Le 15 dichiarazioni peggiori di Donald Trump

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Le 15 dichiarazioni peggiori di Donald Trump
@Gage Skidmore

Nella campagna elettorale per le presidenziali degli Stati Uniti, che si terranno a novembre, il magnate e candidato repubblicano Donald Trump ha detto tutto e il contrario di tutto. Ogni giorno dichiarazioni discutibili e scandalose che gli sono valse la nomination repubblicana grazie ad un uso astuto e spregiudicato dei media, fomentando le paure che attanagliano il popolo americano: il nemico è il diverso, che sia l’islamico, il messicano o il povero, e chi si mette in mezzo al suo progetto di “Una grande America” (“Make America Great Again”) va tolto di mezzo. Nell’impossibilità di raggruppare tutte le dichiarazioni peggiori di Trump in unico contenitore, sarebbe necessario costruire un’enciclopedia, vediamo quelle che più fedelmente ritraggono il tycoon, dividendole per macrotemi.

Trump e l’immigrazione

Uno dei principali nemici del miliardario Trump sono i migranti. Tutti. Considerando che gli statunitensi sono un popolo di origine europea (che ha conquistato e sterminato gli Indiani d’America) e africana (schiavi degli europei) la sua lotta contro gli immigrati potrebbe anche far sorridere, non fosse il tentativo di canalizzare la rabbia della classe media verso un preciso capro espiatorio.

1) L’ultima scandalosa dichiarazione -a dir la verità- è del figlio di Trump, “Junior” che in un tweet il 19 settembre paragonava i profughi siriani a caramelle avvelenate. Tweet in parte rimosso. In questo caso possiamo affermare che il Donald Trump padre-educatore abbia creato un figlio a sua immagine.

2) Per risolvere il problema degli immigrati messicani, che “sono criminali, trafficanti di droga e stupratori” ha avuto la brillante e innovativa idea di costruire un muro lungo la frontiera fra USA e Messico appunto. Un muro fra Tijuana e San Diego c’è già, altri tratti sono in Arizona, New Mexico e Texas. L’inizio delle costruzioni risale al 1994 sotto la presidenza di Bill Clinton, ed è continuata con George W. Bush nel 2006. Un’opera bipartisan quindi che Trump vuole portare a compimento estendendola lungo tutti 3.140 km di confine. Insomma Usa 2016 come Berlino 1961: l’umanità continua a fare passi indietro sulla gestione dei confini e delle relazioni fra popoli. “La posizione dell’Onu è chiara: qualsiasi discriminazione sulla base di etnia, genere, razza o religione, è inaccettabile” così Ban Ki Mon ha risposto indirettamente a Trump relativamente al Muro in Messico e alla chiusura totale verso i musulmani che vedremo sotto. Muro per altro di impossibile realizzazione, data la conformazione geografica del confine e i costi che comporterebbe: il fatto che The Donald menta non stupisce più di tanto giornalisti e avversari

Trump e i musulmani

3) Ogni attentato rivendicato dall’Isis diventa occasione per Trump di manifestare il suo odio verso i musulmani. Ma americani non temete, Donald Trump ha una soluzione strabiliante. Chiudere le frontiere a tutti i musulmani “fino a quando i rappresentanti del nostro Paese non capiscono cosa sta succedendo”.

4) La critica alla chiusura delle frontiere da parte di Khizr Khan, padre di un soldato americano di fede islamica morto in Iraq nel 2004, sono all’origine di una delle polemiche più odiose scatenate dal miliardario. A Khan che accusava Trump di non aver fatto nulla per difendere il suo paese, Trump ha risposto scompostamente accusando praticamente Khan di non far parlare la moglie, alludendo al ruolo della donna nell’Islam. Una caduta di stile oltre che un’oltraggio a un eroe di guerra, niente male per un candidato alla presidenza.

5) Orlando. Dopo la strage di Orlando, dove il newyorkese di origini afghane Omar Mateen ha massacrato 50 persone in un locale gay, la pista islamica è stata la più battuta e chiaramente Trump ne ha approfittato per rilanciare la sua idea di chiusura a tutti i musulmani. Tralasciando il fatto che Mateen fosse nato, cresciuto e vissuto in USA, quindi non aveva nulla a che fare con i visti d’entrata e i permessi di soggiorno.

6) In ogni caso The Donald ne ha pensata un’altra: identificare tutti i musulmani nati in Usa, ossia schedare tutti come criminali, indistintamente, solo per appartenenza religiosa. Modalità che ricorda un certo Adolf Hitler negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso.

Trump e le armi

7) Sulla libertà di sparare le uscite sono numerosissime: dal “Se questo figlio di puttana fosse entrato sparando e la gente in quel posto avesse avuto un’arma e avesse cominciato a fare “boom?. Sapete cosa? Sarebbe stato proprio un bello spettacolo, gente” parlando della strage di Orlando, al (8)con le armi il popolo del secondo emendamento potrebbe fermare Hillary Clinton”, tornando ancora a invocare violenza verso la Clinton a metà settembre (9) affermando “Togliamo loro (alle guardie del corpo ndr) le armi, lei non vuole armi. Togliamole e vediamo cosa le succede’. Sugli attentati al Bataclan a Parigi, Trump la pensava già come espletato dopo Orlando. Gente armata nel locale avrebbe limitato i danni.

10) Oltre alla politica interna Trump ama le armi anche in politica estera: ha invitato per esempio il Giappone a dotarsi di armi nucleari per contrastare il pericolo Nord Coreano. Considerando che gli Usa hanno devastato Hiroshima e Nagasaki nel ’45 e che proprio quest’anno Obama è stato il primo Presidente Usa a recarsi in Giappone per le commemorazioni, il tempismo di Trump è stato al solito perfetto.

Trump e le donne

Punto numero uno: la sua avversaria, Hillary Clinton, si candida per diventare il primo presidente donna.
11) Attualmente Hillary è in ripresa dopo la difficoltà generata dal malore durante le commemorazioni dell’11 settembre a Ground Zero. La giustificazione ufficiale è stata una polmonite. Gli americani non ci hanno creduto tanto che alcuni sondaggi davano in vantaggio Trump. Il gentlemen Donald Trump che fa? Chiede la cartella clinica, mostra la sua durante l’intervista al The Dr. Oz Show e “scherza” sulla salute dell’avversaria insinuando sostanzialmente sulla capacità della Clinton di reggere un’ora in pubblico (più che Make America Great Again, Trump avrebbe dovuto scegliere come slogan Noblesse oblige).

12)
Nel 2012 anche Arianna Huffington era finita le mirino del magnate americano, che in un tweet sempre molto elegantemente l’ha definita brutta dentro e fuori spiegando a modo suo l’abbandono da parte del marito che ha poi dichiarato la sua bisessualità.

13) Sempre attraverso twitter Trump ha affermato che Angelina Jolie è stata con troppi uomini per essere considerata attraente, evidentemente il settantenne Donald le vuole illibate. Sulla bellezza invece si è scagliato contro Bette Midler che reputa “estremamente cessa”. Se poi siete neo mamme, lavorate e dovete tirarvi il latte non fatelo con Donald Trump vicino. Per lui siete disgustose. In sintesi la considerazione della donna da parte di Trump assomiglia a quella degli islamici più radicali da lui tanto utilizzati per denigrare l’intero Islam.

Trump e il clima

14) Donald Trump non crede nell’esistenza del riscaldamento globale, concetto a suo parere “propagandato dai cinesi per avere un vantaggio competitivo sugli USA” (da un cinguettio del 2012). Proprio per questo con la sua elezione viene messo in discussione lo storico accordo sul clima di Parigi firmato a New York da Obama e altri 169 presidenti del mondo.

Trump e il web

15) Per evitare la diffusione dell’estremismo online la soluzione di Trump è quella di chiudere il web. Praticamente come se per evitare che gli uomini la facciano fuori dal vaso, venga deciso di chiudere i cessi. Secondo voi non facciamo più pipì fino all’esplosione o la andiamo a fare altrove?

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Nato a Terni, ho vissuto fino a 20 anni a TorreOrsina piccolo borgo medioevale in Valnerina. Dal 2001 girovago per varie città europee in cerca di un approdo. Cucino per diletto, degusto vino per piacere, viaggio per conoscere e rilassarmi. Tifo la Ternana e per fortuna non sono daltonico. La politica dovrebbe recuperare il significato di amministrazione della Polis per il bene comune.

2 Comments

  1. Una volta si diceva che il mondo sarebbe finito con l’elezione del “Papa nero”. Temo che la fine possa giungere invece con l’elezione del “Presidente biondo”… ma confido negli americani.

  2. Io non so se confidare negli statunitensi ma soprattutto mi risulta difficile fidarmi della Clinton.
    Sarebbe la prima presidente donna e Trump sarebbe un vero pericolo, hai ragione. Ma la Clinton non appassiona, è vista come espressione dell’establishment, da senatrice ha votato molte cose discutibili come la guerra in Iraq, da segretario di stato ha benedetto la guerra in Libia.
    Qui https://www.lenius.it/10-buoni-motivi-per-non-votare-hillary-clinton/ molte criticità della candidada.
    Io avrei sinceramente preferito una sfida Trump – Sanders ma evidentemente il senatore del Vermont è troppo socialista per gli statunitensi.
    Sono convinto che fra lui e il ciuffo biondo non ci sarebbe stata partita, Sanders avrebbe vinto non per il programma ma per la sua capacità di parlare alla gente, di appassionarla.
    Questa però è fantapolitica, la realtà è che se fossi un cittadino USA avrei serie difficoltà nel votare il meno peggio.

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