Messi o emesi

di

messi o emesiSi scrive Messi, si legge emesi ovvero vomito. Mai nei 10 anni da tifoso blaugrana avrei pensato di poter scrivere le parole Messi o emesi (vomito) nella stessa frase.

Messi vomita, lo fa spesso durante la settimana, vomita a casa, in privato, lo fa quando si allena e ultimamente pure in partite ufficiali, si veda il video che gira sul web nell’amichevole Romania-Argentina, giocata da Leo con la sua nazionale.

Dice Leo: “Ho fatto tantissimi controlli specialistici, non è risultato niente di anomalo”. Dice il Tata Martino: “Non è una cosa normale, ma non influisce sul suo modo di giocare”. Il mistero si infittisce, di sicuro proprio sereni i fan di Messi non possono stare: perché viene da pensare alle accuse di Fuentes, medico spagnolo, sulla diffusione del doping nel calcio iberico; e perchè viene da pensare alla sindrome di nanismo che a 11 anni è stata diagnosticata a Messi e che è stata debellata con la somministrazione di un ormone della crescita (le onerosissime cure, 750 euro al giorno, furono pagate proprio dal Barcellona che ingaggiò Leo nel 2000).

Si potrebbe aggiungere che la somministrazione di GH (l’ormone per la crescita) avrebbe potuto causare complicazioni cardio-vascolari, ma tant’è. La vicenda rimane sospesa, cause organiche o psicologiche nei frequenti fenomeni di emesi della pulce argentina?

O probabile concomitanza dei due tipi di cause? Frattanto il Barça crolla di nuovo a Valladolid perdendo 1 a 0, facendosi superare al secondo posto dall’Atletico di Simeone e rischiando di scivolare a – 4 dallo straripante Real Madrid di Carletto Ancelotti. Mamma mia, brutto periodo per noi blaugrana. A tempi migliori.

Segnala un errore

Psicologo-psicoterapeuta, da adolescente sognavo di girare il mondo facendo il giornalista dello sport più bello del mondo, il calcio ovviamente, poi sono cresciuto. Eppure eccomi qua!

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

Higuain, io sono già fortunato

Perché può arrivare, restare, partire chiunque. Noi siamo nati a Napoli, e chi pensa sia poco dovrebbe pensarci meglio.
Torna su