Unione Europea in breve: cos’è e come funziona

di
unione europea
@e r j k p r u n c z y k

Unione Europea, questo mostro mitologico, di cui tutti parlano e spesso a vanvera. Ecco un vademecum di cos’è, delle sue istituzioni, di come funziona negli aspetti principali.

Unione Europea: che cos’è

L’Unione Europea è un’organizzazione di carattere sovranazionale e intergovernativo che comprende 28 Paesi membri indipendenti e democratici del continente europeo (l’ultimo in ordine cronologico è la Croazia, 1 luglio 2013). Si tratta del più grande esperimento di unione di popoli, culture ed economie differenti sotto una casa comune della storia, con metodi pacifici.

Iniziamo con il chiamare le cose con il loro nome. La formazione sotto il nome attuale – Unione – risale al Trattato di Maastricht 1992, al quale tuttavia gli Stati aderenti sono giunti dopo il cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti (CECA, CEE, EURATOM). Guai, quindi, a chiamarla Comunità Europea. La Comunità Europea non esiste. Esiste l’Unione Europea. Altrimenti è come chiamare la Repubblica italiana “Regno d’Italia” e pensare sia più o meno la stessa cosa.

L’Unione Europea non è una semplice organizzazione intergovernativa (come le Nazioni Unite) né una federazione di Stati (come gli Stati Uniti d’America), ma una via di mezzo, un organismo sui generis a cui gli Stati membri delegano una parte o tutta la propria sovranità, in determinati campi stabiliti nei Trattati istitutivi.

La sovranità condivisa

Negli ambiti di devoluzione totale di sovranità (ad esempio la politica monetaria), l’Unione Europea ha competenza esclusiva: questo significa che nel Trattato sull’Unione Europea (TUE) e nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) esistono regole concordate da tutti gli Stati membri, atte a determinare il processo di formazione e la valenza giuridica delle norme dell’Unione.

In questi campi, si dice che l’Unione adotta le proprie regole secondo il “metodo comunitario”: significa che non c’è bisogno di accordi internazionali fra Stati, si usano procedure e istituzioni proprie dell’Unione (ex Comunità), create nei Trattati. Nei campi in cui gli Stati membri invece non hanno completamente ceduto la propria sovranità, invece, si usa il metodo governativo: gli Stati stipulano veri e propri tratti internazionali (vedi Accordi di Schengen).

Due parole sul concetto di cessione di sovranità: significa che ognuno cede un pezzo di sovranità a favore di una casa comune in cui anche egli vive, di cui anche egli concorre a determinare le regole. Non c’è nessuno che ruba la sovranità a nessuno. Invece di pensare che l’Italia ha ceduto la sovranità a Francia, Germania, Regno Unito, come vi sentite a pensare che addirittura Parigi, Berlino, Londra hanno ceduto pezzi di sovranità anche a noi? Che hanno concordato che anche noi decidiamo le regole che si applicano in casa loro?

La sovranità e la Costituzione: art. 11, l’Italia ripudia la guerra

E per gli amanti della Costituzione è utile ricordare che, a differenza di Francia e Germania ad esempio, l’Italia non ha nemmeno dovuto modificare la propria per riconoscere l’adesione all’Unione (e alle Comunità, in precedenza). Infatti l’art. 11 della Costituzione italiana, lo stesso in cui si “ripudia la guerra” rappresenta la base giuridica della nostra adesione all’Europa.

Questo ha un grande significato, perchè le due cose sono collegate: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Quindi, la cessione di sovranità, in condizioni di parità, a organizzazioni che promuovono la pace e la giustizia, è l’antidoto alla guerra. Una norma davvero felice nella sua formulazione e nel suo significato.

Unione Europea: il mercato unico

Pietra miliare dell’Unione è una zona di libero mercato, detto Mercato Unico, creata seguendo un’intuizione geniale. Prendi 4 libertà fondamentali: libertà di circolazione dei beni, servizi, persone e capitali; elimina ogni norma nazionale che ostacola la realizzazione di uno spazio unico in cui viga il rispetto di queste quattro libertà; et voilà, il gioco è fatto. In alcuni ambiti, il mercato unico è davvero realizzato, in altri meno.

Nella politica monetaria è stato completato nel 2002 dalla moneta unica, l’Euro, attualmente adottata da 19 dei 28 stati membri (Eurozona). In ambito bancario, abbiamo l’Unione bancaria, che realizza – o almeno inizia a realizzare – il mercato unico dei servizi bancari e finanziari. Abbiamo inoltre un’unione doganale nata già con il trattato di Roma del 1957, ma completata fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen. L’Unione presenta, inoltre, delle politiche comuni: la politica agricola, commerciale, della pesca.

@notarim
@notarim

Europa, le istituzioni principali

Le tre più importanti, e che concorrono alla formazione delle leggi europee, sono:

1) la Commissione Europea rappresenta l’Unione Europea ed ha il compito fondamentale di promuovere l’interesse generale europeo. Ha la funzione di proposta sulle normative europee, di rappresentanza internazionale dell’UE, di controllo sul rispetto dei Trattati da parte degli Stati membri. I 28 Commissari (uno per Stato membro) fanno l’interesse dell’Unione intera, non rappresentano il proprio Stato di provenienza. Anzi, sono tenuti a intervenire contro le violazioni del proprio Stato se necessario.

2) Il Consiglio dell’Unione Europea anche detto “Consiglio” o “Consiglio dei Ministri”, rappresenta i Governi degli Stati membri. Vi si incontrano i Ministri degli Stati in varia composizione (Ministri Finanze, Interni, Agricoltura, etc.). Condivide le funzioni legislative e di bilancio con il Parlamento Europeo (è Co-legislatore). La presidenza è a rotazione semestrale.

3) Il Parlamento Europeo, rappresenta i cittadini dell’Unione Europea. Condivide le funzioni legislative e di bilancio con il Consiglio (è Co-Legislatore) e ha poteri in materia di approvazione degli accordi internazionali. Viene eletto ogni 5 anni. Le prossime elezioni europee si terranno nel maggio 2019.

Esistono inoltre altre istituzioni. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sede a Lussemburgo, interpreta il diritto dell’UE affinché sia applicato uniformemente in tutti i paesi dell’Unione.Si occupa inoltre di giudicare le controversie tra i governi dei paesi membri e l’UE.

La Banca Centrale Europea, attua la politica monetaria per i 19 paesi dell’Unione europea che hanno aderito all’Euro (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna). Scopo principale ufficiale della BCE è quello di mantenere sotto controllo l’andamento dei prezzi (inflazione). Dal 1° gennaio 2014 la BCE svolge anche funzioni di vigilanza sulle banche dell’Eurozona (primo pilastro dell’Unione Bancaria).

Europa, unione economica e monetaria

Nell’ambito dell’UEM (Unione Economica Monetaria) la cessione di sovranità degli Stati membri a favore del livello sovranazionale europeo è completa solo per la politica monetaria, con devoluzione totale a favore della BCE, che rappresenta l’unica banca centrale per tutti i Paesi aderenti. Determina per essi tutti la politica monetaria, ovvero i tassi di interesse, altrimenti detto, il costo del denaro. Negli anni recenti, sotto la guida di Draghi, la BE ha molto esteso I confini del proprio mandato, arrivando perfino a un programma di ingenti acquisti di titoli sovrani degli Stati membri tramite il cosiddetto Quantitative Easing.

La politica economica (politiche pubbliche di bilancio) è invece condotta a livello nazionale e solo “coordinata” a livello europeo, in particolare attraverso il Patto di Stabilità e Crescita (vincolo 3% del rapporto deficit/Pil e 60% del rapporto debito pubblico/Pil per gli Stati).

unione europea consiglio europeo
@Palazzo Chigi

Unione Europea: cosa sono e come nascono le leggi europee

Per esercitare le competenze dell’Unione, le istituzioni adottano principalmente due tipi di “leggi”: Direttive e Regolamenti. Le Direttive vincolano gli Stati membri nel risultato, ma lasciano discrezionalità nei mezzi per raggiungerlo. Gli Stati membri devono recepirle nel diritto nazionale mediante un atto normativo interno. I Regolamenti, invece, sono obbligatori in tutti gli elementi e sono direttamente applicabili. Non c’è spaio di manovra per gli Stati. Dal momento in cui è adottato a Bruxelles, il Regolamento è in tutto e per tutto una legge, vigente in modo identico in tutti gli Stati UE. Non è necessario, anzi è vietato ogni intervento di recepimento da parte dei legislatori nazionali. Le Direttive e i Regolamenti, le leggi europee, hanno sempre prevalenza su leggi nazionali che fossero con esse in contrasto.

La procedura legislativa ordinaria consiste nell’adozione congiunta di un Regolamento o di una Direttiva da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio (Co-Legislatori) su proposta della Commissione. Primo, la proposta: la Commissione presenta una Proposta di Regolamento o di Direttiva a Parlamento e Consiglio. Secondo, la discussione: Parlamento e Consiglio conducono un negoziato interno proponendo eventuali emendamenti. Ciascun Co-Legislatore adotta un proprio testo (Posizione) relativamente alla Proposta della Commissione.

Terzo, il “trilogo”: sulla base delle rispettive Posizioni, Parlamento e Consiglio, con la partecipazione della Commissione, conducono un negoziato a tre (detto “Trilogo”), diretto a facilitare il raggiungimento di una Posizione comune in tempi rapidi.

Quarto, adozione e entrata in vigore: se il Trilogo è fruttuoso, la risultante posizione comune è approvata con voto in seduta plenaria dal Parlamento Europeo. Successivamente, il Consiglio adotta formalmente l’atto, che entra in vigore nella data da esso espressamente prevista o 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUCE). Da quel momento, l’atto è legge per te, per me e per tutti i nostri concittadini europei.

Spesso questo metodo viene artatamente descritto come bizantino, complicate, incomprensibile, lontano dai cittadini. Sono bufale montate ad arte. Qualcuno ha idea di quanto sia complicato e bizantino il rapporto, sia nella formazione che nell’applicazione, delle norme italiane e di una regione a Statuto speciale come il Trentino Alto-Adige e delle sue due province autonome di Trento e Bolzano? Molto più di quello dell’UE, che decide per una quantità di persone infinitamente maggiore.

Con questo metodo, l’Unione sforna leggi complesse e di enorme rilevanza che si applicano a 500 milioni di cittadini in 28 Stati membri, senza ritardo, con grande efficienza e costi molto inferiori, per esempio, ai costi della politica di un solo Stato, quale per esempio l’Italia.

Segnala un errore

Milano, Dublino, Londra e Bruxelles. Specializzato in diritto bancario, dei mercati finanziari e dell'Unione europea, collaboro con le facoltà di Economia e Diritto di alcune università europee.

3 Comments

  1. Necessita sollecitare la rinuncia della propria sovranità dei Paesi appartenenti. Altrimenti è meglio uscirne.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

Torna su
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: