Quanti sono, in tutto, gli stranieri in Italia?

di
stranieri in italia
@Indrek Torilo

I dati disponibili sugli stranieri in Italia sono parziali e frammentati. Vengono riportati, in separata sede, gli immigrati residenti, i rifugiati, i richiedenti asilo, gli appena sbarcati, i migranti irregolari. Manca però un numero complessivo.

È una carenza che lascia spazio a obiezioni, incomprensioni, rilanci più o meno strumentali. Riporto i dati sugli immigrati residenti in Italia, e prontamente qualcuno obietta: “sì, ma quelli che arrivano a Lampedusa?”. Aggiorno i dati dei migranti in arrivo nell’anno in corso, ed è subito un “e quelli che sono già in Italia?”. Commento i dati sui rifugiati presenti in Italia, e subito si leva il coro:

Sì, ma i clandestini?

L’obiettivo di questo articolo è proprio questo: superare la parzialità dei dati disponibili per arrivare a un dato sugli stranieri in Italia che tenga conto di tutti. I regolari e gli irregolari, i rifugiati e i migranti economici, chi è in Italia da trent’anni e chi da due giorni.

E lo diamo subito, questo numero. Gli stranieri in Italia sono, in tutto, circa 6 milioni. È un numero non preciso, perché è impossibile ottenere un numero preciso, ed è un numero che varia in base a quali dati si considerano e a come si interpretano. Ma è un numero credibile.

Stranieri in Italia: i regolari

Per costruire questo dato, partiamo dagli immigrati residenti in Italia, che sono 5.029.000 secondo gli ultimi dati Istat aggiornati al 1 gennaio 2017. Questo è un dato preciso, perché si contano le persone registrate alle anagrafi comunali che hanno una cittadinanza diversa da quella italiana.

Nel dato sono compresi tutti gli stranieri, incluse le persone provenienti da altri paesi dell’Unione Europea. Gli stranieri non comunitari, quelli che nell’immaginario collettivo sono percepiti come i “veri stranieri”, sono circa 3 milioni 500 mila.

Agli stranieri regolari residenti vanno aggiunti gli stranieri regolari ma non residenti, che hanno cioè un regolare permesso di soggiorno ma non sono iscritti all’anagrafe di nessun comune italiano. Secondo i calcoli del Ventiduesimo Rapporto sulle Migrazioni 2016 di Fondazione ISMU, si tratta di 410 mila persone (dato riferito al 1 gennaio 2016).

Gli stranieri regolari in Italia sono quindi circa 5,4 milioni. Si tratta della pattuglia di stranieri in Italia più stabile, ed è un dato che comprende anche i rifugiati, che sono una componente stabile della presenza di stranieri in Italia. Come abbiamo visto qui, i rifugiati sono 118 mila.

Ai 5,4 milioni sfuggono invece tre categorie di migranti: i richiedenti asilo, coloro che sono appena arrivati e non rientrano ancora nelle statistiche, e i migranti irregolari, volgarmente detti clandestini.

Stranieri in Italia: i richiedenti asilo

Il numero di richiedenti asilo presente in Italia è difficile da stabilire con certezza. Conosciamo le richieste di asilo annue, ma non quante di queste richieste di asilo siano state effettivamente evase (ci vuole un anno, in alcuni casi due). Non sappiamo quindi quante di queste richieste di asilo siano ancora tali, oppure si sono trasformate in qualcos altro (rifugiati, per chi ha risposta positiva, o migranti irregolari, per chi ottiene risposta negativa).

Un modo credibile per farsi un’idea dei richiedenti asilo presenti in Italia è considerare il numero di persone attualmente presente nel sistema di accoglienza dello Stato italiano, che include le persone ospitate nei diversi centri di accoglienza e nel sistema Sprar di accoglienza diffusa. Sono 174 mila, secondo i dati del Ministero dell’Interno aggiornati al 20 marzo 2017.

Non tutti sono richiedenti asilo, alcuni sono già rifugiati (e rientrano dunque nelle statistiche fornite sopra), altri sono migranti irregolari, ospitati nei Cie in attesa di espulsione. Per la difficoltà di scorporare dai 174 mila chi appartiene a una categoria e chi a un’altra, facciamo finta che siano tutti richiedenti asilo.

Il dato è credibile se consideriamo che nel 2016 in Italia ci sono state 123 mila domande di asilo, altre 83 mila nel 2015, oltre alle circa 18 mila arrivate nel 2017 al 20 marzo.

In tutto circa 220 mila persone, di cui è credibile che una parte sia già uscita dal sistema perché ha avuto un riscontro alla domanda oppure perché ha lasciato l’Italia di sua spontanea volontà.

Se sommiamo i 174 mila stranieri in Italia presenti nelle strutture di accoglienza ai 5,4 milioni di immigrati regolari presenti in Italia, siamo a circa 5,6 milioni di persone.

Stranieri in Italia: gli irregolari

Non è finita. Molti obietteranno: “già, ma i clandestini?”, ipotizzando spesso numeri sovrastimati di clandestini, o meglio di immigrati irregolari presenti in Italia.

In effetti si tratta del dato più difficile da ottenere. Naturalmente non c’è un registro degli immigrati irregolari, e non abbiamo quindi un numero ufficiale e certificato. Abbiamo solo stime.

Le stime più attendibili ed aggiornate sono quelle elaborate dalla Fondazione ISMU nel suo già citato Rapporto annuale sulle Migrazioni. L’ultimo dato disponibile, riferito al 1 gennaio 2016, parla di una stima di 435 mila immigrati irregolari presenti in Italia, l’8% degli stranieri regolari.

Stranieri in Italia: il totale

Eravamo rimasti a 5,6 milioni di stranieri in Italia, di cui 5 milioni di immigrati residenti, 400 mila regolari non residenti e circa 200 mila richiedenti asilo. Se a questo punto aggiungiamo i 435 mila irregolari otteniamo un dato di circa 6 milioni, il 10% della popolazione.

Ci sono molti commenti che si possono fare a questo dato, che non è frutto di una ricerca scientifica mirata, ma di una raccolta di dati provenienti da fonti diverse e raccolti in tempi diversi.

È frutto, certamente, di una progressiva stabilizzazione del fenomeno migratorio. Sempre più stranieri diventano italiani acquisendo la cittadinanza. Se dovessimo considerarli, il numero di stranieri residenti in Italia sfiorerebbe i 6 milioni, e quello totale i 7 milioni. Ma giustamente non li consideriamo, perché sono cittadini italiani.

È frutto, quindi, ed è inevitabile che sia così, di una concezione dello straniero su cui vale sempre la pena interrogarsi, perché è decisiva su come ci relazioniamo ai fenomeni e alle persone. Non a caso la domanda “chi è lo straniero?” è una delle più affascinanti e ambigue su cui l’uomo si interroga da che ha la facoltà di interrogarsi.

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Si gingilla a decifrare le trame della società, scartabellando dati e raggranellando storie. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. [email protected]

23 Comments

  1. Come riportato nello articolo di cui sopra in italia vi sono circa quattrocentomila stranieri che vivono ,lavorano,sono di aiuto alle famiglie delle quali assistono anziani e disablii che altrimenti lo Stato non potrebbe assistere.Questi stessi stranieri regolarizzati potrebbero essere fonte di entrate tributarie e assicurative con benefici per le casse dello stato e dell’ente previdenziale:Ma i nostri polittici ciechi e ottusi nulla fanno per regolarizzare queste persone,utili e facenti parte ormai del nostro tessuto sociale,preferendo confrontarsi fra i diversi partiti sui clandestini che arrivano sui barconi,anzi sulle navi delle O N G, che fungono da taxi del Mediterraneo,che accolgono i profughi sulle loro navi permettendo agli scafisti di ritornare indietro per utilizzare quegli stessi navigli per altri viaggi senza neanche pericoli di arresti.Ma finalmente il Vaso di Pandora è stato scoperto e come conseguenza nessuno sbarco in questi ultimi giorni.Io approvo salvataggi e assistenza alle persone in disagio ,ma condanno che le navi straniere approdino sempre e solo nei porti italimi e non quelli degli stati di cui battono bandiera.Ma si sa che l’ Italia è il ventre mpolle della Europa.con politici senza spina dorsale intenti solo alle loro prebende e altri vantaggi,incuranti degli interessi de popolo italiano,,proni ai politici degli altri stati.Alleluia!!!!

  2. Ma ci vuole tanto a capire che solo l’Italia è “governata” da emeriti folli incapaci irresponsabili, e veri criminali che la stanno distruggendo? TUTTI gli stati europei chiudono le frontiere ai migranti irregolari, compresa la Spagna – quasi interamente circondata dai mari – che lo scorso anno ha accolto solo 1500 richiedenti asilo, mentre l’Italia “buonista” e demenziale ha fatto entrare ben 180.000 migranti via mare nel solo 2016, dietro i quali ci sono le MAFIE dei trafficanti internazionali e degli scafisti, c’è l’Isis e altre organizzazioni terroristiche. E ovvio che ciascuno stato può accogliere SOLO in base alle possibilità di integrare, DARE LAVORO, e offrire alloggi, cibo, ecc., a chi entra. Solo i DEFICIENTI non lo capiscono. Le persone non sono pacchi postali, che puoi ammucchiare in un angolo. I cretini che fanno il paragone con l’immigrazione degli italiani in passato, dimenticano che TUTTI gli stati accoglievano persone che venivano per lavorare. Lo scorso i contribuenti italiani hanno dovuto sborsare 2 miliardi di euro per i migranti, quest’anno il budget è salito a 5. Cosa ci vuole per capire che questo è solo un BUSINESS per le coop dei piddini, sulla pelle di poveracci, e dei contribuenti italiani? Mentre gli italiani dormono in macchina, o campano con 500 euro di pensione, buttano via i soldi per far entrare gente dall’Africa, a spese del contribuente.
    Oltre tutto credono di prendere per fessi gli italiani, dicendo che “salvano vite umane”!! Ma cosa salvano??? ma se lo scorso anno sono annegate in mare oltre 3500 persone, cosa salvano??? Ma mandino i militari a fare i blocchi navali e a rispedire indietro chi arriva coi gommoni, altro che “salvare vite umane”!
    Ma cosa vogliono, la rivoluzione, o un colpo di stato per fermare questo sconcio? In Africa ci sono 1 miliardo di persone, deve prenderseli tutti l’Italia, secondo questi dementi? Oltre tutto basta con questa storia del razzismo, e della solidarietà, o del “populismo”! Ma quale razzismo? L’Italia non può mantenere centinaia di migliaia di persone ogni anno, a spese del contribuente, anche se fossero bionde, con gli occhi azzurri, svedesi o norvegesi. Ma ci vuole tanto per capirlo? Gli svizzeri, i francesi, gli austriaci, gli spagnoli, gli americani, gli australiani, ecc., lo hanno capito. Solo i governanti italiani devono arrivare per ultimi?

      • credo che il problema non sia solo il rapporto migranti/indigeni. Negli USA del 1800 mancava tutto, manodopera sopratutto. Ovvio che il migrante veniva accolto e trovava lavoro. Nel Belgio dei primi del 1900 mancavano minatori e ne accoglievano volentieri da ovunque venissero. La sensazione di “invasione” che percepisce l’italiano è dovuta al fatto che arriva gente priva di professionalità e che si presenta sul mercato accettando pochi euro all’ora distruggendolo completamente (muratori, panettieri, pizzaioli, collaboratori domestici, ecc..). Arrivano da società incompatibili con la nostra che non è pronta a reagire alla violenza mostruosa abituale nei paesi dell’est piuttosto che in certe zone del magreb. Tutto questo in un paese che non ha più lacrime per piangere distrutti come siamo stati da una globalizzazione barbara che ha permesso la fagocitazione da parte della cina. Abbiamo una disoccupazione da terzo mondo, il secondo debito pubblico al mondo ma accogliamo tutti i sedicenti migranti economici, i perseguitati politici, religiosi, donne incinta ecc.. la svezia ha meno abitanti della lombrardia e 1.5 volte l’estensione dell’italia. Che confronto è?

  3. Già….noi siamo sempre i fessi….dobbiamo accogliere milioni di africani..figli del boom demografico incentivato dai cattocomunisti

    • Se cerchi i numeri in questo sito, scopri che gli africani sono meno di un milione.
      I cattocomunisti sono una pseudo categoria politica vecchia di trent’anni, difficilmente applicabile all’oggi.

  4. Questa invasione deve finire. Non la vuole nessuno se non il governo attuale e il Papa.
    E’ miope, stolta, non risolve alcun problema. Anzi rappresenta una potenziale polveriera destabilizzante per il nostro paese. Accogliere si ma bisogna subito chiarire il quantum. Non all’infinito. Non siamo l’AMERICA. Che peraltro blinda i propri confini. Siamo un piccolo stato in profonda crisi economica di cui ci si dimentica in modo sfacciato. Sono molto deluso. Non vediamo luce. Se non quelle dei gommoni che invadono le nostre terre. Disperati tra i disperati. Ecco L’Italia attuale. Un Paese senza prospettiva. Senza futuro. Che si è dimenticato dei suoi figli.

    • Lo schiaffo in faccia è che in tantissimi crediamo ciò che hai scritto …. i poteri forti hanno intenzione di continuare per svendere sottocosto l’Italia e noi tutti. La regia è esterna al nostro paese (George Soros ed i suoi simili) … il primo step è affamare gli italiani per ridurre drasticamente il costo della manodopera operaia, così da lavorare per 3 euro/ora e dare la possibilità alle aziende di versare i contributi previdenziali e, forse, di pagare le tasse. Prioritario …. per consentire la continuazione della “specie”

        • Le allego qualche stralcio tratto da: https://www.enzopennetta.it/2017/08/soros-il-problema-indicibile/ – Mi è difficile capire se tenta di minimizzare gli interventi di Soros oppure non li conosce. Daniel Wedi Korbaria, un eritreo che vive a Roma dal 1995, sulle colonne del sito Media Comunità Eritrea rimanda ad un episodio del 2010 di un offerta fatta da Soros all’allora sindaco Matteo Renzi nello storico edificio delle Murate un centro di rifugio per ‘blogger perseguitati’; dal corriere Fiorentino :” La fondazione Soros ha accettato di aderire al gruppo di lavoro per creare «case rifugio» per i blogger dissidenti. Ventiquattro attivisti, giornalisti del web, che non possono più vivere nei paesi di provenienza perché perseguitati, abiteranno alle Murate, dal 2011. L’Open society institute & Soros Foundation, «braccio armato» (virgolettato nell’originale ndr) del discusso finanziere Soros, negli anni ha finanziato molte associazioni e gruppi indipendenti che lottavano contro i regimi: tra i primi, Solidarnosc in Polonia e il movimento che ha portato alla «rivoluzione delle rose» in Georgia. E ora la fondazione, per bocca del presidente Aryeh Neier, ha accettato di partecipare alla creazione di questo centro.”. Dal sito https://www.opensocietyfoundations.org/explainers/open-society-foundations-italy/it si legge che Soros è il finanziatore : https://www.opensocietyfoundations.org/people/george-soros e ha la capacità di influenzare i media attraverso le numerose testate di livello internazionale da lui controllate (The Guardian, Liberation, Huffington Post, etc…) e con la sua influenza negli ambienti politici, avrebbe appoggiato il sindaco di Firenze nella sua scalata alla Presidenza del Consiglio e in cambio il Presidente (senza passare attraverso elezioni, come gli ultimi predecessori) avrebbe riservato una corsia preferenziale all’agenda della Open Society Foundations, la ONG capofila delle numerose ONG di Soros.
          Poi sarà un complotto…

          http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/servizi-segreti-austriaci-dipartimento-di-stato-usa-e-soros-finanziano-linvasione-delleuropa-29444/

  5. Punterei a considerare come dato vero i 7 milioni di stranieri, compresi coloro che hanno acquisito la cittadinanza. Sinceramente, gli stranieri naturalizzati sono italiani solo sulla carta; per essere italiani bisogna condividere origini storiche comuni e tradizioni che non sono assolutamente proprie di moltissimi extracomunitari.
    Concludendo, l’arrivo di un numero così consistente di stranieri, spesso difficilmente integrabili, in un lasso di tempo così breve ha definitivamente stravolto gli equilibri etnico sociali di questo paese e dei suoi abitanti senza che venisse loro chiesto alcun parere sul fenomeno immigrazione.

    • Buongiorno Federico, grazie del commento. La cittadinanza definisce i confini tra chi fa parte di una comunità amministrativa (lo Stato) e chi no; le modalità per acquisirla sono definite dallo Stato stesso, mi sembra quindi corretto considerare italiani tutti coloro che hanno la cittadinanza italiana, non avendo nessun criterio per decidere chi lo è “solo sulla carta”.

      • Quel che dice è senza dubbio vero, la Repubblica Italiana con le attuali leggi, dico attuali perché sono passibili di modifica in futuro, ha permesso loro l’ottenimento della cittadinanza ma ciò non li rende in alcun modo miei conterranei con cui abbia radici o culture comuni da spartire.

  6. Buongiorno Federico, io già adesso non mi sento conterraneo rispetto a molti italiani considerando che gli ultimi 150 anni sono trascorsi non tanto a costruire radici o culture comuni, quanto a smussare le enormi differenze culturali che ancora oggi ci dividono e gli ulti 60 sono trascorsi a risolvere una guerra civile che ancora cova, sempre meno, sotto la cenere. Quindi: le attuali leggi e assetti ammistrativi fanno di noi due connazionali, ma domani (come lei stesso ammette) potrebbe non essere più cosi.

  7. Tutto questo parlare che si fa, sugli immigrati. Noi italiani non siamo razzisti, io dico invece che quando si sbottona un po l’italiano esce fuori il razzismo. Peraltro abbiamo in Italia dei capoccioni che seminano odio da anni e con il loro predicare aggressivo odioso e razzista, le fila dei loro seguaci sono cresciute. Per cui ognuno se la racconta un po come vuole, anche frasi leggermente sdolcinate, ma in fondo ci ritroviamo nella realtà, che il diverso ci da fastidio…

  8. Le nazioni che hanno firmato la convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, conosciuta anche come la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati di guerra che nell’art 31 recita: “Gli Stati Contraenti non prenderanno sanzioni penali, a motivo della loro entrata o del loro soggiorno illegali, contro i rifugiati che giungono direttamente da un territorio in cui la loro vita o la loro libertà erano minacciate nel senso dell’articolo 1, per quanto si presentino senza indugio alle autorità e giustifichino con motivi validi la loro entrata o il loro soggiorno irregolari”. Ora potremmo analizzare se le persone che intendono richiedere lo status giuridico di rifugiato, secondo la suddetta convenzione, possano attraversare una serie di nazioni che vi hanno aderito (si fa prima a menzionare quelle che non sono aderenti) per decidere dove è più conveniente per loro inoltrare questa richiesta quando già la prima nazione sarebbe idonea a salvarli e obbligata a rispettarla. Da alcuni anni si assiste quindi ad alcune anomali: la prima che le persone che entrano in Italia non hanno quindi nessun diritto d’asilo o inoltrato la richiesta nel primo Paese utile. I Siriani, il cui Paese è in guerra, in Italia sono circa un migliaio. Tra tutti, nel biennio 2015-2016 gli arrivi di sesso maschile erano 219.301 e le femmine 41.478 (il 15,9 %) e, un’altra anomalia statistica, che il 94,1% dei minorenni è di sesso maschile e che il 54,3% dei minori ha 17 anni e 27,1% ha 16 anni (ricordo che il minore ha maggiori tutele dell’adulto). Quindi se un soggetto ha 18 o 19 anni ma dichiara di averne 17, per il principio di presunzione della minore età e beneficio del dubbio viene registrato come minore. Se poi, come dice l’articolo, sono 435 mila gli irregolari in Italia, sono 435 mila persone che per vivere devono farlo nell’ombra della legalità e questo deve essere fatto, troppo spesso, a discapito della sicurezza dei cittadini e questo a prescindere chi sia lo straniero.

    • Mi permetto di aggiungere che negli ultimi 20 anni agli italiani sono stata sottoposti numerosi referendum spesso riguardanti argomenti inutili,ma neanche uno sull’immigrazione ovvero un fenomeno che avrebbe pesantemente condizionato la vita economico/sociale degli autoctoni. Quindi, a mio avviso, l’immigrazione in Italia è stata prepotentemente imposta senza che potessimo validamente esprimerci in materia, e ciò è inaccettabile.
      Ci tengo a far presente che 20/30 anni di immigrazione continua in un paese sofferente economicamente non possono non avere conseguenze sul popolo ospitante, popolo che si vede il proprio paese trasformato etnicamente in un lasso di tempo relativamente breve.
      Ritengo che l’esperienza dei fenomeni immigratori, siano essi regolari e non, debbano essere arrestati nei prossimi anni per consentire una pacifica convivenza tra gruppi culturali spesso troppo differenti tra loro.

      • Un referendum su tale argomento avrebbe un esito scontato e con maggioranza imbarazzante. Stranamente alcune persone ritengono che l’Italia abbia il dovere assoluto di dare asilo a tutti gli africani che ne facciano richiesta. Un paese con mille problemi, inefficienze e fragilità, in piena crisi economica e con elevatissima disoccupazione, soprattutto nella fascia d’età della maggioranza dei richiedenti asilo (insolita anomalia statistica) dovrebbe assumersi l’incarico nobile e glorioso di risolvere i problemi sociali dell’Africa anche se ancora non sa bene come risolvere i propri. Se una nazione, la Siria, è in guerra, affermare che tutti i profughi che sbarcano sulle nostre coste scappano allora dalla guerra, è assurdo e illogico quanto l’affermare che poiché milioni di stranieri, prevalentemente dell’est Europeo, ben inseriti nel nostro tessuto sociale, o vuoi per affinità culturali, linguistiche, religiose, educative contribuiscono, dati alla mano, alle necessità ed esigenze del Paese, allora tutti coloro che approdano in Italia con visioni del mondo completamente diverse, contribuiscono al fabbisogno della nazione o lo faranno non appena questo verrà consentito. Invece di incentivare politiche a favore delle nascite di famiglie italiane, si opta per soluzioni cariche di problemi, e sono sotto gli occhi di tutti, sostenendo: “fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”; un conoscente ristoratore mi raccontava, che per una mansione in cucina, si sono presentati italiani laureati in Legge. L’evidenza dei maggiori tassi di disoccupazione tra gli stranieri dice che non c’è lavoro. Questa è già un epoca in cui si sragiona ampiamente a tutti i livelli, basta vedere le politiche economiche “mainstream”, ma lo sport della disconnessione cerebrale sta toccando veramente apici memorabili.

      • Quando va a votare conosce – almeno a grandi linee – le intenzioni sulle politiche migratorie di partiti e coalizioni, così come su tanti altri temi, non credo sia necessario fare referendum, altrimenti cade il senso di avere un sistema parlamentare.
        Altra questione è poi se queste forze politiche riescano a mettere in pratica le intenzioni, visto il fenomeno migratorio ha cause e portata globali.

        • Secondo lei, per quale ragione la Legge Costituzionale, prevede l’istituto referendario se il popolo potrebbe accontentarsi delle scelte di un governo in cui si candida un leader ma poi ne viene nominato un altro, la cui maggioranza ha superato quella degli altri schieramenti per una frazione di percentuale e ai parlamentari è concessa la facoltà di cambiare partito tradendo la volontà dei suoi elettori ? Sono andato a rileggere il programma elettorale dell’attuale partito in carica; l’Italia giusta – Bersani 2013: “La prossima legislatura dovrà affrontare tre compiti decisivi. Guidare l’economia fuori dalla crisi. Ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Rilanciare l’unità e l’integrazione politica dell’Unione Europea”. Tra i temi elencati dal programma: lavoro, giustizia, l’Europa e i conti, politica industriale, infrastruttura e ambiente, agenda digitale, pubblica amministrazione, liberalizzazioni, fisco, pensioni, donne, riforme istituzionali e costi politica, antitrust e conflitto di interessi, diritti, sanità, sicurezza, scuola, università e ricerca, mezzogiorno, difesa, sociale e infine cultura, non vi è menzione alcuna riguardo alle politiche migratorie come le stiamo subendo. Unico riferimento a tale riguardo: “Dom: Quali sono le principali proposte del PD in tema di diritti civili ? Primo atto del nuovo governo di centrosinistra sarà una nuova norma sulla cittadinanza per i figli degli immigrati nati e che studiano in Italia”, e “Dom: Cambierete la politica rispetto all’immigrazione ? Rendendo impossibile la regolarità, la destra ha di fatto favorito la clandestinità. Occorre voltare pagina e avviarci verso una legislazione saldamente ancorata alla migliore tradizione europea”. E’ singolare che, come sostiene lei, “a grandi linee” non ci sia alcun riferimento allo stato di cose a cui attualmente tutti assistono in materia migratoria; che la “migliore tradizione Europea” abbia di fatto abbandonato il nostro Paese a gestire un problema sfuggito di mano con quasi mezzo milione di persone che non dovrebbero stare sul territorio e che devono arrangiarsi e come è altrettanto singolare che proprio con un programma di sinistra che accusa la destra di aver favorito la clandestinità si stia discutendo, proprio in questo forum sul tema “Eliminazione del reato di clandestinità: com’è andata a finire?”.

  9. Basta arrovellarsi il cervello con numeri, statistiche e dati. Si conceda la cittadinanza ad ognuno di questi 6 milioni ed abbiamo risolto la questione. Avremmo un tasso di immigrazione allo 0% e nessuno si potra’ piu’ lamentare….

    • A prescindere dal fatto che lo status di cittadinanza, e mi permetto, diverso dalla nazionalità, non significa automatismo d’integrazione e la soluzione dei problemi. Mi è difficile comprendere cosa impedirebbe a tutte le persone del mondo, di migrare in Italia, in Europa, se si desse la cittadinanza a coloro, i quasi sei milioni, di stranieri residenti da tempo sul territorio.

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