I figli si fanno sempre più tardi

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età media primo figlio in europa

Esiste un’età giusta per fare figli? Dal punto di vista biologico, sembra che la massima fertilità delle donne si collochi tra i 16 e i 28 anni, anche se secondo alcune ricerche si tratta di un mito ormai superato. Dal punto di vista sociale, l’età della prima gravidanza sembra sempre più ritardata, oltre la fatidica soglia dei 28. Per non parlare quindi dell’eventuale seconda, o terza, o così via. Vediamo quindi qual è l’età media primo figlio in Europa.

Da buoni svelatori di trame sociali, iniziamo col porci delle domande: è vero che le donne europee hanno il primo figlio sempre più tardi? Se sì, quando l’età sociale ha cominciato a divergere da quella biologica? Come mai? Che conseguenze ha tutto questo?

Nel 1995 l’età media del primo figlio in Europa si attestava in tutti i paesi dentro il famoso intervallo di massima fertilità biologica, salvo rare eccezioni. Nel 2016 solo i paesi dell’Est (Ungheria, Polonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lituania) rimangono all’interno dell’intervallo, per quanto questo possa valere.

età media primo figlio in europa

L’Italia ha il primato del paese europeo dove il primo figlio si fa più tardi, in media a 31 anni. Seguono Spagna (30,8) e Lussemburgo (30,5). I paesi con i dati più bassi sono invece come detto quelli dell’est Europa: Bulgaria (26 anni), Romania (26,4), Lettonia (26,8).

L’età media delle donne alla nascita del primo figlio è aumentata in tutti i paesi europei rispetto al 2015, fatta eccezione per Germania, Ungheria e Slovacchia, dove si è registrata una lievissima riduzione. In significativa ascesa i dati dell’Irlanda (+0,5 in un solo anno), Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Malta (+0,3). In tutti gli altri casi si registra un aumento, anche se meno marcato. Quindi sì, possiamo dire che in Europa il primo figlio si fa sempre più tardi.

Analizzando i trend più di lungo periodo, ci rendiamo conto che ci troviamo di fronte ad un fenomeno in netta crescita ovunque. L’aumento medio in Europa dell’età media del primo figlio è di +0,6 anni negli ultimi cinque anni, +1,3 nell’ultimo decennio, +2,9 negli ultimi venti anni e +3,4 anni dal 1990 al 2016.

L’intensità dell’ascesa dipende principalmente dal dato di partenza. In Belgio, Danimarca, Finlandia e Svezia dove già si faceva il primo figlio dopo i 26 anni nel 1990, l’aumento è limitato, mentre in Austria e Portogallo, dove nel 1990 il primo figlio arrivava prima dei 25 anni, l’aumento è più significativo (sopra i 4 anni).

Destino intermedio per paesi come Italia e Spagna che, pur partendo da dati simili a quelli dei paesi nordici nel 1990 (26-27 anni), hanno visto comunque aumentare di molto l’età media primo figlio, di 4 anni e oltre.

età media primo figlio italia

La tendenza è quindi verso una convergenza generalizzata dove un gruppo di paesi aumenta lentamente (i paesi del centro-nord Europa), un altro gruppo più velocemente, per “recuperare il terreno perduto” (i paesi del centro-est Europa), e un altro gruppo ancora sta nel mezzo (i paesi del sud Europa).

Alcune caratteristiche della società contemporanea sono quindi in gioco ovunque: la maggiore libertà di scelta naturalmente, ma anche il crescente ruolo sociale e lavorativo delle donne, il prolungamento della giovinezza (e della vita in generale), l’instabilità economica.

Altre, come la precarietà lavorativa e di vita (di tutti ma delle donne di più), la difficoltà di conciliare maternità e lavoro, il debole sostegno dei sistemi di welfare, sono più evidenti in alcuni paesi piuttosto che in altri, e questo spiega ad esempio perché, pur partendo da livelli simili nel 1990, l’età media primo figlio nei paesi del sud Europa sia aumentata molto più velocemente che in quelli del nord Europa.

La conseguenza diretta di questo cambiamento nei comportamenti riproduttivi è che si fanno meno figli e le famiglie sono meno numerose di un tempo. Questo comporta anche un progressivo invecchiamento della popolazione con conseguenze sull’equilibrio socio-demografico e economico dei paesi, situazione che riguarda in modo particolarmente importante l’Italia.

Età media primo figlio in Europa: i dati

La tabella riassume l’evoluzione dell’età media delle donne alla nascita del primo figlio in alcuni paesi europei, dal 1996 al 2016.

 

1996

2006

2016

Italia

28,2

n.d.

31

Spagna

28,5

29,4

30,8

Grecia

26,9

28,6

30,3

Irlanda

27,3

28,8*

30,1

Paesi Bassi

28,6

29,0

29,8

Portogallo

25,9

27,5

29,6

Germania

n.d.

n.d.

29,4

Danimarca

27,5

n.d.

29,3

Svezia

27,7°

28,8

29,2

Austria

25,9

27,5

29,2

Finlandia

27,2

28,0

29,0

Regno Unito

28,8

30,0

28,9

Belgio

27,4

27,7

28,8

Francia

27,7°

28,6

28,5

Rep. Ceca

23,7

26,9

28,2

Ungheria

24,0

26,9

27,8

Polonia

23,9

25,9

27,2

Romania

23,1

25,0

26,4

Bulgaria

22,5

24,9

26,0

* Dato del 2007
° Dato del 1998

Fonte: Eurostat 

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Immagine | Feitu Photography

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

10 Comments

  1. Non credo ci sia un’età giusta per fare i figli, e neppure le condizioni socio-economiche dovrebbero influire nel determinare l’età giusta. L’età giusta purtroppo ci viene imposta ed inculcata da vari fattori. I figli devono essere lo scopo principale dello stare insieme, sia da sposati che da conviventi o altro, senza fare distinzione tra matrimoni civili, religiosi…. I figli sono l’eredità che noi lasciamo per costruire il futuro migliore possibile, non è tanto quello che facciamo che lascia il segno. Se facciamo i figli da vecchi, non avremo neppure la capacità di amarli e indirizzarli a quelle che dovrebbero essere i valori fondamentali del’essere. Purtroppo è un retaggio che anche il boom economico ci ha lasciato, è una ricerca di non avere ‘impicci’ troppo presto, di non aver pannolini da cambiare, figli da accompagnare a scuola, ecc. ecc. Non sono un sociologo, sono un genitore che ha fatto due figlie dopo i 30 anni, ma con il senno di poi, ammetto di aver sbagliato, avrei preferito anticipare e farne 3 o 4. Solo così la famiglia si ravviva e si riunisce. Certo non sempre le condizioni economiche lo permettono, spesso però è una scusa. I poveri, sopratutto nei paesi più poveri, hanno tanti figli, anche i nostri nonni e bisnonni che erano in condizioni precarie facevano 5, 6 figli e più anche 10. Non tiriamo sempre in ballo la precarietà del lavoro, il ruolo delle donne, ecc….Negli altri paesi europei, basta andare in Francia, vedi famiglie con 3 o 4 figli. E poi più si tarda e più noi diventeremmo dei ‘vecchissimi nonni’ forse non più in grado di badare i nipotini e dare il giusto aiuto ai nostri figli.

    • Luciano, grazie per la tua testimonianza. Fondamentalmente sono d’accordo. Personalmente non leggo positivamente il ritardo del tempo sociale rispetto a quello biologico, anche se poi credo che al di là di tabelle o presunte “età migliori” ognuno debba fare come gli/le pare.

  2. Certo ‘fare come gli/le pare’….è ormai d’uso. Fare come gli/le pare mi sta bene solo se non impatta sugli altri…..fare figli a 40-50 anni secondo me impatta sulla crescita, sulla formazione, sull’educazione dei figli….ecc. anche se l’amore dei genitori può essere sempre lo stesso. Ma è la nostra società, sopratutto gli errori di chi come me vi ha preceduto anagraficamente parlando, che ci ha portato a questo, purtroppo…. spero che voi giovani riuscirete a modificare le cose, senza solo adattarle alle proprie personali esigenze.

  3. Poi c è anche per’ chi li vorrebbe da qualche anno e a 35 suonati non arrivano…… Sarei da buttare io quindi????

  4. Mia mamma mi ha avuto a 43 anni…vorrei solo piangere, sono consapevole che sono arrivata molto in ritardo

  5. Chiedersi il perché i figli si fanno sempre più tardi è un argomento in cui ciascuno ne giustifica le sue ragioni ma partono tutti da una premessa trascurata: è la natura che ha creato questa realtà; dopo la maturità sessuale una femmina di qualsiasi specie vivente evoluta, se fertile, è in grado di concepire e riprodursi fino a quando essa non diventa sterile. Oramai sembra voler piegare anche la natura alle esigenze delle persone, basta trovare una giustificazione attendibile.

  6. Sondaggio difficile. La mia bisnonna ha fatto 12 figli, 2 sono morti, 10 sono vissuti a lungo. Ma erano contadini. E’ vero, una volta si facevano più figli per altri motivi, non perchè mancava il televisore … c’era una un’alta mortalità, le case erano grandi e potevano ospitare due o più famiglie, per cui gli anziani erano sempre accuditi dalle nuore o dai figli/e. In famiglia erano collaborativi e c’era maggiore coesione, si divideva tutto. Oggi è tutto complicato, non solo perchè se lavorano entrambi i genitori il figlio è affidato a baby sitter o scuole, se la madre non lavora è sempre impegnata anche a dover intrattenere i figli con varie attività (palestra,nuoto, calcetto etc.) e ciò ha anche dei costi…. Una volta c’era i cortili, i bambini giocavano fuori casa, socializzavano e facevano attività fisiche, ed erano controllati anche da altre mamme, oggi starebbero sempre davanti al pc e si deve anche controllarli (possibilmente!). C’erano meno rischi e pericoli (droga etc.). Oggi non si fanno meno figli non solo perchè si deve mantenerli (pannolini, cibo, giocattoli..) altri costi incidono sul loro mantenimento e crescita… Le madri oggi sono più “responsabili” e attente, più mature e coscienti di cosa significhi mettere al mondo dei figli… Una volta, da una certa età, i figli andavano a scuola da soli… ore devono essere accompagnati… al momento della comunione non erano coinvolti i genitori. Andavano a Catechismo e via… oggi devo essere presenti anche i genitori… Insomma, il sociale e i cambiamenti culturali incidono molto sulla decisione d’avere un figlio e tutti questi fattori dovrebbero essere tenuti in considerazione facendo dei sondaggi.

    • Buongiorno Rosy, grazie davvero del tuo commento. Sono riflessioni importanti, sono tanti i fattori che portano a un calo della natalità, tra cui certamente quello che citi tu. Ci sono fattori legati ai cambiamenti della società: il primo figlio si fa più tardi mentre magari un tempo arrivava a 20-25 anni perché le donne studiano, lavorano e si divertono di più, e questa mi pare una cosa assolutamente positiva. D’altra parte come dici tu manca un supporto che consenta alle famiglie (soprattutto alle donne) di vivere la maternità conciliandola con il lavoro e gli altri impegni della vita sociale. A poco servono i bonus bebè su cui insistiamo a battere: meglio sarebbe estendere i servizi, come gli asili nido, che consentono una reale conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

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