Alghe in cucina: le alghe fanno bene proprio a tutti?

di

alghe in cucinaTutti noi sappiamo che le verdure fanno bene alla salute e che bisognerebbe mangiarne almeno una porzione al giorno per prevenire patologie cardiovascolari e malattie cronico-degenerative.
L’alimentazione è però una scienza estremamente dinamica e mai uguale a se stessa che si affaccia di continuo a nuovi mondi tutti da esplorare. Verdure non di certo convenzionali e non ancora molto gradite dal grande pubblico sono le alghe. Le alghe in cucina si conoscono da sempre oltre Oceano, ma nessuno di noi avrebbe mai pensato che un giorno sarebbero arrivate sulle nostre tavole per sostituire una normale porzione di verdura!

I benefici delle alghe sembrano innumerevoli ma ci siamo chiesti: sarà vero che le alghe fanno bene proprio a tutti?

Per iniziare ecco alcune cose importanti da sapere sulle alghe.

Pocket Nius: da sapere in breve

1. Le alghe sono organismi autotrofi, uni o pluricellulari, che vivono proprio come le piante che noi conosciamo, ovvero producendo ossigeno e sostanza organica mediante fotosintesi.
2. Le alghe unicellulari colonizzano la superficie delle acque e sono importanti costituenti della componente vegetale del plancton di cui si nutrono numerosi organismi marini.
3. Le alghe pluricellulari colonizzano strati d’acqua più profondi e ne esistono tantissime varietà. Troviamo, infatti, alghe verdi, rosse e brune, a seconda dei pigmenti che interagiscono con la radiazione luminosa proveniente dal Sole.
4. Ad oggi le alghe sono molto utilizzate in tutto il mondo in ambito erboristico. La spirulina, ad esempio, è una microalga molto comune e utilizzata per realizzare numerosi integratori alimentari. In alcuni Paesi, come il Giappone, le alghe in cucina sono considerate una normalità.
5. Le alghe sono state rivalutate tantissimo in ambito culinario, soprattutto nelle preparazioni
della cucina vegana in quanto altamente proteiche, ricche di Sali minerali, vitaminiche e ipocaloriche.

Alghe in cucina: verdure e integratori

Mangiare alghe non è di certo una pratica molto comune nelle nostre zone visto che la cucina italiana è sempre stata abbastanza tradizionale e le alghe non fanno di certo parte dell’alimentazione dei nostri avi.

L’arte della cucina, però, è stata sottoposta ad un vero e proprio processo di globalizzazione che ha mescolato le culture anche in tavola presentandoci alimenti che mai avremmo pensato di mangiare: è proprio il caso delle alghe il cui consumo è diffuso soprattutto in Giappone e nel Nord-Europa. In Giappone le alghe sono molto consumate, ad esempio le alghe della varietà delle arame, ma anche l’alga kombu e l’alga nori, molto note perché utilizzate nel sushi, nella preparazione di nigiri, onigiri e zuppe di miso, che oggi va tanto di moda.

alghe in cucinaIn realtà, sebbene molti non ne siamo a conoscenza, la tradizione di cucinare alghe è anche abbastanza diffusa nel Sud Italia. In Sicilia, soprattutto in passato, si consumava moltissimo la cosiddetta ‘lattuga di mare’, un’alga verde, che si utilizzava per preparare delle ottime frittelle e, ancora oggi, questa tradizione siciliana non è del tutto scomparsa.

Dunque, quella di mangiare alghe non è un’abitudine poi così lontana dall’Italia e sembra proprio che tutti noi dovremmo prima o poi provare questo alimento oggi classificato tra i cosiddetti ‘novel foods’ in quanto le alghe apporterebbero numerosi benefici alla salute del nostro organismo.

I benefici delle alghe in cucina

Le alghe come fonte di nutrienti

Le alghe contengono principi nutritivi importantissimi per il nostro benessere. In particolare, tutte le alghe sono ricche di acidi grassi polinsaturi, ovvero omega 3 e omega 6 che sono noti per il loro effetto preventivo nei confronti delle patologie cardiovascolari in quanto abbassano i livelli di trigliceridi e di colesterolo cattivo o LDL. Tutte le alghe sono, inoltre, fonti di vitamina A, C, K e vitamine del gruppo B nonché di sali minerali, primo tra tutti lo iodio seguito da sodio, magnesio, potassio, zinco, selenio e fosforo.

Le alghe come sostituti della verdura, ipocaloriche

Le alghe sono degli alimenti assolutamente ipocalorici come un po’ tutti i vegetali che consumiamo tradizionalmente. Andrebbero quindi di tanto in tanto sostituiti alle verdure più comuni nell’ambito di piani alimentari ipocalorici che hanno l’obiettivo di tenere sotto controllo il peso corporeo.

Le alghe hanno un’azione prebiotica per la flora intestinale

Sembra che le alghe contengano polisaccaridi in grado di essere fermentati dalla flora intestinale.
Il nostro microbiota, ovvero l’insieme di tutte le specie batteriche commensali che abitano il nostro intestino, è fondamentale per il nostro benessere e per la funzionalità dell’intero apparato digerente in quanto limitano la proliferazione dunque l’attività dei patogeni. Le alghe stimolano la flora intestinale in maniera adeguata aiutando a rinforzare quindi anche il nostro sistema immunitario.

Quali sono gli usi comuni delle alghe in cucina?

Attualmente le alghe sono molto utilizzate sia in erboristeria che in cucina. Tra le alghe brune, le alghe arame del Giappone sono molto usate per insaporire i piatti perché hanno un sapore piuttosto dolciastro; tra le alghe verdi ricordiamo, invece, la lattuga di mare che è ottima come condimento di insalate a crudo oppure fritta. Mentre l’alga spirulina, a metà strada tra alghe verdi e azzurre, la si può usare per rinforzare gli impasti di alcune tipologie di pane e di pasta. L’alga spirulina trova ampia applicazione in ambito erboristico in quanto è molto proteica e ricca di acido linoleico che contrasta l’ipertrigliceridemia. E’ anche altamente mineralizzata e perciò ha un grande valore energizzante oltre che essere ricca di antiossidanti.

Delle alghe rosse spesso si usa la parte gelatinosa che è ricca di fibra vegetale in grado di prevenire infiammazioni intestinali e di regolare l’attività del nostro apparato digerente. L’Agar agar (di cui vi abbiamo già parlato dei suoi usi in cucina qui) è proprio una polvere estratta dalle alghe brune e che ne rappresenta la componente gelatinosa. Viene usata come addensante, sostituto delle uova nelle ricette di dolci vegani, oppure in ambito erboristico come integratore per favorire la motilità intestinale.

Quali sono le controindicazioni delle alghe?

Visti tutti i vantaggi di questi novel foods potremmo pensare allora di dover iniziare a consumarne! In realtà non è proprio così visto che le alghe hanno anche delle controindicazioni che è necessario conoscere prima di utilizzarle come alimento.

  • Le alghe sono ricche di vitamina K che è una vitamina che aiuta la coagulazione del sangue. Se si consumano troppe alghe oppure si fa largo uso di integratori a base di questo alimento è bene sapere che la vitamina K in essi contenuta potrebbe andare ad interagire negativamente con l’azione di alcuni farmaci, in particolare se si ha una terapia anticoagulante in corso.
  • L’elevata quantità di sodio non rende le alghe degli alimenti adeguati ai soggetti ipertesi. Il sodio è l’unico minerale che il nostro organismo trattiene per quanto possibile ed è da sempre acerrimo nemico della pressione arteriosa. Un carico di sodio induce valori pressori piuttosto alti che possono degenerare in ipertensione in caso di esposizione prolungata a questo sale minerale.
  • Coloro che sono soggetti ad infiammazioni della tiroide o che hanno problemi di ipertiroidismo non devono assolutamente assumere alghe in quanto lo iodio in esse contenuto ad elevate concentrazioni non fa altro che peggiorare il quadro sintomatologico. La tiroide, infatti, utilizza lo iodio per produrre gli ormoni tiroidei e chi ha una tiroide infiammata oppure iperfunzionante non trae vantaggio da una dose eccessiva di iodio. Una produzione esagerata di ormoni tiroidei porta infatti perdita di peso, affaticamento, tachicardia, sudorazione elevata, tutti sintomi di una patologia che va tenuta sotto controllo anche con l’alimentazione evitando gli alimenti sbagliati.
  • Le donne in gravidanza dovrebbero evitare di mangiare alghe per evitare di trasmettere troppo iodio al feto predisponendolo a patologie tiroidee. Un buon consumo di alghe può giovare, invece, a chi è ipotiroideo o chi ha una tiroide abbastanza pigra che necessita di iodio per funzionare meglio!
  • Il grosso problema delle alghe è inoltre quello di essere capaci di assorbire molto bene i composti disciolti in acqua. Se le alghe vivono in acque inquinate possono perciò assorbire di tutto, compresi i metalli pesanti e sostanze inquinanti ad effetto cancerogeno. E’ importante quindi consumare alghe di provenienza certa. Le alghe, facendo parte dei, novel foods, dal 2018 saranno sottoposte ad una normativa più restrittiva in termini di etichettatura. Meglio allora consumare alghe allevate in Italia oppure nel continente europeo perché in questi Paesi i controlli sono maggiori e i limiti dei tossici più restrittivi rispetto a quanto accade nei Paesi orientali.

Dunque, una volta visti vantaggi e svantaggi relativi al consumo di alghe, la regola d’oro per tutti è che non si dovrebbe esagerare con il consumo di alghe sia nel caso in cui si soffra di alcune patologie, sia che ci si trovi in uno stato di buona salute.

Un consiglio utile potrebbe essere quello di consumare alghe una volta a settimana e di eliminarle del tutto dalla propria dieta se ci si ritrova in uno dei casi patologici descritti. Altra scelta saggia è quella di evitare di assumere integratori a base di alghe per propria iniziativa senza aver chiesto consiglio ad una esperta del settore che saprà indicarci la strada opportuna per non compromettere la nostra salute.

5 link per saperne di +

1. Il + cuciniero

Cucinare le alghe non è cosa facile trattandosi di alimenti a cui non siamo propriamente abituati. A questo link di Cucina Corriere potete trovare alcuni utili consigli per combinare al meglio le alghe nei vostri piatti e ottenere delle ricette gustose.

2. Il + green

L’olio di palma è molto utilizzato a livello industriale, in larga percentuale nella produzione di alimenti confezionati. Questo perché è un olio a basso costo e conferisce ai cibi la consistenza e il sapore che li contraddistinguono. Purtroppo la sua produzione non è affatto ecosostenibile in quanto l’estrazione dell’olio di palma è una delle cause del processo di deforestazione del pianeta. Si è visto proprio di recente che un’alternativa all’olio di palma potrebbe essere l’olio estratto dalle alghe. Leggete questo articolo del Fatto Alimentare per saperne di più.

3. Il + preoccupato

Abbiamo visto che consumare alghe non è una buona scelta soprattutto se si soffre di patologie a
carico della tiroide. Un articolo della Stampa a questo linkpotete trovare alcune informazioni in più sul rischio che correla consumo di alghe e cancro alla tiroide.

4. Il + ecosostenibile

Nella direzione dell’ecosostenibilità si stanno portando avanti numerosi progetti di ricerca che
permettano di trovare alternative alle comuni fonti di energia. Quella delle alghe ingegnerizzate per produrre mangimi, biocarburanti e nutrienti potrebbe essere una buona strada. Ecco un link ad un approfondimento di Focus per saperne di più.

5. Il + indagatore

E’ importante sempre prestare attenzione alla provenienza delle alghe che acquistiamo e leggere bene tutte le informazioni riportate in etichetta. Preferire le alghe coltivate in Italia e in Europa è la scelta più salutare come ci dice l’indagine di Altroconsumo riportata al seguente link.

Segnala un errore

Biologa nutrizionista, sostenitrice della cucina buona e salutare, insegno ai miei pazienti che la ricetta del benessere fisico risiede nel mangiare tutto, nella giusta misura. Per questo mi impegno ogni giorno per aiutarli a trovare un equilibrio nel caotico mondo dell’alimentazione. Redattrice di articoli per il web, amo sperimentare ricette light e lasciare consigli utili qui e sul mio blog.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

Cosa facciamo Le Nius informazione

Cose che cambiano a Le Nius

Il post in cui condividiamo le nuove linee che sono alla base di ciò che proponiamo su Le Nius: ci occupiamo soprattutto di temi sociali e vogliamo farlo con la partecipazione dei nostri lettori e lettrici.
Torna su