Commissione Europea: cos’è e come funziona

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Commissione Europea: cos'è e come funziona
@Alvaro Millàn

Continuiamo con questo articolo una serie di brevi approfondimenti sull’Unione Europea. Lo scopo è quello di dare un volto e capire le funzioni di ciò che in modo approssimativo e spesso del tutto scorretto viene definito “Europa”.

L’Unione europea è un’organizzazione complessa, un sistema articolato di istituzioni e competenze, ma non è un’organizzazione complicata, astrusa o bizantina.

Anzi. È più semplice e immediata, per esempio, del sistema di poteri e autonomie legislative che regola le competenze di una regione a Statuto speciale con due province autonome e il loro rapporto con la legge dello Stato, quale ad esempio il Trentino Alto-Adige. Oppure, pensate che l’UE sia più complicata di un piccolo Stato come il Belgio, che e’ una federazione di tre Stati, con tre lingue ufficiali, la cui capitale (più piccola di Milano) e’ suddivisa in 19 comuni indipendenti e autonomi con uguali poteri esecutivi e addirittura legislativi? Per nulla, ma di certo molti belgi o trentini sarebbero pronti a giurare che “dell’Europa non si capisce niente”.

Perché, dunque, la prima reazione di molti cittadini europei è di pensare che il loro sistema nazionale sia semplice e immediato mentre l’UE sia un guazzabuglio inavvicinabile? Per abitudine, o magari pregiudizio e, di certo, per informazione pessima dei media e del sistema scolastico. Ma, soprattutto, perché il mondo è cambiato, radicalmente, siamo in un mondo nuovo e il passaggio culturale, come molte novità, incontra per prima cosa il rifiuto.

Con questa serie di articoli, cerchiamo almeno rendere facili e comprensibili gli elementi più importanti dell’architettura dell’Unione europea. Perché non viviamo più in Stati nazionali isolati, ma in un’Unione, a cui gli Stati hanno ceduto parti rilevanti di sovranità per amministrare la stessa insieme. Il minimo che possiamo fare è averne consapevolezza e appropriarci culturalmente di qualcosa che già ci appartiene, anche per criticarlo.

Commissione Europea: cos’è e come funziona

La Commissione europea viene spesso definita come l’esecutivo dell’Unione, ovvero come un Governo. Ma è proprio così? Si tratta di una istituzione di carattere tecnico, oppure politico? E, inoltre, chi sono i commissari, come vengono scelti? Vengono eletti? Vediamo di fare chiarezza in merito all’istituzione forse più importante per le vite di 500 milioni di cittadini europei, anche se loro non lo sanno.

La Commissione europea è l’apice amministrativo dell’Unione, il Governo. All’interno della complessiva architettura istituzionale dell’Unione, la Commissione rappresenta solo ed esclusivamente gli interessi dell’Unione stessa (non dei singoli Stati). È, inoltre, l’istituzione “guardiana dei Trattati”, perché è tenuta ad agire dando attuazione agli stessi e a vigilare sul rispetto delle regole comuni da parte degli Stati membri. Quando uno Stato sgarra, infatti, la Commissione può (deve) intervenire tramite alcune procedure sanzionatorie (ad esempio, la procedura di infrazione). Ah! Quindi sono dei cattivi e beceri burocrati che ci puniscono! No, per la verità agiscono nella stessa identica misura prevista dalla Costituzione italiana laddove lo Stato può mettere in mora le Regioni che non si attengono alle regole comuni della Repubblica.

Cosa fa la Commissione Europea?

1) La Commissione ha una funzione fondamentale: in quanto organo esecutivo ha il dovere di presentare le proposte legislative.

Si chiama potere di iniziativa legislativa: in ogni democrazia del mondo, il governo elabora disegni di legge che propone poi all’organo legislativo, il Parlamento, affinché quest’ultimo li discuta, li emendi come crede e poi li adotti trasformandoli in legge dello Stato. La stessa identica cosa avviene nell’UE: la Commissione elabora disegni di legge che propone all’organo legislativo, il quale ha il compito di discuterli, emendarli, bocciarli o adottarli. Nel caso dell’UE, l’organo legislativo è rappresentato da due co-legislatori: Parlamento europeo (che rappresenta i cittadini dell’UE) e Consiglio dell’UE (che rappresenta i Governi degli Stati membri dell’UE). Aiuto, che confusione! Niente paura, è molto facile: i co-legislatori sono la stessa identica cosa di due camere del Parlamento di uno Stato, come in Italia la Camera e il Senato. Né più e né meno. Decidono sulla proposta del governo ed emanano le norme. In questo quadro, dunque, la Commissione non decide nulla, propone e basta. Come in ogni paese al mondo, l’esecutivo propone, il legislatore dispone.

2) Un’altra funzione importante, attribuita alla Commissione, come accennato, è quella di controllo sulle regole comuni, contenute nei Trattati (quindi scritte dagli Stati e da nessun altro), che gli Stati membri sono tenuti ad applicare. La Commissione vigila su questa applicazione e, se necessario, può intervenire con sanzioni verso gli Stati inadempienti.

3) Da ultimo, è utile ricordare che la Commissione rappresenta l’intera UE verso l’esterno, nei rapporti internazionali con il resto del mondo. In base a questo, per esempio, negozia i Trattati di cui l’intera UE è parte (per esempio, il noto TTIP). A concluderli, ratificarli e renderli vigenti, è sempre l’organo legislativo (Parlamento e Consiglio dell’UE).

Come è composta la Commissione Europea

La Commissione europea ha come nucleo centrale della sua composizione 28 Commissari e un Presidente. I commissari sono scelti uno per Stato membro dell’Unione. Tuttavia, cosa di fondamentale rilevanza, questo è solo un criterio di scelta: una volta in carica, infatti, i commissari non rappresentano l’interesse dello Stato da cui provengono, bensì dell’intera Unione europea. Devono essere del tutto indipendenti dagli interessi nazionali di uno o dell’altro Stato e lavorare nel solo interesse del bene comune. Se necessario, anche sanzionando il proprio Stato di appartenenza. Ecco perché, a differenza del Consiglio dell’UE, la Commissione è davvero un organismo pienamente europeo, o comunitario.

I Commissari hanno ognuno un portafoglio di competenze. Sono, infatti, i Ministri dell’UE. Come per ogni governo nazionale, infatti, c’è un ministro per l’Ambiente, uno per la Salute, uno per i Trasporti, etc. Solo che, in Europa, si chiamano Commissari. Come per i Ministri dei governi nazionali, non sono eletti, sono scelti dal Primo Ministro. Ogni Commissario ha il suo dicastero, una macchina di uffici tecnici che studia, elabora, scrive le proposte legislative, controlla l’applicazione, esattamente come fanno gli apparati ministeriali di ogni Stato nazionale. Proprio come i Ministri in ogni governo nazionale, inoltre, i Commissari rappresentano la squadra messa insieme dal Primo Ministro, che nel nostro caso si chiama Presidente della Commissione. Attualmente, si tratta del Lussemburghese Jean Claude Juncker.

Come funziona la Commissione Europea

Ma quindi la Commissione è un organo politico o tecnico? Entrambe le cose, proprio come i governi nazionali, che hanno la squadra di governo impersonata di esponenti politici, e l’organizzazione amministrativa dei ministeri rappresentata da tecnici. Quindi, tanto per capirci, i “grigi burocrati”, non stanno mica solo a Bruxelles, ma in ogni apparato amministrativo statale del pianeta terra (a Bruxelles sono grigi a causa del clima, questo sì).

Bisogna però fare una precisazione molto importante: i Trattati dell’UE definiscono la Commissione come organismo solo tecnico. Il Presidente della Commissione, stando ai Trattati, viene scelto dagli Stati Membri dell’UE “tenendo conto del risultato elettorale delle elezioni europee”, ma senza nessun dovere di nominare a capo dell’esecutivo UE un soggetto che si era candidato alle elezioni, né necessariamente un soggetto che sia espressione del partito che ha vinto le elezioni europee. Infatti, è sempre stato interesse degli Stati Membri cercare di mantenere il più possibile il controllo del funzionamento dell’Unione europea, senza attribuire troppo potere o significato politico a un organo davvero europeo. Una volta scelto in questo modo, totalmente arbitrario, il Presidente, egli poi scegli la squadra di governo e tutti uniti si presentano davanti al Parlamento UE per ottenere il voto di fiducia.

Cosa è cambiato dal 2014

Ora, però, tutto e’ cambiato, dal basso, senza modifiche ai Trattati. Le regole, infatti, sono sempre le stesse descritte sopra. Tuttavia, alle ultime elezioni europee, quelle del maggio 2014, per la prima volta nella storia dell’integrazione europea, i partiti candidati alle elezioni per il Parlamento hanno indicato ciascuno un proprio leader. I 5 leader indicati, hanno da subito dichiarato che il vincente fra loro avrebber dovuto essere il Presidente della Commissione. A conclusione delle elezioni, il Partito popolare europeo (PPE) è risultato vincente e il suo candidato leader, Jean Claude Juncker, forzando la mano ai governi e ai Trattati, è stato nominato Presidente della Commissione.

È avvenuto uno spostamento di potere dai governi nazionali agli organi davvero europei dell’Unione, Commissione e Parlamento, che si sono presi di diritto e di fatto le redini politiche e non solo tecniche dei poteri e delle funzioni ad essi attribuite dai trattati europei.

I poteri della Commissione Europea

Proviamo a rispondere a una domanda che spesso risuona, giustamente, in tempi recenti. Perché la Commissione in certi ambiti è un severo controllore e in altri non sembra fare nulla? Perché ci fanno le pulci sui conti pubblici, ma non fanno mai nulla per aiutarci con i migranti, o nella politica estera?

La risposta è semplice: la Commissione può esercitare i propri poteri solo negli ambiti previsti dai Trattati, che non sono altro che regole scritte e firmate dagli Stati membri. Perciò, se la Commissione può essere ferreo controllore delle finanze pubbliche degli Stati è perché gli Stati hanno deciso fosse così (salvo poi lamentarsene perché fa comodo). Allo stesso modo, se la Commissione, e quindi l’Unione europea, in politica estera contano come il due di picche, è perché gli Stati membri hanno sempre voluto questo, per non avere intralci.

L’esempio lampante è la proposta della Commissione per la ripartizione delle quote dei migranti fra i Paesi dell’UE: rifiutata con grasse risate dalla maggioranza dei paesi. Immaginatevi se all’Europa gli stessi Paesi avessero dato potere cogente in quest’ambito, ora sarebbero costretti ad essere solidali gli uni con gli altri e aiutarsi nell’assistenza. Praticamente un incubo, no?

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Milano, Dublino, Londra e Bruxelles. Specializzato in diritto bancario, dei mercati finanziari e dell'Unione europea, collaboro con le facoltà di Economia e Diritto di alcune università europee.

1 Comment

  1. Vorrei denunciare il grave abuso dell’amministrazione del Comune di Roma per la riapertura della discarica di Malagrotta a soli 13 km dal centro di Roma (Piazza Venezia), già sanzionata dalla Commissione Europea perchè satura da anni e quindi era stata chiusa da oltrei due anni.
    Prego intervenire con urgenza per le malattie del sangue che negli anni anni hanno provocato morti che ovviamente vengono ignorate o minimizzate dovute al pesantissimo inquinamento dell’aria circostante.
    Le abitazioni del Quartiere Massimina (30.000 abitanti) sono a ridosso della discarica.
    Gravissimo abuso dell’amministrazione 5 Stelle del sindaco Raggi.

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