Come fare gli onigiri giapponesi

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La prima volta che ho visto degli onigiri (o “musubi” nome meno noto e più domestico) è stato sulla tavola della famiglia di orfanelli del cartone “Coccinella” (The song of tentomushi), chi se lo ricorda?

Non sapevo si chiamassero così: onigiri. Non capivo bene cosa fossero. Ma avevano un aspetto simpatico ed entrarono nella mia immaginazione infantile tanto che cominciai a riconoscerli alla loro eventuale apparizione in altri cartoni, come Hello Spank o in videogames come Alex Kidd.

Molto tempo dopo (la mia età del dattero è deducibile dalla vecchiumanza che sto citando) a Tokyo ci fu il primo incontro e l’amore con gli onigiri giapponesi; ancora qualche tempo dopo, una coppia di amici giapponesi, divertita da quanto mi piacesse quel “cibo dei poverelli”, mi insegnò a farli. Fu la prima cosa che feci nell’appartamento che mi avevano aiutato a trovare arrivato in Giappone.

come fare gli onigiri
@ukkarichan on Twitter

Vi ho rotto abbastanza la scatole con l’amarcord? Mettiamoci al lavoro e vediamo come fare gli onigiri.

Alcuni degli ingredienti che ci servono oggi sono un po’ esotici e se il riso “per sushi”, etichetta con cui molte qualità di riso giapponese – spesso coltivate in Italia – trovano un posto sul mercato nel nostro Paese, e i fogli di alga nori essiccata sono reperibili anche in alcuni supermercati, per la bainiku dovrete per forza recarvi in negozi specializzati (in cui comunque troverete anche tutto il resto) come Kathay o Poporoya. A meno che non decidiate per un altro tipo di ripieno.

bainiku 2

Come fare gli onigiri

  • Riso giapponese “per sushi” (un pugnetto scarso di riso per onigiri)
  • Bainiku (polpa di umeboshi, una prugna o altri ripieni a piacere come il salmone affumicato o non affumicato, i semi di sesamo o l’avocado)
  • Alga nori essiccata
  • Semi di sesamo
  • Sale

 

Preparazione per gli onigiri giapponesi

  1. Il riso giapponese va generalmente lavato prima dell’uso a meno che non sia specificatamente indicato il contrario sulla confezione con l’epiteto musenmai, 無洗米. Quindi, sciacquatelo in acqua fredda come le belle lavandaie, fino a quando l’acqua di risciacquo non risulti abbastanza limpida e non torbida come i segreti della vostra anima di peccatori.
  2. A questo punto, cuocetelo in modo tradizionale, come per preparare del riso in bianco, o utilizzate una cuociriso se ne avete una.
  3. Mentre il riso cuoce, versate un po’ di sale e sesamo in un piatto fondo e preparate gli ingredienti per il ripieno in una ciotolina: io vi propongo la versione con la polpa di umeboshi, le prugne (“sono più delle albicocche” by saputello2014) in salamoia nipponiche che non solo sono uno degli ingredienti più tradizionali , non solo sono vegetarianissime ma vi fanno anche benissimo. Potete comunque metterci dentro quello che volete (avocado e maionese, nattō, o se siete onnivori tonno e maionese, salmone, uova di pesce, la caponata di zia Assunta …) non esiste una regola precisa.
  4. Una volta che il riso è pronto scolatelo e lasciatelo riposare per qualche minuto prima di smuoverlo un po’ con una paletta, idealmente uno shamoji, ma un mestolo di legno andrà benissimo.
  5. Adagiate un mucchietto di riso su un foglio di cellofan. Passate le mani nel sale e nel sesamo e iniziare a lavorare con le mani il riso per dargli la forma di una pallina. È appiccicoso, sì. A questo punto fate un buchino nel mezzo della vostra polpetta ed inseriteci il bainiku o il ripieno che avete scelto. Richiudete completamente il cellofan e date all’onigiri la tradizionale forma triangolare. Sono in commercio delle formine per questa operazione ma non sono assolutamente necessarie e potete fare dei bellissimi onigiri con le vostre mani, like a boss.
  6. Lasciateli riposare e poi avvolgeteli nelle strisce di alga nori essiccata. Queste strisce hanno la funzione di non fare sporcare le mani ma danno anche quel saporino in più. E sono salutari. Tipo che siete già più intelligenti solo a guardarle in foto. Consumateli poi a temperatura ambiente.
  7. In frigo gli onigiri si conservano per qualche giorno, avvolti nella loro pellicola, ma il riso perde un po’ di fragranza. Per ravvivarli le massaie giapponesi ci fanno colare sopra qualche goccia di acqua e sale  dalla punta delle dita e li mettono in microonde per 30 secondi a potenza minima. D’estate è diffusa la pratica di passare gli onigiri alla griglia prima di mangiarli, facendo formare una crosticina marrone sulla superficie del riso.
  8. Instagrammate tutto con l’hashtag #vegetarianocasual e poi…いただきます!
come fare gli onigiri
Onigiri su Instagram #vegetarianocasual

Foto in copertina | ninacoco

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Mercante di parole giramondo. Mentre si dedicava allo studio delle humanae litterae nascosto dentro una giara di rupie, è naufragato sulle coste dell’arcipelago giapponese dov’è scampato alla morte venendo colpito in testa da un funghetto 1UP. Ha divorziato dai carboidrati complessi e benché si possa pensare che sia pigro, tecnicamente è solo impostato in modalità risparmio energetico perché mangia solo cibo ipocalorico.

7 Comments

  1. sarà anche salutare e tradizionale, ma l’umeboshi non è un ripieno un po’ estremo, per il nostro palato occidentale? per non parlare del nattou…

    • è un sapore molto polarizzante in effetti. Love it or hate it. Ha anche tanti estimatori 😛

      • in cima alla lista c’è il classico (ed economicissimo) tonno&maionese! pure pollo&maio non è male.
        di vegetariani… ci devo pensare!

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