L’anno del Barcellona: alti e bassi ma zero tituli

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L'anno del Barcellona-alti e bassi ma zero tituliChe annata pazzesca e indecifrabile per i blaugrana! Proviamo a ricapitolare: prima lo scandalo Neymar, il terremoto in società con le dimissioni del presidente Rosell e l’arrivo del nuovo, Bartomeu; poi i problemi fisici di Messi e i suoi frequenti vomiti prepartita.

C’è la pesantissima squalifica della Fifa per 2 anni che prevede un blocco in entrata e in uscita del calciomercato blaugrana riguardante presunti illeciti commessi dal Barcellona nell’acquisto di calciatori minorenni; poi la revoca della squalifica stessa, fifa passata per il sottoscritto e Fifa ufficiale che fa dietrofront.

Nel mezzo: Puyol che annuncia il ritiro a fine stagione, l’infortunio gravissimo al legamento crociato per il portiere titolare Valdes e quello meno grave ma ugualmente penalizzante per il centrale difensivo Piquè; il Barça che esce nei quarti di Champions schierando l’improbabile e pittoresco Pinto tra i pali e la finale di coppa del Re persa 2-1 contro gli odiatissimi rivali di sempre del Real Madrid. E il finale thrilling in Liga. Perchè, non contento della confusione totale dell’annata, il mio caro Barcellona ha deciso di farmi soffrire fino in fondo, facendomi assaporare goccia dopo goccia l’amaro calice di una stagione a zero “tituli”.

A due giornate dalla fine il Barça è attualmente secondo a 3 punti dall’Atletico che verrà ospitato dai blaugrana nell’ultima giornata. E il Real? Sotto di 2 punti rispetto ai blaugrana con una partita da recuperare, quindi virtualmente secondo se vincesse il recupero. Aiuto.

In ultimo il fatto che più ha sconvolto i tifosi blaugrana: la scomparsa di Tito Villanova, l’allenatore gentiluomo dell’anno scorso e uomo di fiducia di Pep Guardiola ai tempi dell’invincibile Barça.

Il cancro l’ha portato via a soli 45 anni. “Tito per sempre etern” l’omaggio del mondo blaugrana e di tutti i tifosi che non dimenticheranno mai quel volto e quei modi gentili.

Immagine| Sport.es

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Psicologo-psicoterapeuta, da adolescente sognavo di girare il mondo facendo il giornalista dello sport più bello del mondo, il calcio ovviamente, poi sono cresciuto. Eppure eccomi qua!

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