Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa?

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quanti sono gli immigrati in italia e in europa
@Sasha Kimel

Si sente parlare di invasione. Si immaginano l’Italia e l’Europa come una terra di conquista da parte di popolazioni straniere. Ma è davvero così? Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa?

Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa? Stranieri in Italia

Partiamo dal nostro paese. Il dato principale che si considera per calcolare quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa è quello della popolazione straniera residente, che include tutti coloro che risiedono in un paese ma hanno cittadinanza di un altro.

Questo dato, lo ripetiamo, comprende gli stranieri residenti, e ci dà un’idea credibile della presenza straniera stabile in un paese. Non comprende, invece, la componente più instabile dei flussi migratori, ossia i migranti e richiedenti asilo che non si sono ancora stabilizzati in un paese, e forse non lo faranno mai. Parliamo dei migranti in arrivo sulle coste del Mediterraneo, ad esempio, di cui invece diamo conto qui.

Al 1 gennaio 2016 gli stranieri residenti in Italia sono 5.026.153, pari all’8,3% della popolazione. Scomponiamo meglio questo dato per capirci di più: 1.517.023 sono gli stranieri di altri paesi dell’Unione Europea, mentre i cosiddetti extra-comunitari sono 3.508.429 (5,8% della popolazione).

Un dato quest’ultimo in calo di 13.396 unità rispetto al dato del 1 gennaio 2015. Sì, avete capito bene: gli stranieri extra-comunitari residenti in Italia sono diminuiti nel corso del 2015.

Ma quali sono le comunità straniere maggiormente presenti nel nostro paese? Eccole.

Valore assoluto Incidenza sul totale stranieri
Romania 1.151.395 22,9%
Albania 467.687 9,3%
Marocco 437.485 8,7%
Cina 271.330 5,4%
Ucraina 230.728 4,6%
Filippine 165.900 3,3%
India 150.456 3,0%
Moldova 142.266 2,8%
Bangladesh 118.790 2,4%
Egitto 109.871 2,2%

 

Rispetto all’anno precedente, l’unico ingresso nella top 10 delle comunità straniere in Italia è l’Egitto, che scalza il Perù al decimo posto. Molte delle comunità più numerose perdono residenti nell’ultimo anno, diminuiscono ad esempio gli albanesi, i marocchini, i filippini e i moldavi residenti in Italia.

Le comunità straniere in crescita sono principalmente quelle di alcuni paesi asiatici (Cina, India, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka) e di paesi dell’Africa occidentale, come Senegal e Nigeria, che però restano ancora fuori dalle prime dieci posizioni.

Contrariamente all’immagine maschilizzata che viene data dell’immigrato e dello straniero, le donne costituiscono il 52,6% degli stranieri residenti in Italia.

L’incidenza della popolazione straniera sulla popolazione italiana totale è un dato in continua crescita: pensate che nel 1990 gli stranieri erano lo 0,8% della popolazione, nel 2000 il 2,5%, e solo nel 2006 hanno superato il 5%. Il tasso di crescita tuttavia ha rallentato negli ultimi anni, e tra il 1 gennaio 2015 e il 1 gennaio 2016 è aumentato di un misero 0,2%.

Ad aumentare nell’ultimo anno è stata la componente comunitaria, che ha segnato un +1,7%, mentre, come già anticipato, gli extra-comunitari sono diminuiti dello 0,4%.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale degli immigrati in Italia al 1 gennaio 2016, le cinque regioni con la maggiore incidenza della popolazione straniera residente sono: Emilia-Romagna (12%), Lombardia (11,5%), Lazio (11%), Umbria (10,9%), Toscana (10,6%).

quanti sono gli immigrati in italia e in europa
@Physician for Human Rights

Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa? Stranieri in Europa

La situazione della popolazione straniera residente nei principali paesi europei al 1 gennaio 2016 è la seguente:

Valore assoluto Incidenza sulla popolazione totale
Austria 1.249.424 14,3%
Irlanda 586.826 12,4%
Belgio 1.327.421 11,7%
Germania 8.651.958 10,5%
Spagna 4.418.158 9,5%
Regno Unito 5.640.674 8,6%
Italia 5.026.153 8,3%
Danimarca 463.088 8,1%
Svezia 773.232 7,8%
Grecia 798.357 7,4%

 

Come per l’Italia, anche qui i dati includono tutti gli stranieri, comunitari e non. Sono dati non pienamente paragonabili, sia per le modalità con cui sono raccolti dai vari istituti statistici nazionali sia per le differenze in fatto di politiche migratorie che determinano anche differenze numeriche.

Gli stati che prevedono il cosiddetto ius soli (ossia danno la cittadinanza a chi nasce sul suolo del proprio territorio nazionale) tendono ad avere numeri minori rispetto a chi ha leggi sulla cittadinanza più severe. È per questo ad esempio che la Francia ha un’incidenza della popolazione straniera più bassa della nostra (6,6%), visto che molti figli di immigrati hanno la cittadinanza francese e dunque non finiscono in queste statistiche.

Oltre ai paesi presenti in tabella, ce ne sono altri che hanno percentuali altissime di stranieri residenti, come Lussemburgo (46,7%) e Cipro (16,5%) e, fuori dall’Unione Europea, la Svizzera (24,6%), dovute tuttavia anche alla presenza di residenze fittizie, dove è più difficile scorporare gli immigrati realmente residenti.

Rispetto al 1 gennaio 2015 si registra un calo di stranieri residenti in Grecia (-2,9%), Portogallo (-1,6%) e Spagna (-0,8%). L’aumento più significativo di stranieri residenti si registra in Polonia (+38,1%), Romania (+20,7%), Germania (+14,8%), Bulgaria (+12,5%), Croazia (+15,7%), Danimarca (+9,6%) e Austria (+8%). In Italia l’aumento è dello 0,2%.

Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa? Conclusioni

Il principale risultato di questo volo d’angelo per capire quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa è che la presenza straniera in Italia è superiore alla media europea, ma in linea, o inferiore, agli altri paesi con cui di solito ci si paragona (eccetto la Francia per il motivo sopra spiegato). Non sembra dunque il caso di parlare di invasione.

Ad ogni modo il fenomeno dell’immigrazione non si presenterà mai con dati certi. Troppi e incontrollabili sono i flussi per farcene un quadro definito a un dato momento nel tempo. È dunque praticamente impossibile stabilire quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa con certezza.

Il dato sulla popolazione straniera residente ci dà tuttavia un’immagine credibile e relativamente stabile. C’è poi chiaramente tutto un mondo sommerso che non rientra in queste statistiche, ma ci sono anche molte persone che vengono contate ma non ci sono più. Pensiamo a chi si è trasferito all’estero ma non ha tolto la sua residenza italiana.

L’Italia e l’Europa sono dunque ben lontane da uno scenario di invasione. Certo i mutamenti nella composizione sociale ed etnica ci sono, e sono davvero veloci. In venti anni la presenza di persone straniere sul suolo europeo è aumentata di cinque o dieci volte. Si tratta di un dato che inevitabilmente ha delle conseguenze, ma che sarà bene cominciare a valutare nella sua portata reale.

Quanti sono invece i rifugiati in Italia e in Europa?

Quanti migranti stanno arrivando nel 2017?

E quanti sono, irregolari compresi, gli stranieri presenti in Italia?

Le parole delle migrazioni: cosa intendiamo per migranti, rifugiati, richiedenti asilo, immigrati, profughi?

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Si gingilla a decifrare le trame della società, scartabellando dati e raggranellando storie. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

56 Comments

  1. gradirei citasse almeno le fonti,da dove a preso i dati?
    come fanno ad essere attendibili se si parla di gente non registrata?

      • Fabio, c’è chi cerca la verità e chi invece, purtroppo pochissimi, si rifiuta proprio di guardare la verità in faccia. Io prima di venire in Italia vivevo in Francia. Quando si parlava di immigrazione e stranieri lì non si vedeva questi immagini di ragazzi neri africani, ma piuttosto delle immagini di persone di più razze raggruppate. Qui in Italia le media hanno contribuito molto a diabolizzare i neri, rendendoli la faccia dell’immigrazione. Io vivo in Calabria, e vi assicuro che tantissima gente qui non sa che i cinesi sono più numerosi dei nigeriani qui in Italia. Quando parlano di stranieri o immigrati, si girano subito verso il povero ragazzo nero che chiede l’elemosina ad un semaforo.
        Quasi quasi scriverei un libro intitolato “neri e africani sub-sahariana, la faccia visibile dell’immigrazione in Italia”

  2. Sto leggendo i rapporti Istat sull’Immigrazione in Italia tra 2008 e 2013 giusto in questi giorni. Il quadro che ne emerge è preoccupante già se si considerano i residenti stranieri regolari, figuriamoci se si aggiunge una stima dei clandestini, i quali, ovviamente, non rientrano nelle statistiche. Qualche numero:

    Totale residenti stranieri (a dicembre 2008)
    3.432.590

    Totale residenti stranieri (a dicembre 2013)
    4.922.085
    (a cui vanno aggiunti 749.495 minori di 14 anni iscritti sul permesso di soggiorno dei genitori)

    Residenti stranieri extracomunitari, esclusi minori di 14 anni (a dicembre 2008)
    1.553.229

    Residenti stranieri extracomunitari, esclusi minori di 14 anni (a dicembre 2013)
    3.029.917

    Quota dei residenti stranieri ogni 100.000 abitanti (a dicembre 2008)
    5.758

    Quota dei residenti stranieri ogni 100.000 abitanti (a dicembre 2013)
    8.098

    In particolare, se si considera la quota dei residenti stranieri ogni 100.00 abitanti, al ivello provinciale si assiste ad una vera e propria esplosione della presenza straniera tra 2008 e 2013, specie nelle regioni meridionali, dove in termini assoluti la presenza di stranieri è stata finora ben più contenuta che al Nord:

    Taranto: + 105,90 %
    Crotone: + 94,46 %
    Napoli: + 90,71 %
    Cosenza: + 90,51 %
    Caltanissetta: + 89,12 %

    Tutte le province italiane registrano nel 2013 forti aumenti rispetto al 2008.
    Le province in cui il numero di stranieri residenti è cresciuto meno del 30% sono 14, e quasi tutte già “sature”. Quella in cui l’aumento è stato più contenuto, si fa per dire, è stata la provincia di Belluno (+ 14,64%).

    Ecco le variazioni 2013/2008 delle quote di stranieri residenti ogni 100.000 abitanti a livello regionale:

    Campania: + 77,56 %
    Basilicata: + 76,84 %
    Puglia: + 72,76 %
    Calabria: + 70,02 %
    Sardegna: + 68,33 %
    Sicilia: + 65,47 %
    Molise: + 63,74 %
    Lazio: + 57,65 %
    Liguria: + 52,24 %
    Emilia Romagna: + 46,11 %
    Valle d’Aosta: + 41,32 %
    Abruzzo: + 41,07 %
    Toscana: + 40,78 %
    Lombardia: + 38,49 %
    Piemonte: + 37,03 %
    Trentino-Alto Adige: + 35,95 %
    Umbria: + 32,12 %
    Friuli Venezia Giulia: + 29,54 %
    Veneto: + 27,38 %
    Marche: + 26,76 %

    media Italia: + 43,39 %

    Sì, è un’invasione. E per di più programmata. Incrociate i dati con quelli relativi alla disoccupazione e al collasso dell’economia italiana (e dello Stato italiano totu court) e il quadro complessivo è evidente.

    Gentile Fabio Colombo, negare la realtà dei fatti e minimizzare i problemi (sulla base del solito, irrazionale, riflesso autocensorio “de sinistra” per cui “immigrazione è bello sempre e comunque”), come ha fatto nel Suo articolo, porterà all’esplodere della violenza.

    Cordialmente.

    • Complimenti sig. Francesco, lei ha appena scoperto che il fenomeno dell’immigrazione dal 2008 al 2013 è aumentato. La ringraziamo e confidiamo che ci informerà anche quando scoprirà l’acqua calda e la patata lessa.
      Nel frattempo, se legge i dati dell’articolo qui presente (e non solo quello che le fa comodo) scoprirà non solo che il fenomeno è diminuito nel periodo successivo ma anche che confrontando quello che avviene nel resto d’Europa non c’è nessuna invasione.
      Cordialmente.

      Complimenti a Lenius e a Fabio Colombo per l’ottimo contributo, se posso permettermi: non sono indicati nel sito i copyright o copyleft o il creative commons. In buona sostanza, a parte i social indicati, posso riprodurre l’articolo altrove?

      • Buongiorno Alex, grazie del commento. Non è possibile riprodurre l’articolo nella sua interezza, ma se vuole utilizzare parti dell’articolo può scriverci a fabio@lenius.it per concordare la modalità.

  3. Complimenti per la mole di dati. Poi ognuno ne trae ne le sue conclusioni, non esistendo “realtà dei fatti” ma solo interpretazioni.

  4. I dati non sono l’oracolo, sono stati costruiti da qualcuno e sono interpretati da qualcuno. Il fatto che la presenza di persone straniere in Italia sia in costante crescita non è certo negato dall’articolo, anzi è più volte sottolineato. Chi scrive pensa che l’utilizzo della parola invasione sia però del tutto fuorviante e strumentale.

    Negli ultimi anni la componente di aumento di immigrati residenti dovuta a nuove nascite è in aumento rispetto a quella dovuta a nuova immigrazione. Per dire, nel corso del 2014 gli stranieri residenti sono aumentati di 151 mila unità, di cui 97 mila sono i nuovi nati. I nuovi immigrati residenti in più sono dunque 54 mila. Una cifra ridicola.

  5. Purtroppo, oggi non è facile affrontare il fenomeno dell’immigrazione con la necessaria serenità d’animo che qualsiasi serio studio sociale richiederebbe. Questo perché, il dibattito pubblico sul tema immigrazione e sicurezza, essendo presente nelle agende di tutti i partiti politici, soprattutto nelle elezioni amministrative, è il punto principale di ogni campagna elettorale. Attraverso l’elaborazione di un “convincente” piano di governo dell’immigrazione si possono vincere le elezioni; tant’è vero che alcuni successi elettorali si sono determinati proprio grazie al consenso derivante dalle posizioni assunte dai canditati sul tema. Ogni fenomeno sociale richiede una politica che lo governi nel modo migliore, ma, anche se è vero che le politiche si estrinsecano attraverso l’opera dei politici, è altrettanto vero che questi ultimi, vivono e sopravvivono di consenso. Per cui, l’elevazione ad argomento principale, talvolta unico, affrontato nelle campagne elettorali dai vari candidati, ha radicalizzato il confronto ed ha trascinato l’opinione pubblica ad assumere atteggiamenti molto ideologici e poco dialoganti. Cioè, oggi vi è una predisposizione sociale tale che i cittadini tendono ad affrontare il tema immigrazione secondo un approccio estremistico di “favorevole” o “contrario”; c’è chi è convinto che sia possibile bloccare completamente i flussi di migranti e con ciò si risolverebbero tutti i problemi e chi, invece, si contrappone a tale visione sostenendo che il fenomeno dell’immigrazione è sempre e comunque positivo e rifiuta di confrontarsi con chi esprime una qualsivoglia riflessione critica sul tema.

  6. Anche ammesso che da qui a qualche anno l’Europa sia invasa dagli immigrati, a parte il fatto che il mondo è di tutti gli esseri umani e i confini sono stati stabiliti dagli uomini e non dalla Natura, dopotutto starebbe accadendo la stessa cosa che gli Europei, Inglesi, Francesi, Spagnoli, Portoghesi, fecero nelle Americhe dopo che fu scoperto il nuovo continente, infatti adesso si chiamano americani, brasiliani, canadesi ecc, ma in verità non sono autoctoni.

    • Questo commento è l’emblema del perverso e assurdo mito primitivo: le colline sono di tutti, la preda che cacciavo ieri vicino al tuo bosco, ora tu puoi cacciarla nel bosco vicino a me, tutti i confini sono inventati, viviamo tutti mangiando e bevendo quel che vogliamo, dove vogliamo. Il bello è che tutti ascoltano inebetiti senza scandalizzarsi di fronte a tali assurdità.
      Gli esseri umani non sono come trogoloditi o animali selvaggi migratori. I confini esistono perché gli esseri umani sono evoluti, e si sono formate civiltà, nazioni, sono state combattute guerre per difenderle, e poi altre per rivendicare diritti, è stato versato sangue per i diritti dei lavoratori e delle donne, per combattere i pregiudizi religiosi… una infinità di movimenti fanno parte della cultura di un paese, ed è un processo che continua.
      Quello che oggi lei ha signora Carmela, di fisico e di immateriale, è grazie ai confini che lei tanto disprezza.
      Forse lei ha una casetta dove ripararsi, una proprietà privata o almeno ha il concetto di questo termine, e poi un lavoro, una famiglia, sarà ricorsa alla sanità pubblica, al suo medico, e poi all’istruzione… perché l’ha avuta lei giusto? Lo stato italiano ha investito su di lei un pochino, mi sbaglio forse? E poi ha continuato a investire, portandole energia, gas, acqua potabile, vie di comunicazione, e la tiene al sicuro, paga gente in uniforme per questo compito. Ecco, e lei adesso mi sta dicendo di abbattere i confini, perché lo stato è una invenzione di qualche bontempone. Tutte queste istituzioni e diritti di cui lei gode, da cosa crede che siano rese possibili? La civiltà da cosa crede sia composta? Come pensa vengana garantita la sua proprietà e i suoi sonni tranqulli se domani vengo ad abbattere il suo municipio e mando uno squadrone a sfollare la gente e occupare le case? Proprietà e diritti, svaniti! Anarchia, vince chi è più forte, chi ha le Jeep e le armi… un po’ quello che accade in altri posti del mondo molto violenti. Vuole questo? Si accomodi, destabilizzi il suo stato italiano del cavolo, lo distrugga, contribuisca all’anarchia e alla ideologia No Border, questa si che fa bene. Rende le persone libere, anche di autodistruggersi.

  7. Se i dati non hanno alcun valore oggettivo allora che senso ha il Suo articolo e i dati in esso riportati? E poi, sbaglio o Lei ha modificato il testo dell’articolo dopo il mio commento del 15 Gennaio 2016? Complimenti per la professionalità. Ma almeno la pagano per fare queste belle figure?

  8. L’articolo viene periodicamente aggiornato quando sono disponibili dati più aggiornati. La versione precedente non viene cancellata ma si trova nella seconda pagina.

      • Praticabile sicuramente si, priva di resistenze da parte della società, in primis il duo Renzi-Bergoglio, certamente no.

        Tante cose sarebbero praticabili, ma tutte richiedono degli interventi decisi e impopolari, non più in uso in tempi di prolungata pace e demilitarizzazione degli stati.

        Una cosa facile e veloce sarebbe ripristinare il reato di clandestinità: prima di ottenere qualsiasi altro status, e prima di ogni verifica, un clandestino dovrebbe rimanere tale, quindi venire arrestato e incarcerato, messo in quarantena per controlli medici. Non deve essere ospitato in strutture civili, e di fatto essere lasciato libero di occultarsi e muoversi ovunque. I clandestini devono capire che qui vengono messi in custodia e la loro libertà è limitata, non hanno diritto di rifiutare cure mediche e cibo che gli viene dato. Avevo letto un articolo su Malta, li la clandestinità è considerata reato, i clandestini non sono contenti di essere stati imprigionati, il loro malcontento è una ottimo deterrente per altri sbarchi, infatti al momento preferiscono l’Italia. Poi, anche in Vaticano la clandestinità è ancora un reato, e lo risolvono velocemente, senza prigioni e senza onta, semplicemente consegnano chi non ha diritto alla polizia Italiana. Quindi il Papa fiata tanto, ma a casa sua vuole i tappeti puliti, l’unica cosa che ha fatto è consegnare una ventina di “profughi” siriani alla comunità di Sant’Egidio, la quale è ovviamente asservita al suo monarca. Noi, con questa dimostrazione da principe annoiato, una trovata pubblicitaria estiva, dovremmo imitare il suo esempio, purtroppo non ho un pugno di servi in esubero, altrimenti un ordine lo darei anch’io.
        Solo in Italia c’è questa politica di accoglienza deregolarizzata, e pretendiamo che l’Europa faccia lo stesso, ci offendiamo se l’Austria minaccia di chiudere le frontiere, e i treni per la Francia vengono mandati indietro. Io do ragione a loro, è la nostra politica ad essere sbagliata. In ogni stato, anche meno sviluppato del nostro, se si viene trovati senza documenti, si viene fermati, e non basta inventare una storia qualsiasi per tornare sul marciapiedi.

  9. Dobbiamo per forza essere 60 milioni di abitanti in Italia ?

    Esiste un dogma teologico che richieda che per ogni neonato italiano non nato lo si debba sostituire con un immigrato, costi quel che costi ?
    In pratica, puo’ un Popolo scientemente decidere di decrescere demograficamente o la sorte di una Nazione deve essere decisa dal direttore generale dell’INPS, ammesso che sia vera la falsa affermazione che senza gli immigrati non avremmo pensione alcuna ?

    Che tipo di immigrati stiamo importando, tra di loro ci sono scienziati, giovani talentuosi imprenditori come il fondatore di Google e milionari/miliardari decisi a trasferirisi in Italia invece dei soliti Paesi acchiapparicconi (US, UK, Canada…..), o stiamo solo attraendo il sottoproletariato del terzo Mondo privo di competenze ed istruzione ?

    Alla luce del fallimento globale di qualsiasi tipo di politica di integrazione da parte di altre Nazioni europee e’ lecito pensare di arginare o almeno selezionare il flusso migratorio senza per questo incorrere nel rischio di venir definiti razzisti, fascisti etc etc ?

    Grazie

    .

    • Salve Juno,
      1) non capisco cosa proponi, di selezionare le persone in ingresso in base alla dichiarazione dei redditi o a un titolo di studio?
      2) Non so da dove trai l’informazione che senza gli immigrati non avremmo pensione alcuna, che non credo sia mai stato detto da nessuno, casomai si dice che molti immigrati pagano i contributi e non prendono la pensione che spetterebbe loro.
      3) Non so a cosa ti riferisci quando parli del “fallimento globale di qualsiasi tipo di politica di integrazione”. Mi sembra un’affermazione davvero esagerata.

      • Caro Fabio Colombo, mi parrebbe il minimo sindacale che uno stato filtri gli immigrati e decida di far entrare chi può essere socialmente utile alla crescita del paese.
        -E’ palese anche ad un bambino che far entrare 150mila analfabeti all’anno non può che portarci al baratro, perchè nemmeno in 100 anni li trasformerà in scienziati e ricercatori.
        Gli USA sono quello che sono anche perchè attirano ricercatori e le menti più brillanti, non dei morti di fame come facciamo noi.
        -Per anni ci hanno proponato l’idiozia che ci “avrebbero pagato la pensione”, mi chiedo se stanno versando i contributi mentre bighellonano mantenuti da noi o mentre spacciano in giro per le città.
        -Gli attentati fatti da “cittadini europei”, stranamente tutti figli di immigrati di seconda e terza generazione, non le suggerisce che il modello francese, inglese e belga abbia miseramente fallito?

        • Buongiorno Michele, una cosa vale la pena precisare: le persone che entrano come richiedenti asilo sbarcando sulle coste della Sicilia (le 150mila a cui fa riferimento lei, che certo non sono tutte analfabete) sono una minima parte delle persone immigrate regolarmente residenti in Italia, che sono circa 5 milioni.

          Lei vede solo le persone che “bighellonano” ma forse non si rende conto che il fenomeno è molto più ampio e pacifico, molte persone straniere sono diventate italiane, molte vivono in Italia da anni, hanno figli nati qui, lavorano e sì, pagano i contributi, e tutte le ricerche sono concordi nel dire che il contributo che danno è nettamente superiore alla spesa pubblica per l’immigrazione.

  10. Molte Nazioni forniscono il permesso di soggiorno in base al raggiungimento di un determinato punteggio basato anche sul livello d’istruzione. Lo stesso permesso puo’ essere ottenuto se si investe nel Paese di immigrazione una cospicua somma di denaro.

    Il fatto che gli immigrati ci pagheranno le pensioni (quali poi ?) e’ il mantra che moltissimi politici e sindacalisti ripetono per giustificare anche l’immigrazione indiscriminata,

    Il falimento e’ percepibile in tutte le grandi perferie delle citta’ europee, viene attestato in questi giorni dagli accadimenti presenti nelle prime pagine di giornale di tutti i giornali del Mondo ed e’ stato ufficialmente affermato da moderati leaders europei come Cameron o la Merkel.

    Detto questo non sono contrario all’immigrazione, constato semplicemente che come ogni fenomeno umano ne esista una aspetto fisiologico ed uno patologico. Ho semplicemente paura di vivere in una societa’ che ideologicamente rimuova soluzioni al secondo aspetto.

  11. L’EVIDENZA DEI FATTI è CHE NELLE NOSTRE CITTà SI ASSISTE AD UN AUMENTO ESPONENZIALE DI IMMIGRATI, ASPIRANTI RIFUGIATI O PRESUNTI TALI. LA MIA CITTà, UDINE, è INVASA DA AFGANI. UNA REALTà DEGRADANTE PER NOI GIOVANI SENZA SPERANZA PER IL FUTURO!!

    • Alessandra, ti pare che il tuo futuro e la mancanza di speranza possano dipendere dalla presenza di rifugiati afgani sul tuo territorio?

      • Davide, le sembra che importare semi-analfabeti, senza lavoro, che non scappano da nessuna guerra, che pesano sulle spalle degli Italiani per almeno quattro miliardi all’anno, possa in qualche modo migliorare la situazione?
        Anzi, potrebbe anche soltanto non peggiorarla?

        • Semi-analfabeti che non scappano da nessuna guerra. Lei parla di qualcosa e di qualcuno che non conosce affatto.

  12. E’ sempre difficile restare calmi e non scadere in discorsi da bar di provincia quando si parla di emigrazione: l’italiano medio è noto, ha memoria corta e non ricorda di essere stato lui stesso emigrato (in molti casi lo è ancora) e di non avere esportato quasi mai fini letterati o grandi accademici, ma ha consegnato alle Americhe e Australia fenomeni come mafia e delinquenza oltre che grandi lavoratori. Detto questo vanno fatte alcune considerazioni: fino a qualche anno fa se un genitore marocchino, albanese o di qualsiasi parte della terra voleva ricongiungersi al figlio residente in Italia, poteva farlo e se era senza reddito (vista la tarda età) gli veniva assegnata una pensione sociale di 400 euro, poteva restare nel nostro paese pochissimi mesi (non conoscendo una parola di italiano) poi tornava a casa delegando il figlio al ritiro della pensione italiana e traslare i soldi su una carta prepagata nel paese d’origine, semplice come bere un bicchiere d’acqua. Questo per rispondere a chi dice che gli extracomunitari ci pagano la pensione, per adesso siamo noi che la paghiamo a loro… Quando poi mi viene chiesto di adattarmi è un altro argomento che non sento e non farò mai. Dobbiamo invece fare in modo di far capire le nostre leggi e insegnare la nostra storia (questo andrebbe fatto anche con molti italiani) come da anni cercano di fare in Germania. Discussioni o risse agli sportelli pubblici perché uomini arabi o africani pretendono di firmare documenti per le proprie mogli considerate nei loro paesi meno di niente… Se faremo in modo che chiunque venga in Italia abbia la possibilità di adattarsi senza traumi alle nostre leggi e possano imparare a rispettare la storia del nostro paese, penso che allora qualsiasi cifra o percentuale demografica restino cosa inutile, buone solo per gli statistici.

  13. Fortunatamente c’è ancora gente che vede la realtà dei fatti così com’è mettendoci davanti dati veritieri, e non con frasi ripetute fino allo sfinimento come “non c’è bisogno di preoccuparsi, non si tratta di invasione”.Grazie per avermi ridonato la speranza di vedere ancora persone che ragionano.

  14. gli stranieri all estero …( in altri paesi europei) sono molti di piu’ in percentuale rispetto a quelli in italia .
    La differenza e’ che all estero lo straniero rimane tale per pochi anni , una volta presa la cittadinanza non e’ cittadino come gli altri . In italia lo straniero rimane tale per molto piu tempo e delle volte per sempre .

    • Gli stranieri scelti ci sono all’ estero.! Almeno una decina sono privi di extracomunitari. Negli altri solo chi lavora. In nessun paese vedi abusivi o parassiti. Viaggia un po’ rimarrài stupito da come si vive in qualsiasi nazione. Loro sono Europa noi terzo mondo.

      • Buongiorno Valentina. Io, viaggiando, ho avuto un’impressione diversa dalla tua, e cioè che bellezze e difficoltà dell’incontro con l’altro ci sono ovunque.

  15. In italia lo straniero puo’ “rubare” il lavoro all italiano . Molti italiani sarebbero disposti a fare qualsiasi tipo di lavoro pur di non rimanere disoccupati . La presenza di stranieri immigrati limita moltissimo la possibilita’ di lavori a bassa specializzazione come aiuto cuoco , cameriere , manovale , raccoglitore ecc . Gli italiani che vanno all estero non fanno solo gli imprenditori ma anche i pizzaioli , cameriri e manovali . ( chiedere alla Germania )

    Spesso gli immigrati vengono sfruttati dalla mafia o da imprenditori disonesti .
    Questi imprenditori tendono a preferire gli stranieri che costretti dalle necessita’ accettanno la meta’ del salario .Meglio prendere 5 immigrati che 2 italiani ….l ‘italiano potrebbe denunciarti mentre l ‘immigrato , spece quello clandestino,( che ovvio non e’ registrato da nessuna parte ) abbozza e stringe i denti .

    • …ma dove vivi ? alzati come faccio io al mattino alle sei e vedi chi scarica sui camion la spazzatura e chiedi a qualsiasi ragazzo italiano disoccupato se andrebbe a portare via l’immondizia al mattino alle 6 oppure a raccogliere i pomodori nelle distese dei campi del sud….

      • fa un po di confusione. La raccolta al sud è sfruttamento e irregolare non che illegale.
        Non capisco perché le autorità non facciano rispettare le regole maggiormente più o meno come al Nord dove non c’è lo stesso fenomeno illegale.
        Il mercato del lavoro segue la legge della domanda e offerta. Un italiano non fa un certo lavoro se è ad un certo salario; cosa che invece è disposto a fare l’immigrato.
        Quindi la classe imprenditoriale ha trovato temporaneamente una parziale soluzione al contenimento dei costi causati da uno stato esoso ed inefficiente.
        Ma ciò ha poi creato l’aumento dei disoccupati italiani con aumenti di costi del welfare indennità.
        Nel frattempo una massa di denaro se ne va dall’Italia verso i paesi di origine.
        Non solo: i slari non consentono agli immigrati di avere un livello di vita sostenibile e quindi interviene anche qui il welfare con contributi su affitti, bollette, casse popolari, assistenza medica gratuita ecc ecc.
        E per finire ora si sta invertendo la tendenza.
        Basta vedere il mercato del lavoro per notare che gli italiani hanno finito le riserve e stanno cominciando ad accettare lavori di basso livello ANCHE ad un salario che non accettavano anni fa.
        Addirittura l’inversione si sta evidenziando nel settore delle badanti, cosa che ritenevo impossibile.
        In sostanza, l’immigrazione può avere effetti positivi solo con crescita economica robusta, in tutti gli altri casi gli aspetti negativi sono preponderanti.

      • perche’ succede questo ? perche’ e’ voluto dallo stato mafia che sono i primi sfruttatori legalizzati quardi che io non ce’ lo’ con gli immigrati ma’ con le istituzioni si ricordi una cosa gli immigrati sono piu’ avantaggiati in tutto dalla sanita’ alle case popolari sono i primi ha ricevere e tante volte tanti italiani vengano esclusi ne’ so’ qualcosa che ho alle spalle 42 anni di volontariato ho visto famiglie con bamini vecchi persone con handicap che non hanno dove dormire perche’ succedono queste cose ? perche’ tante famiglie non riescono ha pagarsi gli affitti non riescono a curarsi si ricordi che ci sono tanti italiani che sono in dificolta’ economiche

  16. La strategia della Commissione Europea per uscire dalla crisi. Un articolo tradotto dalla testata giornalistica russa RIA Novosti russiaintranslation.com/2016/06/10/la-commissione-europea-ha-presentato-una-strategia-di-cooperazione-per-la-migrazione

  17. Sig. Colombo come si fa a dire che i cinesi son 263000? Ma lo sa che a Prato c’è un italiano per ogni 6 cinesi, e che a milano c’è una chinatown?… saranno 200000 solo a milano e si sa, i cinesi sono dappertutto!! Inoltre lei non conta gli stranieri con cittadinanza,e per me sono stranieri a tutti gli effetti,visto che non si integrano!!

  18. e se il tutto fosse voluto… questo arrivo in massa di persone che “scappano” da paesi (parzialmente) distrutti con l’aiuto dell’europa/america…??? mischiare il popolo europeo con quello africano, medio-orientale, asiatico…per ottenere una massa con molto meno identità e cosi magari molto più facile da manipolare?? (in america da questo punto sono avanti….è già successo…..è già un “melting pot”)….

    PS: sono straniera in questo paese…anche se non rifugiata e neanche extracomunitaria (mi tengo fortunata per questo…non lo so…)…ma sempre straniera e mi fa pensare tanto questa idea dell’europa “UNIFICATA” (o “uniformata”)…a parte che mi chiedo spesso: in un europa unita…che significato ha la parola “straniero??

    • Buongiorno Petra, ogni tanto questa teoria che tutto sia voluto, che ci sia un piano dietro, torna fuori, ma francamente mi sembra basata sul nulla. In generale, mi sembra che venga attribuito alla capacità di pianificazione di qualcuno (non si sa chi, poi) un potere superiore a quello che si può avere su questi fenomeni,

  19. Come evidenziato da qualche rapporto recente (credo ISMU da ultimo): ci sono tassi di cittadinizzazione enormemente crescenti (sono passati 10 anni e più da flussi molto consistenti, e.g. la regolarizzazione post-Bossi-Fini e le “porte aperte” del 2006), specie per le origini principali e più stabilizzate (che infatti sono quelle che calano di più). Nel 2015 ca. il 3,5% degli stranieri residenti è divenuto cittadino (178.000 persone).
    Il problema della comparabilità dei dati resta (come ben evidenziato nel pezzo): noi contiamo come stranieri i minorenni che altrove sono cittadini più facilmente. Man mano la cittadinanza non basterà a definire le caratteristiche della popolazione, perché avremo crescenti minoranze di cittadini con background migratorio. Eurostat prova a compensare dando i dati sia dei cittadini stranieri sia dei nati all’estero (indipendentemente dalla cittadinanza)… Però non basta per pesare le minoranze a livello intergenerazionale. Al contempo, le statistiche etniche come quelle anglosassoni sono discutibili per etichette utilizzate e per l’inscatolamento sempiterno di persone che hanno background sempre più articolati (se uno è nipote di migranti coreani, messicani e caraibici allo stesso tempo, che etichetta si usa?).
    C’è una significativa dimensione politica nelle statistiche, che è opportuno tenere in considerazione.

    • Grazie del prezioso commento Eduardo. La cittadinanza è un istituto giuridico tra i più formidabili per evidenziare le contraddizioni (in parte, inevitabili) della società umana. Se la accettiamo come confine per definire “chi è straniero”, allora dobbiamo accettare che sia anche il confine per definire “chi è italiano” e che, a tutti gli effetti, gli extracomunitari sono diminuiti. Certo, tu dici, se il tempo per ottenere la cittadinanza fosse stato 20 anni ora quei 178.000 rientrerebbero tra gli stranieri. Se fosse stato 5 saremmo qua a parlare di stabilizzazione del fenomeno da 5 anni. Vero.

  20. Non c’è dubbio che con la globalizzazione delle comunicazioni tutti i popoli del mondo hanno scoperto che migrare verso i paesi evoluti dell’occidente è diventata una opportunità di sopravvivenza, ed è quindi aumentata in maniera esponenziale la migrazione. Finora abbiamo attuato una politica di accoglienza, in aderenza ai nostri sentimenti umanitari. Ma ci domandiamo: se abbiamo accolto in questi ultimi anni 6 milioni di immigrati, quanti immigrati ancora potremmo accogliere prima di essere invasi. forse altri 6, o 10 o 20 milioni? Se vogliamo che tale flusso si fermi dovremo fissare da subito quanto è il numero limite di immigrati e iniziare una politica di deterrenza per tentare di fermare i flussi prima di arrivare alla invasione. Sarà comunque difficile fino a che il governo nonbloccherà

  21. Scusate, ma qui si parla di stranieri residenti. I dati non danno alcuna indicazione riguardo alla quantità di stranieri con cittadinanza Italiana o dei loro figli.

    Io ho vissuto in Francia, dove da anni è stato introdotto lo ius soli. Come riportato nell’articolo, la popolazione straniera presente è ufficialmente circa il 6%, tuttavia la percentuale reale di popolazione con background migratorio (sia comunitario che extracomunitario) è di gran lunga più alta. Basti pensare che nella sola Île-de-France (la regione Parigina per intenderci) i neonati di origine Africana ammontano ad oltre il 60%, e si parla solo di neonati provenienti dall’Africa (sia Nord Africa sia Africa subsahariana), senza contare la enorme presenza di comunità asiatiche e una comunque rilevante comunità di immigrati comunitari. A tutti gli effetti la capitale Francese e la regione che la ospita hanno una esigua minoranza di nascite di Francesi “autoctoni”, ed in un breve futuro (basti guardare l’età media dei vari paesi Europei, molto alta e che dunque contiene pochi giovani e molti anziani che purtroppo, si sa, sono vicini alla fine del loro ciclo vitale) I Francesi saranno una minoranza nella loro stessa capitale.

    Per quanto la situazione non sia altrettanto drammatica in Italia, il trend è molto simile. In particolare il nostro dato più preoccupante è il bassissimo tasso di nascite (tra i più bassi al mondo, di 1.3 figli in media per coppia ed in costante declino, mentre per mantenere una popolazione costante è necessario un tasso di nascite del 2.1) e l’enorme tasso di emigrazione (un giovane Italiano su due vorrebbe andare all’estero!). Questi due dati, combinati all sempre crescente pressione migratoria delineano a mio avviso uno scenario preoccupante per il nostro paese, specialmente nel lungo termine.

    Mi permetto inoltre di far notare che il numero di stranieri residenti resta comunque relativamente basso grazie al fatto che l’Italia, molto generosamente, assegna dalle 300 mila alle 400 mila cittadinanze all’anno. Tutti questi “nuovi Italiani” pertanto non figurano nelle stime riportate nell’articolo.

    Sarebbe senza’altro interessante modificare il nostro censimento, in modo da includere la voce “background migratorio” (come d’altronde già si fa nella civilissima Germania, in cui risulta che ben il 40% di neonati sono stranieri of figli di stranieri) in modo da poter avere stime di gran lunga più accurate e garantire ai cittadini Italiani una maggiore trasparenza riguardo il fenomeno immigrazione e il conseguente impatto sulla so

    • Buongiorno Checco e grazie del commento. La questione è già stata sollevata da Eduardo un paio di commenti sopra. Ci sono a mio avviso tre cose da dire. La prima è che il suo dato sulle acquisizioni di cittadinanze italiane non è corretto: sono state 200.000 nel 2016 (qui un’analisi dei numeri sulla cittadinanza: https://www.lenius.it/dati-cittadinanza-italia/).
      La seconda è che, in attesa di definizioni migliori, è la cittadinanza a definire il confine tra chi è italiano e chi straniero; se accettiamo questo, dobbiamo anche accettare che chi acquisisce la cittadinanza italiana è italiano, e giustamente non rientra fra le statistiche degli stranieri.
      La terza è che comunque se introduciamo la categoria degli italiani con background migratorio, resta comunque aperta la questione dei confini: una persona che nasce all’estero, si trasferisce in Italia a 5 anni, ottiene la cittadinanza italiana e vive tutta la vita in Italia, fino a quando sarà “con background migratorio”?

  22. Perche nel grafico delle percentuali di immigrati in base ai nativi manca la francia che è il più numeroso ad avere migranti è omessa?.vedo che la spagna essendo più grande dell’Italia abbia un 14% (e circa 4milioni di extracomunitari )l italia ha un 8%circa (che sono circa 5milioni)ora se ci raportiamo allodomani spazio inteso come risorse e bisogno di lavoratori ha più bisogno ha sspagna che ll’italia che, è stra piena non di extracomunitari ma di gente!poi ropio le nazioni unite(america)ci richiama,quando loro alzano muri contro i messicani per paura degli spacciatori non dei terroristi islamici che si fanno scoppiare amazzando centinaia di persone alla volta..bravi fate la storia che la storia ci fa a noi

    • Salve Matteo. La motivazione per cui non c’è la Francia è ben spiegata proprio qualche riga sotto la tabella. La Spagna non ha un 14% ma 9,5%. Quanto al resto, faccio fatica a comprendere quello che scrive.

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