Glossario del cambiamento climatico, dalla A alla Z25 min read

12 Agosto 2020 Ambiente -

Glossario del cambiamento climatico, dalla A alla Z25 min read

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Negli ultimi anni il cambiamento climatico è divenuto un tema centrale del nostro tempo. Se ne parla sempre di più, e stiamo iniziando a prendere confidenza con alcuni termini. Per conoscerli tutti, ed essere sicuri di usarli correttamente, abbiamo preparato un glossario del cambiamento climatico.

L’intento è divulgativo: la climatologia è una disciplina complessa, con termini tecnici, enormi moli di dati, riviste specialistiche. Gli argomenti di cui tratta però sono divenuti centrali per la sopravvivenza stessa del genere umano. Per questo è fondamentale rendere la comunicazione sul cambiamento climatico più semplice da capire anche a chi sta al di fuori della comunità scientifica.

In questo articolo avevamo anticipato le parole chiave, qui invece proponiamo il glossario del cambiamento climatico in versione completa. Se volete suggerirci altri termini da aggiungere al glossario del cambiamento climatico potete farlo nei commenti al post o scrivendo a info@lenius.it.

Indice

A-C
D-F
G-L
M-R
S-Z

Glossario del cambiamento climatico: A-C

glossario del cambiamento climatico

Accordo di Parigi

È il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottato alla conferenza di Parigi sul clima (COP21) nel dicembre 2015 dalle nazioni facenti parte della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). Secondo l’Accordo è necessario limitare la crescita della temperatura media globale – sulla superficie delle terre emerse e degli oceani – ben al di sotto dei 2°C entro la fine del secolo, rispetto ai livelli pre-industriali, proseguendo con gli sforzi per limitarlo a 1,5ºC. Inoltre punta a rafforzare la capacità dei paesi di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici e a sostenerli nei loro sforzi.

Adattamento

In biologia descrive la capacità degli organismi viventi di adeguarsi e sopravvivere ad un ambiente che cambia in continuazione. Nella scienza del clima, tale termine implica la consapevolezza che il cambiamento climatico è una realtà attuale ed i suoi impatti sono destinati a continuare: aumento delle temperature, variazione dei regimi pluviometrici (pioggia), scioglimento di neve e ghiacci, innalzamento del livello del mare ecc. Pertanto, nonostante gli sforzi messi in atto dai governi per contrastarne gli effetti, alcuni aspetti del cambiamento climatico sono inevitabili ed è dunque necessario attuare delle strategie che ci consentano di convivere, adattandoci, con alcuni degli impatti.

Aerosol

Piccole particelle liquide o solide che, grazie alle loro caratteristiche chimico-fisiche, rimangono sospese in atmosfera per lunghi periodi. Tali particelle sono emesse sia da fonti naturali (es: attività vulcaniche) che umane (combustibili fossili) e hanno caratteristiche che dipendono dall’ambiente di provenienza (es. città o campagna), dal periodo dell’anno (mesi caldi o mesi freddi), e dalle sorgenti di emissione (traffico autoveicolare, riscaldamento, emissioni industriali o agricole, particelle di suolo erose e trasportate dal vento), e possono cambiare nel tempo. Esempio tipico di aerosol naturale sono le nuvole e la nebbia. Oltre ai gas a effetto serra, anche gli aerosol possono alterare il clima.

Albedo

Noto anche come potere riflettente, è la frazione di luce riflessa da un oggetto o da una superficie rispetto a quella che vi incide. Il termine viene spesso utilizzato per indicare la riflettività dei corpi celesti che non brillano di luce propria, come il pianeta Terra, ma anche in climatologia, e descrive il rapporto fra l’energia solare che arriva sul pianeta e l’energia riflessa che non viene assorbita. Quando l’albedo del pianeta aumenta, una maggior quantità di radiazione solare viene riflessa verso lo spazio, e ciò provoca un effetto di raffreddamento sulla temperatura globale. Al contrario, una diminuzione dell’albedo causa riscaldamento del pianeta.

L’albedo della superficie terrestre può essere alterata da cambiamenti del territorio quali desertificazioni, innevamento, mentre l’albedo planetaria può essere alterata da cambiamenti nell’ammontare di particelle di aerosol e dalla composizione e quantità delle nuvole. L’albedo è maggiore nei corpi chiari, che riflettono di più, rispetto ai corpi scuri, che invece tendono ad assorbire i raggi e quindi a riscaldarsi: le superfici chiare come i ghiacciai, la neve, i deserti, dunque, respingono i raggi del Sole, mentre le grandi superfici scure, come gli oceani, li assorbono e si riscaldano più facilmente. La sua funzione è strettamente legata all’effetto serra.

Anidride carbonica (CO2)

È un gas inerte, inodore ed incolore, naturalmente presente in atmosfera in concentrazioni limitate. È un composto naturale: fa parte dei cicli biogeochimici naturali, quale risultato della ossidazione delle molecole organiche, definite “carboniose” proprio perché strutturate intorno all’atomo di carbonio. Una volta generata tramite respirazione cellulare, combustione o decomposizione delle molecole organiche, l’anidride carbonica trova il suo “destino ambientale” nel comparto atmosferico, dove permane per lungo tempo contribuendo all’effetto serra naturale. Perché, dunque, la sua reputazione è negativamente legata al concetto di cambiamento climatico? Perché a partire dalla seconda metà del 1700 le emissioni di CO2 conseguenti ad attività umane durante la Rivoluzione Industriale hanno fatto sì che questo gas si sia progressivamente accumulato in atmosfera, accentuando l’effetto serra e determinando il riscaldamento del clima terrestre.

Atmosfera

Involucro gassoso che circonda o sovrasta un corpo solido o fluido. L’atmosfera terrestre è l’involucro di gas che riveste il pianeta Terra. È composta per il 78% da azoto, per il 21% da ossigeno e per la restante parte da argon, anidride carbonica e tracce di altri elementi. A tali gas si aggiunge il vapore acqueo, la cui percentuale è piuttosto variabile e può arrivare fino al 6%. Viene suddivisa in più strati di diverso spessore, in base all’andamento della temperatura.

Biodiversità

Ne esistono molteplici definizioni e tutte evidenziano come tale termine identifichi molto di più del semplice conteggio delle specie presenti sul pianeta, bensì ne includa la variabilità. La Convenzione sulla Diversità Biologica del 1992 (CBD) la descrive come la variabilità degli organismi viventi di ogni origine compresi, tra gli altri, gli ecosistemi terrestri, marini ed altri ecosistemi acquatici e i complessi ecologici di cui fanno parte; ciò include la diversità nell’ambito delle specie e tra le specie e la diversità degli ecosistemi.

I meccanismi con cui i cambiamenti climatici possono mettere a rischio la biodiversità sono diversi, fra cui i più importanti: i cambiamenti nelle temperature terrestri e marine, le modificazioni nel regime delle precipitazioni, nel livello dei mari, nell’estensione e durata dei ghiacci terrestri e marini, nell’albedo, nella frequenza e nell’intensità degli eventi meteorici estremi. L’analisi curata dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), che registra lo stato in cui versano le specie di mammiferi e uccelli, indica che quasi la metà (il 47%) delle specie di mammiferi marini monitorate e quasi un quarto degli uccelli (24,4%) subiscono l’impatto negativo dovuto ai cambiamenti climatici. In totale si tratta di circa 700 specie.

Di più sulla biodiversità.

Bioma

È una comunità di organismi viventi, sia del regno animale che vegetale, caratteristica di una regione climatica, distinta in genere in base al tipo di vegetazione. Sono biomi terrestri la tundra, la foresta boreale di conifere (o taiga), le foreste temperate, la foresta pluviale tropicale, la prateria, la macchia mediterranea e il deserto.

Biosfera

È l’involucro esterno alla superficie terrestre, costituito da aria, acqua, suolo e sottosuolo (per la profondità di poche decine di metri) in cui sussistono le condizioni essenziali alla vita. Per estensione definisce l’insieme delle forme viventi presenti sul pianeta Terra. In pratica, la biosfera è il pianeta stesso, considerato come la massima espressione dell’integrazione tra le varie componenti viventi (biotiche) e non viventi (abiotiche). La biosfera non è una componente separata dal resto, ma si compenetra con tutte le matrici ambientali; in quanto gli esseri viventi sono presenti in tutte le matrici.

Cambiamenti climatici

Variazione di lungo periodo dei modelli climatici su scala regionale e globale. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, tale definizione include l’insieme dei cambiamenti del clima attribuibili direttamente, o indirettamente, alle attività umane e che alterano la composizione dell’atmosfera in aggiunta alla variabilità climatica naturale osservabile su di un medesimo lasso temporale.

Di più sui cambiamenti climatici.

Cambiamento di uso del suolo

Cambiamento nell’uso o nella gestione del suolo da parte dell’uomo, che potrebbe portare a un cambiamento della copertura del suolo. I cambiamenti di copertura e uso del suolo potrebbero avere un impatto su albedo superficiale, evapotraspirazione, fonti di rilascio e assorbimento di gas serra, o su altre proprietà del sistema climatico, e potrebbero pertanto dare origine a un forzante radiativo e/o ad altri impatti sul clima, a livello locale o globale.

L’eccessivo sfruttamento del suolo contribuisce al cambiamento climatico e il cambiamento climatico ha un impatto sulla salute della nostra Terra: è il circolo vizioso descritto dal Report Speciale dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, secondo cui i tentativi di limitare il riscaldamento globale tagliando esclusivamente le emissioni prodotte da impianti energetici, produzione industriale e trasporti sono destinati a fallire: produttori, amministrazioni e consumatori sono chiamati a rivedere l’intero sistema di produzione alimentare (dall’agricoltura all’allevamento), così come la gestione dei territori per virare il più possibile verso una gestione sostenibile delle risorse naturali.

Clima

È definito dalle condizioni meteorologiche medie nell’arco di un periodo di riferimento. Il valore medio e le variazioni statistiche delle grandezze fisiche (temperatura, precipitazioni e altro) in un arco di tempo di almeno 30 anni permettono di definire il clima di un’area. Il clima è il risultato dell’equilibrio degli scambi di energia e di materia fra le componenti del sistema climatico: atmosfera, oceano, biosfera (inclusa la vegetazione, la biomassa e gli ecosistemi terrestri e marini) e geosfera (inclusa la criosfera ed i sistemi idrogeologici continentali).

Climatologia

Scienza che studia le variazioni del clima a varie scale spaziali e temporali.

Combustibili fossili

Combustibili, ossia sostanze capaci di bruciare all’aria, fornendo energia termica che derivano dalla trasformazione, sviluppatasi in milioni di anni, della sostanza organica in forme sempre più stabili e ricche di carbonio. Rientrano in questo campo: petrolio, carbone, gas naturale.

Conferenza delle parti

Organismo che gestisce la Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. Si riunisce annualmente e utilizza degli organi sussidiari per il suo funzionamento. Al suo interno sono rappresentate le nazioni che hanno ratificato la Convenzione.

Convezione quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico

Approvata nel 1992 a Rio de Janeiro, è il principale trattato internazionale in materia di lotta contro i cambiamenti climatici. Il suo obiettivo è impedire pericolose interferenze di origine umana con il sistema climatico mondiale. L’UE e tutti i suoi Stati membri figurano tra le 197 parti contraenti della Convenzione. L’art.2 della Convenzione chiarisce che “l’obiettivo ultimo della Convenzione e di tutti i relativi strumenti giuridici è di stabilizzare le concentrazioni di gas ad effetto serra nell’atmosfera a un livello tale da escludere qualsiasi interferenza pericolosa delle attività umane con il sistema climatico. Tale livello deve essere raggiunto entro un periodo di tempo sufficiente per permettere agli ecosistemi di adattarsi naturalmente ai cambiamenti climatici, salvaguardare la produzione alimentare e la continuazione dello sviluppo economico ad un ritmo sostenibile”.

Corridoio ecologico

Elemento del paesaggio che connette due o più macchie di habitat naturale. Esso funge da habitat e da canale per lo spostamento di animali e di spore e da zona attraverso la quale avviene lo scambio genetico tra le popolazioni. Sono esempi di corridoi ecologici le fasce arboree e arbustive che circondano i margini dei terreni coltivati, i sistemi ripari cioè la vegetazione delle fasce di pertinenza fluviale, le fasce arboree e arbustive legate ad infrastrutture lineari (strade, ferrovie, canali artificiali) e i corridoi lineari di vegetazione erbacea entro matrici boscate.

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Valeria Barbi

Coordina i progetti UE presso la Fondazione Innovazione Urbana. Si occupa di clima, ambiente e divulgazione da 9 anni. Vive di entusiasmi, ostinazione e grandi passioni, come quella che nutre per il suo cane, la natura, i viaggi – di cui scrive su ilmoralesuitacchi.it - e l’Africa.
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