Asilo politico, protezione sussidiaria e umanitaria: quali sono le differenze?

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A seguito della presentazione della richiesta di protezione internazionale, la Commissione Territoriale competente, dopo apposita audizione, decide se rilasciare o meno un permesso di soggiorno. Tale permesso, può assumere tre forme che ora andremo ad analizzare.

Le differenze tra asilo politico, protezione sussidiaria e umanitaria
@br.de

Le differenze tra asilo politico, protezione sussidiaria e umanitaria

Asilo politico: al titolare dello status di rifugiato, viene rilasciato un permesso di soggiorno per asilo politico. Ottiene lo status di rifugiato chi dimostri un fondato timore di subire nel proprio paese una persecuzione personale ai sensi della Convenzione di Ginevra. La Convenzione di Ginevra, all’articolo 1 sancisce che è rifugiato “chi temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra”.
A seguito del riconoscimento dello status di rifugiato, la questura dovrà rilasciare il relativo permesso di soggiorno della durata di 5 anni rinnovabili. Il permesso da diritto a chi ne è titolare di:
– Svolgere attività lavorativa sia autonoma che subordinata.
– Accedere al pubblico impiego.
– Accedere al servizio sanitario nazionale.
– Accedere alle prestazioni assistenziali dell’Inps.
– Accesso allo studio.
– Titolo di viaggio: lo Stato italiano ha l’obbligo di fornire al rifugiato un documento equipollente al passaporto.
– Ricongiungimento familiare: il titolare di asilo politico può richiedere l’ingresso in Italia dei propri familiari senza dover dimostrare i requisiti di alloggio e di reddito richiesti per i titolari di altri tipi di permesso di soggiorno.
– Cittadinanza italiana: i tempi previsti per poter richiedere la cittadinanza italiana per naturalizzazione sono ridotti alla metà, essendo necessari 5 anni di permanenza in Italia anziché 10.

Protezione sussidiaria: tale tipo di protezione viene rilasciata dalla Commissione Territoriale competente, qualora il soggetto non dimostri di aver subito una persecuzione personale ai sensi dell’art. 1 della Convenzione di Ginevra del 1951, ma tuttavia dimostri il rischio di subire un danno grave se tornasse nel suo paese di origine. Il relativo permesso di soggiorno avente durata di 5 anni, viene rilasciato dalla Questura e può essere rinnovato previa verifica del perseverare delle cause che ne hanno consentito il rilascio. Il permesso da diritto a chi ne è titolare di:
– Svolgere attività lavorativa sia autonoma che subordinata.
– Accedere al pubblico impiego.
– Accedere al servizio sanitario nazionale.
– Accedere alle prestazioni assistenziali dell’Inps.
– Accesso allo studio.
– Titolo di viaggio: la questura dovrebbe rilasciare un titolo di viaggio valido solo se il titolare di protezione sussidiaria ha valide ragioni che non gli consentono di richiedere il passaporto all’autorità diplomatica del paese di origine. A volte non è sempre così e dipende da quale questura: in caso di abusi o segnalazioni cercate sempre di far riferimento alle associazioni che tutelano i diritti dei rifugiati.
– Ricongiungimento familiare: anche in questo caso il titolare di protezione sussidiaria può richiedere l’ingresso in Italia dei propri familiari senza dover dimostrare i requisiti di alloggio e di reddito richiesti per i titolari di altri tipi di permesso di soggiorno.
– È possibile convertire il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, rinunciando così allo status di protezione sussidiaria.

Permesso di soggiorno umanitario: viene rilasciato quando non sussistono i requisiti per l’asilo politico né tantomeno quelli per la protezione sussidiaria. Si ha diritto a tale permesso quando sussistono seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali dello Stato italiano. Il permesso è rilasciato dalla Questura su richiesta della Commissione territoriale che ha provveduto ad esaminare la situazione del richiedente, oppure su richiesta del cittadino straniero. La durata è variabile anche se la prassi vuole che venga concesso per un massimo di due anni rinnovabili e da diritto a:
– Accesso allo studio.
– Accedere al servizio sanitario nazionale.
– Svolgere attività lavorativa sia autonoma che subordinata.
– Conversione in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
– Ricongiungimento familiare: non consentito.
– Titolo di viaggio: non rilasciato.

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Potrei dimenticare a pranzo ciò che ho mangiato a colazione, ma non potrei mai dimenticare gli occhi e le storie delle persone. Laurea in Giurisprudenza, passione per i diritti umani. Animo nomade che del viaggio apprezza le storie che esso racconta. Credo nella potenza delle masse e in chi crede e lotta.

56 Comments

    • Ciao Diarra, la cittadinanza dopo cinque anni può essere richiesta solo con il permesso di soggiorno per asilo politico. Per la protezione sussidiaria occorrono 10 anni.

      • Salve Davide,
        io sono un curdo Iracheno, ho il permesso di soggiorno ( protezione sussidiaria ), il permesso scade 1/8/19 e volevo sapere anticipamente
        come si poù avere la carta di soggiorno ( permanente ) dopo che il permesso scade?
        se io frequento l’università adesso (primo anno di triennale), lo studio è contato come lavoro alla fine? oppure lo studio non c’entra e ci vuole un reddito per poter fare la domanda per la carta di soggiorno?
        questa era la prima domada.

        E la seconda domanda é: quali paesi posso viaggiare senza visto? e quali paesi ci vogliono un visto?
        Grazie.

        • Ciao Rebwa, per il permesso di soggiorno per titolari di protezione sussidiaria trovi qui tutte le informazioni: http://www.meltingpot.org/Il-Permesso-di-soggiorno-UE-per-soggiornanti-di-lungo.html#.WbZJ6NNJaV4
          La prima domanda che ti devi porre quindi è: da quanti anno sono qui?
          Il calcolo del periodo di soggiorno (almeno 5 anni) per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ai titolari di protezione internazionale, è effettuato a partire dalla data di presentazione della domanda di protezione internazionale in base alla quale la protezione internazionale è stata riconosciuta. Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato allo straniero titolare di protezione internazionale reca, nella rubrica «annotazioni», la dicitura «protezione internazionale riconosciuta dall’Italia il» e riporta, di seguito, la data in cui la protezione è stata riconosciuta.

          Non credo lo studio possa essere comparato al lavoro ma ti invito a chiedere ad uno sportello delle Acli o dei sindacati.

          Per quanto riguarda la seconda domanda: hai un titolo di viaggio? In caso il titolo di viaggio vale a tutti gli effetti come un passaporto.

  1. Salve, vorrei sapere quando verrà rinnovato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, il titolo di viaggio verrà rilasciato o tolto?
    Grazie anticipatamente per la risposta

    • Ciao Dembo, tu hai già il titolo di viaggio? In caso quando vai a rinnovare non ti verrebbe tolto. Se non lo hai ancora va preso appuntamento in questura per il rilascio del titolo di viaggio.

    • Ciao Indika, intendi per il ricongiungimento familiare? Ti allego qui la descrizione di Melting Pot (fonte:https://goo.gl/3v7vVQ) su come fare:

      Per quali familiari di cittadini stranieri non comunitari è possibile chiedere il ricongiungimento?

      – coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante;
      – figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso. I Minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli;
      – figli maggiorenni a carico qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale (100%);
      – genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante oppure;
      – genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi problemi di salute, e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante;
      – è consentito l’ingresso, per ricongiungimento al figlio minore regolarmente soggiornante in Italia, del genitore naturale che dimostri il possesso dei requisiti di disponibilità di alloggio e di reddito previsti dalla procedura per il ricongiungimento. Ai fini della sussistenza di tali requisiti si tiene conto del possesso degli stessi da parte dell’altro genitore.
      – degli ascendenti diretti di primo grado di minore non accompagnato titolare dello status di rifugiato.

      La procedura

      La procedura per il ricongiungimento familiare si articola in due fasi.
      La prima (in capo allo Sportello Unico) riguarda la verifica dei requisiti oggettivi per il rilascio del nullaosta (titolo di soggiorno, reddito, alloggio), la seconda (in capo alla rappresentanza consolare), strettamente connessa alla prima, riguarda la verifica dei requisiti soggettivi per il rilascio del visto d’ingresso (legami di parentela, e altri requisiti dei soggetti da ricongiungere).

      In via generale per la presentazione della domanda saranno necessari:

      – Copia del permesso di soggiorno di cui si è titolari. La durata complessiva del permesso di soggiorno deve essere di almeno un anno. E’ possibile presentare la richiesta anche se in possesso di ricevuta di rinnovo o rilascio del permesso;

      – Marca da bollo di euro 16,00 il numero della marca da bollo dovrà essere inserito all’interno dei campi riservati nei moduli informatici. L’originale della marca da bollo andrà esibito all’atto della convocazione allo Sportello Unico;

      – Passaporto del richiedente;

      – Copia del passaporto dei familiari da ricongiungere

      I requisiti e la documentazione necessari per poter ottenere l’autorizzazione al ricongiungimento

      Il reddito

      – Reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’ assegno sociale aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.

      Richiedente – 5.825 € annui

      n. 1 familiare da ricongiungere €. 8.737,50

      n. 2 familiare da ricongiungere €. 11.650

      n. 3 familiare da ricongiungere €. 14.562,50

      n. 4 familiare da ricongiungere €. 17.475

      n. 5 familiare da ricongiungere €. 20.387,50

      n. 6 familiare da ricongiungere €. 23.300

      Se si ricongiungono due o più figli minori di 14 anni il reddito minimo richiesto per il 2016 euro è di € 11.650.
      Per ogni altro ricongiunto oltre ai minori di 14 anni (figli, coniugi o genitori), all’importo di 11.650 euro si deve aggiungere per ogni persona l’importo di 2.912,50 euro.

      Al fine di dimostrare la disponibilità del reddito si tiene conto, non solo del reddito specifico del richiedente, ma anche di quello prodotto dai familiari conviventi (opportunamente documentato).

      I titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito.

      In ogni caso, la valutazione sulle risorse economiche sufficienti non può portare ad una applicazione automatica del limite minimo stabilito in base all’importo annuo dell’assegno sociale ma dovrà invece tener conto della natura e solidità dei vincoli familiari, della durata dell’unione matrimoniale, della durata del soggiorno nello Stato membro, dei legami familiari, culturali o sociali con il Paese d’origine.(Sentenza Corte di Giustizia Europea del 4 marzo 2010 – procedimento C-578/08)
      Si tratta, per la precisione, di una interpretazione offerta dalla giurisprudenza comunitaria e non certo di una prassi seguita dall’amministrazione, In ogni caso tale argomentazione potrà certamente essere fatta valere in sede di giudizio contro un eventuale diniego basato sulla non perfetta corrispondenza del reddito prodotto all’importo dell’assegno sociale.

      La documentazione attestante il reddito
      La documentazione comprovante il possesso dei requisiti dovrà essere consegnata al momento della convocazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione.
      [ scarica la lista in formato .pdf ]

      Oltre al passaporto del richiedente ed alla copia dei passaporti dei familiari da ricongiungere, sarà necessario, per la dimostrazione del reddito, esibire:

      Lavoratori dipendenti. Ultima dichiarazione dei redditi, fotocopia del contratto di lavoro, ultima busta paga o fotocopia autenticata del libro paga, autocertificazione del datore di lavoro, redatta su modello S3, da cui risulti l’attuale rapporto di lavoro (duplice copia di ciascun documento).
      Se il rapporto di lavoro è iniziato da meno di un anno, per cui il lavoratore non è in possesso della dichiarazione dei redditi, l’autocertificazione del datore di lavoro dovrà contenere anche l’indicazione del reddito presunto del lavoratore.
      Lavoratori domestici. Ultima dichiarazione dei redditi (ove posseduta), (o, in assenza, comunicazione di assunzione al Centro per l’Impiego/INPS), bollettino di versamento dei contributi INPS relativi al trimestre precedente alla data di presentazione della domanda, autocertificazione del datore di lavoro, redatta su modello “S3”, da cui risulta l’attuale rapporto di lavoro.
      Lavoratori autonomi.
      Ditta individuale. Certificato di Iscrizione alla Camera di Commercio, Fotocopia attribuzione P. IVA, fotocopia licenza comunale ove prevista, mod. Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno).
      Società. Visura camerale della società di data recente, fotocopia attribuzione Partita IVA della società, mod. Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno).
      Collaborazione a progetto. Fotocopia contratto di lavoro a progetto nel quale siano indicati la durata della prestazione di lavoro ed il corrispettivo, dichiarazione del committente da cui risulti l’attualità del contratto di lavoro a progetto, dichiarazione di gestione separata all’INPS, fotocopia mod. Unico.
      Socio lavoratore. Visura camerale della cooperativa, fotocopia attribuzione partita IVA della cooperativa, dichiarazione del presidente della cooperativa da cui risulta l’attualità del rapporto di lavoro, fotocopia del libro soci, mod. unico.
      Liberi professionisti. iscrizione all’albo, mod. unico con ricevuta di presentazione.

      L’assicurazione sanitaria per il genitore

      – Nel caso di richiesta di ricongiungimento di un genitore ultrasessantacinquenne è richiesta un’assicurazione sanitaria, in attesa di un decreto che stabilisca l’importo del contributo per l’iscrizione volontaria al SSN.
      Al momento della presentazione dell’istanza sarà sufficiente redigere una dichiarazione di impegno a sottoscrivere una polizza assicurativa.
      La polizza sarà sottoscritta poi entro 8 giorni dall’ingresso nel territorio dello stato e prima della presentazione allo Sportello Unico, non dovrà avere una data di scadenza e dovrà coprire i rischi di malattia, infortunio e maternità.
      Attenzione! Viene segnalata una estrema difficoltà dovuta alla reticenza delle assicurazioni a stipulare polizze con ultrasessantacinquenni. Il decreto che prevede la possibilità dell’iscrizione al SSN è in via di definizione.

      L’alloggio

      – la disponibilità di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità abitativa e conforme ai criteri igienico-sanitati. La certificazione è rilasciata dai competenti uffici comunali.

      Documentazione richiesta per l’alloggio
      – a) copia del contratto di locazione, contratto di comodato gratuito o atto di proprietà dell’alloggio;

      – b) idoneità abitativa e certificazione igienico-sanitaria, cioè il certificato comunale attestante che l’alloggio rientra nei parametri previsti dalla legge e che sia conforme alle norme sanitarie;

      – c) nel caso il richiedente sia ospitato: dichiarazione autenticata del titolare dell’alloggio, attestante il consenso al ricongiungimento dei familiari nominativamente indicati con riferimento alla parte di alloggio messa a disposizione del lavoratore dipendente (modello S2);

      – d) nel caso di ricongiungimento con un figlio di età inferiore agli anni 14, sia solo che al seguito di uno dei genitori, l’idoneità abitativa può essere sostituita dal consenso del titolare dell’alloggio nel quale il minore effettivamente dimorerà (modello S1).

      Qualora il richiedente indichi un alloggio diverso da quello in cui risiede, il requisito si intende soddisfatto sia nel caso in cui si accerti l’intenzione dell’interessato di trasferirsi in quell’alloggio al momento dell’arrivo del familiare, sia nel caso in cui egli intenda assicurare al familiare un alloggio diverso dal proprio.

      I titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito.
      I ricercatori stranieri presenti in Italia che chiedono il ricongiungimento familiare non dovranno dimostrare la sussistenza di questo requisito.

      Molte prefetture richiedono certificati ottenuti da non oltre 6 mesi, nonostante la validità degli stessi sia a tempo indeterminato fino a quando non intervengano delle modifiche nella composizione dell’alloggio. In alternativa, secondo le diverse prassi locali, potrà essere sufficiente il certificato di stato famiglia dal quale emerga il numero degli occupanti dell’alloggio.

      I criteri attualmente applicabili per l’idoneità abitativa (consigliati da una circolare ministeriale):
      . Superficie per abitante
      1 abitante – 14 mq
      2 abitanti – 28 mq
      3 abitanti – 42 mq
      4 abitanti – 56 mq
      per ogni abitante successivo +10 mq

      . Composizione dei locali
      Stanza da letto per 1 persona – 9mq
      Stanza da letto per2 persone – 14mq
      + una stanza soggiorno di 14mq

      . Per gli alloggi mono-stanza
      1 persona – 28 mq (comprensivi del bagno)
      2 persone – 38 mq (comprensivi del bagno)

      . Altezze minime
      Gli alloggi dovranno avere una altezza minima di 2,70 m derogabili a 2,55 m per i comuni montani e a 2,40 m per i corridoi, i bagni, i disimpegni ed i ripostigli.

      . Aerazione
      Soggiorno e cucina devono essere muniti di finestra apribile mentre i bagni dovranno essere dotati (se non finestrati) di impianto di aspirazione meccanica.

      . Impianto di riscaldamento
      Gli alloggi dovranno essere muniti di impianto di riscaldamento ove le condizioni climatiche lo rendano necessario.

      La dimostrazione del legame familiare

      – la certificazione attestante il rapporto familiare (seconda fase della procedura) può essere presentata direttamente in patria dal familiare con il quale ci si vuole ricongiungere. Tale certificazione va tradotta, legalizzata e validata dall’autorità consolare italiana del Paese di appartenenza e/o di provenienza dello straniero; Accertamenti sono disposti nel caso di dubbi rispetto al reale rapporto di parentela (esame del DNA a carico dell’interessato, per titolare dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria è possibile richiedere la gratuità contattando l’OIM)

      Quando il richiedente sia titolare dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria la sola mancanza di documentazione non può comportare il rigetto della domanda. Ai fini della certificazione del vincolo familiare potranno essere tenuti in considerazione elementi attendibili rilevati dalla rappresentanza consolare italiana.

      Documentazione attestante il rapporto familiare
      – Certificato di stato famiglia in caso di ricongiungimento in favore del coniuge, al fine di dimostrare che non esiste altro coniuge sul territorio nazionale;

      – Certificato di matrimonio del genitore in caso di ricongiungimento con quest’ultimo, al fine di verificare l’eventuale presenza del congiunto sul territorio nazionale e l’assenza di un ulteriore vincolo matrimoniale dello stesso;

      Dopo l’inoltro della domanda

      Una volta inoltrata la domanda tramite procedura telematica, il sistema inoltra un avviso di avvenuta ricezione della domanda con data ed ora di accettazione.
      Il sistema provvederà successivamente a convocare tramite comunicazione scritta il richiedente per la consegna in duplice copia della documentazione attestante il possesso dei requisiti.
      Solo nel caso in cui la documentazione presentata sia completa, ne verrà consegnata una copia contrassegnata da cui risulterà la data di presentazione della domanda e della relativa documentazione.
      Da questo momento decorrono i termini di 180 giorni previsti dalla normativa per la definizione della pratica ed il rilascio del nulla osta.

      L’ufficio, acquisito dalla questura il parere sull’insussistenza di motivi ostativi all’ingresso del familiare per cui si chiede il ricongiungimento nel territorio nazionale e verificata l’esistenza dei requisiti, rilascia il nulla osta, oppure emette un provvedimento di diniego dello stesso. Contro il diniego del nulla-osta è possibile fare ricorso presso il Tribunale Ordinario del luogo di residenza.

      In caso di segnalazioni SIS la Questura emette un parere favorevole provvisorio.

      Lo Sportello Unico comunicherà all’istante la presenza di una segnalazione SIS.

      Sarà cura dello Straniero informare il familiare che dovrà recarsi presso la rappresentanza consolare per l’accertamento dell’identità e dei legami familiare dello stesso. La rappresentanza diplomatica comunicherà con la Questura che provvederà alla cancellazione della segnalazione SIS.

      Il rilascio del visto

      Il cittadino straniero deve presentare i documenti che provano il rapporto di parentela presso il Consolato italiano del proprio paese di residenza. Al Consolato verranno effettuati gli accertamenti necessari. Se la verifica ha esito positivo il Consolato o l’Ambasciata rilasciano entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta il visto per ricongiungimento nei confronti del familiare per cui è stato rilasciato il nulla osta.

      Il rilascio del visto nei confronti del familiare per il quale è stato rilasciato il predetto nulla osta è subordinato all’effettivo accertamento dell’autenticità, da parte dell’autorità consolare italiana, della documentazione comprovante i presupposti di parentela, coniugio, minore età o stato di salute.

      Ingresso in Italia

      Entro 48 ore dall’ingresso in Italia del familiare autorizzato al ricongiungimento, il familiare ospitante deve presentare la dichiarazione di Cessione fabbricato all’Ufficio competente e tenerne copia.

      Entro 8 giorni dall’ingresso deve poi comunicare allo Sportello Unico per l’immigrazione, presso la Prefettura competente, l’arrivo del familiare ed attendere la convocazione per ritirare la documentazione necessaria alla richiesta del permesso di soggiorno per motivi di famiglia, o del Pds UE di lungo periodo, con cui si recherà presso un ufficio postale per inoltrare la documentazione, formalizzando la richiesta di permesso di soggiorno per motivi di famiglia o di lungo periodo.

      NB: in alcune città l’attesa per l’appuntamento in Prefettura è di circa 4-6 mesi durante i quali l’interessato non ha accesso a nessun servizio o prestazione poiché non ha ancora potuto richiedere il permesso di soggiorno.

      Il Permesso di soggiorno per motivi di famiglia

      Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia viene rilasciato per una durata pari a quella del permesso del familiare che ha richiesto il ricongiungimento familiare.

      Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia consente l’accesso ai servizi assistenziali, l’iscrizione a corsi di studio o di formazione professionale, consente di svolgere attività lavorativa subordinata o autonoma e qualora l’interessato lo richieda può essere convertito in permesso per motivi di lavoro se sussistono i requisiti per il rilascio dello stesso.

      I figli minori di quattordici anni con l’entrata in vigore il 23.07.2016 della Legge 122 non sono più iscritti nel permesso di soggiorno del genitore.
      E’ previsto il rilascio di un permesso di soggiorno autonomo ai minori, anche prima del quattordicesimo anno di età.
      Viene rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia.

      Al compimento della maggiore età, al figlio che ancora risulti a carico dei genitori, qualora ne sussistano i requisiti, può essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia della durata del permesso del genitore di cui è a carico. Questo perché sussiste un obbligo di mantenimento del figlio fin quando il giovane non abbia raggiunto una propria indipendenza economica ed una appropriata collocazione nel contesto sociale.

      Nel caso in cui il cittadino straniero che abbia richiesto il ricongiungimento familiare sia in possesso di un Permesso di Soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo le Questure normalmente rilasciano ai familiari che abbiano fatto ingresso in Italia per ricongiungimento, un normale permesso di soggiorno per motivi familiari. E’ possibile, secondo la prassi seguita da alcune questure, dopo l’inoltro dell’istanza di rilascio del permesso di soggiorno, procedere all’iscrizione anagrafica ed al rilascio del certificato di carichi pendenti e del casellario giudiziale. Con tale documentazione sarà quindi possibile richiedere il rilascio di un Permesso di Soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo anche per i familiari ricongiunti, senza inoltrare una nuova domanda.

      Vai alla scheda pratica:
      – Il Permesso di soggiorno per motivi di famiglia

      La tutela dell’unità familiare

      Alcune modifiche introdotte nella legge italiana prevedono la salvaguardia dell’unità della famiglia.

      Pertanto «Nell’adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale.»

      Allo stesso modo, per quanto riguarda il provvedimento di espulsione si precisa che «Nell’adottare il provvedimento di espulsione nei confronti dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell’esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d’origine.»

      Tutto questo significa che non vi dovrebbe essere più un automatismo nel rifiuto del permesso di soggiorno come pure dell’espulsione quando si verifica che il singolo individuo interessato al provvedimento non vive in Italia da solo ma con i familiari, regolarmente soggiornanti.

    • Questo non rappresenta un problema se hai la sussidiaria: infatti i titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non dovranno dimostrare la sussistenza del requisito alloggio.

  2. Salve sono titolare di una carta di soggiorno che ho avuto dopo 5 anni di permesso subordinato (per lavoro) ora sono passati 10 anni che sto in Italia la domanda mia posso fare la richiesta per asilo politico ora, Perché’ sto avendo dei problemi, fu senza dirmi niente la comminuta mi ha invertita la richiesta da asili a lavoro sapendo also che sono venuto da una zona di instabile . Grazie .

    • Ciao Ali, quindi tu hai già fatto richiesta d’asilo, giusto?
      Si può fare richiesta di asilo sempre, ma ti chiedo, perché?
      Ecco alcuni problemi che potrebbero esserci:
      – dopo 10 anni in italia, la richiesta difficilmente verrebbe accolta
      – se hai la carta di soggiorno, che è indeterminata (a parte che va rinnovata ma solo per documento di identità, e non nel merito dei requisiti ecco), perché seguire altra strada non sicura?

  3. SALVE.
    MI CHIAMO ALI HO PERMESSO DI SEGGIORNO PORTO SUSSIDARIA SONO 5 ANNI IN RESIDENZA POSSO CHIEDERE CITTADINANZA ITALIANA
    GRAZIE

  4. Buongiorno,mio nome e Bamba mory,vengo di Costa d`avorio.Ho la protezione sussidiaria,vorrei fare venire la mia moglie in Italia,Vorrei sapere se devo dimostrare la sussistenza del reddito e de l`alloggio.Grazie.

    • Ciao Bamba, i titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non devono dimostrare la sussistenza e il requisito dell’alloggio.

      • Grazie mille Davide,ero molto preoccupato per queste condizioni.Ho fatto oggi la richiesta di Nulla Osta per ricongiungimento familiare,cosi io aspetto,nella speranza di una risposta favorevole e veloce,perche
        non so quanto tempo devo aspettare,grazie.

        • Ciao Bamba, difficile fare una previsione dei tempi perché dipende molto anche dalle ambasciate. Speriamo tu possa riabbracciare i tuoi familiari il più in fretta possibile!

          • Buongiorno Davide,davvero grazie per la vostra piena disponibilita,e anche perdonatemi se vi chiedo troppe domande.perche sei la persona che cercavo da lontano.vorrei sapere,ho gia fatto la richiesta di nulla osta per la mia moglie con di aiuto di un patronato,ho ricevuto una recevuta.vorrei sapere se c`e ancora altre procedure o mi deve dare direttamente la nulla osta ? Grazie.

          • Ciao Bamba, ora tocca aspettare la risposta. Dovresti venire contattato direttamente per i successivi step per completare la richiesta. Intanto assicurati che tua moglie abbia un passaporto in regola 🙂

          • In ogni caso ti copio qui la procedura come la spiega il sito Melting Pot:

            La procedura

            La procedura per il ricongiungimento familiare si articola in due fasi.
            La prima (in capo allo Sportello Unico) riguarda la verifica dei requisiti oggettivi per il rilascio del nullaosta (titolo di soggiorno, reddito, alloggio), la seconda (in capo alla rappresentanza consolare), strettamente connessa alla prima, riguarda la verifica dei requisiti soggettivi per il rilascio del visto d’ingresso (legami di parentela, e altri requisiti dei soggetti da ricongiungere).

            In via generale per la presentazione della domanda saranno necessari:

            – Copia del permesso di soggiorno di cui si è titolari. La durata complessiva del permesso di soggiorno deve essere di almeno un anno. E’ possibile presentare la richiesta anche se in possesso di ricevuta di rinnovo o rilascio del permesso;

            – Marca da bollo di euro 16,00 il numero della marca da bollo dovrà essere inserito all’interno dei campi riservati nei moduli informatici. L’originale della marca da bollo andrà esibito all’atto della convocazione allo Sportello Unico;

            – Passaporto del richiedente;

            – Copia del passaporto dei familiari da ricongiungere

  5. CIAO SONO ALI, VORREI SAPERE CHE PER PRESENTARE LA DOMANDA PER CARTA DI SOGGIORNO DI LUNGO PERIODO AVENDO TITOLO DI SOGGIORNO ASILO POLITICO DEVO PORTARE CERTIFICATO CASELLARIO E CARICHI PENDENTI COME RIQUISITO ^^???

    GRAZIE ANTICIPATAMENTE

  6. Buongiorno, Sig. DAvide

    vorrei chiedere una informazione

    Un mio amico ha un permesso di sogg. per motivi umanitari, adesso vuole fare la conversione a lavoro s.
    questa domananda la puo fare tramite patronato opp. deve recarsi alla questura?

    2. sua moglie non lavora, lei ha il permesso di sogg. per motivi umanitari, se lui chiede la conversione a lavoro subordinato lei puo chiedere il permesso per motivi familiare, oppure per lavoro sub perche il marito ha dei redditi?

    lei ha diritto alla coversione? non lavora hanno due figli minori uno nato in Italia.

    • Buongiorno Cris, la domanda andrà presentata in questura ma per farla consiglierei al tuo amico di farsi seguire da un’associazione o da un patronato, per essere sicuri di presentare tutto in regola.

      Per la moglie ti allego qui i requisiti necessari per la richiesta di permesso per Motivi familiari come la spiega il sito Melting Pot:

      l permesso di soggiorno per motivi di famiglia è regolato dall’articolo 30 del Testo Unico sull’immigrazione (286/98) può essere rilasciato a:

      – I familiari del cittadino extracomunitario che hanno esercitato il diritto al ricongiungimento familiare o l’ingresso di familiari al seguito con un cittadino straniero residente in Italia (ai familiari dei extraUE di cittadini italiani o comunitari sarà invece rilasciata una carta di Soggiorno);
      – Lo straniero titolare di un permesso di soggiorno da almeno un anno che contrae matrimonio con cittadino straniero regolarmente soggiornante;
      – Allo straniero regolarmente soggiornante familiare di un cittadino straniero in possesso dei requisiti per il ricongiungimento familiare entro un anno dalla scadenza del suo titolo (In caso di rilascio in favore del familiare di soggetto titolare dello status di rifugiato si prescinde dal possesso di un regolare titolo di soggiorno);
      – Al genitore straniero, anche naturale, di minore italiano, anche se lo straniero è irregolare;
      – Al parente entro il secondo grado di cittadino italiano (pds per motivi familiari ex art 19, 286/98 – ex art 28, 394/99)

  7. Buonasera sig. Davide
    Volevo chiedere un piccolo informazione. Con permesso di soggiorno per motivi umanitari posso viaggiare (e andare in paese di cui sono provengono) Il passaporto di paese mio, la questura non ha tolto. Grazie mille

    • Buongiorno Vladimir,
      può viaggiare con il passaporto valido, non può tornare però nel suo paese dato che la richiesta d’asilo è una richiesta di protezione perché non sussistono garanzie di sicurezza per vivere nel suo paese. Se dunque facesse ritorno nel suo paese lo Stato italiano, venutone a conoscenza, le annullerebbe l’asilo a meno che non ci siano motivi molti seri. Questi motivi andrebbero poi evidenziati e dimostrati nell’eventuale ricorso.

      • Grazie mille per la risposta. Un’altra domanda, se permesso di soggiorno motivo umanitario scade a aprile 2018, posso fare anche adesso convertazione in un permesso di soggiorno di motivo lavorativo, o devo aspetare il mese di scadenza ?

        • Può farlo subito. Anzi, le direi che è meglio non aspettare la scadenza dell’umanitario, altrimenti prima di fare richiesta per il passaggio a permesso di lavoro deve rinnovarlo.

  8. Ciao,

    Ho asilo umanitario da alcuni anni e volevo sapere gentilmente , per ottenere la cittadinanza dopo 10 anni avrò bisogno comprovare ridetto ?

    Grazie

    • Buongiorno Fabio, da quello che ci risulta per la richiesta della cittadinanza in caso di asilo umanitario e protezione sussidiaria è richiesto il possesso di un reddito, fiscalmente dichiarato, nei 3 anni antecedenti alla richiesta della cittadinanza. Per avere una conferma definitiva le consigliamo di rivolgersi ad un’associazione sul territorio, un caf o un’associazione che assiste richiedenti asilo politico.

  9. Gent.mo Davide,

    un mio amico ha bisogno di rinnovare il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il suo permesso di soggiorno scade a gennaio…quanto tempo prima deve recarsi in questura per inoltrare la richiesta di rinnovo? 2 o 3 mesi prima della data di scadenza??Non riusciamo a trovare notizie precise in merito. Per ciò che riguarda invece la residenza, va rinnovata obbligatoriamente? Se si deve prima recarsi all’ufficio anagrafe del comune e poi in questura con la richiesta di rinnovo? Grazie mille in anticipo. Buon lavoro e un caro saluto.

    • Ciao Lella, in quale città deve rinnovare il permesso? Il consiglio che ti posso dare è di farlo il prima possibile, dato che le richieste sono molte e i ritardi si accavallano. Anche se la legge non lo prevede, alcune questure chiedono la residenza tra i documenti necessari, quindi consiglio di arrivare alla richiesta di rinnovo con la residenze. Un caro saluto

      • D’accordo grazie mille. Deduco quindi che la residenza non è obbligatoria, ma a discrezione della questura e che, volendo, il permesso si potrebbe rinnovare usando la vecchia residenza. Ti ringrazio tantissimo!

  10. Ciao buon giorno.
    Sto tenendo lo status di protezione sussidiaria dal gennaio 2017. Ho applicato nulla osta per la riunione di famiglia in linea e fanno un appuntamento a febbraio. So che non devo dimostrare il mio reddito annuale e la mia abitazione. ma nella lettera di nomina chiedono reddito annuale e alloggio. scrivono come questo “Descrizione sintetica:
    La controparte convoca il richiedente affinché questi forniscano la documentazione complementare riguardante l’esecuzione, ai fini dell’applicazione, del reddito della ricorrente e della sistemazione. “Fammi sapere quale carta dovrei presentare quel giorno. Grazie a te.

    • Ciao Mohammad, difficile comprendere esattamente quale sia la natura della richiesta. L’appuntamento è per febbraio 2018? Personalmente ti suggerirei di rivolgerti ad un CAF, un sindacato o un’associazione di supporto per richiedenti asilo per farti assistere nella richiesta, in modo da entrare più nel dettaglio e cercare di capire le motivazioni della richiesta. In quale territorio risiedi? Un saluto

  11. Buongiorno,
    Grazie per la risposta. ho già un permesso (protezione sussidiaria) da roma.i ha chiesto la riunione di famiglia. dalla prefettura, mi date una data per presentare i miei documenti. quali documenti dovrei presentare quel giorno? La ringrazio molto per la risposta

  12. salve, mi chiamo Giuseppe Bossom sono un avvocato di Napoli. Ho bisogno di un consiglio per un mio assistito pakistano che ha un permesso per motivi umanitari. Lo scorso anno suo padre è morto ed è tornato nel Paese per il funerale. Ha ricevuto un avviso dalla questura di sassari in cui gli viene contestato questo, con la possibilità di fare audizione alla commissione di Roma per non perdere la protezione. Ho la possibilità di far valere questa cosa?

  13. Salve in 2009 sono entrata in italia sono stata sfruttata mi è stato rubato mio passaporto alla fine in 2010 ho cercato il numero verde della regione di Martinsicuro e mi ano aiutata o ricevuto un permesso umanitario , ma por troppo la persona che mi a portata in italia a fatto vare minace che apena torno in Brasile mi ammazza perche dice che devo dei soldi , non potendo tornare al mio paese per questo motivo , con il permesso umanitario non sono riuscita a rinnovarlo, e ora mi trovo senza una via di uscita ho un fidanzato albanese che per momento non ci possiamo sposare , vorrei sapere con tutto questa motivazione le denuncie fatta alla questura di Martinsicuro che comprovano la esistenza della mia storia vorrei sapere se POSSO CHIEDERE IL ASILO POLITICO….
    NON ho piu padre ne madre e trovo che questo uomo sia veramente pericoloso , con vari ati in Brasile è pure ammazzato una persona.

    • Ciao Byatriz, certamente il tuo caso delicato merita un’assistenza da parte di qualche associazione sul tuo territorio che ti aiuti a mettere in ordine gli elementi di cui mi parli. Se ho capito bene abiti in Abruzzo, hai provato a cercare uno sportello immigrazione ACLI/CGIL che ti possa indirizzare? Riguardo alla tua domanda: tu hai già fatto richiesta d’asilo, puoi rifarla ma devono essere intervenuti elementi significativi nel paese d’origine o nella tua storia per procedere con la seconda domanda d’asilo, altrimenti il rischio è che venga ritenuta infondata.

  14. David ho mai fatto la richiesta di asilo e da 2009 fino ora non sono andata in Brasile oer questo motivo la paira comunque quando ho denunciato il sfruttamento mi ano mersa su una struttura protetta e poi il permesso umanitario che dovevo rinovarlo tramite la struttura ché poi pwr motivi banale mi ano mandata via il lavoro per il rinnovo non ho trovata ma ora sinceramente ho paura di essere rimandata in Brasile è morire

    • Si si per questo, vista la delicatezza del caso e viso che hai già fatto domanda di asilo una volta, ti consiglio di farti seguire da un’associazione che si occupa di rifugiati politici il più vicino possibile a dove ti trovi. È possibile fare una seconda richiesta d’asilo, ma devi spiegare bene i motivi e quali differenze ci sono con la prima. Al momento hai contattato qualche associazione?

  15. Ancora non ieri ho contattato un avvocato da roma che andrà in questura di Martinsicuro è lui preparerà tutti le prove per fare una richiesta.
    In risposta dei motivi di prima era che questo sfruttatore era chi in Italia e é riuscito a scappare per Brasile è lui prima aveva lasciato chiaro che se non li pago il soldi chi in Italia dovrei pagare in Brasile con bene o con male che sarebbe la mia morte e come faccio a avere una vita in Italia? Senza permesso ? È come faccio andare in Brasile se ce lui è il suoi amici li che mi aspettano?

    • Comprendo i tuoi timori Byatriz, proprio per questo esiste il rifugio politico ma è necessario cercare di mostrare – anche con documenti o qualche prova, se possibile – le motivazioni della richiesta. Bene l’avvocato, in ogni caso ti consiglio anche di contattare qualche associazione che aiuta a fare richiesta di asilo politico, in modo da essere ancora più tutelata e consigliata bene sui passi da fare.

      • Grazie Davide credo che la prova piu visibile sara il fatto che dopo questo accaduto non sono più tornata in Brasile è che pure senza permesso o cercato lavoro e altre possibilità di restare e poi ancora meglio questo sfruttatore nella questura di Martinsicuro ci sia 3 denuncia sia la mia sia de altre due ragazzi che erano nella stessa situazione cge la mia è tutto li registrato

  16. Salve, Vorrei chiedere se per convertire il permesso di soggiorno per asilo politico in Carta di Soggiorno bisogna avere un reddito minimo oppure non c’è questa condizione per i rifugiati politici, sapendo che sono uno studente universitario. E, nel caso avere un reddito minimo sia obbligatorio, siccome sono uno studente, c’è qualche modo per convertire il permesso in carta di soggiorno senza avere questo reddito?
    Grazie in anticipo..

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