Quanti sono, in tutto, gli stranieri in Italia?

di
stranieri in italia
@Indrek Torilo

I dati disponibili sugli stranieri in Italia sono parziali e frammentati. Vengono riportati, in separata sede, gli immigrati residenti, i rifugiati, i richiedenti asilo, gli appena sbarcati, i migranti irregolari. Manca però un numero complessivo.

È una carenza che lascia spazio a obiezioni, incomprensioni, rilanci più o meno strumentali. Riporto i dati sugli immigrati residenti in Italia, e prontamente qualcuno obietta: “sì, ma quelli che arrivano a Lampedusa?”. Aggiorno i dati dei migranti in arrivo nell’anno in corso, ed è subito un “e quelli che sono già in Italia?”. Commento i dati sui rifugiati presenti in Italia, e subito si leva il coro:

Sì, ma i clandestini?

L’obiettivo di questo articolo è proprio questo: superare la parzialità dei dati disponibili per arrivare a un dato sugli stranieri in Italia che tenga conto di tutti. I regolari e gli irregolari, i rifugiati e i migranti economici, chi è in Italia da trent’anni e chi da due giorni.

E lo diamo subito, questo numero. Gli stranieri in Italia sono, in tutto, circa 6 milioni. È un numero non preciso, perché è impossibile ottenere un numero preciso, ed è un numero che varia in base a quali dati si considerano e a come si interpretano. Ma è un numero credibile.

Stranieri in Italia: i regolari

Per costruire questo dato, partiamo dagli immigrati residenti in Italia, che sono 5.029.000 secondo gli ultimi dati Istat aggiornati al 1 gennaio 2017. Questo è un dato preciso, perché si contano le persone registrate alle anagrafi comunali che hanno una cittadinanza diversa da quella italiana.

Nel dato sono compresi tutti gli stranieri, incluse le persone provenienti da altri paesi dell’Unione Europea. Gli stranieri non comunitari, quelli che nell’immaginario collettivo sono percepiti come i “veri stranieri”, sono circa 3 milioni 500 mila.

Agli stranieri regolari residenti vanno aggiunti gli stranieri regolari ma non residenti, che hanno cioè un regolare permesso di soggiorno ma non sono iscritti all’anagrafe di nessun comune italiano. Secondo i calcoli del Ventiduesimo Rapporto sulle Migrazioni 2016 di Fondazione ISMU, si tratta di 410 mila persone (dato riferito al 1 gennaio 2016).

Gli stranieri regolari in Italia sono quindi circa 5,4 milioni. Si tratta della pattuglia di stranieri in Italia più stabile, ed è un dato che comprende anche i rifugiati, che sono una componente stabile della presenza di stranieri in Italia. Come abbiamo visto qui, i rifugiati sono 118 mila.

Ai 5,4 milioni sfuggono invece tre categorie di migranti: i richiedenti asilo, coloro che sono appena arrivati e non rientrano ancora nelle statistiche, e i migranti irregolari, volgarmente detti clandestini.

Stranieri in Italia: i richiedenti asilo

Il numero di richiedenti asilo presente in Italia è difficile da stabilire con certezza. Conosciamo le richieste di asilo annue, ma non quante di queste richieste di asilo siano state effettivamente evase (ci vuole un anno, in alcuni casi due). Non sappiamo quindi quante di queste richieste di asilo siano ancora tali, oppure si sono trasformate in qualcos altro (rifugiati, per chi ha risposta positiva, o migranti irregolari, per chi ottiene risposta negativa).

Un modo credibile per farsi un’idea dei richiedenti asilo presenti in Italia è considerare il numero di persone attualmente presente nel sistema di accoglienza dello Stato italiano, che include le persone ospitate nei diversi centri di accoglienza e nel sistema Sprar di accoglienza diffusa. Sono 174 mila, secondo i dati del Ministero dell’Interno aggiornati al 20 marzo 2017.

Non tutti sono richiedenti asilo, alcuni sono già rifugiati (e rientrano dunque nelle statistiche fornite sopra), altri sono migranti irregolari, ospitati nei Cie in attesa di espulsione. Per la difficoltà di scorporare dai 174 mila chi appartiene a una categoria e chi a un’altra, facciamo finta che siano tutti richiedenti asilo.

Il dato è credibile se consideriamo che nel 2016 in Italia ci sono state 123 mila domande di asilo, altre 83 mila nel 2015, oltre alle circa 18 mila arrivate nel 2017 al 20 marzo.

In tutto circa 220 mila persone, di cui è credibile che una parte sia già uscita dal sistema perché ha avuto un riscontro alla domanda oppure perché ha lasciato l’Italia di sua spontanea volontà.

Se sommiamo i 174 mila stranieri in Italia presenti nelle strutture di accoglienza ai 5,4 milioni di immigrati regolari presenti in Italia, siamo a circa 5,6 milioni di persone.

Stranieri in Italia: gli irregolari

Non è finita. Molti obietteranno: “già, ma i clandestini?”, ipotizzando spesso numeri sovrastimati di clandestini, o meglio di immigrati irregolari presenti in Italia.

In effetti si tratta del dato più difficile da ottenere. Naturalmente non c’è un registro degli immigrati irregolari, e non abbiamo quindi un numero ufficiale e certificato. Abbiamo solo stime.

Le stime più attendibili ed aggiornate sono quelle elaborate dalla Fondazione ISMU nel suo già citato Rapporto annuale sulle Migrazioni. L’ultimo dato disponibile, riferito al 1 gennaio 2016, parla di una stima di 435 mila immigrati irregolari presenti in Italia, l’8% degli stranieri regolari.

Stranieri in Italia: il totale

Eravamo rimasti a 5,6 milioni di stranieri in Italia, di cui 5 milioni di immigrati residenti, 400 mila regolari non residenti e circa 200 mila richiedenti asilo. Se a questo punto aggiungiamo i 435 mila irregolari otteniamo un dato di circa 6 milioni, il 10% della popolazione.

Ci sono molti commenti che si possono fare a questo dato, che non è frutto di una ricerca scientifica mirata, ma di una raccolta di dati provenienti da fonti diverse e raccolti in tempi diversi.

È frutto, certamente, di una progressiva stabilizzazione del fenomeno migratorio. Sempre più stranieri diventano italiani acquisendo la cittadinanza. Se dovessimo considerarli, il numero di stranieri residenti in Italia sfiorerebbe i 6 milioni, e quello totale i 7 milioni. Ma giustamente non li consideriamo, perché sono cittadini italiani.

È frutto, quindi, ed è inevitabile che sia così, di una concezione dello straniero su cui vale sempre la pena interrogarsi, perché è decisiva su come ci relazioniamo ai fenomeni e alle persone. Non a caso la domanda “chi è lo straniero?” è una delle più affascinanti e ambigue su cui l’uomo si interroga da che ha la facoltà di interrogarsi.

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8 Comments

  1. Come riportato nello articolo di cui sopra in italia vi sono circa quattrocentomila stranieri che vivono ,lavorano,sono di aiuto alle famiglie delle quali assistono anziani e disablii che altrimenti lo Stato non potrebbe assistere.Questi stessi stranieri regolarizzati potrebbero essere fonte di entrate tributarie e assicurative con benefici per le casse dello stato e dell’ente previdenziale:Ma i nostri polittici ciechi e ottusi nulla fanno per regolarizzare queste persone,utili e facenti parte ormai del nostro tessuto sociale,preferendo confrontarsi fra i diversi partiti sui clandestini che arrivano sui barconi,anzi sulle navi delle O N G, che fungono da taxi del Mediterraneo,che accolgono i profughi sulle loro navi permettendo agli scafisti di ritornare indietro per utilizzare quegli stessi navigli per altri viaggi senza neanche pericoli di arresti.Ma finalmente il Vaso di Pandora è stato scoperto e come conseguenza nessuno sbarco in questi ultimi giorni.Io approvo salvataggi e assistenza alle persone in disagio ,ma condanno che le navi straniere approdino sempre e solo nei porti italimi e non quelli degli stati di cui battono bandiera.Ma si sa che l’ Italia è il ventre mpolle della Europa.con politici senza spina dorsale intenti solo alle loro prebende e altri vantaggi,incuranti degli interessi de popolo italiano,,proni ai politici degli altri stati.Alleluia!!!!

  2. Ma ci vuole tanto a capire che solo l’Italia è “governata” da emeriti folli incapaci irresponsabili, e veri criminali che la stanno distruggendo? TUTTI gli stati europei chiudono le frontiere ai migranti irregolari, compresa la Spagna – quasi interamente circondata dai mari – che lo scorso anno ha accolto solo 1500 richiedenti asilo, mentre l’Italia “buonista” e demenziale ha fatto entrare ben 180.000 migranti via mare nel solo 2016, dietro i quali ci sono le MAFIE dei trafficanti internazionali e degli scafisti, c’è l’Isis e altre organizzazioni terroristiche. E ovvio che ciascuno stato può accogliere SOLO in base alle possibilità di integrare, DARE LAVORO, e offrire alloggi, cibo, ecc., a chi entra. Solo i DEFICIENTI non lo capiscono. Le persone non sono pacchi postali, che puoi ammucchiare in un angolo. I cretini che fanno il paragone con l’immigrazione degli italiani in passato, dimenticano che TUTTI gli stati accoglievano persone che venivano per lavorare. Lo scorso i contribuenti italiani hanno dovuto sborsare 2 miliardi di euro per i migranti, quest’anno il budget è salito a 5. Cosa ci vuole per capire che questo è solo un BUSINESS per le coop dei piddini, sulla pelle di poveracci, e dei contribuenti italiani? Mentre gli italiani dormono in macchina, o campano con 500 euro di pensione, buttano via i soldi per far entrare gente dall’Africa, a spese del contribuente.
    Oltre tutto credono di prendere per fessi gli italiani, dicendo che “salvano vite umane”!! Ma cosa salvano??? ma se lo scorso anno sono annegate in mare oltre 3500 persone, cosa salvano??? Ma mandino i militari a fare i blocchi navali e a rispedire indietro chi arriva coi gommoni, altro che “salvare vite umane”!
    Ma cosa vogliono, la rivoluzione, o un colpo di stato per fermare questo sconcio? In Africa ci sono 1 miliardo di persone, deve prenderseli tutti l’Italia, secondo questi dementi? Oltre tutto basta con questa storia del razzismo, e della solidarietà, o del “populismo”! Ma quale razzismo? L’Italia non può mantenere centinaia di migliaia di persone ogni anno, a spese del contribuente, anche se fossero bionde, con gli occhi azzurri, svedesi o norvegesi. Ma ci vuole tanto per capirlo? Gli svizzeri, i francesi, gli austriaci, gli spagnoli, gli americani, gli australiani, ecc., lo hanno capito. Solo i governanti italiani devono arrivare per ultimi?

  3. Già….noi siamo sempre i fessi….dobbiamo accogliere milioni di africani..figli del boom demografico incentivato dai cattocomunisti

  4. Questa invasione deve finire. Non la vuole nessuno se non il governo attuale e il Papa.
    E’ miope, stolta, non risolve alcun problema. Anzi rappresenta una potenziale polveriera destabilizzante per il nostro paese. Accogliere si ma bisogna subito chiarire il quantum. Non all’infinito. Non siamo l’AMERICA. Che peraltro blinda i propri confini. Siamo un piccolo stato in profonda crisi economica di cui ci si dimentica in modo sfacciato. Sono molto deluso. Non vediamo luce. Se non quelle dei gommoni che invadono le nostre terre. Disperati tra i disperati. Ecco L’Italia attuale. Un Paese senza prospettiva. Senza futuro. Che si è dimenticato dei suoi figli.

  5. Punterei a considerare come dato vero i 7 milioni di stranieri, compresi coloro che hanno acquisito la cittadinanza. Sinceramente, gli stranieri naturalizzati sono italiani solo sulla carta; per essere italiani bisogna condividere origini storiche comuni e tradizioni che non sono assolutamente proprie di moltissimi extracomunitari.
    Concludendo, l’arrivo di un numero così consistente di stranieri, spesso difficilmente integrabili, in un lasso di tempo così breve ha definitivamente stravolto gli equilibri etnico sociali di questo paese e dei suoi abitanti senza che venisse loro chiesto alcun parere sul fenomeno immigrazione.

    • Buongiorno Federico, grazie del commento. La cittadinanza definisce i confini tra chi fa parte di una comunità amministrativa (lo Stato) e chi no; le modalità per acquisirla sono definite dallo Stato stesso, mi sembra quindi corretto considerare italiani tutti coloro che hanno la cittadinanza italiana, non avendo nessun criterio per decidere chi lo è “solo sulla carta”.

      • Quel che dice è senza dubbio vero, la Repubblica Italiana con le attuali leggi, dico attuali perché sono passibili di modifica in futuro, ha permesso loro l’ottenimento della cittadinanza ma ciò non li rende in alcun modo miei conterranei con cui abbia radici o culture comuni da spartire.

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