Chiara Appendino fa l’impresa ed è sindaco di Torino

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I timori di Fassino si sono rivelati fondati: il Pd incassa una sconfitta clamorosa e il Movimento 5 Stelle conquista Torino con Chiara Appendino, che rimonta 11 punti di svantaggio e diventa il sindaco di Torino dopo 20 anni di Pd. Chiara Appendino vince con il 54,57%, lontanissimo Fassino con il 45,43%.

13 giugno

Ballottaggio comunali Torino 2016: Fassino teme la rimonta

Vantaggi e svantaggi. Undici punti sono tanti eppure il Pd di Torino (e nazionale) non è affatto tranquillo: tutti sembrano ricordarsi di Parma, quando Pizzarotti, sindaco a 5 Stelle, rimontò in pochi giorni un distacco di oltre 20 punti (39 a 19) al candidato del centro sinistra Vincenzo Bernazzoli. Come mai tutta questa preoccupazione del Partito Democratico? Da una parte la disaffezione dell’elettorato torinese, che già nel primo turno è mancato per più del 40%: un elettorato abituato da sempre ad un governo di centrosinistra che potrebbe anche decidere di muoversi per appoggiare una scelta diversa. Dall’altra la scommessa sugli elettori di centro destra e sinistra (leggi Airaudo), che potrebbero anche decidere di appoggiare Chiara Appendino. Insomma, Fassino resta favorito ma la rimonta è tutt’altro che impossibile. Chiara Appendino sembra convincere e riuscire ad allargare il suo consenso: se questo basterà è tutto da vedere.

Ballottaggio. Un indicatore utile a capire come stanno andando le cose potrebbe essere l’affluenza. Pochi elettori al ballottaggio favorirebbero inevitabilmente il candidato in testa, e potrebbe significare che gli elettori terzi (quelli che hanno votato liste che hanno perso) hanno preferito astenersi. Per completare una rimonta che sembra possibile, la candidata del Movimento 5 Stelle dovrà riuscire a convincere tanti suoi non elettori a darle la preferenza: impresa molto più difficile rispetto a Parma, dove il disastro della giunta uscente aiutò Pizzarotti nella rincorsa finale.

6 giugno

Elezioni comunali Torino 2016: Fassino nettamente davanti

Aggiornamento. Si potrebbe riassumere con un “tutti contenti e palla al centro”. O meglio, il Pd salva la pelle, i 5 Stelle arrivano al ballottaggio e nonostante i 10 punti di svantaggio potranno probabilmente contare sul voto leghista e sugli elettori di Airaudo (difficile invece quello di Forza Italia). Chiara Appendino dovrà fare un miracolo per vincere, dipende da come riuscirà a coinvolgere gli elettori degli altri schieramenti: un’astensione alta non le darebbe molta speranza di recupero.

Risultati.
Piero Fassino 41,8 %
Chiara Appendino 30,9 %
Alberto Morano 8,39 %

Affluenza comunali Torino: 57,19%

Data ballottaggio comunali Torino: 19 giugno

sondaggi elezioni amministrative torino 2016 - ballottaggio fassino-appendino

5 giugno

Ballottaggio Pd-5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle riesce a portare la sfida per le amministrative di Torino al ballottaggio del 19 giugno, sembra però difficile che Chiara Appendino riesca a colmare la distanza con Piero Fassino, che potrà gestire un grande vantaggio.

Numeri sotto la mole.
Piero Fassino 41-45
Chiara Appendino 28-32

30 aprile

Sondaggi comunali Torino: i numeri che preoccupano il Partito Democratico

Pd preoccupato. L’ultimo sondaggio, secondo indiscrezioni, darebbe Pd e Movimento 5 Stelle divisi appena da un punto. Quella che doveva essere una sfida non troppo complicata si potrebbe rivelare una clamorosa sconfitta. La vittoria al primo turno per Fassino sembra molto lontana e al ballottaggio da destra il supporto andrà ai 5 Stelle.

Numeri Pd e 5 Stelle. Il Pd a Torino è dato intorno al 30%, il Movimento 5 Stelle al 29%. Le attese per i democratici però erano ben maggiori, intorno al 35%. La speranza del Pd è che la differenza la faccia Fassino in campagna elettorale. Ma la lista civica per Fassino è data tra il 2% e il 4% e non sono pochi quelli che sostengono che la lista sottrarrà voti al Pd, invece di allargare il bacino elettorale, unico vero obiettivo di tutte le liste civiche comunali.

Attese diverse. Come dicevamo le attese erano ben diverse. Storicamente il Pd torinese prende 2/3 punti in più del Pd nazionale, a cui i dirigenti pensavano si sarebbero aggiunti altri 2/3 punti portati dal candidato. L’idea di parecchi dirigenti democratici era puntare alla vittoria al primo turno. Ma la realtà sembra ben diversa.

Gli altri. Terza forza dovrebbero essere “I moderati” di Giacomo Portas, seguono Alberto Morano della Lega (10/11%) e Osvaldo Napoli appoggiato da Forza Italia (9%). Non male la «Torino in Comune» di Giorgio Airaudo che avrebbe tra il 5 e il 7%. Tra i partiti che inseguono la destra, divisa, non dovrebbe andare oltre il 20%, con la Lega primo partito intorno al 9%.

sondaggi politiche nazionali

sondaggi elezioni comunali 2016

sondaggi elezioni comunali 2016

sondaggi elezioni comunali 2016

9 aprile

Nella primavera delle elezioni comunali, anche Torino sarà chiamata a dover scegliere il suo nuovo primo cittadino. Vediamo assieme quali sono i candidati e gli scenari proposti dai più recenti sondaggi.

Sondaggi elezioni comunali Torino 2016
@Facebook – Chiara Appendino

Data elezioni amministrative 2016 Torino: quando si vota alle comunali

La data è il 5 giugno 2016, con gli eventuali ballottaggi il 19 giugno.

Elezioni comunali Torino 2016: i candidati

Ancora tu. L’attuale Sindaco del Partito Democratico Piero Fassino ha deciso di ricandidarsi, scongiurando l’ipotesi primarie per il partito di Matteo Renzi. Fassino è una faccia nota a tutti ed ha alle spalle una carriera politica di primo piano: prima di diventare primo cittadino del capoluogo piemontese è stato parlamentare della Sinistra fin dai tempi del PCI, poi segretario dei Ds, ministro del Commercio con l’Estero nel governo D’Alema dal 1998 al 2000 e ministro di Grazia e Giustizia del secondo Governo Amato dal 2000 al 2001 ed è attualmente Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni italiani. L’eventuale vittoria dell’attuale Sindaco confermerebbe gli ottimi risultati del centro-sinistra nella città metropolitana. Infatti, è dal 1993 che i diversi partiti che si sono succeduti nello schieramento riescono prima far a vincere e poi riconfermare il proprio candidato alle comunali torinesi: il prime nel 1993 fu Valentino Castellani col Pds, poi riconfermato nel 1997; nel 2001 con i Ds entra in carica Sergio Chiamparino, anche lui riconfermato nelle elezioni del 2006 al primo turno; nel 2011 è invece la volta di Fassino con il PD, passato al primo turno con uno schiacciante vantaggio sul candidato del centro-destra. I sondaggi per ora evidenziano come l’attuale sindaco sia effettivamente in netto vantaggio rispetto ai propri avversari ma, come vedremo in seguito, il ballotaggio potrebbe giocare un brutto scherzo al Partito Democratico.

5 Stelle e ballottaggio. A sperare nel doppio turno è proprio la candidata del M5S Chiara Appendino, attualmente consigliera comunale. Appendino ha 31 anni, è laureata con 110 e lode in Economia Internazionale alla Bocconi e neo-mamma della piccola Sara (nata a Gennaio). È stata scelta con gran convinzione dal consiglio dei grandi elettori del M5S data la sua forte opposizione a Fassino durante le sedute del Consiglio Comunale. Proprio in una di queste sedute lo stesso Sindaco, in risposta alle provocazioni dell’Appendino, ha intimato la consigliera: “Un giorno si sieda lei su questa sedia e vediamo se sarà capace.”. E lei non se lo è fatto ripetere due volte. Pur cominciando la campagna elettorale in dolce attesa e continuando la propria attività nel Consiglio, la candidata del M5S è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nella competizione elettorale posizionandosi al secondo posto nei sondaggi dietro al candidato PD. Proprio questa settimana, nel suo intervento alla trasmissione DiMartedì di Giovanni Floris, ha puntato il dito contro l’amministrazione Fassino, accusato di aver curato il centro città abbandonando a loro stesse le periferie. A Torino il M5S gode di un consistente numero di fedeli sostenitori che potrebbero garantire alla candidata almeno l’accesso al secondo turno. A quel punto nel testa a testa con Fassino il risultato sarebbe tutt’altro che scontato.

Divisione a destra. Il centro-destra è apparentemente fuori dai giochi e più che mail diviso al suo interno. Forza Italia e Lega Nord non riescono a convergere su un solo nome ed al momento sostengono due candidati differenti: Berlusconi ha deciso di puntare sull’ex-parlamentare Pdl Osvaldo Napoli, mentre Salvini e Meloni appoggiano invece il notaio Alberto Morano. Dopo mesi di discussioni, è stato Salvini a decidere rompere le trattative e spostare la propria attenzione su un nuovo nome. Secondo il leader della Lega, Osvaldo Napoli “Non è un candidato valido”. Per la competizione comunale Salvini vorrebbe che il centro-destra puntasse su un candidato indipendente, fuori dalle logiche di partito e della politica per dare un forte segnale di rinnovamento alla realtà locale. L’insistenza sull’ex-parlamentare Napoli da parte di Berlusconi ha tradito le aspettative di Salvini e portando quindi ad una rottura definitiva. Lo stesso Salvini ha dichiarato “Se Berlusconi non vuole politici, ma imprenditori e professionisti, per me la persona giusta è il notaio Alberto Morano”.
Osvaldo Napoli ha 71 anni ed è attualmente Sindaco di Valgioie, comune di 950 abitanti situato sul Colle Braida. La sua carriera politica inizia negli anni ’70 con la DC, per poi proseguire negli anni ’90 con l’approdo in Forza Italia e poi in tempi più recenti nel Pdl. Alberto Morano, al contrario, ha 58 anni, è un volto nuovo nello scenario politico torinese e vanta un’esperienza ventennale in ambito legale e notarile. Malgrado la sconfitta sia lo scenario al momento più realistico, il centro-destra può comunque giocare un ruolo importante nelle indicazioni di voto per l’eventuale ballottaggio.

Gli altri candidati sono: l’ex-sindacalista Fiom Giorgio Ariaudo per Sinistra Italiana, che toglierà più di qualche voto a Fassino da sinistra, l’inossidabile Marco Rizzo per il Partito Comunista e Roberto Rosso per i Conservatori e Riformisti.

Ultimi sondaggi elezioni comunali Torino 2016: in testa Fassino, segue Chiara Appendino

Gli ultimi sondaggi diffusi in merito alle elezioni torinesi sono quelli dell’Istituto Index Research che evidenziano le preferenze relative solo dei due principali avversari: Piero Fassino è in testa con il 46% delle preferenze, mentre Chiara Appendino è ferma al 32%; tutti gli altri candidati assieme non riescono a superare il 22% delle preferenze. Come è evidente, con questi numeri l’attuale Sindaco non è in grado di replicare il successo al primo turno ottenuto le scorse comunali e questo potrebbe addirittura costargli la vittoria. In caso di ballottaggio fra questi due candidati, Fassino arriverebbe al 52% mentre l’Appendino al 46%. L’eventuale secondo turno aprirebbe scenari interessanti: il M5S potrebbe godere dell’appoggio di Sinistra Italiana, ormai del tutto esasperata dalla condotta nazionale di Matteo Renzi e del PD, mentre rimangono poco chiare le intenzioni del centro-destra. Anche se appare improbabile una convergenza di Berlusconi e Salvini sul candidato degli avversari, non è detto che i leader invitino all’astensione al secondo turno. È verosimile pensare che in caso di ballottaggio potrebbero essere le scelte degli elettori di Berlusconi e Salvini a decretare la vittoria dell’Appendino e questo è un’eventualità da non sottovalutare. L’apparente potere del centro-destra di poter indirizzare la vittoria di uno dei due candidati fornisce alla coalizione un’importante pedina di scambio politica da poter sfruttare in diversi modi. Con soli quattro punti percentuali di scarto fra i candidati e l’incertezza date dal centro-destra, l’esito delle elezioni al secondo turno rimane più che mai in bilico.

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Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it

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