Come difendersi dalle bufale in rete

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Una delle più grandi conquiste ottenute con la diffusione di internet è la possibilità, per ogni individuo, di informarsi liberamente, fare ricerche in modo rapido, confrontare diverse fonti e posizioni e trarre, alla fine, le proprie conclusioni. Esiste però un’altra faccia della medaglia: le bufale in rete.

La possibilità di bypassare i media ufficiali e le loro notizie spesso edulcorate, selezionate o politicizzate, ha favorito la diffusione di blog e siti web che si divertono, con maggiore o minore malizia, a diffondere notizie false.

Sono le cosiddette bufale, o fake per gli anglofili, che si configurano in qualche caso come una vera e propria piaga capace di annullare gli effetti positivi della libertà di auto-informazione.

Solitamente, le bufale in rete sono costruite per meri fini commerciali, cioè per far guadagnare visite ad un sito o condivisioni ad una pagina social, aumentando così gli introiti derivanti dalle visualizzazione dei banner pubblicitari.

Spesso le bufale in rete vengono prodotte anche per diffondere ideologie e disseminare paura e odio, cavalcando fatti di attualità ed emozioni della gente, come nel caso delle notizie inventate che prendono di mira gli immigrati.

Alcuni siti, come il ben noto Lercio, producono invece parodie di bufale, facendosi beffe del mondo ma anche di tanta spazzatura che si diffonde sul web. Qualcuno però finisce per prendere per vere anche queste notizie fatte per divertire.

bufale in rete
tipica parodia di bufala da Lercio.it

Bufale in rete: 5 consigli pratici per difenderci

Il diritto alla libera informazione porta con sé il dovere di verificare le fonti di ogni cosa che leggiamo. È questa la prima regola per difenderci dalle bufale in rete. Concretamente, alcuni semplici accorgimenti possono aiutare noi e i nostri amici meno attenti a diffondere con più cautela certe notizie:

1. Informiamoci prima di condividere link su Facebook. Facebook è l’ambiente più favorevole per il proliferare delle bufale in rete. Dobbiamo quindi fare attenzione a ciò che condividiamo, e dedicare quei due minuti a verificare l’attendibilità delle fonti prima di pubblicare o condividere link.

bufale in rete
tipica bufala da Facebook

2. Consultiamo i siti dedicati alle bufale, come bufale.net e butac.it: oltre a smascherare le false notizie, questi siti offrono un servizio preventivo elencando siti web di dubbia affidabilità da cui dovremmo tenerci lontani.

3. Facciamo attenzione alle reazioni o commenti che facciamo ai link condivisi da altri. Un nostro commento rende infatti visibile un post anche ai nostri amici, come se l’avessimo pubblicato noi, e segnala a Facebook che quell’argomento ci interessa, innescando una reazione a catena per cui potremmo essere sommersi da notizie false e tendenziose.

bufale in rete
…tipo questa

4. Evitiamo di rispondere pubblicamente a commenti di altri utenti che ci infastidiscono, perché otterremmo solo l’effetto di aumentare ulteriormente la visibilità della bufala.

5. Avvisiamo privatamente i nostri amici del loro errore e invitiamoli a rimuovere il post.

Solo prestando queste piccole attenzioni possiamo fare in modo che internet sia effettivamente uno strumento di libera informazione, che ci permette di acquisire maggiore consapevolezza ed aprire gli occhi sul mondo.

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Classe '85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura (ho pubblicato cinque romanzi) ed i videogiochi, non disprezzo fumetti, calcio, cinema e cucina. Eterno bambino, amo la vita e credo che sia troppo breve per non interessarsi a... tutto!

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