Sì, i figli si fanno sempre più tardi

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età media primo figlio in europa

Esiste un’età giusta per fare figli? Dal punto di vista biologico, sembra che la massima fertilità delle donne si collochi tra i 16 e i 28 anni, anche se secondo alcune ricerche si tratta di un mito ormai superato. Dal punto di vista sociale, l’età della prima gravidanza sembra sempre più ritardata, oltre la fatidica soglia dei 28. Per non parlare quindi dell’eventuale seconda, o terza, o così via. Vediamo quindi qual è l’età media primo figlio in Europa.

Da buoni svelatori di trame sociali, iniziamo col porci delle domande: è vero che le donne europee hanno il primo figlio sempre più tardi? Se sì, quando l’età sociale ha cominciato a divergere da quella biologica? Come mai? Che conseguenze ha tutto questo?

Nel 1995 l’età media primo figlio in Europa si attestava in tutti i paesi dentro il famoso intervallo di massima fertilità biologica, salvo rare eccezioni. Nel 2015 solo i paesi dell’Est (Ungheria, Polonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lituania) rimangono all’interno dell’intervallo, e comunque anche il loro dato è in crescita.

L’età media delle donne alla nascita del primo figlio è aumentata in tutti i paesi europei rispetto al 2014, anche in quelli non indicati nella tabella che trovate in fondo all’articolo. Quindi sì, possiamo dire che in Europa il primo figlio si fa sempre più tardi.

Analizzando i trend più di lungo periodo, balza subito all’occhio la curiosa parabola del Regno Unito, dove l’età media primo figlio è cresciuta fino ai 30,8 anni del 2012, per poi crollare al 28,3 nel giro di un anno e riprendere la risalita fino ai 28,7 del 2015.

Per il resto, i dati di tutti i paesi sono in ascesa anche sul lungo periodo. L’intensità di questa ascesa dipende principalmente dal dato di partenza. In Belgio, Danimarca, Finlandia e Svezia dove già si faceva il primo figlio dopo i 26 anni nel 1990, l’aumento è limitato (tra i due e i tre anni in più nel 2015), mentre in Austria e Portogallo, dove nel 1990 il primo figlio arrivava prima dei 25 anni, l’aumento è più significativo (sopra i 4 anni).

Destino intermedio per paesi come Italia e Spagna che, pur partendo da dati simili a quelli dei paesi nordici nel 1990 (26-27 anni), hanno visto comunque aumentare di molto l’età media primo figlio, di quasi 4 anni.

La tendenza è quindi verso una convergenza generalizzata dove un gruppo di paesi aumenta lentamente (i paesi del centro-nord Europa), un altro gruppo più velocemente, per “recuperare il terreno perduto” (i paesi del centro-est Europa), e un altro gruppo ancora sta nel mezzo (i paesi del sud Europa).

Alcune caratteristiche della società contemporanea sono quindi in gioco ovunque: il crescente ruolo sociale e lavorativo delle donne, il prolungamento della giovinezza, l’instabilità economica.

Altre, come la precarietà lavorativa e di vita (di tutti ma delle donne di più), la difficoltà di conciliare maternità e lavoro, il debole sostegno dei sistemi di welfare, sono più evidenti in alcuni paesi piuttosto che in altri, e questo spiega ad esempio perché, pur partendo da livelli simili nel 1990, l’età media primo figlio nei paesi del sud Europa sia aumentata molto più velocemente che in quelli del nord Europa.

Prima di lasciarvi con i dati, ecco alcuni spunti di interesse:

  • Il paese dove si fa il primo figlio più tardi è l’Italia (30,8 anni).
  • Quello dove si figlia prima è la Bulgaria (26 anni).
  • Tra il 2005 e il 2015 l’età media del primo figlio è in aumento in tutti paesi eccetto Regno Unito (-1,2) e Francia (dove è rimasta uguale).
  • Tra il 2014 e il 2015 tutti i paesi hanno registrato un dato stabile o in crescita.
  • Il paese dove l’età media del primo figlio si è più alzata tra il 1995 e il 2015 è la Repubblica Ceca (+4,9 anni).
  • Quello dove più si è alzata tra il 2014 e il 2015 è, di gran lunga, l’Estonia (+0,6 anni).

Età media primo figlio in Europa: i dati

La tabella riassume l’evoluzione dell’età media delle donne alla nascita del primo figlio in alcuni paesi europei, dal 1995 al 2015.

 

1995

2005

2015

Italia

28,1

n.d.

30,8

Spagna

28,4

29,4

30,7

Grecia

26,6

28,5

30,2

Paesi Bassi

28,4

29,0

29,7

Irlanda

27,3

28,8*

29,6

Germania

n.d.

n.d.

29,5

Portogallo

25,7

27,3

29,5

Svezia

27,7°

28,7

29,2

Danimarca

27,4

28,4

29,2

Austria

25,7

27,3

29,2

Finlandia

27,2

27,9

28,8

Belgio

27,3

27,6

28,7

Regno Unito

28,3

29,9

28,7

Francia

27,7°

28,5

28,5

Rep. Ceca

23,3

26,6

28,2

Ungheria

23,8

26,6

27,9

Polonia

23,7

25,7

27,0

Romania

23,0

24,8

26,3

Bulgaria

22,4

24,6

26,0

* Dato del 2007
° Dato del 1998

Fonte: Eurostat 

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Immagine | Feitu Photography

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

7 Comments

  1. Non credo ci sia un’età giusta per fare i figli, e neppure le condizioni socio-economiche dovrebbero influire nel determinare l’età giusta. L’età giusta purtroppo ci viene imposta ed inculcata da vari fattori. I figli devono essere lo scopo principale dello stare insieme, sia da sposati che da conviventi o altro, senza fare distinzione tra matrimoni civili, religiosi…. I figli sono l’eredità che noi lasciamo per costruire il futuro migliore possibile, non è tanto quello che facciamo che lascia il segno. Se facciamo i figli da vecchi, non avremo neppure la capacità di amarli e indirizzarli a quelle che dovrebbero essere i valori fondamentali del’essere. Purtroppo è un retaggio che anche il boom economico ci ha lasciato, è una ricerca di non avere ‘impicci’ troppo presto, di non aver pannolini da cambiare, figli da accompagnare a scuola, ecc. ecc. Non sono un sociologo, sono un genitore che ha fatto due figlie dopo i 30 anni, ma con il senno di poi, ammetto di aver sbagliato, avrei preferito anticipare e farne 3 o 4. Solo così la famiglia si ravviva e si riunisce. Certo non sempre le condizioni economiche lo permettono, spesso però è una scusa. I poveri, sopratutto nei paesi più poveri, hanno tanti figli, anche i nostri nonni e bisnonni che erano in condizioni precarie facevano 5, 6 figli e più anche 10. Non tiriamo sempre in ballo la precarietà del lavoro, il ruolo delle donne, ecc….Negli altri paesi europei, basta andare in Francia, vedi famiglie con 3 o 4 figli. E poi più si tarda e più noi diventeremmo dei ‘vecchissimi nonni’ forse non più in grado di badare i nipotini e dare il giusto aiuto ai nostri figli.

    • Luciano, grazie per la tua testimonianza. Fondamentalmente sono d’accordo. Personalmente non leggo positivamente il ritardo del tempo sociale rispetto a quello biologico, anche se poi credo che al di là di tabelle o presunte “età migliori” ognuno debba fare come gli/le pare.

  2. Certo ‘fare come gli/le pare’….è ormai d’uso. Fare come gli/le pare mi sta bene solo se non impatta sugli altri…..fare figli a 40-50 anni secondo me impatta sulla crescita, sulla formazione, sull’educazione dei figli….ecc. anche se l’amore dei genitori può essere sempre lo stesso. Ma è la nostra società, sopratutto gli errori di chi come me vi ha preceduto anagraficamente parlando, che ci ha portato a questo, purtroppo…. spero che voi giovani riuscirete a modificare le cose, senza solo adattarle alle proprie personali esigenze.

  3. Poi c è anche per’ chi li vorrebbe da qualche anno e a 35 suonati non arrivano…… Sarei da buttare io quindi????

  4. Mia mamma mi ha avuto a 43 anni…vorrei solo piangere, sono consapevole che sono arrivata molto in ritardo

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