Glossario del cambiamento climatico, dalla A alla Z25 min read

12 Agosto 2020 Ambiente -
Valeria Barbi

di
Esperta di cambiamenti climatici

Glossario del cambiamento climatico, dalla A alla Z25 min read

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Glossario del cambiamento climatico: D-F

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Deforestazione

È la riduzione delle aree verdi naturali della Terra causata dallo sfruttamento eccessivo delle foreste, principalmente per convertire il suolo ad altro uso (es: terreni agricoli) o per ottenere legname. Secondo il rapporto Global Forest Resources Assessment 2020 della FAO, dal 2015 ad oggi ben 10 milioni di ettari di foreste all’anno sono stati convertiti ad altro uso contro i 12 milioni del quinquennio precedente. Attualmente a livello mondiale sono presenti 4,06 miliardi di ettari di foreste, pari a circa 0,52 ettari per ogni abitante della terra. Dal 2010 ad oggi il patrimonio forestale è diminuito progressivamente di 4,7 milioni di ettari ogni anno. Un dato che diventa ancora più allarmante se si considera che dal 1990 ad oggi il mondo ha perso un patrimonio forestale di oltre 420 milioni di ettari, a causa della deforestazione.

Desertificazione

Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sulla Desertificazione, è il degrado delle terre aride, semi-aride e sub-umide secche attribuibile a varie cause tra cui le variazioni climatiche e le attività umane. In pratica, si manifesta con la diminuzione o la scomparsa della produttività e complessità biologica o economica delle terre coltivate, sia irrigate che non, delle praterie, dei pascoli, delle foreste o delle superfici boschive causate dai sistemi di utilizzo della terra, o da uno o più processi, compresi quelli derivanti dall’attività dell’uomo e dalle sue modalità di insediamento, tra i quali l’erosione idrica, eolica ecc; il deterioramento delle proprietà fisiche, chimiche e biologiche o economiche dei suoli; e la perdita protratta nel tempo di vegetazione naturale.

Ecologia

Scienza che studia le interazioni tra l’uomo, gli organismi animali e vegetali, e l’ambiente in cui vivono.

Ecosistema

È l’unità funzionale fondamentale dell’ecologia ed è definibile come l’insieme delle interazioni che si svolgono tra gli organismi che popolano un determinato ambiente e tra gli organismi e l’ambiente stesso.

Effetto serra

È un effetto atmosferico-climatico naturale che rende le temperature del pianeta Terra compatibili con la vita. Si deve all’azione di gas (principalmente anidride carbonica, metano, vapore acqueo e ossido di diazoto) che agiscono come il tetto di vetro di una serra, da qui il nome dell’effetto, e consentono alla luce solare di filtrare liberamente fino alla Terra, impedendone però la rifrazione (o deviazione) del calore. Il problema, ancora una volta, è nato nel momento in cui i gas serra prodotti dalle attività umane si sono accumulati in atmosfera causando un accumulo eccessivo di calore che surriscalda il pianeta.

Efficienza energetica

Capacità di sfruttare l’energia fornita ad un sistema per soddisfarne il fabbisogno. L’Italia è uno dei paesi a maggior efficienza energetica, con una intensità energetica primaria inferiore di circa il 18% rispetto alla media UE.

Emissioni

Sostanze inquinanti, di origine antropica o naturale, rilasciate in atmosfera in forma gassosa o particellare. Si misurano in chilogrammi e tonnellate.

Fenomeni meteorologici estremi (o eventi estremi)

Eventi di particolare rilevanza dal punto di vista meteorologico, quali periodi di intenso caldo o freddo, periodi prolungati di siccità o di pioggia, tornado, cicloni tropicali e trombe marine. La probabilità di accadimento di questi fenomeni è rilevante nell’ambito del cambiamento climatico per le disastrose conseguenze ambientali che possono provocare. Il rapporto tra eventi estremi e riscaldamento globale trova ragion d’essere nell’accumulo di gas serra che, come abbiamo visto, riscaldandono l’atmosfera: l’aria più calda contiene più vapore acqueo e immagazzina più energia, ed inoltre le temperature crescenti possono cambiare gli schemi di circolazione atmosferica su larga scala, andando ad incidere sulla frequenza e l’intensità dei fenomemi.

Fonti energetiche non rinnovabili

Materie prime che si estraggono dal sottosuolo e che sono presenti sulla Terra in quantità limitate. Rientrano in tale definizione i combustibili fossili ed alcuni materiali radioattivi quali l’uranio.

Fonti energetiche rinnovabili

Fonti di energia disponibili in maniera continuativa ed in quantità tali da non essere soggette ad esaurimento poiché caratterizzate dalla capacità di rigenerarsi. Tra le principali vi sono l’energia solare, quella eolica e quella derivante dall’impiego di biomasse.

Forzante radiativo (RF)

È una grandezza che misura l’effetto dell’azione di ogni sostanza e processo naturale ed antropico (driver) sull’equilibrio radiativo del sistema atmosfera-Terra. In pratica, consente di comprendere la differenza esistente tra quanta energia entra nel sistema climatico della Terra e quanta ne viene liberata. Un RF positivo conduce al riscaldamento della superficie terrestre, mentre un RF negativo porta al raffreddamento della superficie.

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Valeria Barbi

Coordina i progetti UE presso la Fondazione Innovazione Urbana. Si occupa di clima, ambiente e divulgazione da 9 anni. Vive di entusiasmi, ostinazione e grandi passioni, come quella che nutre per il suo cane, la natura, i viaggi – di cui scrive su ilmoralesuitacchi.it - e l’Africa.
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