Sondaggi elezioni regionali 2015: Liguria e Puglia

di

Sondaggi elezioni regionali 2015: Liguria e Puglia

Ultimi aggiornamenti sondaggi regionali 2015: Liguria e Puglia

Sondaggi regionali 2015 Liguria: testa a testa Paita-Toti

Le elezioni regionali 2015 in Liguria sembrano quasi una corsa di Formula 1, con sorpassi e contro sorpassi che neanche nelle piste di auto più famose del mondo. Riepiloghiamo: dopo la botta tremenda dell’inchiesta per omicidio colposo e disastro colposo nei confronti della candidata del Partito Democratico, Raffaella Paita, la facile vittoria del Pd è diventata tutt’altro che scontata. La Paita ha perso parecchi punti e l’avversario principale (ma anche piuttosto debole) di Forza Italia, Giovanni Toti, parrebbe aver recuperato: addirittura qualche giorno fa i sondaggi parlavano di un sorpasso. La Paita e il Pd temono che parte degli elettori del PD virino su Luca Pastorino, candidato dell’Altra Sinistra, che potrebbe raccogliere i voti degli scontenti delle primarie (ricordate un certo Cofferati e le denunce per brogli?) e i tesserati che hanno contestato la decisione di Renzi di continuare con la Paita nonostante l’inchiesta e il rischio -se condannata- che non possa governare ai termini della Legge Severino, votata dallo stesso PD. I sondaggi dicono però che a sinistra sarà difficile andare oltre il 10% e che il solito tran tran del voto utile aiuterà la Paita. Sarà quindi testa a testa fino alla fine, con la Paita accreditata al 29,5% e Toti al 27,5%. Pastorino dovrebbe attestarsi intorno al 12% mentre la vera mina vagante sembra Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle, che è data al 20%. I 5 Stelle proveranno a inserirsi in quello che, visti i risultati in Veneto e Campania, potrebbe essere il vero banco di prova per il Partito di Matteo Renzi.

Sondaggi regionali Puglia: Emiliano in fuga

Non c’è partita nelle elezioni regionali della regione Puglia, con la destra che si presenta divisa e Michele Emiliano già pronto a raccogliere l’eredità di Nichi Vendola. Emiliano è in fuga solitaria e viene dato al 42%, con Francesco Schittulli (Nuovo Centrodestra, Fratelli d’Italia e Lista Fitto) al 22,5% e Adriana Poli Bortone (Forza Italia e Noi con Salvini) al 16%, lontani anni luce. La candidata di Berlusconi è scavalcata anche dal Movimento 5 Stelle, dato al 17,5% con Antonello Laricchia. Riccardo Rossi con L’Altra Puglia è stimato al 2%. La Puglia rappresenta alla perfezione il declino inarrestabile del centrodestra in Italia, litigioso e diviso a tal punto da non riuscire neanche a presentare un candidato unitario a delle elezioni così importanti.

Per sapere tutte le ultime sui sondaggi nazionali e locali clicca qui.

Per gli ultimi aggiornamenti sulle regionali in Veneto e Campania clicca qui.

Per sapere cosa dicono i sondaggi su Toscana, Marche e Umbria clicca qui.

13 maggio.

Sondaggi regionali Liguria: Toti sorpassa la Paita

Era nell’aria, e se i sondaggi non hanno preso una cantonata gigantesca l’ex portavoce di Berlusconi, Giovanni Toti, è balzato in testa, sorpassando la candidata del Pd Raffaella Paita. La Paita, strafavorita fino ad un mese fa nonostante gli scandali delle primarie, non sta reggendo all’ulteriore scandalo. Indagata per concorso in omicidio colposo e disastro colposo, la candidata governatrice della Liguria ha perso in un mese quasi 10 punti, e sembra in una discesa inarrestabile. Nonostante i sondaggi Renzi è fiducioso e certo di evitare quella che sarebbe una sconfitta clamorosa, frutto della testardaggine della dirigenza nazionale del premier. I sondaggi dicono Toti 33%, Paita 31%, Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle al 20% e Luca Pastorino della sinistra al 14%. La partita è ancora apertissima.

9 maggio.

Sondaggi regionali Liguria: Toti in rimonta sulla Paita

Dopo l’avviso di garanzia per concorso in omicidio colposo e disastro colposo, la candidata del Pd Raffaella Paita perde terreno e si trova praticamente appaiata con il candidato di Forza Italia, Giovanni Toti, a tre settimane dalle elezioni. Così come in Campania, Renzi e la dirigenza sono andati avanti incuranti dell’effetto degli scandali giudiziari sugli elettori: così la renziana Paita viene data al 30,5%, con Toti (candidato piuttosto debole e malvisto dagli elettori leghisti) al 30%. Ad approfittare della situazione abbastanza indecente è il Movimento 5 Stelle, che vede la candidata Alice Salvatore al 22%; il candidato della sinistra (più minoranza Pd) Luca Pastorino è fermo al 14%. Forza Italia ci crede: per questo Berlusconi sarà nella giornata di oggi nella regione ligure a fare campagna elettorale per quello che fino a qualche settimana fa era il suo portavoce.

22 aprile.

Liguria. L’avviso di garanzia recapitato alla candidata del Pd Raffaella Paita, indagata per concorso in omicidio colposo e disastro colposo, si fa subito sentire. Il vantaggio della Paita, strafavorita fino ai recenti sviluppi giudiziari, si assottiglia e arriva a 1/2 punti sullo sfidante di Forza Italia, Toti. Renzi ha deciso comunque di continuare con la Paita e tira dritto, confidando probabilmente nella debolezza dello sfidante. Toti infatti, che ha sostituito il leghista Rixi per volontà di Salvini, non piace per niente ai leghisti, tentati dalla candidata del Movimento 5 Stelle, Alice Salvatore, che viene data intorno al 22%. Sorprende invece il calo del candidato di sinistra, appoggiato anche dalla minoranza Pd, Luca Pastorino, che rispetto al 17% di settimana scorsa torna intorno al 15%, pagando forse l’impopolarità di quella minoranza Pd che sa di vecchio e sempre più invisa agli italiani

Puglia. Niente di nuovo sotto il sole pugliese: il centrodestra è sempre più diviso e presenta due candidati, Schittulli (Fitto, Ncd e Fratelli d’Italia) e Poli Bortone (Forza Italia, Noi con Salvini), Michele Emiliano mantiene il suo vantaggio di 10 punti su Schittulli (46 a 36). La vittoria del candidato di centrosinistra non sembra essere in discussione, l’unica variabile resta l’astensione che potrebbe cresce a dismisura in quell’elettorato di centrodestra disgustato dal teatrino Berlusconi-Fitto. Un ultimo tentativo di proporre un candidato unico l’ha fatto Giorgia Meloni, mettendo sul piatto ad un mese dalle elezioni delle primarie che facciano scegliere gli elettori: all’entusiasmo di Fitto ha risposto il commissario Vitali con un no secco,

Non ci sono né le condizioni né i tempi per fare le primarie. Le primarie si organizzano secondo precisi regolamenti e seguendo percorsi definiti: qui non c’è nulla di tutto questo. Le primarie sono impossibili perché c’è un ostacolo insuperabile: Francesco Schittulli non potrà mai essere il nostro candidato perché ha cacciato Forza Italia dalla coalizione di centrodestra. L’unica che può ricompattare la coalizione è Adriana Poli Bortone e invito tutti i partiti e i movimento politici di centrodestra a convergere su di lei

Non sembra approfittare della crisi a destra la candidata del Movimento 5 Stelle, Antonella Laricchia, poco sopra il 10%.

16 aprile

Liguria. Un macigno si abbatte sulla candidata del Partito Democratico e favorita alla vittoria finale Raffaella Paita. L’aspirante governatore, già assessore alle infrastrutture e alla protezione civile, è indagata per concorso in omicidio colposo e disastro colposo per i fatti dell’alluvione di Genova del 9 e 10 ottobre 2014.

Non mi sono mai sottratta alle mie responsabilità. Chiedo alla magistratura di andare avanti senza indugio. Sono certa di aver agito nella massima correttezza, rimango a disposizione del partito.

Al di là dell’apparente tranquillità il colpo è durissimo: ad approfittarne potrebbe essere il pur debole candidato di Lega e Forza Italia, Toti, che per quanto garantista questa volta chissà perché non ha gridato alla dittatura della magistratura. Eppure i tempi potrebbero essere sospetti, visto che mancano 90 giorni alle elezioni.

Una mazzata per Renzi, che proprio ieri era stato in Liguria a San Benigno e poi sul cantiere dei lavori per il Bisagno, accompagnato dalla Paita e da Burlando. Cosa farà il rottamatore? Tirerà dritto o proverà un colpo di scena finale? Improbabile comunque la Paita venga sostituita.

Proprio ieri il premier chiosava “qui stanno cercando di fare una lista a sinistra per fare vincere la destra”, riferendosi al civatiano Luca Pastorino, che potrebbe essere la vera sorpresa di queste elezioni. Gia accreditato intorno al 17/18%, potrebbe essere lui a raccogliere tutti i voti democratici non più diretti alla Paita.

Altro candidato che potrebbe rilanciarsi ulteriormente è Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle, che già i sondaggi davano oltre il 20%.

Renzi domenica torna in Liguria, intanto i numeri dicono che la Paita conserva 4/5 punti di vantaggio su Toti: ma bisognerà capire come cambieranno le prossime rilevazioni, e c’è da scommettere che cambieranno.

Puglia. Prosegue il caos a destra in Puglia. I Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni non hanno gradito la spaccatura del fronte e sono rimasti insieme a Fitto con Schittulli, mentre la Poli Bortone, la nuova candidata di Forza Italia, un giorno sì e l’altro pure attacca Fitto a testa bassa

Fitto vuol far vincere Emiliano

In realtà a parteggiare per la vittoria di Emiliano sembra un po’ tutto il centro destra, talmente diviso e incapace di superare i propri conflitti dall’essere lontanissimo da iniziare una campagna elettorale a un mese e mezzo dal voto.

Sembra difficile quindi la destra non arrivi alle elezioni con due candidati: è bene ricordare anche che la Poli Bortone si è già presentata nel 2010 ed è stata sconfitta da Nichi Vendola. A proposito della gestione della Puglia, il toscano Bianconi di Forza Italia non è stato molto tenero con il leader dichiarando su Radio 24

Berlusconi ha mandato in Puglia un proconsole per tagliare le teste ed è finita che hanno tagliato a lui le palle. È andata così

Nonostante le liti con la sinistra del partito per aver candidato ex forzisti e centristi, Michele Emiliano può dormire sonni tranquilli: i dieci punti di vantaggio su Schittulli non possono che aumentare.

 

12 aprile

Puglia. Che le dichiarazioni di pace potessero essere smentite e ribaltate nel giro di poche ore lo sapevamo e così è successo. Berlusconi dixit

La corda si è spezzata. Fitto fa parte di Fi fino a quando presenterà le sue liste. Un minuto dopo non farà più parte del partito

Dunque la rottura Berlusconi-Fitto è consumata, il leader di Forza Italia sembra essersi definitivamente deciso, tant’è che il nuovo candidato dell’asse Berlusconi-Salvini è ufficialmente Adriana Poli Bortone, una vecchia conoscenza delle regionali, visto che già in passato si era candidata per l’Udc.

Lo scontro finale si è consumato sulle liste, dove Fitto avrebbe voluto alcuni nomi e amici, visto il pacchetto di voti che garantisce a Forza Italia. Invece il commissario Vitali, messo li proprio per mettere i bastoni tra le ruote a Fitto, era di un’altra opinione, così come voluto da Berlusconi. Proprio Vitali ha dichiarato

Schittulli ci ha fatto perdere due mesi. La responsabilità della rottura è sua e di Fitto. Adesso siamo liberi di valutare altre alleanze e altri candidati. Non escludo nulla, nemmeno la mia candidatura

Al momento quindi Schittulli è il candidato di Ncd e Fitto, la Poli Bortone di Forza Italia. Berlusconi dovrà convivere in questi con la paura di non prendere nemmeno un consigliere, il rischio è di stare sotto la soglia dell’8%.

Anche nell’ultimo ore Fitto ha riprovato ha lanciare segnali di pace, proponendo un ticket Schittulli-Poli Bortone, come “segno di ragionevolezza”. Ovvero il messaggio è “candidate chi vi pare ma voglio i miei in lista”. La risposta di Vitali non si è fatta attendere:

L’ipotesi di un ticket Schittulli-Poli Bortone non sta sul tappeto. Al massimo potremmo analizzare l’ipotesi di un ticket Poli Bortone-Schittulli, nel senso che lei è il candidato presidente e lui vicepresidente

Michele Emiliano intanto ride.

Liguria. La base leghista è parecchio scontenta dell’accordo di Salvini con Berlusconi che ha portato a sacrificare il candidato della Lega Rixi per sostenere il cavallo berlusconiano Toti. Per questo non è escluso che gli scontenti guardino da altre parti, per esempio in zona Movimento 5 Stelle, dove salgono le quotazioni di Alice Salvatore, data oltre il 20% (alcuni sondaggi parlano addirittura di un 23%). La favorita alla vittoria resta Raffaella Paita del Pd, data intorno al 37% con 4/5 punti di vantaggio su Toti, alle prese con le candidature e all’inizio della sua campagna elettorale.

 

9 aprile. Puglia. Altro colpo di cinema in Forza Italia: Berlusconi fa un passo indietro e temendo di scomparire dalla Puglia e vedere ridotti ulteriormente i suoi numeri nazionali in Senato e alla Camera cede e decide di candidare i fittiani.

Il commissario del partito Luigi Vitali, messo da Berlusconi per tarpare le ali a Fitto, prende nota e applica. Dunque la paura di non prendere neanche un consigliere e stare sotto l’8% ha mosso il leader di Forza Italia ad abbandonare -per il momento, è bene sottolinearlo- il braccio di ferro.

Ricordiamo che il candidato scelto da Forza Italia e appoggiato da Ncd e Fratelli d’Italia, Francesco Schittulli, a fronte di una rottura aveva già fatto intendere che avrebbe abbandonato Berlusconi per Fitto. Quindi Forza Italia si sarebbe ritrovata senza il suo candidato.

Nonostante i tentativi di mediazione di Gianni Letta e Altero Matteoli la rottura sembrava definitiva, alla fine invece hanno prevalso i calcoli elettorali più di un rapporto che al di là delle candidature sembra ormai compromesso. Difficile infatti Fitto e Berlusconi possano durare ancora a lungo, insieme.

Intanto, per reciproca convenienza, Berlusconi in Puglia cede su tutta la linea candidando anche gli ipercritici verso Arcore come Ignazio Zullo e Luigi Mazzei. Le parole di Vitali nel comunicato di stamattina mettono un punto alle polemiche elettorali. Ma c’è da scommettere ne vedremo molte altre prima e soprattutto dopo il 31 maggio.

A seguito dell’incontro tenuto ieri con i consiglieri regionali, in accordo con Berlusconi, per favorire l’unità del centrodestra in Puglia Forza Italia conferma la disponibilità a ricandidare l’intero gruppo regionale. Forza Italia ribadisce inoltre la convinzione che il centrodestra unito possa aspirare alla vittoria e la volontà, mai venuta meno, di sostenere la candidatura alla presidenza del professor Francesco Schittulli

6 aprile. Caos Forza Italia in Puglia. La situazione diventa sempre più paradossale con il passare delle ore, dopo le dichiarazioni di Fitto, che ha parlato di

partito senza regole e con dirigenti delegittimati

Pare sempre più certa la sua discesa in campo da solo alle regionali in Puglia senza l’appoggio di Forza Italia. Ma c’è di più: lo stesso candidato scelto da Berlusconi, Francesco Schittulli, davanti alla rottura dentro il partito e la possibile espulsione di Fitto dal partito ha dichiarato di aver scelto di candidarsi slegato dall’appoggio di Forza Italia. Qualcosa di mai visto.

Rilevando che Fi non ha ancora aderito alla mia – ragionevole – impostazione definita unicamente nell’interesse di tutti, la mia campagna elettorale continua con le forze politiche e movimenti che invece l’hanno condivisa. Da oggi si parte con chi si è messo in condizione di esserci. Spero vivamente che tutti gli altri facciano altrettanto, secondo quanto ci chiedono i pugliesi.

Le poche possibilità di vittoria del candidato, in svantaggio rispetto a Michele Emiliano (i numeri dicono 46% Emiliano, 36% Schittulli), sembrano affievolirsi con l’avvicinarsi della scadenza del 31 maggio. E Forza Italia si ritrova addirittura senza il proprio candidato.

Pare quasi che Silvio Berlusconi abbia deciso di sacrificare la Puglia sull’altare della strategia nazionale, che potrebbe vedere un rinnovamento della dirigenza sempre scelta dal leader a discapito dei contestatori. Berlusconi però dovrà fare i conti con le possibili conseguenze nazionali della rottura: infatti cacciare Fitto vorrebbe dire spaccare i gruppi parlamentari e vedere una trentina tra deputati e senatori lasciare Forza Italia.

L’ennesima bivio per un partito allo sbando, che dopo aver candidato Toti in Liguria e con numeri negativi da capogiro in Veneto (è dato al 6%), rischia di uscire dalle Regionali letteralmente annichilito.

2 aprile. Il colpo di scena era nell’aria: in Liguria Salvini sacrifica Edoardo Rixi, dato in crescita nei sondaggi, e provoca qualche malumore nella base leghista. In cambio ottiene l’appoggio di Forza Italia in Veneto. Una mossa elettorale che ci ricorda tre cose:

1)Salvini, quando pensa gli convenga, le alleanze da “vecchia politica” (come direbbe lui) le fa eccome.

2)Il segretario della Lega inizia a temere Flavio Tosi in Veneto: avrà visto i sondaggi che parlano di un clamoroso effetto ciclone del sindaco di Verona?

3)Il sacrificio della Liguria per vincere in Veneto ridimensiona, almeno per il momento, la politica nazionale del leader leghista: prima conta vincere nei territori tradizionalmente della Lega, il resto si vedrà. Verrebbe da dire che, al di là degli slogan, Salvini sta giocando in difesa.

Rixi ha fatto un passo indietro ma non l’ha presa molto bene e ha dichiarato:

Deluso? Una delusione sarà solo se il primo giugno non avremo vinto in Liguria

Come dire, già avevo poche possibilità di vincere io, figuratevi Toti, che ha già esordito in campagna elettorale con una discreta figuraccia…

28 marzo. La novità in Liguria potrebbe essere rappresentata da Luca Pastorino, ex Pd e candidato per Rete a Sinistra. Pastorino potrebbe arrivare al 15%, cifra non buona per vincere ma per togliere diversi voti alla Paita, si. La candidata Pd sembra comunque tranquilla visti i molti punti di vantaggio sull’avversario leghista Rixi. Con un però, rappresentato da un sondaggio commissionato da Liguria Cambia che dà gli sfidanti molto più vicini di qualche settimana fa:

Raffaella Paita, PD 30.5 %
Edoardo Rixi, Lega Nord, Forza Italia e liste civiche di centro destra 25.8%
Alice Salvatore, Movimento 5 Stelle 18.4 %
Luca Pastorino, SEL e minoranza PD 12.7 %
Giorgio Pagano, Federazione della Sinistra e Lista civica Altra Liguria 7.6 %
Armando Ezio Capurro, Liguria Cambia, lista civica del ponente e del levante ligure 5.0 %

In Puglia la situazione sembra molto stabile a favore di Michele Emiliano, che tiene il vantaggio di dieci punti sullo sfidante Schittulli di Forza Italia, assestandosi sul 46%. Sembra dura per il centrodestra pugliese colmare il gap con l’ex sindaco di Bari, salito alle cronache queste settimana per le pesanti accuse a Bersani sul caso Ilva.

17 marzo. A meno di clamorose sorprese il 31 maggio prossimo il centrosinistra manterrà il governo della Liguria e della Puglia. Sia a Ponente che a Levante la sfida sembra molto meno insidiosa per il partito di Renzi e i suoi alleati di quella per la riconquista della Campania o della rincorsa al Veneto di Zaia.

Sondaggi elezioni regionali 2015: Liguria

In Liguria i sondaggi danno saldamente in testa Raffaella Paita che si attesta intorno al 45%. L’ex assessora regionale vanta anche un discreto vantaggio sui principali oppositori. Edoardo Rixi, braccio destro di Salvini, indagato per peculato, e candidato della Lega Nord otterrebbe infatti poco più del 24% solo se il centrodestra si presentasse compatto, cosa che appare tutt’altro che scontata vista la partecipazione di ampi settori di quella compagine alle ultime primarie di centrosinistra.

Proprio a causa delle contestatissime primarie la Paita potrebbe trovare alla sua sinistra uno schieramento che aspirerebbe ad andare oltre la semplice testimonianza. La candidatura di Cofferati, o di un altro esponente della sinistra, potrebbe costituire il banco di prova per la discesa in campo a livello nazionale di un riformismo alternativo al blocco renziano. Difficile però, allo stato dei fatti, ipotizzare che si riesca a costruire qualcosa di concreto nell’arco dei due mesi e mezzo che separano la Liguria dal voto.

Numeri vicini a quelli del centrodestra, infine, per Alice Salvatore, candidata di quel Movimento 5 stelle molto forte in regione sin dal ballottaggio sfiorato alle amministrative nel capoluogo nel 2012. Anche per lei potrebbe essere decisiva la presenza o meno di un candidato forte della sinistra. I grillini sono infatti in pole position per raccogliere i voti di quella parte dell’elettorato di centro sinistra disgustato dall’esito delle primarie.

Sondaggi elezioni regionali 2015: Puglia

In Puglia il due volte sindaco di Bari Michele Emiliano, dopo aver vinto le primarie contro l’esponente di SeL Stefano, è ora saldamente in testa nei sondaggi con il 46% dei voti. Amatissimo come sindaco (terzo in ordine di gradimento dopo Tosi e De Luca, non a caso impegnati anche loro nelle prossime regionali) l’ex magistrato antimafia, passato indenne dal “cozzepelose-gate”, non si fa certo impensierire dall’ex presidente della provincia barese e oncologo di fama Francesco Schittulli, indietro di almeno dieci punti percentuali.

Per evitare che Schittulli continuasse ad essere avvertito semplicemente come uomo della società civile e candidato “di mediazione” fra le varie anime di Forza Italia, l’altro ieri ha fatto sentire il suo peso il rottamatore di Forza Italia, Raffaele Fitto. Forse anche per compensare il flop dell’assemblea dei “Ricostruttori” di Torino e per contrastare le voci che lo vorrebbero in grosse ambasce dopo l’assoluzione di Berlusconi, l’ex governatore pugliese ha portato più di quattromila sostenitori all’incontro con Schittulli alla Fiera del Levante.

In Puglia, insomma, viste le poche speranze di successo, le regionali per il centrodestra, e per Forza Italia in particolare, si configurano come una sfida interna nella quale l’ex enfant prodige della destra italiana dovrà giocare in difesa, dimostrando di poter contare ancora e comunque su un vasto granaio di voti nella sua regione. Antonella Laricchia, infine, candidata 5 stelle, dovrebbe poter contare su un lusinghiero 14%.

Segnala un errore

Quest'anno ho fatto il blogger, il copywriter, il cameriere, l'indoratore, il web designer, il dottorando in storia, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrei fare l'astronauta, il rapinatore, il cardiochirurgo, l'apicoltore, il ballerino e il giocatore di poker prof.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

punto sulla brexit

La storia e il punto sulla Brexit

Dopo un'epopea lunga oltre tre anni, il Regno Unito lascia l'Unione Europea. Ma come siamo arrivati alla Brexit? E cosa succederà ora?
Torna su