Che futuro c’è a sinistra del Pd?

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Che futuro c'è a sinistra del Pd

Dopo aver raggiunto la soglia dello sbarramento al 4%, le vicende che hanno caratterizzato i partiti che componevano la Lista Tsipras sono state tutt’altro che incoraggianti.

Prima la polemica scaturita dalla decisione di Barbara Spinelli di non rinunciare al suo seggio una volta eletta, smentendo la promessa fatta agli elettori in campagna elettorale e lasciando Sel senza alcun rappresentante nel Parlamento Europeo. Dopo l’abbandono di alcuni parlamentari dai banchi di Sinistra Ecologia e Libertà in favore di un nuovo gruppo che appoggia in maniera autonoma il Governo Renzi. In tutto questo, la sinistra extra-parlamentare non ha smentito la sua incapacità nel coordinarsi per portare avanti un’opposizione di qualche rilevanza politica e mediatica.

Il sogno di una Sinistra unita nel nome di un leader straniero (vista la poca incisività di quelli nostrani) si è infranta una volta raggiunto l’obiettivo minimo prefissato.

Che futuro c’è a sinistra del Pd?

Quali sono quindi gli scenari possibili, ad oggi, a sinistra del PD?

La Lista Tsipras nel suo complesso rappresenta una parte piuttosto influente nel Parlamento Europeo e le vicende italiane sembrano non pregiudicare l’impegno e il lavoro degli eletti. Bisogna però considerare che le diatribe scaturite dopo le elezioni hanno fortemente minato l’esperienza della Lista nel nostro Paese e appare difficile che le forze politiche che l’hanno sostenuta tornino facilmente a cooperare per future iniziative comuni. Forse un intervento diretto del leader greco potrebbe essere determinante per portare avanti alcune campagne condivise sotto il simbolo della Lista, ma riportare l’entusiasmo ai livelli pre-elezioni appare un’impresa impossibile.

Neanche Sel naviga in buone acque. Con il suo 40% il PD di Renzi ha attratto parte dei suoi parlamentari attirati “dalla opposizione responsabile” e li ha spinti ad abbandonare il gruppo, persuasi che il leader Pd abbia le carte per cambiare qualcosa nel Paese. L’opposizione del partito di Vendola si è quindi trovata decimata, impossibilitata a trovare interlocutori dalla propria parte vista la chiusura politica del M5S e la distanza con la Lega Nord.

Se non vogliono finire come gli ormai ex colleghi extra-parlamentari, ai dirigenti di Sel rimane un’unica strada percorribile: raccogliere attorno a sé tutti gli scontenti della sinistra renziana, come Mineo, Civati e gli altri parlamentari dissidenti, per provare a creare assieme a loro un’alternativa politica valida.

Già in passato si era parlato di un possibile asse Vendola-Civati, ma quest’ultimo aveva rifiutato l’ipotesi di abbandonare il PD e non si è mai andati oltre a delle dichiarazioni di intenti comuni. I dati poco incoraggianti sulla crescita e il calo di popolarità di Renzi in questo periodo potrebbero aprire scenari imprevisti. Questo tipo di iniziativa riuscirebbe forse a raccogliere consensi anche da alcune importanti figure intellettuali che già in passato hanno dato il proprio appoggio alla Lista Tsipras. Vedremo se Vendola, o chi per lui, si dimostrerà capace trasformare Sel in questo centro catalizzatore per una nuova sinistra alternativa a Renzi e al suo governo delle larghe intese.

Le ultime elezioni europee hanno dimostrato che una buona fetta degli elettori italiani non si riconosce in una sinistra che governa con la destra come il Pd di Renzi.

Se Lista Tsipras e Sel dovessero sparire dallo scenario politico nazionale, si aprirà uno spazio piuttosto grande per quella parte di italiani a cui non piace Renzi e per i quali il Movimento 5 Stelle non rappresenta più un’alternativa credibile.

La vera sfida sarà come sempre quella di compattarsi e smetterla con i litigi da cortile e le microdivisioni, cosa che, storicamente, la sinistra italiana non è mai stata in grado di fare.

Immagine| rifondazione.padova.it

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Fiorentino di nascita, nativo digitale e content creator di professione, anche se ancora devo capire in cosa consiste questo mestiere. Da nerd di prima categoria ho scelto di seguire la più emozionante delle mie passioni: la politica.

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