGLIO
    (ma non sono tutte rose e fiori purtroppo se Carlo V ci definiva todos cabajeros ora….todos morti di fame)

  11. Le statistiche qui pubblicate mi sembrano piuttosto avulse dalla realtà che ci mostrano tutti i media. Infatti quando si mostrano le percentuali dei paesi di provenienza si cita Tunisia, Pakistan, Iraq, Algeria ed Eritrea mentre non c’è nessun cenno alla Libia ed all’Africa Subsahariana. Come è possibile? Questo fa temere che anche le cifre dei morti in mare siano taroccate p. es. perché basate solo sulle dichiarazioni dei presunti superstiti la cui credibilità è piuttosto bassa per non dire nulla

    • Buongiorno Michelangelo, la Libia, insieme alla Tunisia, è il punto di partenza di molte delle imbarcazioni che tentano la traversata del Mediterraneo, ma i libici presenti su quelle imbarcazioni sono sempre stati pochissimi. Non credo che nessun altro media abbia mai parlato di persone della Libia, ma che partono dalla Libia, e sono soprattutto persone di Tunisia, Pakistan, Iraq, Algeria, Eritrea. Le persone dei paesi dell’Africa subsahariana erano molto numerose fino al 2016 e parte del 2017 (Nigeria su tutti, ma anche Guinea, Gambia, Costa d’Avorio, Senegal…), ora però sono pochissime, per la ragione che la rotta migratoria è stata chiusa dagli accordi che Italia ed Europa hanno siglato non solo con la Libia (paese di partenza delle navi) ma anche con i paesi di transito su tutti il Niger.

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