Quanti sono, in tutto, gli stranieri in Italia?

di
stranieri in italia
@Indrek Torilo

I dati disponibili sugli stranieri in Italia sono parziali e frammentati. Vengono riportati, in separata sede, gli immigrati residenti, i rifugiati, i richiedenti asilo, gli appena sbarcati, i migranti irregolari. Manca però un numero complessivo.

È una carenza che lascia spazio a obiezioni, incomprensioni, rilanci più o meno strumentali. Riporto i dati sugli immigrati residenti in Italia, e prontamente qualcuno obietta: “sì, ma quelli che arrivano a Lampedusa?”. Aggiorno i dati dei migranti in arrivo nell’anno in corso, ed è subito un “e quelli che sono già in Italia?”. Commento i dati sui rifugiati presenti in Italia, e subito si leva il coro:

Sì, ma i clandestini?

L’obiettivo di questo articolo è proprio questo: superare la parzialità dei dati disponibili per arrivare a un dato sugli stranieri in Italia che tenga conto di tutti. I regolari e gli irregolari, i rifugiati e i migranti economici, chi è in Italia da trent’anni e chi da due giorni.

E lo diamo subito, questo numero. Gli stranieri in Italia sono, in tutto, circa 6 milioni. È un numero non preciso, perché è impossibile ottenere un numero preciso, ed è un numero che varia in base a quali dati si considerano e a come si interpretano. Ma è un numero credibile.

Stranieri in Italia: i regolari

Per costruire questo dato, partiamo dagli immigrati residenti in Italia, che sono 5.047.000 secondo gli ultimi dati Istat aggiornati al 1 gennaio 2017. Questo è un dato preciso, perché si contano le persone registrate alle anagrafi comunali che hanno una cittadinanza diversa da quella italiana.

Nel dato sono compresi tutti gli stranieri, incluse le persone provenienti da altri paesi dell’Unione Europea. Gli stranieri non comunitari, quelli che nell’immaginario collettivo sono percepiti come i “veri stranieri”, sono circa 3,5 milioni.

Agli stranieri regolari residenti vanno aggiunti gli stranieri regolari ma non residenti, che hanno cioè un regolare permesso di soggiorno ma non sono iscritti all’anagrafe di nessun comune italiano. Secondo i calcoli del Ventitreesimo Rapporto sulle Migrazioni 2017 di Fondazione ISMU, si tratta di circa 400 mila persone.

Gli stranieri regolari in Italia sono quindi circa 5,4 milioni. Si tratta della pattuglia di stranieri in Italia più stabile, ed è un dato che comprende anche i rifugiati, che sono una componente stabile della presenza di stranieri in Italia. Come abbiamo visto qui, i rifugiati sono 147 mila.

Ai 5,4 milioni sfuggono invece tre categorie di migranti: i richiedenti asilo, coloro che sono appena arrivati e non rientrano ancora nelle statistiche, e i migranti irregolari, volgarmente detti clandestini.

Stranieri in Italia: i richiedenti asilo

Il numero di richiedenti asilo presente in Italia è difficile da stabilire con certezza. Conosciamo le richieste di asilo annue, ma non quante di queste richieste di asilo siano state effettivamente evase (ci vuole un anno, in alcuni casi due). Non sappiamo quindi quante di queste richieste di asilo siano ancora tali, oppure si sono trasformate in qualcos altro (rifugiati, per chi ha risposta positiva, o migranti irregolari, per chi ottiene risposta negativa).

Un modo credibile per farsi un’idea dei richiedenti asilo presenti in Italia è considerare il numero di persone attualmente presente nel sistema di accoglienza dello Stato italiano, che include le persone ospitate nei diversi centri di accoglienza e nel sistema Sprar di accoglienza diffusa. Sono circa 200 mila, secondo i dati riportati dal Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017, aggiornati al 15 luglio 2017.

Non tutti sono richiedenti asilo, alcuni sono già rifugiati (e rientrano dunque nelle statistiche fornite sopra), altri sono migranti irregolari, ospitati nei Cie in attesa di espulsione. Per la difficoltà di scorporare dai 200 mila chi appartiene a una categoria e chi a un’altra, facciamo finta che siano tutti richiedenti asilo.

Il dato è credibile se consideriamo che nel 2016 in Italia ci sono state 123 mila domande di asilo, altre 83 mila nel 2015, oltre alle circa 77 mila arrivate nei primi sei mesi del 2017.

In tutto circa 280 mila persone, di cui è credibile che una parte sia già uscita dal sistema perché ha avuto un riscontro alla domanda oppure perché ha lasciato l’Italia di sua spontanea volontà.

Se sommiamo i 200 mila stranieri in Italia presenti nelle strutture di accoglienza ai 5,4 milioni di immigrati regolari presenti in Italia, siamo a circa 5,6 milioni di persone.

Stranieri in Italia: gli irregolari

Non è finita. Molti obietteranno: “già, ma i clandestini?”, ipotizzando spesso numeri sovrastimati di clandestini, o meglio di immigrati irregolari presenti in Italia.

In effetti si tratta del dato più difficile da ottenere. Naturalmente non c’è un registro degli immigrati irregolari, e non abbiamo quindi un numero ufficiale e certificato. Abbiamo solo stime.

Le stime più attendibili ed aggiornate sono quelle elaborate dalla Fondazione ISMU nel suo già citato Rapporto annuale sulle Migrazioni. L’ultimo dato disponibile, riferito al 1 gennaio 2017, parla di una stima di 491 mila immigrati irregolari presenti in Italia, il 9-10% degli stranieri regolari.

Stranieri in Italia: il totale

Eravamo rimasti a 5,6 milioni di stranieri in Italia, di cui 5 milioni di immigrati residenti, 400 mila regolari non residenti e circa 200 mila richiedenti asilo. Se a questo punto aggiungiamo i quasi 500 mila irregolari otteniamo un dato di circa 6 milioni, il 10% della popolazione.

Ci sono molti commenti che si possono fare a questo dato, che non è frutto di una ricerca scientifica mirata, ma di una raccolta di dati provenienti da fonti diverse e raccolti in tempi diversi.

È frutto, certamente, di una progressiva stabilizzazione del fenomeno migratorio. Sempre più stranieri diventano italiani acquisendo la cittadinanza. Se dovessimo considerarli, il numero di stranieri residenti in Italia sfiorerebbe i 6 milioni, e quello totale i 7 milioni. Ma giustamente non li consideriamo, perché sono cittadini italiani.

È frutto, quindi, ed è inevitabile che sia così, di una concezione dello straniero su cui vale sempre la pena interrogarsi, perché è decisiva su come ci relazioniamo ai fenomeni e alle persone. Non a caso la domanda “chi è lo straniero?” è una delle più affascinanti e ambigue su cui l’uomo si interroga da che ha la facoltà di interrogarsi.

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

43 Comments

  1. Come riportato nello articolo di cui sopra in italia vi sono circa quattrocentomila stranieri che vivono ,lavorano,sono di aiuto alle famiglie delle quali assistono anziani e disablii che altrimenti lo Stato non potrebbe assistere.Questi stessi stranieri regolarizzati potrebbero essere fonte di entrate tributarie e assicurative con benefici per le casse dello stato e dell’ente previdenziale:Ma i nostri polittici ciechi e ottusi nulla fanno per regolarizzare queste persone,utili e facenti parte ormai del nostro tessuto sociale,preferendo confrontarsi fra i diversi partiti sui clandestini che arrivano sui barconi,anzi sulle navi delle O N G, che fungono da taxi del Mediterraneo,che accolgono i profughi sulle loro navi permettendo agli scafisti di ritornare indietro per utilizzare quegli stessi navigli per altri viaggi senza neanche pericoli di arresti.Ma finalmente il Vaso di Pandora è stato scoperto e come conseguenza nessuno sbarco in questi ultimi giorni.Io approvo salvataggi e assistenza alle persone in disagio ,ma condanno che le navi straniere approdino sempre e solo nei porti italimi e non quelli degli stati di cui battono bandiera.Ma si sa che l’ Italia è il ventre mpolle della Europa.con politici senza spina dorsale intenti solo alle loro prebende e altri vantaggi,incuranti degli interessi de popolo italiano,,proni ai politici degli altri stati.Alleluia!!!!

  2. Ma ci vuole tanto a capire che solo l’Italia è “governata” da emeriti folli incapaci irresponsabili, e veri criminali che la stanno distruggendo? TUTTI gli stati europei chiudono le frontiere ai migranti irregolari, compresa la Spagna – quasi interamente circondata dai mari – che lo scorso anno ha accolto solo 1500 richiedenti asilo, mentre l’Italia “buonista” e demenziale ha fatto entrare ben 180.000 migranti via mare nel solo 2016, dietro i quali ci sono le MAFIE dei trafficanti internazionali e degli scafisti, c’è l’Isis e altre organizzazioni terroristiche. E ovvio che ciascuno stato può accogliere SOLO in base alle possibilità di integrare, DARE LAVORO, e offrire alloggi, cibo, ecc., a chi entra. Solo i DEFICIENTI non lo capiscono. Le persone non sono pacchi postali, che puoi ammucchiare in un angolo. I cretini che fanno il paragone con l’immigrazione degli italiani in passato, dimenticano che TUTTI gli stati accoglievano persone che venivano per lavorare. Lo scorso i contribuenti italiani hanno dovuto sborsare 2 miliardi di euro per i migranti, quest’anno il budget è salito a 5. Cosa ci vuole per capire che questo è solo un BUSINESS per le coop dei piddini, sulla pelle di poveracci, e dei contribuenti italiani? Mentre gli italiani dormono in macchina, o campano con 500 euro di pensione, buttano via i soldi per far entrare gente dall’Africa, a spese del contribuente.
    Oltre tutto credono di prendere per fessi gli italiani, dicendo che “salvano vite umane”!! Ma cosa salvano??? ma se lo scorso anno sono annegate in mare oltre 3500 persone, cosa salvano??? Ma mandino i militari a fare i blocchi navali e a rispedire indietro chi arriva coi gommoni, altro che “salvare vite umane”!
    Ma cosa vogliono, la rivoluzione, o un colpo di stato per fermare questo sconcio? In Africa ci sono 1 miliardo di persone, deve prenderseli tutti l’Italia, secondo questi dementi? Oltre tutto basta con questa storia del razzismo, e della solidarietà, o del “populismo”! Ma quale razzismo? L’Italia non può mantenere centinaia di migliaia di persone ogni anno, a spese del contribuente, anche se fossero bionde, con gli occhi azzurri, svedesi o norvegesi. Ma ci vuole tanto per capirlo? Gli svizzeri, i francesi, gli austriaci, gli spagnoli, gli americani, gli australiani, ecc., lo hanno capito. Solo i governanti italiani devono arrivare per ultimi?

      • credo che il problema non sia solo il rapporto migranti/indigeni. Negli USA del 1800 mancava tutto, manodopera sopratutto. Ovvio che il migrante veniva accolto e trovava lavoro. Nel Belgio dei primi del 1900 mancavano minatori e ne accoglievano volentieri da ovunque venissero. La sensazione di “invasione” che percepisce l’italiano è dovuta al fatto che arriva gente priva di professionalità e che si presenta sul mercato accettando pochi euro all’ora distruggendolo completamente (muratori, panettieri, pizzaioli, collaboratori domestici, ecc..). Arrivano da società incompatibili con la nostra che non è pronta a reagire alla violenza mostruosa abituale nei paesi dell’est piuttosto che in certe zone del magreb. Tutto questo in un paese che non ha più lacrime per piangere distrutti come siamo stati da una globalizzazione barbara che ha permesso la fagocitazione da parte della cina. Abbiamo una disoccupazione da terzo mondo, il secondo debito pubblico al mondo ma accogliamo tutti i sedicenti migranti economici, i perseguitati politici, religiosi, donne incinta ecc.. la svezia ha meno abitanti della lombrardia e 1.5 volte l’estensione dell’italia. Che confronto è?

  3. Già….noi siamo sempre i fessi….dobbiamo accogliere milioni di africani..figli del boom demografico incentivato dai cattocomunisti

    • Se cerchi i numeri in questo sito, scopri che gli africani sono meno di un milione.
      I cattocomunisti sono una pseudo categoria politica vecchia di trent’anni, difficilmente applicabile all’oggi.

  4. Questa invasione deve finire. Non la vuole nessuno se non il governo attuale e il Papa.
    E’ miope, stolta, non risolve alcun problema. Anzi rappresenta una potenziale polveriera destabilizzante per il nostro paese. Accogliere si ma bisogna subito chiarire il quantum. Non all’infinito. Non siamo l’AMERICA. Che peraltro blinda i propri confini. Siamo un piccolo stato in profonda crisi economica di cui ci si dimentica in modo sfacciato. Sono molto deluso. Non vediamo luce. Se non quelle dei gommoni che invadono le nostre terre. Disperati tra i disperati. Ecco L’Italia attuale. Un Paese senza prospettiva. Senza futuro. Che si è dimenticato dei suoi figli.

    • Lo schiaffo in faccia è che in tantissimi crediamo ciò che hai scritto …. i poteri forti hanno intenzione di continuare per svendere sottocosto l’Italia e noi tutti. La regia è esterna al nostro paese (George Soros ed i suoi simili) … il primo step è affamare gli italiani per ridurre drasticamente il costo della manodopera operaia, così da lavorare per 3 euro/ora e dare la possibilità alle aziende di versare i contributi previdenziali e, forse, di pagare le tasse. Prioritario …. per consentire la continuazione della “specie”

  5. Punterei a considerare come dato vero i 7 milioni di stranieri, compresi coloro che hanno acquisito la cittadinanza. Sinceramente, gli stranieri naturalizzati sono italiani solo sulla carta; per essere italiani bisogna condividere origini storiche comuni e tradizioni che non sono assolutamente proprie di moltissimi extracomunitari.
    Concludendo, l’arrivo di un numero così consistente di stranieri, spesso difficilmente integrabili, in un lasso di tempo così breve ha definitivamente stravolto gli equilibri etnico sociali di questo paese e dei suoi abitanti senza che venisse loro chiesto alcun parere sul fenomeno immigrazione.

    • Buongiorno Federico, grazie del commento. La cittadinanza definisce i confini tra chi fa parte di una comunità amministrativa (lo Stato) e chi no; le modalità per acquisirla sono definite dallo Stato stesso, mi sembra quindi corretto considerare italiani tutti coloro che hanno la cittadinanza italiana, non avendo nessun criterio per decidere chi lo è “solo sulla carta”.

      • Quel che dice è senza dubbio vero, la Repubblica Italiana con le attuali leggi, dico attuali perché sono passibili di modifica in futuro, ha permesso loro l’ottenimento della cittadinanza ma ciò non li rende in alcun modo miei conterranei con cui abbia radici o culture comuni da spartire.

  6. Buongiorno Federico, io già adesso non mi sento conterraneo rispetto a molti italiani considerando che gli ultimi 150 anni sono trascorsi non tanto a costruire radici o culture comuni, quanto a smussare le enormi differenze culturali che ancora oggi ci dividono e gli ulti 60 sono trascorsi a risolvere una guerra civile che ancora cova, sempre meno, sotto la cenere. Quindi: le attuali leggi e assetti ammistrativi fanno di noi due connazionali, ma domani (come lei stesso ammette) potrebbe non essere più cosi.

  7. Tutto questo parlare che si fa, sugli immigrati. Noi italiani non siamo razzisti, io dico invece che quando si sbottona un po l’italiano esce fuori il razzismo. Peraltro abbiamo in Italia dei capoccioni che seminano odio da anni e con il loro predicare aggressivo odioso e razzista, le fila dei loro seguaci sono cresciute. Per cui ognuno se la racconta un po come vuole, anche frasi leggermente sdolcinate, ma in fondo ci ritroviamo nella realtà, che il diverso ci da fastidio…

  8. Le nazioni che hanno firmato la convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, conosciuta anche come la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati di guerra che nell’art 31 recita: “Gli Stati Contraenti non prenderanno sanzioni penali, a motivo della loro entrata o del loro soggiorno illegali, contro i rifugiati che giungono direttamente da un territorio in cui la loro vita o la loro libertà erano minacciate nel senso dell’articolo 1, per quanto si presentino senza indugio alle autorità e giustifichino con motivi validi la loro entrata o il loro soggiorno irregolari”. Ora potremmo analizzare se le persone che intendono richiedere lo status giuridico di rifugiato, secondo la suddetta convenzione, possano attraversare una serie di nazioni che vi hanno aderito (si fa prima a menzionare quelle che non sono aderenti) per decidere dove è più conveniente per loro inoltrare questa richiesta quando già la prima nazione sarebbe idonea a salvarli e obbligata a rispettarla. Da alcuni anni si assiste quindi ad alcune anomali: la prima che le persone che entrano in Italia non hanno quindi nessun diritto d’asilo o inoltrato la richiesta nel primo Paese utile. I Siriani, il cui Paese è in guerra, in Italia sono circa un migliaio. Tra tutti, nel biennio 2015-2016 gli arrivi di sesso maschile erano 219.301 e le femmine 41.478 (il 15,9 %) e, un’altra anomalia statistica, che il 94,1% dei minorenni è di sesso maschile e che il 54,3% dei minori ha 17 anni e 27,1% ha 16 anni (ricordo che il minore ha maggiori tutele dell’adulto). Quindi se un soggetto ha 18 o 19 anni ma dichiara di averne 17, per il principio di presunzione della minore età e beneficio del dubbio viene registrato come minore. Se poi, come dice l’articolo, sono 435 mila gli irregolari in Italia, sono 435 mila persone che per vivere devono farlo nell’ombra della legalità e questo deve essere fatto, troppo spesso, a discapito della sicurezza dei cittadini e questo a prescindere chi sia lo straniero.

    • Mi permetto di aggiungere che negli ultimi 20 anni agli italiani sono stata sottoposti numerosi referendum spesso riguardanti argomenti inutili,ma neanche uno sull’immigrazione ovvero un fenomeno che avrebbe pesantemente condizionato la vita economico/sociale degli autoctoni. Quindi, a mio avviso, l’immigrazione in Italia è stata prepotentemente imposta senza che potessimo validamente esprimerci in materia, e ciò è inaccettabile.
      Ci tengo a far presente che 20/30 anni di immigrazione continua in un paese sofferente economicamente non possono non avere conseguenze sul popolo ospitante, popolo che si vede il proprio paese trasformato etnicamente in un lasso di tempo relativamente breve.
      Ritengo che l’esperienza dei fenomeni immigratori, siano essi regolari e non, debbano essere arrestati nei prossimi anni per consentire una pacifica convivenza tra gruppi culturali spesso troppo differenti tra loro.

      • Un referendum su tale argomento avrebbe un esito scontato e con maggioranza imbarazzante. Stranamente alcune persone ritengono che l’Italia abbia il dovere assoluto di dare asilo a tutti gli africani che ne facciano richiesta. Un paese con mille problemi, inefficienze e fragilità, in piena crisi economica e con elevatissima disoccupazione, soprattutto nella fascia d’età della maggioranza dei richiedenti asilo (insolita anomalia statistica) dovrebbe assumersi l’incarico nobile e glorioso di risolvere i problemi sociali dell’Africa anche se ancora non sa bene come risolvere i propri. Se una nazione, la Siria, è in guerra, affermare che tutti i profughi che sbarcano sulle nostre coste scappano allora dalla guerra, è assurdo e illogico quanto l’affermare che poiché milioni di stranieri, prevalentemente dell’est Europeo, ben inseriti nel nostro tessuto sociale, o vuoi per affinità culturali, linguistiche, religiose, educative contribuiscono, dati alla mano, alle necessità ed esigenze del Paese, allora tutti coloro che approdano in Italia con visioni del mondo completamente diverse, contribuiscono al fabbisogno della nazione o lo faranno non appena questo verrà consentito. Invece di incentivare politiche a favore delle nascite di famiglie italiane, si opta per soluzioni cariche di problemi, e sono sotto gli occhi di tutti, sostenendo: “fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”; un conoscente ristoratore mi raccontava, che per una mansione in cucina, si sono presentati italiani laureati in Legge. L’evidenza dei maggiori tassi di disoccupazione tra gli stranieri dice che non c’è lavoro. Questa è già un epoca in cui si sragiona ampiamente a tutti i livelli, basta vedere le politiche economiche “mainstream”, ma lo sport della disconnessione cerebrale sta toccando veramente apici memorabili.

      • Quando va a votare conosce – almeno a grandi linee – le intenzioni sulle politiche migratorie di partiti e coalizioni, così come su tanti altri temi, non credo sia necessario fare referendum, altrimenti cade il senso di avere un sistema parlamentare.
        Altra questione è poi se queste forze politiche riescano a mettere in pratica le intenzioni, visto il fenomeno migratorio ha cause e portata globali.

        • Secondo lei, per quale ragione la Legge Costituzionale, prevede l’istituto referendario se il popolo potrebbe accontentarsi delle scelte di un governo in cui si candida un leader ma poi ne viene nominato un altro, la cui maggioranza ha superato quella degli altri schieramenti per una frazione di percentuale e ai parlamentari è concessa la facoltà di cambiare partito tradendo la volontà dei suoi elettori ? Sono andato a rileggere il programma elettorale dell’attuale partito in carica; l’Italia giusta – Bersani 2013: “La prossima legislatura dovrà affrontare tre compiti decisivi. Guidare l’economia fuori dalla crisi. Ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Rilanciare l’unità e l’integrazione politica dell’Unione Europea”. Tra i temi elencati dal programma: lavoro, giustizia, l’Europa e i conti, politica industriale, infrastruttura e ambiente, agenda digitale, pubblica amministrazione, liberalizzazioni, fisco, pensioni, donne, riforme istituzionali e costi politica, antitrust e conflitto di interessi, diritti, sanità, sicurezza, scuola, università e ricerca, mezzogiorno, difesa, sociale e infine cultura, non vi è menzione alcuna riguardo alle politiche migratorie come le stiamo subendo. Unico riferimento a tale riguardo: “Dom: Quali sono le principali proposte del PD in tema di diritti civili ? Primo atto del nuovo governo di centrosinistra sarà una nuova norma sulla cittadinanza per i figli degli immigrati nati e che studiano in Italia”, e “Dom: Cambierete la politica rispetto all’immigrazione ? Rendendo impossibile la regolarità, la destra ha di fatto favorito la clandestinità. Occorre voltare pagina e avviarci verso una legislazione saldamente ancorata alla migliore tradizione europea”. E’ singolare che, come sostiene lei, “a grandi linee” non ci sia alcun riferimento allo stato di cose a cui attualmente tutti assistono in materia migratoria; che la “migliore tradizione Europea” abbia di fatto abbandonato il nostro Paese a gestire un problema sfuggito di mano con quasi mezzo milione di persone che non dovrebbero stare sul territorio e che devono arrangiarsi e come è altrettanto singolare che proprio con un programma di sinistra che accusa la destra di aver favorito la clandestinità si stia discutendo, proprio in questo forum sul tema “Eliminazione del reato di clandestinità: com’è andata a finire?”.

  9. Basta arrovellarsi il cervello con numeri, statistiche e dati. Si conceda la cittadinanza ad ognuno di questi 6 milioni ed abbiamo risolto la questione. Avremmo un tasso di immigrazione allo 0% e nessuno si potra’ piu’ lamentare….

    • A prescindere dal fatto che lo status di cittadinanza, e mi permetto, diverso dalla nazionalità, non significa automatismo d’integrazione e la soluzione dei problemi. Mi è difficile comprendere cosa impedirebbe a tutte le persone del mondo, di migrare in Italia, in Europa, se si desse la cittadinanza a coloro, i quasi sei milioni, di stranieri residenti da tempo sul territorio.

  10. se la presenza di stranieri completamente diversa dai cittadini residenti che a loro volta siano di origine secolare autoctona supera o raggiunge il 15%, allora il razzismo e l’odio contro l’allogeno è cosa automatica. E’ una legge incontrovertibile e già sperimentata. Le parole non servono a nulla, e nemmeno cambiare i vocaboli per almanaccare e teorizzare astrattamente. La realtà umanissima è che nessuno vuole privarsi del proprio per regalarlo al suo prossimo, e figuriamoci per questi decisamente diversi per cultura e razza…Di fatto solo con le armi e la violenza, i Barbari dell’antichità poterono entrare e prendersi le terre dei residenti in Italia. Se poi consideriamo che questi allogeni stranieri sono imbelli e disarmati e hanno solo la bocca per pretendere e urlare i loro diritti inventati e inaccettabili per il paese invaso da loro, si può già immaginare la fine che faranno. Sono appoggiati e imposti da una minoranza, mancano le strutture integrative, e manca anche l’ampiezza geografica, per non dire che non esiste richiesta delle loro professionalità inesistenti…

    • Salve Cicero, ma da dove arriva questo dato del 15%? E se anche fosse (ma non è, perché come detto nell’articolo la presenza straniera è al 10%), si tratta di una popolazione molto eterogenea, che comprende anche persone che risiedono in Italia da moltissimi anni, compresi 1,5 milioni di cittadini di paesi membri dell’Unione Europea. Insomma, dovrebbe cercare di definire meglio a chi si riferisce quando parla di “stranieri completamente diversi” o “questi decisamente diversi per cultura e razza”, poi potremo capire quante sono queste persone “allogene”.

  11. alcuni numeri: gli Italiani in Italia sono circa 60 milioni e gli stranieri poco più di 5 milioni. Dati ISTAT dicono che i ladri presi sono per il 54% stranieri …… i numeri fanno brutto ……..poi chiaro, i 5 milioni di stranieri calcolati sono residenti e non si può dire che il 54% di loro è fatto da ladri, anche perchè ci sono poi stranieri di passaggio (vacanza,lavoro, asilo polito, migranti irregolari ecc ecc) ma i numeri fanno comunque pensare Cit: “””””5,6 milioni di stranieri in Italia, di cui 5 milioni di immigrati residenti, 400 mila regolari non residenti e circa 200 mila richiedenti asilo. Se a questo punto aggiungiamo i 435 mila irregolari otteniamo un dato di circa 6 milioni, il 10% della popolazione”””” si potrebbe dire che da quel 10% di popolazione complessiva straniera, viene il 54% dei furti in Italia. se qualcuno vuol correggere…

    tuttitalia.it/statistiche/cittadini-stranieri-2017/
    ilgiornaleditalia.org/news/cronaca/862792/Furti-in-casa–il-54.html
    ilgiornale.it/news/cronache/ogni-furto-appartamento-ai-ladri-solo-46-ore-carcere-1381072.html

    • Salve Antonio, intanto il dato che lei cita non è dell’ISTAT ma del CENSIS. Fa poi riferimento al 2013, quindi inizia a essere un po’ vecchiotto. In terzo luogo, fa riferimento solo ai furti in abitazione, mentre tutte (o quasi) le altre tipologie di reato sono in diminuzione. Va poi chiarito che il dato del 54% fa riferimento ai denunciati a piede libero, che sono stati cioè identificati. Parliamo di 15.000 persone, su un totale di 250.000 furti nel 2013. Di queste 15.000 persone, circa 8.000 sono di nazionalità straniera. Parliamo quindi di 8.000 persone su un totale, abbiamo detto, di 6.000.000 di stranieri presenti in Italia.

  12. ….di tutti i ladri , viene preso solo il 3%, il restante 97% sfugge all’arresto e la fa franca, quindi per completezza aggiungo che la statistica parte da un campione piccolo e cioè quel 3%, che come detto è fatto a sua volta dal 54% di stranieri….se li prendessero tutti, potrebbe ovviamente cambiare il dato statistico e pendere più da una parte o dall’altra…. però diversamente non si può fare, perchè, ci tengo a sottolineare di nuovo, che ogni fine serata il 97% di ladri si fa una risata a casa tra la refurtiva!!

    • In Germania la fondazione Otto Brunner, in uno studio del 2017, ha evidenziato come i media hanno censurato e manipolato la realtà sui crimini commessi dagli stranieri per evitare “allarmismo sociale” e “avversione nei confronti degli stranieri”. Ma vediamo in Italia, 31 luglio 2017, sul tavolo di Marco Minniti c’è la radiografia dei reati degli stranieri. Sul totale delle «segnalazioni riferite a persone denunciate/arrestate» nel periodo 1° agosto 2016-31 luglio 2017 (dati del Viminale «non consolidati»), pari a 839.496, quelle che riguardano stranieri sono 241.723. La percentuale è del 28,8%. Poco differente dal 30% dei dodici mesi precedenti. Il sociologo Luca Ricolfi, esperto di analisi dei dati, il 29 settembre 2017 afferma che gli stranieri, in proporzione alla popolazione straniera regolare residente delinquono circa 6 volte più degli italiani, mentre i reati commessi dagli stranieri irregolari è di oltre 40 volte quella degli italiani. L’associazione Antigone il 15 novembre 2017, nel suo IV rapporto, evidenzia che i minori stranieri detenuti nelle carceri sono la maggioranza assoluta con il 53,5%, i dati ISTAT dicono che i minori in fascia di età 14-18 italiani sono 2.074.334 mentre quelli stranieri 167.578, ovvero gli stranieri sono 12 volte meno. Infine sempre l’ISTAT dice che i reati denunciati sono in calo in valore assoluto, anche perché le persone scoraggiate non denunciano i reati (è sempre l’ISTAT a dirlo) ma sono notevolmente aumentati i furti nelle case, lo sfruttamento della prostituzione straniera ad opera di stranieri e gli scippi. Per averne conferma, basta leggere un qualsiasi giornale di cronaca locale: gli articoli di reati di microcriminalità causati da stranieri sono una schiacciante maggioranza assoluta.

        • L’articolo che posta evidenzia una relazione tra periodi storici differenti ponendo in relazione l’andamento di soli 5 reati gravi, tra cui l’omicidio, le rapine e i sequestri di persona, in diminuzione, con il numero degli stranieri regolari in Europa e ripeto regolari. Non ci vuole neppure molto a capire che se l’intenzione è appropriarmi di beni altrui in modo illegale (furti in casa, scippo) o gestire mercati illegali (droga, prostituzione, contrabbando) solo un pazzo arriverebbe a uccidere, reato per cui migliaia di forze dell’ordine verrebbero destinate per trovare il colpevole come lo stato per Igor detto “il russo” o il sequestrare una persona con l’impossibilità di ottenere il riscatto in virtù del blocco dei beni patrimoniali della famiglia del sequestrato. Stiamo quindi esaminando e parlando di due cose completamente diverse: lei cita un articolo che esamina alcuni reati, e sono 5, che fisiologicamente sono in calo indipendentemente dalla presenza o meno degli stranieri (gli omicidi e sequestri di persona sono in calo anche in Giappone e Ungheria dove la presenza di stranieri è quasi nulla). Io riporto l’andamento di altri reati, e sono centinaia, che sono fortemente correlati dalla presenza di stranieri ed è quello che è stato evidenziato da Ricolfi, dall’ISTAT, dall’associazione Antigone e viene evidenziato dalla cronaca dei giornali ogni giorno. Lei si riferisce a stranieri regolari – residenti e inseriti nel tessuto sociale – la cronaca e i dati ma me riportati contemplano centinaia di migliaia di altri stranieri non regolari, che sono aumentati esponenzialmente, solo negli ultimi 3 – 4 anni e che aumenterano. Lei evidenzia un calo degli omicidi quanto il numero di questi nel 2015 è stato di 468 (compresi quelli stradali), io evidenzio un aumento significativo dei reati come i furti in casa dell’ordine di centinaia di migliaia.

  13. Fabio se istat o censis o qualsiasi altro cambia poco (i numeri sono numeri) secondo volevo far riferimento ai furti che sono numerosissimi, terzo il dato di fatto è che i ladri da appartamento (detti anche parassiti) sono composti maggiormente da stranieri…. quarto, fa impressione vedere che ci sono più ladri in 6 milioni di immigrati che in 60 milioni di italiani ….. come riporta “lettore 314” gli stranieri delinquono 6 volte più degli Italiani, qui mi darete sicuramente del razzista (oggi va di moda)

  14. che “i barbari” presero le terre dei residenti in italia è vero, ma è anche vero che esattamente lo stesso fecero, prima, i romani, perlomeno dalle mie parti (nordest della penisola).

  15. In Svezia ci sono tanti profughi, ma nessun cittadino svedese può dire di ricevere dallo stato meno di uno di loro. Da noi invece gli stranieri sistematicamente “scavalcano la fila” passando avanti nell’ assegnazione delle case popolari, negli asili, assorbendo risorse nella sanità e incidendo fortemente sulla spesa sociale (assegni familiari, contributi comunali, caritas ecc.). Sottraggono risorse proprio agli italiani più poveri. Gli stranieri inoltre incidono pesantemente sulla spesa carceraria e sui costi dell’ ordine pubblico. A conti fatti, costano di più di quello che rendono alla nazione. Causano disordine e spesso sono arroganti e presuntuosi. Questo è quello che vedono gli Italiani. Poi c’è chi non vuole vedere, e nega l’ evidenza.

    • Antonio, a mia conoscenza c’è un’unanimità delle ricerche nel determinare con chiarezza che la migrazione apporta di più di quello che costa. La ricchezza generata e l’apporto al sistema di welfare di chi produce ricchezza è superiore alla spesa che lo Stato sostiene per la gestione del fenomeno migratorio.

      • il termine “migrazione” è troppo generico per poterne fare analisi serie. occorre prima definire con maggior precisione il suo significato. le “emigrazioni” italiane dei primi del ‘900 (così come quelle odierne) hanno indubbiamente generato ricchezza nei paesi di arrivo (francia, germania, svizzera, americhe), così come le “immigrazioni” degli africani nei decenni scorsi, caratterizzate da migranti “economici” che arrivarono in italia, prima della crisi, quando l’italia aveva bisogno di manodopera. le “migrazioni” attuali comprendono persone che fuggono da zone di guerra e persone che fuggono dalla miseria; poiché l’italia non è in grado di assorbire manodopera, costoro non producono “ricchezza”; ciò non togllie che, per motivi umanitari (e non di interesse economico), l’italia (ma anche il resto dell’europa!) debbano intervenire sul fenomeno.

    • 7000? sicuro? ma… sicuro sicuro? a pordenone (50.000 abitanti) sono stimati 1.000. impossibile che nel rsto d’italia ce ne siano solo 5.000.

  16. I contributi e la ricchezza generata da 10.000 soggetti italiani e stranieri in virtù del loro basso reddito e che usufruiscono molto del welfare (alloggi e utenze a spese del comune, sanità e altri servizi gratuiti per basso ISEE, minori possibilità di mobilità occupazionale) è molto inferiore a quella generata da 10.000 soggetti italiani e stranieri che usufruiscono di meno welfare (niente alloggi popolari, ISEE più alto e quindi servizi più costosi, maggiori possibilità di impiego). Se estende i contributi e la ricchezza generata da 40 milioni di soggetti italiani e stranieri con basso reddito paragonata a quella di 10 milioni di reddito più elevato non c’è più equilibrio (soprattutto se coloro potenzialmente da reddito più elevato, i giovani laureati, migrano a loro volta in altre nazioni). Quindi, secondo lei, importare 2,5 o 10 milioni (qual è il limite se ne esiste uno) di stranieri, soprattutto in carenza di lavoro (perché se non dovesse saperlo la disoccupazione tra stranieri è più alta di quella tra italiani) a cui deve essere garantito un welfare dignitoso, comporta un aumento di ricchezza globale per una nazione? Se, come sostiene lei, è più la ricchezza aggregata che generano di quella che ricevono, perché le nazioni come la Germania, l’Austria, la Spagna, l’Ungheria, la Francia, l’Italia… litigano sul chi deve tenerseli? Perché allora non farne venire 100 milioni in Italia? Avremmo, come sostiene lei, un surplus di reddito tale da pagare il debito pubblico in pochi anni.

  17. Buongiorno Federico, posso chiedere secondo lei quante generazioni occorrono, dato che la seconda non è sufficiente, affinché un cittadino possa essere considerato italiano anche da un punto di vista identitario, oltre che “sulla carta”?
    Grazie

    • A mio avviso ritengo che siano processi di difficile attuazione. Fermo restando che alcune culture, ed in particolar modo quella Islamica, non sono facilmente integrabili in un tessuto sociale occidentale, prendo ad esempio i Sud-tirolesi; ancora oggi, dopo un secolo di annessione non si sentono Italiani, bensì cittadini di cultura Austriaca.
      Non si cancella ciò che si rappresenta culturalmente ed etnicamente semplicemente formalizzando un documento di cittadinanza.
      Suvvia, cerchiamo di non mentire a noi stessi! Riteniamo forse che il modello Francese o Svedese di integrazione sia vincente, efficace? Direi proprio di no.

  18. qiuale sarebbe la identità di tradizioni e cultura che accomuna un bresciano con un siciliano ? e un sardo di lingua catalana con un pugliese ? queste categorie che cercate di far passare non hanno fondamento. Voglio ricordare tra l’altro che in Itala vi sono numerose minoranze linguistiche : Sloveni, ladini, tedeschi, catalani, arbresch (albanese antico), griki (greco antico), aostani (lingua d’oc), … e il Sardo non è una lingua a parte ? il bresciano… ecc , durante la prima guerra mondiale gli italiani spesso si sparavano a vicenda perchè sembrava avessero di fronte degli stranieri, e questo riguarda semplicemente la lingua. Vogliamo parlare delle tradizioni culturali, che alcuni chiamano folklore ? in tutto il meridione vi sono riti religiosi di origine spagnola che nel nord italia non esistono. E la cucina ? solo attraverso l’emigrazione dei meridionali verso il nord c’è stata una diffusione anche al nord della cucina meridionale e adesso si parla di cucina italiana, sapete che tutta la pasticceria siciliana è di origine araba ? vero ?… amici cari il razzismo si alimenta di ignoranza e di stupidità ! vi informo che il kebab e il kus kus sono ormai parte della nostra cucina. la diversità è ricchezza, le comunità chiuse da sempre sono deperite. Questo non vuol dire che il fenomeno migratorio non vada governato ma certo non alimentando il razzismo-

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