Sala è il nuovo sindaco di Milano

di

È stato un testa a testa, alla fine hanno vinto Sala e il centrosinistra, che si afferma e continuerà a governare Milano per altri 5 anni. I dati finali dicono che Parisi e la destra si fermano al 48,30%, Sala e il centrosinistra vincono con il 51,70%. Hanno votato il 51% dei milanesi.

9 giugno

Elezioni comunali Milano 2016: testa a testa Parisi-Sala

Post 5 giugno. I sondaggi ci avevano preso, descrivendo un testa a testa che in effetti si è realizzato. Per questo sorprendono la delusione di Sala e la soddisfazione di Parisi nella notte elettorale. Sala vince di quasi un punto sull’avversario del centro destra, ma il più contento sembra Parisi. Forse neanche lui credeva in quei sondaggi che lo davano in reale competizione con Giuseppe Sala. Tra tutti i ballottaggi quello di Milano sarà sicuramente il più incerto e combattuto: da una parte Parisi conta sull’effetto rimonta che gli ha permesso di ridurre lo svantaggio in questi mesi di campagna elettorale sino a 0,9%, dall’altro Sala non può pensare di gestire l’esiguo vantaggio ma ha dalla sua gli ottimi numeri della sua Lista Civica -arrivata quasi all’8% – e tanto margine in più rispetto all’avversario. Nel risultato del primo turno infatti ci sono sicuramente i meriti di Parisi, che ha tenuto compatto il centro destra litigioso, ma anche i demeriti di Sala, che deve fare di più per coinvolgere quella sinistra che ha votato altrove, da Rizzo ai 5 Stelle.

Duelli televisivi. In questi 10 giorni Parisi e Sala si confronteranno e scontreranno ripetutamente in più dibattiti televisivi. Lunedì si sono affrontati a Piazza Pulita da Formigli, ed è parso evidente un maggior nervosismo di Sala. Mercoledì 8 giugno il duello si sposterà su SkyTg24, il venerdì pre ballottaggio i colpi finali a Bersaglio Mobile da Enrico Mentana, il re delle maratone elettorali.

Chi vince al ballottaggio.È inutile fare previsioni azzardate, non è possibile dire con sicurezza chi la spunterà, sottile la differenza. Ci sono però dei sondaggi interessanti che ci aiutano a capire come potrebbe andare:

• metà degli elettori della lista di sinistra di Rizzo dovrebbe astenersi, metà votare per Sala. Ricordiamo che Rizzo ha preso il 3,54%
• gli elettori del Movimento 5 Stelle sembra si divideranno nel seguente modo: 2/5 dell’elettorato voterà Parisi, 1/5 voterà Sala, 2/5 si asterranno al secondo turno seguendo l’esempio del candidato Gianluca Corrado.
• stando così le cose (vedi i due punti precedenti) la parità è praticamente assoluta, con Parisi che recupera il punto di svantaggio grazie ai voti dei 5 Stelle. Chiarendo che siamo nel campo dell’approssimazione, come tutti i sondaggi sono, e che i dati si riferiscono ad un periodo pre primo turno, la conclusione più verosimile è che il ballottaggio verrà deciso dall’affluenza. Se l’affluenza dovesse rimanere bassa come al primo turno, dove non ha votato metà dei milanesi, o abbassarsi ulteriormente (come sempre accade nei ballottaggi) il favorito sarà Parisi. Se invece Sala saprà rivolgersi alla sua sinistra, in cui ci sono moltissimi elettori di Basilio Rizzo e del Movimento 5 Stelle, dialogando su temi concreti come edilizia pubblica, reddito di cittadinanza, investimenti, la partita sarà sua.

Data ballottaggio amministrative di Milano il 19 giugno

sondaggi elezioni comunali 2016

sondaggi elezioni comunali 2016

Sondaggi comunali Torino

sondaggi politiche nazionali

6 giugno

Elezioni amministrative Milano 2016: sarà ballottaggio Sala-Parisi

Aggiornamento ore 8. I risultati confermano i sondaggi, sarà battaglia fino alla fine. Parisi ha il vento in poppa nonostante la sconfitta di zero virgola qualcosa, Sala dovrà dimostrare di saper allargare il consenso. Affluenza bassissima a Milano, a conferma che metà dei milanesi hanno snobbato l’appuntamento elettorale, o semplicemente non hanno trovato una motivazione valida per andare a votare.

Risultati.
Giuseppe Sala 41,7 %
Stefano Parisi 40,8 %
Gianluca Corrado 10,0 %
Basilio Rizzo 3,54%

Data ballottaggio comunali di Milano il 19 giugno

sondaggi elezioni milano 2016

5 giugno
Duello Sala-Parisi. Come previsto e prevedibile rimandata la sfida tra centro destra e centrosinistra alle comunali di Milano. Per gli Exit Poll in vantaggio a sorpresa Sala con un margine di qualche punto su Parisi. Non ci sono sorprese, nettamente dietro Corrado del Movimento 5 Stelle.

Numeri.
Giuseppe Sala 38-42
Stefano Parisi 36,5-40,5
Gianluca Corrado 9-13
Basilio Rizzo 3-6

Affluenza comunali Milano: 54,66%
exit-poll-milano

17 maggio

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: sorpasso e controsorpasso

Duello. La tendenza è ormai consolidata: Parisi e Sala si alternano una settimana uno una settimana l’altro in testa ai sondaggi sulle elezioni comunali di Milano. Il risultato del primo turno sembra abbastanza consolidato: chi la spunterà il 5 giugno non potrà stare tranquillo in vista del secondo turno, il ballottaggio del 19 giugno.

Riammessi Fratelli d’Italia. Intanto il Consiglio di Stato riammette i Fratelli d’Italia, per la gioia di De Corato e La Russa. Parisi recupera un pezzo a destra, il meno problematico. I problemi infatti per il candidato di centro destra sono con la Lega Nord di Salvini. Dopo la polemica per la candidatura leghista del neofascista Stefano Pavesi, appartenente al gruppo Lealtà e Azione, Parisi si è irritato per l’invito di Salvini ai sindaci leghisti di boicottare le unioni civili

Se sarò eletto, comanderò io e faremo quello che bisogna fare, cioè rispetteremo la legalità. Non esiste per un sindaco l’obiezione di coscienza. Un sindaco deve rispondere ai cittadini e amministrare la città applicando le leggi. In questo caso si applicano le leggi.

ha dichiarato Parisi, piuttosto infastidito dai consigli del segretario leghista. Che tra i due non corra buon sangue pare evidente, ma entrambi per interesse terranno un profilo basso. Il timore per Parisi è di perdere un pezzo dell’elettorato moderato a causa della Lega Nord.

Sala insegue. Dopo essere partito come favorito Beppe Sala si trova ad inseguire, un ruolo piuttosto scomodo a cui Sala non sembra abituato. A sinistra Rizzo è dato quasi al 6% dei consensi, non poco se pensiamo che ha l’appoggio solo di Rifondazione, a livello nazionale data intorno all’1,5%.

Ballottaggio di fuoco. I numeri parlano chiaro: Parisi al 38,5%, Sala al 38%, Corrado del Movimento 5 Stelle al 15,3% e Basilio Rizzo al 5,7%. Il ballottaggio si giocherà tutto sui voti terzi di lista di sinistra e Movimento 5 Stelle, più quegli indecisi che ad oggi formano un impressionante 43%. La capacità di mobilitare i territori e di avvicinarsi ad un elettorato non così vicino farà la differenza il 19 giugno.

sondaggi comunali milano 2016
@piazza pulita

Data elezioni amministrative 2016: quando si vota

La data è il 5 giugno 2016, con gli eventuali ballottaggi il 19 giugno.

11 maggio

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: Sala davanti ma ancora molti indecisi

Esclusi Fratelli d’Italia. Parisi perde un pezzo a destra della coalizione: difatti il partito di Giorgia Meloni è stato escluso per irregolarità nella presentazione delle liste, e anche il ricorso è stato respinto. Dunque la lista dell’ex vice sindaco De Corato e di La Russa non sarà presente alle elezioni: non un colpo particolarmente duro per Parisi, dato l’esiguo successo del partito a Milano (a differenza di Roma), ma girando per le strade di Milano è evidente come Fratelli d’Italia fosse il partito che più si stava spendendo in campagna elettorale. Almeno per il momento.

In fondo a destra. Sempre da destra arriva un’altra grana per Parisi, che si è trovato a fare i conti con la presenza nelle liste che lo appoggiano di elementi antisemiti e neofascisti come Stefano Pavesi della Lega Nord. È sembrato molto irritato il candidato del centro destra, tanto da arrivare a dire

Non voglio fascisti nelle mie liste

Parisi Lega. Fenomeno un po’ strano e preoccupante, se pensiamo che il candidato sindaco non abbia -se non concordato- almeno controllato le liste in appoggio. È chiara la strategia di Parisi: convergere il più possibile verso il centro, cercando di smarcarsi dagli elementi più radicali della Lega Nord. L’ex ad di Fastweb dovrà però considerare che la Lega Nord è in questo momento il partito con più voti della coalizione che lo appoggia.

Renzi e Sala. Lunedì Matteo Renzi si è fatto vedere con Beppe Sala in un circolo a Lambrate, ed è parso piuttosto spavaldo, parlando di vittoria al ballottaggio. Ma il premier legge i sondaggi e sa bene che il suo candidato pare in difficoltà, e non sembra riuscire a scaldare i cuori dei cittadini milanesi, nonostante la vittoria alle primarie. Renzi sa bene anche di giocarsi tanto a Milano perché Sala l’ha voluto fortemente lui. Non è un caso quindi che proprio in questa settimana l’appello al partito democratico abbia riguardato non solo il referendum ma anche le elezioni amministrative.

Diamo i numeri. Certi del ballottaggio, vediamo gli ultimissimi sondaggi cosa dicono. C’è grande equilibrio, ma il caso Fratelli d’Italia, le divisioni e le polemiche a destra sembrano aver frenato il sorpasso di Parisi: in più, rispetto al candidato del centro destra, Sala può contare su una rete di comitati e di cittadini rimasta dall’esperienza Pisapia. Il Movimento 5 Stelle rimane con il suo 14%, frutto di una tendenza nazionale in ascesa ma anche dell’incapacità di presentare un candidato forte a Milano; bene Basilio Rizzo e la sua Lista di Sinistra, che ottengono quasi il 6%. Un’ultima indagine del Fatto Quotidiano presenta lo scenario milanese nel seguente modo:

Sala 38,5%
Parisi 35,2%
Corrado 14,1%
Basilio Rizzo 5,8%

Ballottaggio. A domanda su chi voterebbe al ballottaggio Sala davanti con il 52,4%, Parisi al 47,6. A farla da padrone però sono gli astenuti o indecisi, oltre il 50%. E saranno loro a marcare la differenza: se da una parte gli elettori di Rizzo in parte si asterranno in parte voteranno Sala, dall’altra il bacino elettorale del Movimento 5 Stelle sembra più incline verso Parisi o l’astensione. Staremo a vedere quanti decideranno di esprimere una preferenza e quanti sceglieranno di non andare a votare.

3 maggio

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: duello Parisi-Sala fino al ballottaggio

Ballottaggio scontato. È talmente prevedibile il ballottaggio a Milano tra il candidato del centro sinistra Sala e il candidato del centro destra Parisi che l’interesse dei sondaggi sembra già proiettato sul 19 giugno, data del probabile ballottaggio. Succede anche di sentire per le strade di Milano persone che, scontente di tutti i candidati, non andranno a votare al primo turno ma probabilmente si esprimeranno al ballottaggio “contro il candidato più impresentabile”.

Punto a punto. I numeri (ultimi sondaggi Tecné) dicono che Sala e Parisi sono appaiati al 38%, lontano Gianluca Corrado del Movimento 5 Stelle al 15% e lontanissimo Basilio Rizzo (sinistra radicale per Milano) che con un buon 5,8% entrerebbe in consiglio comunale. I ballottaggi, dicevamo: dopo lo shock delle ultime rilevazioni, è Sala a dover inseguire Parisi: il candidato del centro destra è al 50,5%, un punto davanti a Sala.

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016
@corriere milano

Spostamenti elettorali. Il calo di Sala potrebbe essere dovuto alla disaffezione dell’elettorato di sinistra, anche se la lista arancione Sinistra X Milano sembra avere le carte per convincere i milanesi di una continuità con Pisapia: l’obiettivo di Sala sarà portare quel 5% che vota Basilio Rizzo al primo turno dalla sua per il ballottaggio. A destra i nervi sono tesi per la situazione di Roma, tanto che Parisi è stato caldamente invitato da Salvini e Meloni a non esprimere alcun endorsement verso i candidati romani, palesando il timore che Parisi possa schierarsi dalle parti di Marchini. È ovvio però che la spaccatura radicale del centro destra nazionale si fa sentire anche a Milano, e non sono pochi gli elettori del centro destra a temere che la coalizione Lega Nord – Ncd – Forza Italia – Fratelli d’Italia sia un guazzabuglio pronto ad implodere all’acuirsi delle tensioni nazionali. Parisi non è molto tranquillo, per il momento se la cava con un

Il nostro centro destra è migliore di quello di Roma.

Scontento Lega e voti a 5 Stelle. Espressione che la dice lunga sui precari equilibri su cui gioca il centro destra milanese, che mette insieme Alfano e Salvini, i due grandi nemici su suolo nazionale. Ed è proprio una fetta dell’elettorato leghista (calcolato intorno al 10%) che, non affatto contenta dell’alleanza con il cosiddetto “Al-Fano”, si dice pronta a votare Sala. Per il centro sinistra i problemi potrebbero invece venire al ballottaggio dal Movimento 5 Stelle: gli elettori 5 Stelle infatti si dicono più propensi a sostenere Parisi rispetto a Sala, forse anche per l’identificazione di quest’ultimo con Expo, avversato da Grillo e cittadini.

campagna elettorale fratelli d'italia milanoDibattito tiepido. Grande incertezza, insomma e prime scaramucce ieri nel dibattito alla sede del Corriere della Sera: a dire il vero però, a parti vecchi slogan (“Sala ostaggio della sinistra” dice Parisi; “a destra c’è una lotta furiosa per la supremazia” dice Sala; “voi siete la vecchia politica” interviene Corrado) ci è parso più un tentativo di delineare il campo tra i principali candidati, senza che nessuno sia entrato troppo nel merito delle idee su Milano. Si gioca su temi più di portata nazionale o generalisti, come dimostrano gli imbarazzanti cartelli che si vedono in giro per Milano in questi giorni, tra promesse di lavoro (Salvini, Lega Nord) e Stop alle multe (Meloni, Fratelli d’Italia).

24 aprile

sondaggi elezioni milano 2016
@huff post

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: sorpasso Parisi nel ballottaggio

Ballottaggio sicuro. Se c’è una certezza nelle elezioni comunali di Milano sembra essere quella del ballottaggio. Centro destra e centro sinistra si sfideranno il 19 giugno nella battaglia finale per il Comune di Milano. Nessuno dei candidati favoriti, Stefano Parisi e Beppe Sala, infatti, si avvicina neanche minimamente alla possibilità di vincere al primo turno.

Numeri a Milano. Secondo gli ultimi dati WinPoll per Huffington Post al primo turno Sala si attesta intorno al 39,5%, Parisi al 37%. Distantissimi gli altri, con Gianluca Corrado del Movimento 5 Stelle al 15% e via via il resto che insieme fa un 8%.

Sorpresa Parisi. Il dato invece eclatante è quello del ballottaggio, dove per la prima volta si afferma il candidato del centro destra. Dunque non è nulla per scontato il cammino di Beppe Sala, nonostante Expo, Renzi e la visibilità mediatica. Anzi, lo stacco di un pezzo di sinistra, confluita nella lista per Basilio Rizzo Sindaco, e la compattezza a destra per il nome di Parisi, renderanno la sfida molto combattuta.

Per chi voteranno i 5 Stelle. Il dato, per quanto sia approssimativo, potrebbe indicare una tendenza molto preoccupante per Sala: al ballottaggio gli indecisi che andranno a votare, quelli che al primo turno non hanno scelto né Sala né Parisi, potrebbero propendere a favore di quest’ultimo. Se questa tendenza fosse confermata, saranno guai seri per il candidato del centro sinistra.

10 aprile

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: Passera si ritira dalla corsa e appoggia Parisi

Passera al centro destra. Parisi mette a segno un colpo importante nella campagna elettorale per le elezioni comunali di Milano: Corrado Passera, candidato nell’area di centro destra e quindi concorrente dello stesso Parisi, si ritira dalla corsa e appoggia il nome di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. In cambio di cosa lo scopriremo solamente dopo le elezioni, quello che è dato sapere ad oggi è che Corrado Passera, dopo aver ricoperto Milano di cartelloni dal dubbio gusto e su cui più di un milanese ha ironizzato, decide che non è più Passera la soluzione di tutti i problemi.

Ancor più testa a testa. Il passaggio di Passera nell’area Forza Italia – Lega porterà voti in più a destra, quanti è difficile stimare. I sondaggi degli ultimi tempi davano la lista dell’ex Ministro del governo Monti intorno al 4%. Se -ipotesi difficile da verificare- pensassimo ad un travaso di voti dalla lista Passera a Parisi i margini tra quest’ultimo e il centro sinistra si assottiglierebbero in modo clamoroso. È un “se”, non è difficile pensare infatti che l’elettorato di Passera decida di non votare per uno schieramento che vede insieme Salvini, Meloni e Berlusconi. Facendo il dubbio calcolo matematico in ogni caso il vantaggio di Sala si ridurrebbe a +1,4%, un nulla mancando ancora 55 giorni di campagna elettorale.

Scenario ballottaggio. A meno di clamorosi autogol, lo scenario più probabile resta il ballottaggio tra centro destra e centro sinistra. Ancora una volta, dunque, potrebbero essere decisivi i voti di chi al primo turno non sceglierà né uno né l’altro: parliamo di Movimento 5 Stelle e della lista a sinistra con Basilio Rizzo candidato sindaco.

30 marzo

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: ultimi sondaggi TgLa7 confermano tendenza

+ 5,4 Sala. Gli ultimissimi sondaggi, dati ieri sera durante il Tg di La7 condotto da Enrico Mentana, confermano la tendenza data fin qui sulle comunali di Milano: cinque punti circa di vantaggio di Beppe Sala (centrosinistra) sul candidato del centrodestra Stefano Parisi.

Partita tutta da giocare. Terzo e lontanissimo il candidato del Movimento 5 Stelle, che da una settimana ha cambiato nome e volto come abbiamo spiegato qui sotto. Siamo appena agli inizi della campagna elettorale, e la strada per Sala è ancora tutta in salita: le ultime parlano di una candidatura a sinistra di Basilio Rizzo, storico volto della sinistra milanese e attuale consigliere comunale con la Sinistra per Pisapia, che potrebbe fiaccare il tentativo di Sala di convincere gli elettori perplessi a sinistra sul suo nome.

candidati sindaco Milano 2016
@twitter

Le difficoltà per i candidati al momento sembrano più stare nei rispettivi schieramenti: Sala continua a godere di poca fiducia nella parte a sinistra dello schieramento, anche se non sembra ci saranno candidati di nome a portargli via voti, Parisi deve fare i conti con le alleanze xenofobe dei partiti che lo sostengono, in particolare la Lega Nord. Per un ex socialista, amico di Israele, come Parisi certi legami con i neofascisti di CasaPound potrebbero rivelarsi fonti di imbarazzo, perlomeno a livello di immagine e credibilità.

28 marzo

Il candidato dei 5 Stelle a Milano, la corsa a due tra Parisi e Sala

Sarà l’avvocato Gianluca Corrado il candidato del Movimento 5 Stelle a Milano: dopo la rinuncia di Patrizia Bedori, con polemiche e insulti al seguito, Corrado ha vinto le primarie bis con 634 voti su 876 partecipanti (72% delle preferenze). L’avvocato era arrivato terzo alle primarie di novembre con 65 voti: dunque l’anticipo con cui i 5 Stelle avevano scelto il candidato per Milano si è ribaltato tutto a sfavore del Movimento, che sembra assolutamente marginale nella corsa milanese. C’è chi maliziosamente vocifera, come l’ex direttore dell’Unità, Peppe Caldirola, che i 5 Stelle stiano rinunciando a correre seriamente a Milano in cambio del caos romano provocato da Meloni e Salvini: teoria che sa di complottismo, ma i fatti potrebbero andare nella direzione indicata da Caldirola, con una doppia sfida lanciata al Pd dai 5 stelle a Roma e dal centrodestra, stranamente compatto, a Milano.

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: testa a testa Sala-Parisi
@beppesala.it

A Milano sono partite le campagne elettorali dei due sfidanti Parisi e Sala, e la situazione rispetto a tre settimane fa è immutata: gli ultimissimi sondaggi vedono Sala comandare con il 41%, segue Parisi con il 36,5%. Nel probabile ballottaggio, ad oggi Sala sarebbe avanti con il 52%, un vantaggio tutt’altro che rassicurante con davanti l’intera campagna elettorale ancora da giocare. Al momento i due candidati, ritenuti da molti elettori troppo simili, stanno più che altro cercando di marcare il territorio. Parisi parla molto di sicurezza, Sala più di sviluppo. La campagna elettorale deve ancora decollare, mancano più di due mesi al 5 giugno e ci aspettiamo ben altro dalla contesa quando si entrerà negli ultimi 30 giorni di campagna elettorale.

13 marzo

La rinuncia della candidata 5 Stelle, il passo indietro della Balzani e il no di Gherardo Colombo

Saranno state le critiche di Dario Fo (“la candidata 5 stelle mi preoccupa, il problema è vedere se è in grado di gestire qualcosa di grande”), saranno le voci di malcontento secondo cui Grillo e Casaleggio avevano già chiesto più volte le dimissioni, sarà quel che sarà ma Patrizia Bedori, la (ex) candidata 5 Stelle, ha già deciso: non sarà lei a correre per il Movimento 5 Stelle verso le elezioni del 5 giugno per il sindaco di Milano.

La Bedori e il Movimento 5 Stelle erano dati fuori partita, intorno al 14%. Non è comunque questo il motivo per cui, a suo dire, si ritira. La Bedori ha dichiarato:

Troppa pressione dai giornali, lascio ed è solo una mia decisione

Se da un lato è comprensibile il discorso della cittadina ed ex avvocato, dall’altro verrebbe da chiedersi cosa si aspettava da una candidatura così importante: se non ha retto la pressione mediatica a inizio campagna elettorale, come avrebbe potuto reggere la campagna e addirittura l’eventuale elezione? Ora per i 5 stelle si aprono giorni impegnativi: la ricerca di un nuovo candidato, se scelto dalle primarie o dai vertici lo vedremo.

Le novità più importanti della settimana erano state intanto il passo indietro della Balzani, che non ha accettato di guidare una lista arancione, mettendo in crisi l’ala sinistra della coalizione che appoggia Sala, e il no alla candidatura di Gherardo Colombo, invocato a gran voce da chi a sinistra cerca un’alternativa a Sala. Un gran casino, insomma, che evidenzia i gravi errori di Pisapia nella gestione della sua “successione” e che non può che avvantaggiare Parisi, il candidato del centrodestra. Vedremo come si muoveranno Sala e Renzi, verrebbe quasi da dire che, se come si dice solitamente Milano anticipa tendenze nazionali, sarà un periodo davvero doloroso per il centrosinistra tutto.

7 marzo

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: in vantaggio Sala su Parisi di 4,5 punti

Sarà un testa a testa tra centrosinistra e centrodestra alle elezioni comunali di Milano 2016, che si terranno probabilmente il 12 giugno 2016: secondo le ultime rilevazioni effettuate da Termometro Politico Sala è in vantaggio con il 41% dei voti, seguito a poca distanza da Parisi con il 36,5%. Terza la candidata del Movimento 5 Stelle, Patrizia Bedori, con il 14%. In fondo Corrado Passera, al 3,8% protagonista di una campagna elettorale martellante, fatta di cartelloni dal dubbio gusto e camper non proprio originali che hanno più che altro fatto sorridere i milanesi.

Sembra dunque una sfida a due tra i due manager, profili simili con dietro però due giunte molto diverse. Da una parte Sala, uscito vincitore dalle primarie di febbraio, è appoggiato dall’attuale giunta Pisapia; dall’altra Parisi porta con sé i partiti che elessero Moratti e Albertini.

Potrebbero essere proprio i partiti a fare la differenza nella competizione: la difficoltà nell’individuare cosa distingue a livello personale i due manager dà più forza alle sigle che li appoggiano. Ad oggi i sondaggi dicono Partito Democratico al 35,5%, Forza Italia al 17,5%, Lega Nord al 17%, Movimento 5 Stelle al 15%, Fratelli d’Italia e Sel al 3,5%, Nuovo Centro Destra al 2%. Facendo le somme si capisce bene come la partita sia apertissima. Nonostante il Pd sia nettamente il partito con più preferenze, la somma di Lega e Forza Italia compensa il gap con i democratici, che dovranno gestire anche eventuali scossoni provenienti dalla politica nazionale. I particolari potrebbero fare la differenza, inclusa la stessa partecipazione di Renzi, Berlusconi e Salvini.

Al momento Sala è premiato anche dalla maggiore notorietà rispetto all’ex ad di Fastweb: le primarie sono ancora fresche e l’ex Commissario di Expo si porta dietro più di un anno di esposizione mediatica forte. Siamo appena all’inizio della campagna elettorale però, e ricordando il clamoroso recupero di Giuliano Pisapia sulla Moratti nel 2011, all’epoca data avanti di sette punti, è molto chiaro come la partita sia ancora tutta da giocare. Anzi, ribaltando il ragionamento potremmo dire che, data la notorietà maggiore di Sala rispetto a Parisi, ci si poteva aspettare un distacco ben più corposo.

Una debolezza per Sala arriva dal lato a sinistra del suo schieramento: nonostante Sinistra Ecologia e Libertà abbia deciso di rimanere fedele al patto delle primarie, molti si agitano dentro e fuori il partito, tant’è che ogni settimana esce un nome nuovo da proporre in alternativa al candidato del centro sinistra. La scorsa settimana è stata la volta di Gherardo Colombo, ex magistrato noto per le inchieste sulla P2, sull’omicidio Ambrosoli, su Mani Pulite e Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme.

Sondaggi elezioni comunali milano 2016: Giuseppe Sala contro Stefano Parisi?
@avvenire

8 febbraio

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: Sala contro Parisi?

Il day after le primarie di centrosinistra milanese sono terminate come annunciavano i sondaggi da almeno un mese

con tutta la scia di polemiche a sinistra, prevedibilissime; ora si guarda già avanti alle vere e proprie elezioni comunali 2016 di Milano, che saranno tra tre mesi circa. Le primarie lasciano tre dati principalmente:

1) Un’affluenza bassa che si attesta intorno alle 60mila presenze, più basse delle 67mila che votarono nelle precedenti
2) Harakiri programmato a sinistra, tanto da far vociferare a qualcuno sia stato voluto. Balzani, Majorino, Pisapia: non avendo dubbi sulle loro capacità matematiche – 2+2 fa 4, no? – è difficile comprendere come siano andati incontro con tanta passione alla sconfitta. La base è arrabbiata e divisa, un disastro insomma.

3) Ha vinto Sala, con un risultato non entusiasmante. Tutti i candidati a rigor di logica dovrebbero appoggiare il vincitore delle primarie, molti, a sinistra, non andranno a votare o cambieranno casacca.

A catena, rispetto alla vittoria, di Sala, dovrebbe seguire la candidatura di centro destra di Stefano Parisi, imprenditore con un profilo alla Sala. Pare davvero l’unica opzione per un centrodestra che ora, per forza di cose, si dovrà muovere. Parisi, a sentire le dichiarazioni, piace a tutti: Berlusconi, Salvini, Meloni. I dubbi sono più che altro sulla notorietà di Parisi, che dovrà recuperare il gap di notorietà con il candidato del centrosinistra. Dice La Russa

Se il candidato fosse lui, la sua campagna elettorale dovrebbe cominciare entro 7 giorni. Se subito non fosse possibile, una strada potrebbero essere le primarie. Credo che oggi qualcuno cominci a pensarci anche nel centrodestra

Ma chi è Stefano Parisi? Manager già direttore generale del Comune di Milano con la Giunta Albertini nel 1997, direttore generale di Confindustria, amministratore generale di Fastweb e fondatore nel 2012 della piattaforma Chili tv. Voci confermano una sua disponibilità a candidarsi. Scartata l’idea Sallusti dunque, non tanto caro ai milanesi, il nome Parisi piace perché può allargare al Nuovo Centrodestra, con buona pace dei proclami di Salvini.

5 febbraio

A poche ore dalle primarie un sondaggio Ixè per Agorà Rai ribalta una parte dello scenario annunciato nei giorni scorsi, con Majorino e Balzani a contendersi il secondo posto: sarebbe davanti Majorino. Magra consolazione, per una sinistra che si è divisa e sgretolata, tra personalismi e incapacità di trovare una volontà comune: tutto a favore di un Sala nettamente davanti.

@ixè
@ixè

4 febbraio

A meno di 48 ore dalle primarie di Milano del centrosinistra infuria la polemica sull’ultimo sondaggio pubblicato dalla Lorien, che confermerebbe l’effetto bomba dell’endorsement ufficiale di Pisapia a favore di Francesca Balzani.

Come abbiamo scritto qui sotto, i numeri sono da prendere con le pinze, resta il fatto che i sondaggi confermano una prevedibile tendenza su Milano: l’attuale sindaco è popolare e il suo operato ha convinto i milanesi, che si fidano della sua indicazione. Alcuni milanesi, per lo meno. Nonostante l’appoggio di Pisapia resta infatti saldo al primo posto Giuseppe Sala, che a meno di terremoti (possibili) dovrebbe portare a casa la candidatura.

Il sondaggio della Lorien è stato molto contestato dai sostenitori di Majorino, che nonostante la brillante campagna elettorale del loro candidato vedono con sempre maggiore probabilità un piazzamento al terzo posto per l’Assessore alle Politiche Sociali. Non sarebbe stato meglio farsi da parte e appoggiare Balzani? Le polemiche a sinistra sono appena iniziate: quelle post primarie saranno più feroci che mai, soprattutto quando prevedibilmente i numeri di Majorino e Balzani insieme faranno presagire scenari diversi rispetto alla vittoria di Sala.

sondaggi comunali Milano 2016
@lorienconsulting.net

Elezioni Milano 2016 data: 5 giugno

Le elezioni per eleggere il sindaco al Comune di Milano si terranno il 5 giugno 2016. Eventuale ballottaggio per le comunali sarà il 19 giugno 2016.

19 gennaio

Sondaggi primarie milano
@agorà

A 15 giorni dalle primarie di centrosinistra a Milano i sondaggi di Agorà confermano il netto vantaggio di Sala, che approfittando della spaccatura a sinistra con i due candidati Balzani e Majorino vincerebbe le primarie. Altro equilibrio sarebbe stato con la presenza di un solo candidato a contendere la vittoria all’uomo voluto da Renzi al Comune di Milano.

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: Sala favorito, partita ancora aperta

Sale l’adrenalina per l’appuntamento del 7 febbraio, le primarie di centrosinistra a Milano, che mai come questa volta potrebbero essere le vere elezioni per il Comune di Milano. Il centrodestra sceglierà il proprio candidato in base ai risultati delle primarie (per dire quanto ormai sia subalterno a Renzi), il Movimento 5 Stelle non ha possibilità di vincere, almeno secondo le rilevazioni.

Sondaggi che dicono invece di una partita ancora aperta per le primarie, nonostante Sala sia il grande favorito e a sinistra ci sia molta perplessità per la presenza di due candidati, l’attuale vice-sindaco Francesca Balzani (la scelta di Pisapia) e Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali che gode dell’appoggio e della simpatia di vasta parte dell’intellighenzia culturale milanese, detto in parole semplici.

Perché Sala è il grande favorito? È appoggiato da Renzi e dal Pd nazionale, gode di simpatia tra imprenditori e nell’area centrista (compreso Nuovo Centrodestra e Comunione e Liberazione, che a Milano conta e non poco), è conosciuto e gode di buona fama in quanto Commissario di Expo 2015, manifestazione che i media hanno deciso sia stata un grande successo.

(Noi qualche dubbio ce l’abbiamo).

Manca poco alle primarie, si susseguono gli incontri con i tre candidati, praticamente a ritmo giornaliero, e ci sono i primi confronti. Sala-Majorino settimana scorsa, Majorino- Balzani anche, tutti e 4 i candidati (si, c’è anche Antonio Iannetta, classe ’74, il più giovane dei candidati, che arriva da terzo settore e Uisp) al Teatro Dal Verme mercoledì 20 alle 19. Tutti pienoni, molta gente, tanto interesse, ma sin qui tutto normale.

Resta l’eterno dilemma a sinistra di due candidati che potrebbero togliersi voti a vicenda, ma nonostante appelli provenienti da più parti né Majorino né Balzani si tireranno indietro. Anzi, le frecciatine sono all’ordine del giorno. Poco più di una settimana fa Majorino ha dichiarato

Né con Sala né coi salotti

riferendosi alla collega. Specificando poi che

Quando Francesca ha deciso di candidarsi ci sono rimasto male, anche perché per molti mesi lei è stata tra quelli che mi spronavano ad andare avanti.

Dall’altra parte la Balzani tira dritto, forte dell’appoggio di Pisapia. Proprio l’appoggio del sindaco attuale peserà molto, a leggere l’indagine condotta della società di ricerche Lorien Consulting sugli elettori potenziali delle Primarie del centrosinistra per conto del magazine www.mam-e.it. Sondaggi che rilevano come la Balzani abbia grande credibilità e di come Majorino sia molto popolare.

Pisapia, dicevamo. Il sondaggio dice che il 90% degli elettori delle primarie ha grande fiducia in Pisapia e che il 61% voterebbe il candidato indicato dall’attuale sindaco. Numeri da prendere con le pinze certo, che però indicano una tendenza.

sondaggi elezioni primarie milano 2016
@http://www.mam-e.it/

La partita dunque è ancora aperta, e dalle primarie probabilmente uscirà il prossimo sindaco di Milano. Queste le certezze, le previsioni dicono però Sala grande favorito della corsa, nonostante gli articoli sensazionalistici de Il Giornale, che le prova tutte per mettere ansia a Renzi.

Neanche un mese fa i sondaggi Ixè per Agorà davano Sala oltre il 60%, con Balzani intorno al 25& e Majorino al 17%. C’è ancora tempo, ma agli sfidanti di Sala potrebbero non bastare nemmeno una miracolosa rimonta.

29 dicembre

Elezioni Comunali Milano 2016: Giuseppe Sala è il grande favorito

Tutto sembra fermo o poco mobile, ma non lo è. Le recenti polemiche sul problema smog a Milano nascondono sintomi di campagna elettorale. Per quanto infatti il problema sia molto grave, difficile prendere sul serio le sparate di Matteo Salvini e di Beppe Grillo sullo smog: più facile sarebbe andare a vedere cosa hanno fatto i sindaci (o i governatori di Regione) leghisti e 5 stelle sul problema, lì si capisce già di più. O basterebbe ricordare l’estrema opposizione del centro destra all’area C milanese per intuire quanto preoccupi certi leader il problema ambientale.

Dunque siamo entrati in campagna elettorale, pur non avendo (e questo sì che è paradossale) i candidati sindaci che contano. Oltre a Patrizia Bedori del Movimento 5 Stelle, che difficilmente ha chance di vittoria, centrosinistra e centrodestra ancora devono giocare le proprie carte. O meglio, nel centrosinistra la situazione si sta definendo: le primarie di febbraio vedono partecipare Giuseppe Sala, l’ex commissario di Expo, Pierfrancesco Majorino, attuale assessore e Francesca Balzani, vicesindaco.

Azzardiamo? A maggio il sindaco sarà Giuseppe Sala. Spieghiamo. Intanto le primarie di centrosinistra vedono Sala grande favorito da una parte, dall’altra due candidati che riscuotono consensi più a sinistra, ma che per questo si fanno concorrenza tra loro. Ha davvero poco senso che corrano alle primarie sia Majorino che Balzani, se non c’è una rinuncia di uno dei due e un compattarsi la sconfitta pare inevitabile. Accadrà? Difficile.

Paradossalmente per Sala le primarie potrebbero essere l’unico vero scoglio per diventare sindaco: dall’altra parte infatti, visti i sondaggi che danno Sala cavallo vincente e vincitore, il centrodestra aspetta di capire chi vince le primarie per dare il proprio nome. Come dire, se l’avversario è Sala, che gode anche dei favori del Nuovo Centrodestra, sarà messo lì un nome sacrificabile che andrà incontro a sconfitta certa. Se il vincitore delle primarie dovesse essere un candidato più spostato a sinistra, il centrodestra proverebbe con un nome “più grosso”. Così si vocifera, così sembra. Se, se, se. Ma iniziano ad essere chiari gli schieramenti e la posta in gioco.

La coalizione che ha portato Pisapia in comune sembra essere comunque un’esperienza conclusa, nonostante Sinistra Ecologia e Libertà (o quello che ne rimane) abbia deciso di appoggiare il vincitore delle primarie, anche fosse Sala. Scelta coerente, per carità, che rientra in una coalizione molto più spostata al centro di quella dell’attuale sindaco. Sel opta per la continuità di governo, resta da vedere se sarà una scelta premiante a livello elettorale o se i cittadini milanesi più a sinistra volgeranno lo sguardo altrove, magari in casa 5 Stelle.

Insomma, anche se i partiti non hanno ancora i candidati ufficiali i giochi sembrano fatti: i sondaggi e l’appoggio di media e gruppi di potere a Sala stanno lì a confermarlo. La campagna delle primarie intanto è in partenza: Majorino si affida a Quorum e a Stefano Origlia, che hanno già lavorato per la Serracchiani in Friuli e per Civati, la Balzani alla Ideificio, come Stefano Boeri nelle precedenti primarie e Giuseppe Sala ad un gruppo di giovani volontari, di cui (secondo quanto riporta il Corriere) i più esperti hanno lavorato per Pisapia cinque anni fa.

sondaggi comunali milano 2016: quali sono i candidati di centrodestra e centrosinistra per il comune di Milano
@bestmilan.it

3 dicembre

Comunali Milano 2016: nel centrosinistra decideranno le primarie

Mentre i 5 Stelle lavorano al programma con Patrizia Bedori e il centrodestra attende -c’è chi dice per mancanza di idee, chi per strategia (a seconda di chi si presenta a sinistra sceglierebbero il loro candidato), chi per entrambe le motivazioni- il centrosinistra sembra uscire dallo stallo (ma anche un po’ dalla stalla) dopo il misterioso incontro a Roma nella sede del Pd tra il segretario e Premier, Matteo Renzi, e l’attuale sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

I retroscena raccontano di un faccia a faccia piuttosto ruvido, con Renzi (insieme ai due vicesegretari Serracchiani e Guerini) a sostenere Giuseppe Sala (ex commissario Expo) da una parte e Pisapia a portare avanti il nome di Francesca Balzani, presente all’incontro e attuale vicesindaco, nome certamente più gradito a sinistra. Le primarie si faranno il 7 febbraio (o il 20 marzo, ma sinceramente sembra una data folle, contando che 50 giorni dopo si vota) e gli sfidanti più importanti sembrano questi due. Sala è il nome del Premier, Balzani la rappresentante di un sindaco che, nonostante una pioggia di critiche spesso ingenerose, sta provando ad evitare la sfaldatura del movimento arancione che lo portò a trionfare nel 2011. Il patto uscito dall’incontro sembra questo: chiunque perda le primarie garantirà appoggio totale al vincitore nei pochi mesi di campagna elettorale. Una garanzia non da poco per entrambi, dato che Sala senza primarie avrebbe certamente perso SeL e la parte sinistra del Pd (rischiando di replicare il modello perdente delle Regionali in Liguria), la Balzani non passerebbe mai senza il confronto delle primarie.

Dietro fanno capolino l’assessore Pierfrancesco Majorino, candidato alle primarie della prima ora ma non adottato né da Pisapia né dal suo partito (Pd) e neanche particolarmente caro a sinistra e Emanuele Fiano (ma potrebbe ritirarsi in appoggio a Sala). Uscendo dallo schieramento di centrosinistra un altro candidato sicuro che potrebbe attirare i voti centristi (soprattutto dovesse perdere Sala) è Corrado Passera con Italia Unica: niente di più che uno sparring partner, al momento.

11 novembre

Elezioni Comunali Milano 2016: il Movimento 5 Stelle ha il suo candidato

Patrizia Boderi è il nome del Movimento 5 Stelle per conquistare il Comune di Milano: dopo delle vere e proprie primarie (anche se, a onor di cronaca, la partecipazione è stata piuttosto scarsa) l’unica donna degli 8 candidati ha avuto la meglio. Chi è Patrizia Boderi? Una mamma, 52 anni, diplomata in comunicazioni visive ed ex direttore commerciale prima che nascesse il figlio, consigliere di Zona 3 e portavoce dei 5 Stelle al consiglio di zona. Già sono arrivate molte critiche per la modalità della scelta e il nome non proprio di richiamo, fatto sta che il Movimento 5 Stelle batte centrodestra e centrosinistra sul tempo ed è la prima forza che punta a vincere ad avere il proprio candidato. Questo consentirà ai 5 Stelle di avere più tempo per dedicarsi al programma per la città. E gli altri?

Il centrosinistra è ancora in piena bagarre da primarie: il Pd renziano non nasconde più di puntare su Sala, infischiandosene del modello vincente che ha portato Pisapia a governare dopo 20 anni di centrodestra. Le primarie si dovrebbero fare a febbraio (il dovrebbe resta d’obbligo), il PD milanese e Sel sono sul piede di guerra, così come gli altri candidati alle primarie. Pisapia sta provando a cucire faticosamente ma è chiaro che il modello Milano rischia di saltare. Dovesse essere Sala il candidato, mancherebbe l’appoggio di tutta la sinistra milanese, di cui l’ex commissario di Expo ha fatto capire di poter fare a meno, aprendo al Nuovo Centrodestra, che a Milano significa non poco.

Io non sono Pisapia

ha dichiarato Sala, confermando una volta di più quello che da sinistra sostengono dall’inizio, ovvero che Sala sarebbe un buon candidato per il centrodestra milanese. Renzi però non sembra voler sentire ragioni: riusciranno i milanesi a guadagnarsi perlomeno il diritto di scegliere alle primarie?

Nell’area di centrodestra regna una confusione ancora maggiore: si faceva il nome di Del Debbio, che pare abbia detto di no, così come Matteo Salvini, chiaramente orientato verso la politica nazionale. Dunque anche i sondaggi per le comunali di Milano sono ancora piuttosto generici, non essendoci ancora i candidati definitivi. E potrebbero non esserci ancora per molto.

Il Corriere della Sera, che non fa mistero di appoggiare l’idea Giuseppe Sala, continua a pubblicare sondaggi che vedono in testa il possibile candidato renziano con qualche punto su Del Debbio. Peccato che nessuno dei due sia il nome ufficiale di centrosinistra e centrodestra per la corsa al Comune di Milano.

20 ottobre

Comunali Milano 2016: i nomi di centrodestra e centrosinistra

A poco più di sei mesi dalle elezioni comunali di Milano 2016 la confusione regna ancora sovrana in entrambi gli schieramenti: da una parte il centrodestra è diviso con Berlusconi e Maroni da una parte che vorrebbero riproporre l’asse Forza Italia-Lega-Ncd, dall’altra Salvini che di Nuovo Centrodestra non ne vuole sentir parlare. Silvio Berlusconi, nonostante i sondaggi nazionali diano il suo partito appena sopra l’11%, non vuole rinunciare ad essere il decisore:

Milano e Roma devono essere amministrate come grandi azienda con squadre di manager

Questa l’idea -piuttosto vecchia- dell’ex premier e padre padrone di Forza Italia. A breve verrà scelto il nome (si vocifera sempre su Del Debbio ma sono solo voci), resta da vedere se la destra si compatterà dietro un unico nome o le divisioni resteranno nette.

In casa Pd, come abbiamo visto le scorse settimane, ci saranno le primarie il 7 febbraio, una scelta che non pare entusiasmare Renzi e la dirigenza nazionale, già orientati a candidare il Commissario di Expo 2015, Giuseppe Sala. Il centro sinistra milanese rifiuta però un nome che non sia frutto di un confronto elettorale (le primarie) e questo pare cozzare con Sala, che sarebbe disposto a candidarsi ma non a partecipare alle primarie.

I candidati ufficiali per le primarie restano Piefrancesco Majorino, Emanuele Fiano e Roberto Caputo. Nessuno di questi tre, hanno fatto abbondantemente capire dalla dirigenza nazionale, è un nome gradito a Renzi. E mentre Civati vaneggia di mini coalizioni alternative al centro sinistra (dimostrando, aggiungo, di non conoscere per niente l’ambiente milanese), l’assenza di quella compattezza dal basso vista con Pisapia rischia di spegnere ogni entusiasmo negli elettori dell’attuale sindaco. Pisapia si sta prendendo le sue responsabilità, e dopo il doppio confronto con Renzi e Vendola, potrebbe tirare fuori un nome nuovo: qualcuno parla dell’attuale vicesindaco, Francesca Balzani (Pd). Che sia lei il nome che mette d’accordo tutti?

Il Pd nazionale farebbe bene a ricordare come Pisapia ha vinto le ultime elezioni: coinvolgendo la base e i territori, e senza il minimo endorsement del Pd nazionale, all’epoca sparito dopo la sconfitta alle primarie di Boeri.

22 settembre

Primarie Milano del centrosinistra: si faranno il 7 febbraio

Dopo una lunga attesa, molte voci e altrettante polemiche è arrivata la conferma ufficiale: le primarie si faranno il 7 febbraio. Entro inizio ottobre dovrebbe essere pronto il regolamento per chi deciderà di lanciare la propria candidatura. Al momento i nomi certi sono tre: Pierfrancesco Majorino, Emanuele Fiano e Roberto Caputo, in passato vicepresidente del Consiglio provinciale di Milano.

La data arriva un po’ tardi, solo tre mesi prima delle elezioni. Nonostante il turno unico, non ci sarà molto tempo per il vincitore di compattare il centrosinistra e partire alla conquista del Comune: non era meglio muoversi un attimo prima e fare le primarie a ottobre? Se poi aggiungiamo che nessuno dei candidati ad oggi riscuote entusiasmo né dal basso (milanesi) né dall’alto (Renzi e la dirigenza Pd) le cose non sembrano andare benissimo per la sinistra milanese. Il rischio è quello paventato sin dall’inizio: che nessuno sia in grado di coprire il buco di personalità e fiducia politica lasciato da Giuliano Pisapia.

Chi dal basso riscuoteva fiducia era la dimissionaria vice sindaco Ada Lucia De Cesaris, che non pare si presenterà alle primarie, ennesima vittima del partitismo del centrosinistra lombardo e nazionale.

8 settembre

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: il pressing di Renzi e il suo nome per il futuro sindaco

Giuliano, deciderai tu cosa fare da grande. Noi siamo al tuo fianco

Le parole di Matteo Renzi sul palco della Festa dell’Unità non sono chiare come sembrano: ad una prima interpretazione infatti verrebbe da pensare che il premier stia provando a rimettere in gioco l’attuale sindaco, dopo l’ennesimo rifiuto di Pisapia a prendere in considerazione l’idea. Già Debora Serracchiani, all’inizio della rassegna milanese del Pd, aveva buttato lì un “se ci dovesse ripensare non ci sarebbero problemi”. Da una parte l’atteggiamento di Renzi e della classe dirigente del Pd fa pensare che il nome non sia ancora stato trovato, dall’altra – e questo pare certo- Renzi nella scelta del candidato vuol l’appoggio e il via libera di Pisapia.

Non sappiamo quanto l’appello dal palco di Milano possa essere piaciuto a Pisapia, fatto sta che Renzi conta sulla stima reciproca e i buoni rapporti per dare più forza al suo candidato. In mezzo, le primarie, volute dalla base e da una parte consistente dell’elettorato dell’attuale sindaco ma non particolarmente care (non più) al premier. L’appello dunque a Pisapia, per spiazzare eventuali concorrenti all’interno del partito e della coalizione. Non sembra credibile l’ipotesi di un pressing di Renzi per far tornare Pisapia sui suoi passi.

Il nome più caldo per il premier sembra quello di Giuseppe Sala, commissario unico di Expo. Il presidente del consiglio, parlando a Rtl 102,5, ha dichiarato

Giuseppe Sala sindaco di Milano? Dipenderà molto da lui e dal Pd Milano, a me Peppe piace moltissimo ma fino al 31 ottobre ha da sistemare l’Expo.

Uno degli autocandidati, Emanuele Fiano, si è detto tranquillo che “le primarie si faranno”. Staremo a vedere, la partita a scacchi tra il premier e il pd milanese è tutt’altro che finito.

sondaggi elezioni milano 2016
@lettera 43

31 agosto

Le primarie si faranno, Matteo Renzi ne farebbe volentieri a meno. Queste le ultime voci circolanti riguardo alla sfida per le elezioni comunali Milano 2016. Mentre Berlusconi e Salvini cercano un candidato comune, nel Partito Democratico non c’è grandissima chiarezza. Candidati ritenuti credibili come Fiano e Majorino non avrebbero il gradimento del premier, che li ritiene non in grado di vincere.

La Mieli sul Corriere fa notare il cambio di rotta del premier, da Cernobbio al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, e ipotizza un Renzi al lavoro personalmente per trovare il candidato “giusto”.

il presidente del Consiglio, che l’anno scorso aveva declinato l’invito al Meeting di Rimini e snobbato platealmente l’appuntamento di Cernobbio, questa volta si sta comportando in maniera assai diversa.

Sarebbe dunque Renzi in prima persona a trovare il candidato, perché, sempre secondo il Corriere, le elezioni comunali Milano 2016 diranno molto anche sulla tenuta del governo Renzi.

Può essere utile far notare come questa via, se confermata, sarebbe una retromarcia gigantesca rispetto al modello Milano che portò Giuliano Pisapia a vincere nel 2011, mobilitando energie della città rimaste a lungo sopite. Primo perché Pisapia fu legittimato a correre per tutto il centrosinistra proprio grazie alle primarie; secondo perché l’attuale sindaco era il candidato di Sinistra Ecologia e Libertà ed era all’epoca considerato da Bersani e partito un candidato debole; terzo perché non fare le primarie sarebbe una svolta senza ritorno, per un partito sempre più ‘padronale’ e sempre meno democratico; quarto perché ai cittadini di Milano poco importa delle valutazioni nazionali dei risultati, vorrebbero invece una persona che riesca a portare avanti gli enormi progressi fatti in questi anni grazie alla vittoria di Giuliano Pisapia.

27 luglio 2015

La prima notizia è che le primarie si faranno. Nonostante le voci -piuttosto infondate- di trattative tra il Partito Democratico e Giuliano Pisapia per una possibile ricandidatura non ci sarà un Pisapia bis. L’attuale sindaco si dedicherà ad altro, chissà se stia pensando di fare un’altra volta il salto nella politica nazionale.

Dalle voci si è passati alle auto candidature ufficiali per elezioni primarie che si terranno probabilmente in autunno. Il primo a esporsi è stato Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali, Cultura e Salute che piace tanto ai partiti, un po’ meno alla società civile. Candidato di sinistra centro, che potrebbe andar bene anche a Sinistra Ecologia e Libertà, Majorino ha bruciato le tappe (secondo ad annunciare la candidatura dopo Emanuele Fiano) e ha già iniziato una sorta di campagna elettorale. Anita Pirovano di Sel ha dichiarato recentemente:

Un interlocutore, ma non saliamo sul suo carro

Di lui negli ultimi si ricorda la gestione “muscolare” dei campi rom, motivo per cui è stato accusato di fare propaganda sulla pelle di una minoranza particolarmente invisa ai cittadini. Majorino vorrebbe presentarsi alle elezioni con “il blocco Pisapia”, senza allargamenti a destra e alleanze con il Nuovo CentroDestra:

L’obiettivo è quello di tenere unito il mondo del centro sinistra in un progetto di rilancio di quello che è stato fatto da Pisapia

Il primo ad autocandidarsi, dicevamo, è stato Emanuele Fiano, già presidente della comunità ebraica di Milano, Responsabile nazionale PD con delega alle Riforme, deputato del PD. Fiano potrebbe essere uno dei favoriti, forte dell’appoggio possibile del blocco renziano. Ma non è ancora detto, i candidati stanno diventando molto numerosi all’interno del PD. Dalla sua Fiano ha i sondaggi, che lo danno come unico candidato attuale a vincere con un buon margine su Salvini (vedi sotto).

Dopo le recenti dimissioni circola anche il nome di Ada Lucia De Cesaris, ex vice sindaco ed Assessore all’urbanistica, molto popolare a Milano e conosciuta per la sua pragmaticità e il suo spirito battagliero. Anche lei, nonostante mezze smentite, potrebbe essere quel profilo vincente di cui avrà bisogno il Pd per sfidare la Lega di Salvini.

Ieri la De Cesaris ha spiazzato un po’ tutti dichiarando che

Se Renzi avrà la genialità di andare oltre le ruggini personali, ha l’uomo giusto a cui rivolgersi: Ferruccio De Bortoli, qui, vince a mani basse

e resta in ogni caso una candidata forte.

Altro candidato dato per sicuro è Umberto Ambrosoli, già candidato alla Regione Lombardia e seduto oggi nel Consiglio Regionale. Mentre all’inizio sembrava essere il nome forte, ad oggi vista la discesa degli altri candidati sembra un po’ perdere peso la sua possibile partecipazione alle primarie. Altre personalità piuttosto conosciute che dovrebbero correre alle Primarie sono Ivan Scalfarotto, sottosegretario Pd e attivista per i diritti civili, Stefano Boeri, archistar sconfitta dall’attuale sindaco nel 2010 e Giuseppe Sala, attuale commissario unico di Expo 2015 e amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A..

Resta da vedere se tutti andranno avanti o se le forze si coaguleranno intorno a 3/4 nomi, il Pd non ha tempo da perdere: i sondaggi dicono infatti che il centrosinistra gode ancora di un vantaggio frutto del lavoro della giunta Pisapia, ma l’effetto Salvini si sente e non poco anche nella città meneghina. Vediamo cosa dicono i sondaggi effettuati da Tecnè per il Corriere.

Un’ultima precisazione: ad oggi è altamente improbabile Salvini si candidi a sindaco di Milano, vista la possibile vicinanza di elezioni nazionali, ma visto il deserto di idee nel centro destra è l’unico nome che è circolato e viene quindi preso come potenziale candidato dai sondaggisti.

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: i possibili candidati

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016: i possibili candidati

17 giugno

Ad un anno dalle elezioni comunali di Milano 2016 si discute di quali saranno i candidati a sostituire Giuliano Pisapia, che già da qualche mese ha dichiarato che non si ricandiderà alla fine del primo e unico mandato da Sindaco. La scelta di Pisapia da una parte ha deluso quella sinistra milanese che dopo decenni aveva trovato nel 2011 una vittoria clamorosa e sperava in una continuità, dall’altro ha aperto subito il campo alla discussione su chi sarà il prossimo candidato del centro sinistra.

Si faranno le primarie? I tempi iniziano a stringere e massimo in autunno andrà fatta una scelta. Ad oggi i nomi che si sentono di più sono quello di Umberto Ambrosoli, figlio dell’eroe borghese Giorgio Ambrosoli e sconfitto da Maroni alle Regionali. Il nome piace ed entra in quello schema (un po’ noioso e ripetitivo, smentito proprio nel 2011) della figura moderata con cui in Italia si continua a fare i conti. Altri nomi vengono dal PD nazionale e dall’attuale Giunta Comunale: del primo ramo si parla di Emanuele Fiano, deputato milanese del Pd molto vicino a Renzi e Responsabile nazionale PD con delega alle Riforme. Della Giunta si parla di Pierfrancesco Majorino, assessore al welfare molto presente ma non esattamente popolarissimo e Ada Lucia De Cesaris, vicesindaco dalla personalità piuttosto spiccata.

Dall’altra parte mesi fa si parlava di Maurizio Lupi, milanese in area Comunione e Liberazione e Ministro delle Infrastrutture nel governo Renzi con il Nuovo Centrodestra. Dopo lo scandalo sulle Grandi Opere che vedeva coinvolte alcune persone a lui vicino e dopo le dimissioni da Ministro la corsa sembra più difficile ma non è detto sia saltata. Potenzialmente Lupi ha grandi chance di vincere. Il nome che più torna a destra in questo periodo è quello di Matteo Salvini, segretario della Lega che spadroneggia su televisioni e media parlando di immigrazione e difesa delle frontiere. Salvini è lanciatissimo a livello nazionale e dovrebbe puntare alle nazionali del 2018 (ma anche prima) ma non si può escludere in caso dovesse uscire sconfitto da delle eventuali primarie di centrodestra che non si ricicli come candidato sindaco.

Questo su destra e sinistra. Poi ci sono gli outsider: impossibile sapere chi sarà il candidato del Movimento 5 Stelle, gli altri nomi della lista sono dei grandi vecchi alla ribalta. Dalla possibile candidatura di Antonio Di Pietro all’ex Ministro del governo Monti e segretario di Italia Unica Corrado Passera a Vittorio Sgarbi e Giuseppe Sala, attualmente Commissario di Expo.

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016

Non essendoci i candidati ufficiali e ad un anno di distanza non esistono veri e propri sondaggi, ma ci sono dei riscontri sul gradimento di possibili candidati che assecondano molto il momento politico attuale, con Salvini popolarissimo che cavalca la paura di un’immigrazione massiva e un Pd in difficoltà che resta primo partito anche nella città meneghina seguito da Lega Nord e Forza Italia.

Vediamo i dati, riportati da Affari Italiani e Termometro Politico.

Questi i numeri dei partiti.

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016
@termometro politico

Qui la popolarità dei possibili candidati, con Salvini nettamente in testa seguito da Ambrosoli e Majorino.

Sondaggi elezioni comunali Milano 2016
@termometro politico

Per sapere tutte le ultime sui sondaggi nazionali e locali clicca qui.

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Si occupa della community di Le Nius, in pratica delle relazioni con le persone qui dentro e sui social media. Di mestiere editor e SEO. Da sempre ha un debole per i troiani e una forte antipatia per gli achei (semicit.). davide@lenius.it

2 Comments

  1. E la lista Radicali con Cappato sindaco dove la lasci, Davide? Non fosse altro che per onorare la tua descrizione di te stesso “Perdutamente innamorato delle cause perse.” usi la parola radicale/i 3 volte ma non per citare la lista. Certo che i cittadini neanche sanno che la lista esiste, non potranno votarla.

    • Ciao Monica, nei sondaggi non presentiamo le liste, ma diamo un aggiornamento sulle intenzioni di voto degli elettori, citando quindi le liste che si stanno disputando la vittoria. Accolgo in ogni caso la tua critica, nelle prossime settimane cercheremo di aggiornare sulle percentuali di voto di tutte le liste.

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