Trend del turismo in USA all’era di Trump: West o East Coast?

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turismo in usaIl turismo in USA è sempre in crescita. Gli Stati Uniti sono secondo le stime internazionali della Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO) uno dei paesi più visitati al mondo, il terzo paese del 2017, dopo Francia e Spagna. Ma negli ultimi anni si avvertono dei cambiamenti: come è cambiato il turismo internazionale in USA? Quanti europei hanno scelto gli USA per le loro vacanze? E per quali mete?

Trend del turismo in USA

Le previsioni di viaggio per gli USA sono un racconto di prospettive contrastanti. Se complessivamente nel mondo le persone viaggiano molto di più e il turismo internazionale è in crescita, gli arrivi internazionali registrati negli ultimi anni in USA sono più deboli del solito. Nel 2017 si è registrata la crescita mondiale sugli arrivi turistici internazionali più alta degli ultimi sette anni. Circa il 7% in più di arrivi internazionali registrati nel mondo, secondo il WTO, con un totale di 1.326 milioni di turisti internazionali registrati nelle destinazioni dei vari paesi del mondo, ovvero 86 milioni di turisti internazionali in più rispetto al 2016.

In questo quadro generale, le Americhe sono le aree mondiali con la crescita turistica internazionale più debole rispetto al resto del mondo. Tra il 2017 e il 2018, l’arrivo di turisti internazionali in USA è salito solo del 2,9% secondo gli ultimi dati elaborati dal WTO a gennaio del 2019.

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Nello specifico, il Sud America ha aperto la strada con una percentuale di crescita del 7%, ma il Nord America ha registrato una crescita solo del 2%. Ciò è il risultato di una forte richiesta turistica per il Messico e Canada, ma di una diminuzione del flusso turistico internazionale generale verso gli Stati Uniti. Per alcuni è una conseguenza di alcuni specifici fattori, tra cui alcune scelte politiche sul controllo dei confini attuate dal Presidente Trump.

Turismo in USA in calo: risultato delle politiche di Trump?

Alcune organizzazioni del settore dei viaggi, come la US Travel Association, ritengono che la retorica e le politiche anti-immigrazione del presidente Trump siano in parte responsabili della scarsa performance del settore turistico, ma che ci sia anche in gioco un dollaro statunitense sempre più forte, che scoraggia il cambio per alcuni turisti.

Da gennaio 2017, il Presidente Trump ha emesso più divieti di viaggio con il “travel ban”. La proclamazione del travel ban pone restrizioni all’ingresso dei cittadini di sette stati stranieri i cui sistemi di gestione e condivisione delle informazioni sui propri cittadini sono stati ritenuti insufficienti e inadeguati a permettere l’accesso in USA. Dopo successive revisioni, l’ultima versione, approvata anche dalla Corte Suprema americana nel dicembre del 2017, applica il travel ban ai cittadini di Iran, Libia, Somalia, Siria, Yemen, Corea del Nord e Venezuela. Tre nazioni, Ciad, Iraq e Sudan, sono state in parte rimosse dalle restrizioni imposte all’entrate in USA. Quanto ha influito questo decreto sugli arrivi turistici?

La CNN ha riportato che il Dipartimento di Stato americano nel 2018 ha respinto più di 37.000 domande di visto turistico. Il numero di visti turistici respinti nel 2018 è aumentato rispetto all’anno precedente, quando nella stessa categoria di visti turistici erano state respinte meno di 1.000 domande. Sempre la CNN spiega che il numero di visti rilasciati nel 2018 a viaggiatori provenienti da Iran, Libia, Somalia, Siria e Yemen – alcuni dei paesi a cui si applica il divieto – è sceso del’80% dal 2016.

Attribuire ad un unico motivo il calo generale sull’arrivo di turisti internazionali in USA mi pare errato. Però è un fattore tra gli altri in gioco, un fattore che a guardare i dati quantitativi sui flussi turistici registrati nel 2017 e 2018 comincia ad avere il suo il suo peso. Ma ci sono anche altri elementi, da considerare.

Nel marzo 2018, l’amministrazione Trump ha firmato un memorandum in cui annunciava l’aumento delle tariffe su determinati prodotti cinesi. Le conseguenze sono state immediate e visibili anche sul turismo da e per la Cina. Le prenotazioni dalla Cina agli Stati Uniti nei primi mesi del 2018 sono addirittura diminuite di quasi il 10%, rispetto allo stesso periodo dell’anno nel 2017. Inoltre, sono state reintrodotte le restrizioni sui viaggi a Cuba e ci sono stati diversi uragani, come l’uragano Michael del 2018, che hanno devastato parti dei Caraibi, incluso il territorio costiero degli Stati Uniti e Porto Rico, che ha ancora circa la metà della popolazione senza elettricità, che sono luoghi soggetti ad un’alta affluenza turistica internazionale.

Nella analisi sui flussi turistici internazionali bisognerebbe considerare anche altri fattori, per esempio anche l’aumento di voli low cost sul continente Europeo e Africano, che influisce sulle scelte delle mete dei viaggiatori, e l’aumento del valore del dollaro rispetto all’euro per esempio.

In generale, le restrizioni di viaggio del travel ban non si applicano agli europei e ai viaggiatori con cittadinanza italiana, tuttavia anche dall’Italia è necessario ottenere un visto per recarsi in USA per turismo o altri motivi soprattutto se si tratta di periodi non superiori a 90 giorni. Dal 2009 i cittadini italiani possono sfruttare l’autorizzazione al viaggio senza visto ESTA, rientrando tra i paesi che fanno parte del Visa Waiver Program.

Quanti Europei scelgono gli USA per i loro viaggi turistici? E quali mete?

Quando si tratta di andare in vacanza, la maggior parte degli europei preferisce viaggiare non molto lontano da casa, ovvero in Europa stessa. Per esempio, gli italiani scelgono in ordine per le vacanze Spagna, Francia e USA.

Gli Stati Uniti sono la destinazione preferita dal 4,1% degli italiani per le vacanze lunghe e dal 7,1% degli italiani per i viaggi d’affari (ISTAT*).

Gli europei che viaggiano di più verso gli USA sono in assoluto sono i tedeschi, seguiti dai francesi: nel 2017 hanno visitato gli USA 2.1 milioni di tedeschi e 1.7 milioni di francesi.

Per vedere dove si recano i turisti europei quando visitano gli USA andiamo a leggere i dati di del National Travel & Tourism Office degli Stati Uniti, quelli più recenti risalgono al 2016 e 2017.

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Ebbene, vince la east coast, in quanto secondo i dati registrati dal National Travel & Tourism Office americano la meta americana più gettonata per gli europei è New York, seguita dalla Florida, con Miami e Orlando tra le città più visitate. Seguono in ordine per numero di visitatori europei la California, in particolare Los Angeles e San Francisco. Ma riscuotono un gran successo anche le zone interne come le montagne del Nevada e la città di Las Vegas!

 

 

*Dati ISTAT, Anno 2017, pubblicati il 9 febbraio 2018.

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Antropologa e progettista, a Le Nius è coordinatrice, formatrice e social media manager. Studia il ruolo dei patrimoni culturali per lo sviluppo sostenibile, si interessa di antropologia dei media, è consulente per il terzo settore. info@lenius.it

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