Sì Expo 2015 no Expo 2015: 10 cose da sapere

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Expo 2015 è iniziato condito da aspre polemiche, esasperate dagli scontri del primo Maggio in pieno centro a Milano. Siamo andati a cercare 5 punti contro e 5 a favore dell’evento più discusso in assoluto degli ultimi anni in Italia.

Si Expo 2015 no Expo 2015: 10 cose da sapere

Perché no Expo 2015

1) L’inutilità dalla manifestazione: secondo i no Expo, gli eventi Expo non sarebbero più manifestazioni adeguate ad un mondo ormai quasi interamente integrato col web 3.0. La formula con cui si svolgono sarebbe ormai un residuo dei secoli passati e non avrebbero più la stessa efficacia o la stressa attrattiva di quando si svolsero le prime manifestazioni. Nelle esperienze degli ultimi anni, quelle di Siviglia e Saragozza, i livelli di partecipazione sono stati considerati come un flop e non hanno giustificato gli investimenti fatti dagli organizzatori locali. Inoltre, viene contestato anche il tema scelto per quest’anno. “Nutrire il Pianeta-Energia per la vita” si tratterebbe di uno slogan fasullo in quanto tralascia alcuni temi sull’industria alimentare considerati di priorità per molti movimenti: la contestazione delle politiche agro-industriali, la condanna alla produzione di OGM, il land-grabbing o la revisione dei modelli di sviluppo basati sullo sfruttamento intensivo di risorse. Senza contare i main sponsor di Expo 2015, tra cui troviamo McDonald’s e Coca Cola, non proprio multinazionali attente all’alimentazione sostenibile e al Pianeta.

2) Le speculazioni edilizie e le infiltrazioni mafiose: la cementificazione dell’area Expo e i lavori collegati per tutta Milano, avrebbero favorito la speculazione edilizia nel capoluogo lombardo e rimosso dai piani urbanistici dei nuovi spazi verdi di cui la città ha disperatamente bisogno. Per la realizzazione del sito in cui si sta svolgendo la manifestazione si è mosso un giro di appalti milionario che ha portato moltissime imprese edilizie a concorrere nelle gare d’appalto per l’assegnazione dei progetti. Fra le imprese vincitrici, però, ne sono comparse alcune note per i loro legami diretti con la criminalità organizzata. L’infiltrazione della ‘ndrangheta nella realtà milanese rilevata dalla prefettura i mesi precedenti alle gare aveva messo in allarme rispetto a questo possibile scenario, ma gli sforzi delle forze dell’ordine non sono bastati ad impedire il coinvolgimento della mafia negli affari di Expo. Per questo motivo, lo svolgersi della manifestazione viene visto come un favore che la politica milanese sta offrendo alle cosche mafiose per radicarsi ancora di più nel territorio lombardo.

3) Lo sfruttamento del lavoro: chi lavora in Expo non ha contratti di lavoro vantaggiosi e naviga fra il nero ed il precariato. Non vi sono le adeguate tutele per i diritti dei lavoratori e si lavora in un clima che non favorisce la sicurezza degli operatori. A queste considerazioni, si aggiungono i fatti che la cronaca delle scorse settimane ha evidenziato: buona parte dei lavoratori all’Expo sono volontari o vengono pagati una cifra inadeguata per il proprio mantenimento in una città come Milano. I concorsi lanciati mesi fa dalle agenzie del lavoro incaricate (leggi Manpower), avevano ricevuto migliaia di adesioni da ragazzi in tutta Italia viste le promesse di alte retribuzioni. Quando però gli interessati sono stati ricontattati, le cifre effettive si sono rivelate più modeste di quelle presentate inizialmente e questo ha fatto desistere molti giovani sull’accettare un lavoro stagionale che avrebbe contemplato un trasferimento nel capoluogo lombardo , soprattutto quelli provenienti da regioni lontane.

4) I disagi per Milano: essendo Milano una città più votata alle industrie e al lavoro piuttosto che al turismo, amministrazione locale e residenti potrebbero trovarsi spiazzati dal grande afflusso di visitatori per l’evento. Malgrado tutti i lavori fatti in città, le infrastrutture ed il trasporto milanese potrebbero rilevarsi inadeguati a sostenere i massicci flussi turistici provocati dall’Expo. In una città dove trasporti pubblici e viabilità sono già messi a dura prova, il continuo via vai di turisti potrebbe portare grossi problemi, creando forti disagi soprattutto per coloro che a Milano ci lavorano. Inoltre, gli interventi di riqualificazione delle aree urbane hanno interessato solo alcune zone della città, mentre altre sono rimaste abbandonate a loro stesse a detta dei residenti.

5) La pessima figura nella comunicazione per l’Expo: questo punto riunisce sia i NoExpo che i favorevoli all’Expo. Per coloro che non avessero frequentato il sito ufficiale nell’ultimo mese, i responsabili della comunicazione e i grafici legati alla manifestazione sono stati i primi a boicottare involontariamente l’evento attraverso il loro lavoro poco curato e di pessimo gusto: basti pensare agli orribili banner mal realizzati con paint, agli errori di ortografia sui cartelli delle indicazioni stradali, passando per i contestati loghi delle regioni che le caratterizzeranno durante l’evento (in particolare quello della Regione Lombardia) o ancora all’incredibile errore di geografia riscontrato in un’insegna dei ristoranti della Toscana dove viene messa in evidenza l’Emilia-Romagna. Questi disastri comunicativi sono stati apprezzati e ridicolizzati su tutta la rete e non hanno certo contribuito a dare un’immagine positiva dell’evento.

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I 5 motivi per sostenere l’Expo

1) L’indotto economico creato da Expo 2015: dove ci sono turisti ci sono soldi. Il carattere internazionale della fiera porterà a Milano visitatori da tutto il mondo che verranno a spendere nei nostri hotel, bar e negozi. In un periodo in cui tutti i commercianti si lamentano della crisi, la presenza degli stranieri non farà che bene all’economia locale. E questo non riguarda solo al città di Milano: tutta l’Italia potrà beneficiare de “l’effetto Expo” grazie alla visibilità data ai prodotti nostrani tesoro della nostra cultura all’interno della fiera (insegne ambigue permettendo). Valorizzare i nostri prodotti locali potrebbe essere una delle più grandi opportunità che questa manifestazione ci mette a disposizione.

2) Ridare credibilità internazionale all’Italia: anche se ci secca ammetterlo, l’Italia non ricopre più come nel passato un ruolo di leader nello scenario internazionale. Complici delle stagioni politiche altalenanti e i pasticci diplomatici degli ultimi anni, il nostro Paese ha perso molta credibilità e viene considerato sempre meno come una risorsa per l’Europa e sempre più come un problema da gestire. Garantire il successo di un evento di taratura mondiale è il primo passo per riscattare la nostra figura e rivendicare il nostro ruolo di protagonisti non solo nella nostra Europa ma anche nel resto del Mondo.

3) Il contatto con culture diverse: il più grande pregio delle Esposizioni Internazionali è quello di avvicinare fra loro realtà alle estremità del Mondo riunendole in un solo posto. Questo assembramento di culture diverse permette ai visitatori di conoscere nuove realtà da cui trarre ispirazione. Nel caso di Expo 2015 il tema dell’alimentazione rende il tutto ancora più alla loro portata: assaggiare prelibatezze da tutto il globo senza doversi spostare da una parte all’altra del pianeta è un’occasione irripetibile che solo nell’esposizione di quest’anno sarà possibile trovare.

4) L’unicità dell’evento: vista la situazione attuale, appare difficile che un’esposizione di carattere internazionale come Expo possa presto tornare in Italia. Questa manifestazione rappresenta quindi un evento generazionale irripetibile, come furono al secolo i Mondiali di Italia ’90. Se vogliamo che in futuro il nostro Paese torni ad ospitare manifestazione di questo tipo è necessario dimostrare la capacità amministrativa adeguata per gestire l’organizzazione e i flussi di visitatori che queste si portano dietro.

5) Ormai siamo in ballo: a prescindere da come la si pensi sull’Expo, ormai i soldi pubblici sono stati spesi e i padiglioni sono in piedi. L’evento è iniziato e gli occhi del mondo sono puntati su di noi. Viste le risorse impiegate e gli sforzi degli operatori che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, è più che mai necessario valorizzare i frutti di questi lavori.

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Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it

2 Comments

  1. Leggendo l’articolo trovo più convincenti le 5 motivazioni del no. sono sempre più convinto nel non andare all’Expo!

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