Quanti migranti sono arrivati nel 2019?

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Nel 2018 gli arrivi di migranti via mare in Italia e in Europa sono calati sensibilmente rispetto agli anni precedenti, ma nonostante questo il confronto tra i governi europei e nell’opinione pubblica è sempre acceso e divisivo.

Il modello adottato dall’Europa per ridurre drasticamente gli arrivi di migranti è stato quello di chiuderli fuori: prima in Turchia, per bloccare il flusso di siriani e altri asiatici che attraversava il Mar Egeo per approdare in Grecia, poi in Libia, per fermare le partenze verso l’Italia.

In questo post aggiornato mensilmente vediamo se nel corso del 2019 i muri invisibili eretti dall’Unione Europea continuano a bloccare partenze e arrivi, se nuove rotte si aprono, se gli equilibri politici cambiano e se nuove misure vengono introdotte in Italia e in Europa.

Migranti 2019: i numeri in Italia al 30 novembre

Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 30 novembre 2019 sono sbarcate in Italia 10.875 persone. Nei primi undici mesi del 2018 arrivarono circa 23 mila migranti, addirittura 119 mila nel 2017.

A novembre sono arrivate 1,2 mila persone, un dato in calo rispetto ai mesi di settembre e ottobre.

Se prendiamo gli ultimi 12 mesi – esercizio analiticamente più significativo che non paragonare gli anni solari – passiamo dai 25.314 arrivi tra il 1 dicembre 2017 e il 30 novembre 2018 ai 13.025 arrivi del periodo 1 dicembre 2018 – 30 novembre 2019, un calo del 49%.

migranti 2019 novembre

Tra i paesi di provenienza negli ultimi 12 mesi (dati aggiornati al 31 ottobre) sono arrivate soprattutto persone da Tunisia (quasi tremila persone, 23% del totale) seguite da Pakistan (1,3 mila persone, 10%), Algeria, Costa d’Avorio e Iraq.

Quanto al genere e all’età delle persone sbarcate, il 72% delle persone arrivate sulle coste italiane negli ultimi 12 mesi è di sesso maschile, le donne sono il 10%, i minori il 18% – in buona parte minori non accompagnati. Queste percentuali sono sostanzialmente invariate nel corso del tempo.

Migranti 2019: i numeri in Europa al 30 novembre

Se consideriamo gli arrivi su tutte le coste europee, tra il 1 gennaio e il 30 novembre 2019 sono arrivati via mare in Europa circa 112 mila migranti (nei primi undici mesi del 2018 furono circa 131 mila).

migranti in europa novembre

La Grecia è l’approdo più significativo, con 67 mila arrivi nel 2019, di cui 54 mila via mare e 13 mila via terra attraverso il delta del fiume Evros tra Turchia e Grecia. È un dato superiore allo stesso periodo del 2018, quando arrivarono 43 mila persone.

Dall’accordo con la Turchia del 2016 l’afflusso in Grecia si era stabilizzato intorno ai due-tremila arrivi al mese, ma l’estate 2019 ha fatto segnare una netta ripresa dei flussi: a luglio 2019 erano arrivate cinquemila persone, ad agosto ottomila, a settembre più di dodicimila, a ottobre e novembre di nuovo diecimila.

In Grecia arrivano soprattutto afghani (il 37% degli arrivi) e siriani (28%). Curioso l’arrivo di circa tremila persone dalla Repubblica Democratica del Congo, che si sono spostate dal cuore dell’Africa in Turchia per poi entrare in Grecia.

In Spagna sono arrivate quasi 30 mila persone nei primi undici mesi del 2019, la metà rispetto alle quasi 60 mila dello stesso periodo del 2018. Si tratta di persone che entrano in Spagna in gran parte via mare ma in parte anche via terra nelle enclave di Ceuta e Melilla confinanti con il Marocco. In Spagna arriva un’umanità varia di diverse nazionalità del Maghreb (Marocco, il 29% degli arrivi, Algeria, Tunisia), dell’Africa subsahariana (Guinea, Mali, Costa d’Avorio, Senegal), del Medio Oriente (Siria, Palestina).

Vanno poi considerati anche i 2,7 mila arrivi registrati a Malta e i gli 1,2 mila registrati a Cipro.

Migranti 2019: strategie politiche al 30 novembre

La principale linea comune europea continua a essere quella di intensificare l’azione di controllo dei confini esterni, per lasciare fuori dall’Europa il maggior numero di migranti possibile.

Vanno letti in questa direzione gli accordi con la Turchia del 2016 e con la Libia del 2017, ulteriormente rafforzato nel 2018, e i nuovi accordi che diversi paesi europei stanno stringendo con paesi di transito o partenza, come il Niger, la Tunisia e il Marocco.

Tuttavia le cose stanno cambiando, soprattutto a partire dai mesi estivi. Vediamo le principali conseguenze di alcune delle scelte politiche adottate negli ultimi mesi e anni dall’Italia e dall’Unione Europea.

E in Italia?

A parte il lavoro, finora poco fruttuoso, a livello europeo per rendere effettivo ed efficace l’accordo per la redistribuzione dei migranti, ancora non si è capito quale linea intende prendere il nuovo governo Conte sulla gestione delle politiche di asilo e accoglienza.

Il governo precedente, su iniziativa dell’ex Ministro dell’Interno Salvini, aveva aggiornato le politiche di gestione dei flussi e di accoglienza a colpi di decreti sicurezza. L’ultimo, chiamato decreto sicurezza bis, stabilisce che il Ministro dell’Interno può decidere sulla chiusura dell’accesso alle acque territoriali e che le navi che violano questo divieto possono essere punite con una sanzione da 150 mila a un milione di euro e con il sequestro della nave.

Il precedente decreto, denominato decreto sicurezza e immigrazione, è in vigore da dicembre 2018 e ha introdotto diverse novità.

Il decreto ha abolito l’istituto della protezione umanitaria, la forma di protezione più utilizzata per i richiedenti asilo che fanno domanda in Italia, che si aggiungeva alle due forme condivise a livello internazionale (lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria – qui abbiamo spiegato le differenze).

Il decreto Salvini ha inoltre modificato radicalmente l’impostazione del sistema di accoglienza dei migranti in Italia, come abbiamo spiegato ampiamente qui.

I due decreti sicurezza sono ancora in vigore, e si attende di capire se il nuovo governo intende confermarli, cancellarli o modificarli. A novembre il Ministro dell’Interno Lamorgese ha fatto intendere che sì, i decreti verranno modificati, ma ancora non è chiaro quando e come.

Le organizzazioni attive nel campo dell’immigrazione e della tutela dei diritti umani, riunite nella campagna Io Accolgo, ne auspicano il superamento chiedendo in particolare: la reintroduzione della protezione umanitaria, un sistema di accoglienza in grado di promuovere inclusione sociale, l’abrogazione delle norme che ostacolano le operazioni di salvataggio in mare da parte di navi umanitarie, la cancellazione degli accordi con la Libia.

Staremo a vedere.

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

19 Comments

  1. Be’, certo.
    La soluzione adottata dallo scorso governo dei compagni per eliminare gli immigrati clandestini era geniale: chiamarli immigrati regolari.
    Il governo attuale, invece, stupidamente continua a chiamare i clandestini come “clandestini”.
    La soluzione sarebbe, invece, chiamarli “migranti diversamente regolari”.
    Basta copiare dal governo PD.

    • Ciao Daria, si tratta di scelte politiche di fronte a cui non ci sono verità assolute: né quella del governo “dei compagni” né la tua.

  2. Egregio Sig. Colombo..io una verita’ assoluta ce l’ho:
    da 1 anno, né io, né le mie vicine, possono piu’ fare la spesa al vicino market Lidl a causa del gruppetto di africani all’ingresso.
    All’inizio chiedevano solo soldi, poi sono passati ad importunare tutte le donne sole, dove per “donne” intendo dalle bambine 12enni alle anziane.
    Non e’ alta politica?
    Ma e’ quello che interessa ai comunissimi elettori come me. che, sino a questa invasione di “naufraghi”, della politica non interessava niente.

    • Ciao Daria, l’esperienza di ciascuno è certamente meritevole di ascolto e intervento, però esiste un mondo anche al di fuori di ciò che vedo/sento/tocco. La politica, di nuovo, è scelta: ci sono persone che vogliono andare al supermercato serenamente, chi vede nella presenza degli stranieri un pericolo e chi una crescita, persone che non vogliono morire in Libia, persone che vogliono muoversi per il mondo come facciamo noi, liberamente.

      • “Muoversi liberamente” non significa entrare di prepotenza in casa altrui e pretendere pure di esserci mantenuti.
        Se le Sue idee sono dovute ad ideologie politiche di sinistra, Sig. Colombo, Le faccio presente che Karl Marx, il padre del comunismo, avversava l’immigrazione selvaggia perché danneggiava, e danneggia tuttora, i poveracci di casa nostra.
        Al contrario, Bakunin, il fondatore del movimento anarchico, desiderava l’immigrazione clandestina perché causa di disordini sociali, la famosa guerra tra poveri.
        Mi pare che i partiti di sinistra attuali si rifacciano piu’ al secondo personaggio.
        Se invece, non si tratta di politica, ed Ella e’ favorevole a fare entrare in Italia immigrati clandestini illegali perché “poveri”, a parte il fatto che un africano con 4mila euro contanti per i trafficanti in tasca non e’ povero neanche in Italia, forse sarebbe il caso di occuparsi prima dei 5milioni di italiani in miseria.
        In ogni caso, ognuno ha diritto alle sue proprie idee ed a preoccuparsi di tutto il terzo mondo se lo ritiene, a patto che lo faccia a sue spese e non pretenda lo sia della collettivita’.
        Grazie della Sua cortese attenzione.
        Firmato: una non-compagna e, pertanto, ignorante, fascista e trozkista controrivoluzionaria..

        • un paio di commenti e ti ritrovi bakuniano. nella battaglia delle etichette, poteva andarmi peggio.

  3. cara Daria dovresti metterti a studiare un po.
    lo sai ad esempio che la Svizzera aveva introdotto, sino a non moltissimi anni fa, delle leggi razziali contro gli italiani che vi andavano a lavorare?
    che i nostri minatori in Belgio non potevano portare le famiglie?
    che la Germania, che abbiamo fatto grande nel dopoguerra, ci discriminava e in alcune zone lo fa tuttora?
    e quando ad inizio 900 siamo andati in America? Pensa li abbiamo introdotto la mafia!
    come vedi le migrazioni, per qualsiasi motivo avvengano; sono cicliche. Se continuiamo a ragionare come i nazisti, già le motivazioni sono le stesse solo che l’altra volta ci sono passati gli ebrei, non se ne esce più.
    Proprio noi italiani non possiamo appellarci neanche alla difesa della razza visto che siamo sempre stati terra di passaggio e di conquista. Affrontare una migrazione è principalmente un fatto di civiltà. Purtroppo ho scoperto in questo frangente che il mio popolo di civiltà ne ha ben poca. Vedo un moltiplicarsi di gruppuscoli di estrema destra che devono difendere cosa? Se siamo diventati i morti di fame d’europa prendiamocela con i nostri incapaci politici, PRESENTI PASSATI e purtroppo FUTURI, non con i migranti. Se blocchi il sistema di accoglienza e di integrazione purtroppo crei delle situazioni non gradevoli. A proposito lo sai che i migranti di pelle nera NON sono la maggioranza in Italia? Solo che gli altri passano inosservati………..

  4. E comunque , nonostante i proclami di Salvini, l’arrivo dei migranti non si è fermato minimamente. Il trucco è “se non fa notizia facciamo finta di niente” ……………..se non ne parli non esistono!

  5. Populismo brutta bestia. Ho visto pubblicare le foto del concerto dei PINK FLOID a Venezia spacciandole per “MIGRANTI PRONTI AD INVADERE L’ITALIA” , tranquilli cittadini diventare degni del più becero gerarca fascista, signore che esprimono idee che……….fortunatamente non sono un assistente sociale, stranieri ormai perfettamente integrati in italia con famiglia e lavoro aggrediti solo perché diversi, imbecillotti appena diciottenni che fanno i nazisti e tante altre amenità del genere.
    A nessuno è venuto in mente che la situazione attuale sia frutto di questo ormai evidente e rapido decadimento della società civile?
    FORSE LA NAFTALINA PER RIPORRE IL CERVELLO E’ DI PESSIMA QUALITA’…………….CAMBIATELA!

  6. Sono d’accordo, non possiamo assumere che capiamo perfettamente le ragioni per le cui queste persone hanno dovuto migrare. Infatti moltissimi avessero preferito non essere forzati a lasciare il paese e la famiglia grazie allo stato politico o di guerra nel proprio posto originale. Solo cercano una forma di preservare il loro diritto a una vita sicura, non continuamente minacciata ad ogni livello (non possono guadagnare dei soldi, non possono fornire risorse sufficienti per i figli, ed infatti la morte stessa potrebbe essere una constante possibilita’). Non possiamo giudicare neanche a tutto una etnicita’, o neppure a tutti gli immigrati bassato solo sulle osservazioni di cinque o sei uomini in un solo market, in un solo quartiere. La maggioranza solo cercano i diritti umani basici e le opportunita’ che sono state negate nel loro proprio paese.

  7. Sono d’accordo che non possiamo giudicare a queste persone senza capire meglio quale sono le loro ragioni per aver migrato nel primo posto. La maggioranza solo cercano i diritti umani basici e le opportunita’ che le sono state negate nei loro propri paesi, dato che molto spesso queste persone avessero preferito non essere forzati a lasciare il paese e la famiglia per ragioni politici o grazie allo stato di guerra. Molti immigrati semplicemente non avessero potuto rimanere nel paese senza morire di fame (usualmente non possono trovare nessuna forma di guadagnare soldi o trovare cibo), o forse senza essere uccisi dalla stessa polizia o forza militare. Bisogna uno sforzo maggiore per capire le storie specifiche di queste persone prima di giudicare e condannarli bassato solo sui numeri e statistiche che ci forniscono politici che gia sappiamo hanno delle motivazioni discutibili e che gia hanno anche una storia di bugie.

  8. Caterina hai perfettamente ragione.
    I nostri politici hanno una storia centenaria fatta di bugie
    Ormai vivono alla giornata
    Non si preoccupano degli italiani figurati degli stranieri.
    Ma se prima era evidente che le bugie politiche erano sottese dalla “ragion di stato” ora è solo campagna elettorale, becera e priva, nonostante i paroloni, di un qualsiasi disegno politico nazionale. La cosa veramente grave è che anche il popolo si è appiattito su questo modo di far politica…………..che sia questa la politica del cambiamento?

  9. tutto è giusto sono nata in Africa e ho seguito le loro leggi..è scoppiata una rivoluzione , i insegnavo ma aiutaco i poveri..non sono d’accorto al permesso di sbarco di assassini strupatori ecc, ma questo succede in tutto il mondo Nella mia grande ignoranza io colpelizzo coloro che sfruttano questa gente per arricchirsi…ho un vicino di casa somalo, conosco la somalia e lo aiuto così come aiuto gli eritrei ma denuncio chi ruba e fa del male…Siamo tutti migranti su questa terra ma manca l’AMORE:…e se ce ne fosse un po’ saremmo felici di condividere il nostr pane..SONO POVERA MA LA MIA POVERTA’ MI FA RICCA::..MARIANNA

  10. Nella mia regione stiamo cominciando a “toccare con mano” gli effetti dell’accoglienza e dell’integrazione. Alla manifestazione, tenutasi pochi giorni fa, “monumenti aperti” in cui i ragazzi delle scuole primarie e secondarie fanno da ciceroni ho incontrato ragazzi (secondo me ormai italiani) di chiare origini africane, asiatiche e medio orientali. PERFETTAMENTE INTEGRATI!!!!. Per tutto questo è bastato solo un pò di rispetto reciproco.
    Sarà perché noi sardi siamo un po strani (consideriamo straniero l’abitante del paese vicino ma percepiamo come persona in difficoltà il vero straniero) vuoi perché siamo stati sempre terra di conquista e sfruttamento e terra di migranti quindi ci immedesimiamo meglio, oppure semplicemente perché siamo sardi e il concetto di “identità nazionale” o se preferite di popolo lo abbiamo innato e nessuno è mai riuscito a togliercelo, per cui lo straniero in casa non ci fa paura anzi…………..lo facciamo diventare sardo.
    LA COSA FUNZIONA e, se avessimo la possibilità di offrire lavoro e stipendi dignitosi sia ai sardi che agli stranieri, FUNZIONEREBBE ANCORA MEGLIO
    (ma non sono tutte rose e fiori purtroppo se Carlo V ci definiva todos cabajeros ora….todos morti di fame)

  11. Le statistiche qui pubblicate mi sembrano piuttosto avulse dalla realtà che ci mostrano tutti i media. Infatti quando si mostrano le percentuali dei paesi di provenienza si cita Tunisia, Pakistan, Iraq, Algeria ed Eritrea mentre non c’è nessun cenno alla Libia ed all’Africa Subsahariana. Come è possibile? Questo fa temere che anche le cifre dei morti in mare siano taroccate p. es. perché basate solo sulle dichiarazioni dei presunti superstiti la cui credibilità è piuttosto bassa per non dire nulla

    • Buongiorno Michelangelo, la Libia, insieme alla Tunisia, è il punto di partenza di molte delle imbarcazioni che tentano la traversata del Mediterraneo, ma i libici presenti su quelle imbarcazioni sono sempre stati pochissimi. Non credo che nessun altro media abbia mai parlato di persone della Libia, ma che partono dalla Libia, e sono soprattutto persone di Tunisia, Pakistan, Iraq, Algeria, Eritrea. Le persone dei paesi dell’Africa subsahariana erano molto numerose fino al 2016 e parte del 2017 (Nigeria su tutti, ma anche Guinea, Gambia, Costa d’Avorio, Senegal…), ora però sono pochissime, per la ragione che la rotta migratoria è stata chiusa dagli accordi che Italia ed Europa hanno siglato non solo con la Libia (paese di partenza delle navi) ma anche con i paesi di transito su tutti il Niger.

  12. ìÈ STATA AVVIATA L’UNICA COSA CHE DAVVERO FERMERÀ I BARCONI DALL’AFRICA.

    Due indizi:

    1) l’hanno fatta gli africani stessi
    2) ha a che fare con la cosa che a volte noi italiani sembriamo odiare di più: il mercato

    Non se n’è accorto quasi nessuno. Non ne ha parlato quasi nessuno. Hanno paura di accellerare gli eventi e perdere qualche milione di posti di lavoro!

    Ma 54 nazioni africane su 55 (tranne l’Eritrea), riunite in Niger, hanno iniziato la fase operativa di un accordo di libero scambio al loro interno, che progressivamente creerà un mercato unico (e libero da dazi, tariffe e barriere doganali) per tutti i paesi africani. Per il loro commercio interno.

    In altre parole, sta iniziando in Africa quel processo che – con l’avvio dell’Unione doganale alla fine degli Anni 50 – portò l’Europa su un sentiero di crescita e sviluppo. E, ancora una volta, non è un processo basato su statalismo, dirigismo, retorica delle chiacchiere e aiuti internazionali (che spesso finiscono solo nelle mani di classi dirigenti corrotte e alimentano corruzione e guerre). Ma sul mercato e il libero commercio.

    L’Africa negli ultimi 20 anni ha raddoppiato il proprio Pil. Ma, ovviamente, siamo ancora lontani da livelli di reddito e benessere che impediscano catastrofi umanitarie, guerre e grandi migrazioni.

    Ma se questo accordo di libero scambio andrà in porto (come finalmente pare) il continente africano si darà la più potente occasione di sviluppo che esista. E se la sarà data da solo, senza chiedere il permesso a nessuno.

    E solo così – certo con l’aiuto di una cooperazione internazionale “intelligente” – che in prospettiva si fermano le migrazioni e si fornisce a centinaia di milioni di persone la possibilità di una vita serena e tranquilla.

  13. Che il libero mercato sia la soluzione risolutiva dei mali causati dal colonialismo ho dei grossi dubbi. prova ne è il Sud America dove politiche liberiste e mercantilistiche hanno causato disastri sociali enormi in moltissimi paesi. Il potere economico che domina il commercio mondiale, difficilmente, toglierà le proprie mani dalle ricchezze dell’ Africa. Comunque da qualcosa bisogna iniziare intanto occorre ridurre le guerre locali poi lo sviluppo arriva lasciando spazio alle iniziative locali anche a supporto dei grandi investimenti esteri.

  14. QUANTE BELLE PAROLE PER GLI EMIGRANTI. MA PER I POVERI EUROPEI, CHE FANNO LA FAME, CHE NON HANNO DOVE DORMIRE, CHE PER NUTRIRSI CERCANO NELLA SPAZZATURA, NESSUNA PAROLA. ALLORA DICO: OGNUNO SI DIFENDA COME PUO’, NELLA PROPRIA TERRA NELLA PROPRIA NAZIONE, E CON I PROPRI MEZZI.AGGIUNGO, NON SONO RAZZISTA, SONO, UN POVERO ITALIANO CHE AMA IL SUO PAESE E LA SUA GENTE.SCUSATE.

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