10 buoni motivi per NON votare Hillary Clinton

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10 buoni motivi per non votare Hillary Clinton
@Marc Nozell

Leggendo i giornali italiani (ed europei) è davvero difficile trovare posizioni non appiattite sul supporto acritico alla candidatura di Hillary Clinton. Eppure, se la candidata democratica ad oggi viene data da molti sondaggi solo pochi punti avanti al suo competitor repubblicano, qualche motivo per non votarla gli Americani dovranno pure averlo. Mentre la guardi intervenire con occhio assonnato durante il dibattito fra i candidati alla presidenza capita che te ne sovvengano almeno 10:

10) Ne hanno, di ragioni per non votarla, ad esempio, gli elettori del midwest. Nella “Rust Belt” a nord dei Grandi Laghi: (Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin) il NAFTA, l’accordo di libero commercio fortemente voluto dai coniugi Clinton, ha messo in ginocchio un distretto industriale una volta florido. Non è un caso se tutti e quattro gli stati si sono trasformati negli ultimi anni da roccaforti democratiche in bastioni dl repubblicanesimo più intransigente.

9) I coniugi Clinton sono fra gli artefici e i propugnatori anche di un altro trattato di libero scambio, quello trans-pacifico (TPP) per il quale gli operai americani ancora ringraziano.

8) C’è poi lo scandalo emailgate, di cui abbiamo già parlato in passato. Una questione che sembrava chiusa ma che in realtà potrebbe non esserlo.

7) Poco pulita è stata poi anche l’operazione che ha portato alla sua vittoria alle primarie contro Bernie Sanders. Sull’intera votazione hanno pesato i voti dei superdelegati, ovvero del ceto politico democratico fin dall’inizio sbilanciato sull’opzione Hillary.

6) Ma non è solo l’establishment democratico a pesare sulle spalle della candidata. Attraverso la Clinton Foundation e i super-Pac (Political Action Committeee) i coniugi Clinton hanno accettato quattrini da tutte le lobby e i finanziatori possibili ed immaginabili, dai banchieri di Wall Street alla democraticissima Arabia Saudita.

5) Nessuno può dimenticare che Hillary votò a favore della guerra all’Iraq (già bombardato dal marito Bill) di George W Bush proclamata in virtù dei falsi rapporti sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein fabbricate dall’intelligence inglese. Una guerra che è costata la vita di mezzo milione di iracheni (ma le stime divergono) e di circa 5000 soldati della coalizione occidentale solo nella sua fase “ufficiale” (2003-2009), senza contare gli effetti a lungo termine del conflitto destabilizzanti per l’intero medio oriente fra i quali la nascita dell’odierno Isis.

4) Fu poi la stessa Clinton a propugnare e a condurre, da segretario di Stato, l’intervento armato in Libia contro Gheddafi le cui conseguenze pesano ancora sulla stabilità dell’intero bacino del Mediterraneo.

3) E qui veniamo ad uno degli argomenti principe: abbiamo già avuto un paio di Bush, ci serve davvero un altro Clinton?

2) Marito e moglie ricordano troppo da vicino un’altra coppia presidenziale, quei Claire e Frank Underwood protagonisti della fortunata serie televisiva House of Cards. Difficile, per chi abbia visto anche solo una puntata del telefilm non cogliere le impressionanti somiglianze, e magari immaginare quali e quanti terribili segreti i Clinton possano tenere ben nascosti fra le mura della loro camera da letto

1) Proprio come gli Underwood, infine,Hillary sembra la più preparata (l’impressione è che si alleni a questo da una vita) a svolgere il compito presidenziale, ma le manca del tutto la capacità di far sognare, di saper spiegare la propria visione dell’America, quello storytelling che, da sempre prerogativa dei grandi politici, è oggi considerato alla base della comunicazione a qualsiasi livello. Nonostante la Clinton possa diventare il primo presidente donna, non c’è alcun entusiasmo attorno a lei. Hillary è fredda e rappresenta per gli elettori americani il sistema. Non è Kennedy e neppure Obama o il “bianco di colore” Bill. Sotto questo aspetto perfino il suo ex sfidante e oggi leale sostenitore Bernie Sanders avrebbe molto da insegnarle.

Poi, certo, lei smette di parlare e ti tocca guardare verso l’altro podio del dibattito e ascoltare le dichiarazioni di Trump.

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Quest'anno ho fatto il blogger, il copywriter, il cameriere, l'indoratore, il web designer, il dottorando in storia, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrei fare l'astronauta, il rapinatore, il cardiochirurgo, l'apicoltore, il ballerino e il giocatore di poker prof.

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