Minori stranieri non accompagnati in Italia: profili, numeri e leggi

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I minori stranieri non accompagnati (MSNA) sono i minori che non hanno cittadinanza dello Stato in cui fanno ingresso e che sono privi dell’assistenza dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili. La presenza di minori in questa condizione è un fenomeno che negli anni recenti ha acquisito particolare rilevanza in Italia e in Europa, anche se come vedremo con una portata che si sta riducendo.

Nel nostro paese sono recentemente intervenute anche alcune novità legislative, che hanno introdotto tra le altre cose la figura del tutore volontario di minore straniero. Manca ancora una completa diffusione di informazioni sul fenomeno, a cui cerchiamo di porre rimedio, sollecitati anche dalla richiesta arrivata dal nostro lettore Francesco nei commenti a questo post su Facebook.

Approfondiamo quindi il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, iniziando da un accenno alle motivazioni per cui questi ragazzi e ragazze lasciano i loro paesi. Passiamo poi ai dati, con una panoramica sulla situazione in Europa e un dettaglio su numeri e caratteristiche specifiche del fenomeno in Italia, e affrontiamo infine le recenti novità legislative relative alla figura del tutore volontario di minori stranieri.

Profili di minori stranieri non accompagnati

minori stranieri non accompagnati in italia
@Unicef Ethiopia

Cosa porta un minore a partire da solo? O la sua famiglia a farlo partire? Le motivazioni sono molto diverse e un rapporto curato da Cittalia le ha raggruppate definendo quattro profili di minori stranieri non accompagnati in Italia, a partire dalle biografie dei minori stessi.

Il primo profilo è costituito dai minori in fuga da guerre e persecuzioni, costretti a partire per lasciarsi alle spalle situazioni che li mettono in pericolo di morte in paesi come Siria, Iraq, Afghanistan, Somalia, Eritrea.

Ci sono poi i minori mandati dalle famiglie per migliorare la propria condizione economica. In questo caso è la famiglia a decidere sulla partenza del minore, vedendo in lui/lei un’occasione di miglioramento della propria situazione tramite le rimesse che sarà in grado di mandare.

Il terzo profilo è costituito dai minori attratti dallo stile di vita occidentale, qualcosa che va al di là della sola prospettiva di maggiore benessere economico per abbracciare la sfera esistenziale, del desiderio di “vivere un’altra vita”, come è percepita quella di molti ragazzi e ragazze della loro età che vivono nei paesi dell’Europa occidentale.

Infine ci sono i minori spinti da una situazione di destrutturazione sociale a partire. Una situazione che può riguardare la famiglia, assente oppure incapace di prendersi cura del minore, o più in generale il contesto sociale, in una sorta di rassegnazione che può portare ad accettare il fatto che “sono partiti tutti, non mi resta che partire anch’io”.

Ovviamente i profili nella realtà sono spesso ibridi. Il desiderio di vivere una vita diversa può benissimo combaciare con una strategia economica familiare, così come una situazione di destrutturazione sociale può essere connessa a un contesto segnato da violenza e persecuzione.

MSNA in Europa: i dati

minori stranieri non accompagnati in europa

Secondo i dati Eurostat 19.740 minori non accompagnati hanno fatto domanda di asilo in Europa nel 2018. Il numero dei MSNA in Europa è in costante calo dopo il picco raggiunto nel 2015 e sta tornando ai livelli precedenti la cosidetta ‘crisi migratoria’ iniziata nel 2014.

Il profilo del minore straniero non accompagnato in Europa è quello di un ragazzo maschio di 16-17 anni. I maschi rappresentano infatti l’86% dei MSNA che hanno chiesto asilo in Europa nel 2018, mentre i 16-17enni rappresentano il 75%.

msna in europa

I MSNA in Europa provengono soprattutto da Afghanistan (circa tremila persone, il 16% del totale dei MSNA), Eritrea (circa duemila, il 10%), Pakistan, Siria, Guinea e Iraq.

I paesi di provenienza sono simili a quelli del 2017 con l’eccezione del Gambia, che era al terzo posto e nel 2018 ha visto calare drasticamente le domande. In generale comunque tutti i paesi fanno registrare un calo rispetto all’anno precedente.

msna-per-paese

Nel 2018 la maggior parte delle richieste di asilo di minori stranieri non accompagnati è stata fatta in Germania, che ha ricevuto circa quattromila domande, il 21% del totale. Seguono Italia (il 20%), Regno Unito e Grecia. Le principali destinazioni sono le stesse del 2017, ma in ordine diverso: l’Italia era al primo posto con diecimila domande, un calo quindi del 60% dovuto sostanzialmente alla diminuzione degli arrivi via mare.

MSNA in Italia: i dati

Come anticipato, nel 2018 sono state presentate in Italia 3,9 mila domande di protezione internazionale da parte di minori stranieri non accompagnati. Il report di monitoraggio del fenomeno pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entra nel dettaglio di questi dati.

Rispetto alla provenienza, la quasi totalità dei richiedenti protezione internazionali MSNA in Italia nel 2018 proviene da paesi africani, nello specifico Gambia (633 MSNA), Nigeria (411), Guinea (346), seguiti da Mali e Senegal. Uniche eccezioni extra africane sono il Bangladesh e il Pakistan. I maschi rappresentano la quasi totalità dei MSNA richiedenti asilo in Italia, il 91%.

Se allarghiamo lo sguardo a tutti i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia, non solo quindi coloro che hanno presentato domanda di asilo nel 2018, il dato si alza: al 31 dicembre 2018 erano presenti in Italia 10.787 MSNA. Erano 18 mila nel 2017, 17 mila nel 2016. Un dato quindi in costante calo.

msna in italia

Un calo che prosegue anche nel 2019. Secondo il report sulle presenze a giugno 2019, i minori stranieri non accompagnati in Italia sono già scesi a 7.272 unità. Come mai? In parte perché la maggior parte dei minori censiti nel 2018 aveva 17 anni, ed ora ne ha 18 e non rientra più in queste statistiche, in parte perché stanno arrivando meno migranti – sia adulti sia minori – rispetto agli anni precedenti. Il numero è destinato a diminuire ancora, a meno di una crescita negli ingressi nei prossimi mesi: l’86% dei MSNA presenti a giugno 2019 ha infatti 16 o 17 anni.

Quanto alla cittadinanza, la maggior parte dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia proviene dall’Albania (1.662, il 23% del totale), seguita da Egitto (632), Pakistan (523), Costa d’Avorio, Gambia e Guinea.

La Sicilia accoglie buona parte dei minori stranieri non accompagnati in Italia, circa duemila. Seguono Lombardia (800 minori), Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Le regioni che accolgono meno MSNA sono Valle d’Aosta, Trentino, Umbria, e Sardegna.

Il 94% dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia sono accolti presso strutture di accoglienza. Il 79% è inserito in strutture di seconda accoglienza, ossia afferenti alla rete del SIPROIMI (sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati), ex SPRAR. Il 15% è invece inserito in strutture di prima accoglienza, ossia centri governativi finanziati con fondi FAMI o altre strutture provvisorie gestite a livello locale. Il restante 6% è collocato presso privati.

Infine una parentesi va aperta sui minori stranieri non accompagnati che risultano irreperibili, che al 30 giugno 2019 sono ben 4.736, praticamente lo stesso numero del 2018. Si tratta di minori di cui si sono letteralmente perse le tracce, che si sono allontanati dalle strutture di accoglienza e non si conosce il loro destino.

Molti di loro emigrano in altri paesi europei, altri vivono in Italia clandestinamente cercando un lavoro che permetta loro di mandare soldi a casa o, peggio, venendo sfruttati nel mercato della prostituzione e della criminalità.

MSNA in Italia: le leggi

msna in italia
@Unicef Ethiopia

Come anticipato nell’introduzione, alcune importanti novità legislative sui minori stranieri non accompagnati in Italia sono intervenute nel corso del 2017. In particolare la Legge 47 del 7 aprile 2017 per la protezione dei minori stranieri non accompagnati – detta anche legge Zampa, dal nome della ex deputata PD che l’ha proposta – ha introdotto alcune novità importanti.

La legge definisce innanzitutto procedure uniformi a livello nazionale per l’accertamento dell’età dichiarata dal soggetto, superando le diverse prassi territoriali in atto fino a quel momento. Viene inoltre definito in 30 giorni il tempo massimo in cui i minori possono risiedere nelle strutture di prima accoglienza prima di essere trasferiti in strutture di seconda accoglienza, segnatamente nei progetti SPRAR.

Viene poi istituito il SIM – Sistema Informativo Minori presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che raccoglie a livello centralizzato tutte le informazioni relative al minore raccolte nei diversi punti di accoglienza, permettendo una maggiore certezza dei dati e degli interventi messi in atto e da progettare.

Sono inoltre rafforzate le tutele per il diritto alla salute e all’istruzione dei minori, con procedure più semplici per l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e al sistema scolastico.

L’innovazione più significativa introdotta dalla Legge 47 è l’introduzione della figura del tutore volontario di minori stranieri non accompagnati. La legge stabilisce che presso tutti i tribunali per i minorenni debbano essere istituiti degli elenchi di tutori volontari, disponibili ad assumere la tutela dei minori ponendosi come figura adulta di riferimento.

Il tutore è una figura che ha il compito di vigilare e garantire il rispetto dei diritti che la legge attribuisce al minore. Prima della legge 47 tale compito era affidato al cosiddetto tutore istituzionale, generalmente il sindaco o un assessore del comune di accoglienza del minore. Il tutore istituzionale non era però in grado di seguire adeguatamente i casi, a cause del numero elevato di minori che era chiamato ad affiancare.

Per questo con la nuova legge si affida questo ruolo a privati cittadini che possono seguire ciascuno non più di tre minori. Nel mese di aprile 2018, l’Ong Save the Children ha pubblicato una guida per i tutori volontari di minori stranieri non accompagnati da cui prendiamo le informazioni che seguono.

Come si diventa tutori volontari di MSNA?

Per diventare tutori volontari di minori stranieri non accompagnati occorre fare domanda presso il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della regione di residenza o domicilio (qui tutti i contatti). Possono fare domanda tutti i cittadini italiani o di altro paese dell’Unione Europea e i cittadini extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno maggiori di 25 anni e privi di condanne penali.

Occorre poi partecipare ad un corso di formazione obbligatorio, previo superamento di un colloquio di selezione. I corsi di formazione vengono svolti in tempi diversi sui diversi territori regionali, occorre quindi informarsi presso il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della propria regione. Il corso dà conoscenze sul fenomeno delle migrazioni, sui diritti dei minori e sulle modalità di relazione e di comportamento con i minori.

Una volta concluso il corso si viene iscritti all’elenco dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati del Tribunale per i Minorenni del territorio di riferimento che, da quel momento, potrà contattare le persone in elenco per nominarle tutori di uno o più minori.

Qui scatta l’inghippo. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, l’assegnazione dei minori ai tutori volontari procede molto a rilento, perché alla legge non sono seguiti i decreti attuativi che dovrebbero regolare aspetti secondari ma comunque decisivi come l’assicurazione per i tutori e la possibilità di prendere permessi dal lavoro per assistere il minore. Non ci sono dati certi su quanti siano i tutori pronti ma non ancora attivati.

Quali sono i compiti di un tutore volontario?

Il tutore volontario ha l’obiettivo primario di garantire la tutela dei diritti del minore straniero, agendo come suo legale rappresentante in tutti i procedimenti che lo interessano. Secondo le Legge 47, i minori hanno comunque diritto a partecipare attivamente alle decisioni e ai procedimenti che li riguardano, ma la responsabilità legale rimane comunque del tutore.

È importante precisare che il tutore volontario non ha responsabilità penale per gli atti compiuti dal minore, e ha solo in specifici casi la responsabilità civile. Il tutore deve rispondere di eventuali risarcimenti per i danni provocati dal minore solo se i due convivono e solo se non riesce a dimostrare di aver fatto il possibile per evitare che i danno fossero compiuti.

Il tutore è chiamato a mantenere un rapporto costante con tutte le altre figure che si prendono cura di aspetti della vita del minore, in primis con gli operatori della struttura di accoglienza dove vive e dei servizi sociali.

Alcuni esempi di compiti specifici del tutore volontario di minori stranieri non accompagnati in Italia sono: la presentazione della richiesta di permesso di soggiorno e della domanda di protezione internazionale, la partecipazione e il supporto durante le procedure di identificazione e accertamento dell’età, la rappresentanza in tutti procedimenti in ambito scolastico e sanitario.

Va infine precisato che il tutore volontario di minore straniero non accompagnato non ha alcun obbligo di farsi carico dell’accoglienza in casa dello stesso.

Qui tutti i numeri sugli stranieri in Italia

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

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