I numeri del trasporto aereo in Europa: quanto volano gli italiani?

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quanto volano e dove volano gli italianiLa liberalizzazione dell’industria del trasporto aereo in Europa, dagli anni novanta in poi, ha contributo sensibilmente all’aumento dei flussi turistici favorendo la maggior mobilità delle persone, non senza qualche tensione con le compagnie aeree sui diritti dei passeggeri. Con l’aumento dei biglietti aerei economici, delle destinazioni raggiungibili e dei voli aerei low cost gli spostamenti dei passeggeri – turisti e non – sono facilitati, ma lo stress e i problemi legati ai ritardi, al volo cancellato, al rimborso del biglietto aereo non utilizzato o al rimborso del biglietto aereo per ritardo del volo restano spesso irrisolti, se non si chiede l’intervento di organizzazioni specialiste, come Flightright.

Oggi ci sono più persone che volano e volano frequentemente rispetto a qualsiasi altro momento storico. I voli sono largamente accessibili e per qualcuno volare è quotidiano, e per gli italiani? Quanto e dove volano gli italiani?

I numeri del trasporto aereo in Europa: quanto volano gli italiani?

Gli italiani che volano sono il 18% e sono in aumento, in linea con i trend di volo generali. I dati rilevati da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, già nel 2010 avevano individuato l’incremento positivo nei numeri dei trasporti aerei a livello europeo. E infatti nel 2017 si è battuto il record del numero di passeggeri in volo con un incremento a livello europeo del 39% nel numero dei passeggeri (rispetto al 2010) e il trasporto di 1.043 miliardi di passeggeri nell’area dell’Unione Europea. Solo i voli intra-UE hanno rappresentato il 47% del trasporto aereo complessivo dell’UE del 2017.

A livello mondiale, l’International Air Transport Association (IATA) ha annunciato che nel 2017 il numero di passeggeri aerei internazionali ha superato per la prima volta i 4 miliardi, sostenuti da un ampio miglioramento delle condizioni economiche globali e dalle tariffe aeree medie più basse e low cost.

In particolare, gli italiani che volano sono in aumento (18%), volano soprattutto per lavoro (29%) e volano anche per vacanze lunghe da 4 giorni in su (il 22,2%), mentre in generale preferiscono altri mezzi di trasporto per le vacanze, anche quelle medio-brevi. L’auto è il mezzo di trasporto più utilizzato per viaggiare (61,4%) in assoluto.

I numeri del trasporto aereo in Europa: verso quali aeroporti si vola? 

Ai cittadini europei piace molto trascorrere le vacanze in Europa, e non solo agli europei. Cinque degli Stati Membri dell’Unione Europea sono proprio tra le prime 10 destinazioni per i turisti internazionali, e l’Italia è riconosciuta come una delle destinazioni più popolari. Nel 2016, il settore del turismo in Italia ha contribuito all’11% del PIL (WTTC, 2017) e gli esercizi ricettivi italiani hanno registrato il massimo storico, con oltre 116,9 milioni di arrivi di clienti italiani e stranieri e 403 milioni di presenze (Istat).

Il più alto numero di passeggeri in volo si registra in Regno Unito (con 265 milioni di passeggeri), seguito dalla Germania (212 milioni), la Spagna (210 milioni), la Francia (154 milioni) ed ecco finalmente l’Italia che nel 2017 ha registrato 144 milioni di passeggeri aerei, il 7,3% in più rispetto al 2016.

A parte i grandi aeroporti italiani, quelli che registrano i maggiori aumenti nel numero di passeggeri trasportati sono Bergamo con 1,6 milioni di passeggeri in più, Roma Ciampino con 813 mila passeggeri in più e Perugia con 76 mila passeggeri in più (Istat).

Un ruolo chiave nella scelta della destinazione per i viaggiatori è il costo complessivo del viaggio: il costo del trasporto e il costo generalizzato, comprensivo anche delle spese per beni e servizi usufruiti a destinazione. I prezzi bassi dei voli aumentano sicuramente la competitività relativa di un determinato luogo e a renderlo meta più desiderabile.

Molte volte i viaggiatori scelgono una destinazione in base al costo del volo, e in alcuni casi i costi di trasporto aereo rappresentano la voce più grande nelle spese complessive della vacanza. Ecco che allora il costo del biglietto aereo incide sulla scelta della destinazione, in particolare per gli italiani che preferiscono volare low cost (+10,3% di passeggeri italiani nel 2015).

Dove volano gli italiani?

La Spagna è la meta preferita degli italiani che volano in vacanza all’estero, la Francia per i soggiorni più brevi e per i viaggi di affari (17,7% al 2017). Già nel 2015 l’ISTAT registrava tra le destinazioni principali dei voli low cost dei vettori italiani e stranieri in partenza dall’Italia proprio Barcellona, con circa 3,5 milioni di passeggeri.

Tra i viaggi con mete extra-europee, gli Stati Uniti sono la destinazione preferita per le vacanze lunghe (4,1%) e per i viaggi d’affari (7,1%) (ISTAT, 2018).

Tutte questa libertà di spostamento grazie alla presenza di prezzi concorrenziali sulle tariffe aeree e all’aumento del traffico non è senza conseguenze. Prima di tutto, c’è il problema ambientale legato all’aumento delle emissioni di CO2 che impattano negativamente il cambiamento climatico e per cui le soluzioni sono ancora lontane. Secondo, poiché il carico di traffico sulla rete europea del traffico aereo cresce anno dopo anno, una delle sfide del settore è proprio lo sviluppo della capacità di soddisfare il traffico in crescita riducendo lo stress dei passeggeri e dell’ambiente.

quanto volano gli italiani

I più recenti dati CODA di gennaio 2019 hanno rivelato che il ritardo medio per volo alla partenza è di circa 11,5 minuti, in aumento rispetto al 2018.

Lo stress durante un volo si può scatenare non solo per motivi personali o fisici, ma anche per reazioni legate ad un improvviso cambiamento di routine durante il viaggio, al ritardo del volo, a degli inconvenienti legati alle condizioni di volo, a bagagli in sospeso, persi o danneggiati o ai danni dovuti alla cancellazione del volo. Secondo IATA i passeggeri oggi vogliono che i loro viaggi siano sempre più personalizzabili in maniera indipendente, online e senza inconvenienti, dalla prenotazione, al check-in, alla sicurezza, fino al ritiro bagagli nell’aeroporto di destinazione.

È recente la polemica tra i noti vettori aerei di Ryanair e Wizz Air e l’Antitrust (UE), che hanno ricevuto una multa di 3 milioni di euro per la pratica commerciale scorretta sulla policy del bagaglio a mano a pagamento, che invece secondo l’Antitrust dovrebbe essere gratuito (incluso nel biglietto di base) perché viola uno dei diritti dei passeggeri di avere con sé un bagaglio minimo con beni di prima necessità durante lo spostamento.

Il regolamento europeo n. 261/2004 (Commissione europea, 2004) stabilisce le regole per il risarcimento e assistenza ai passeggeri delle compagnie aeree in caso di negato imbarco, cancellazione o ritardo. Questo regolamento è entrato in vigore il 17 febbraio 2005. L’attuazione del regolamento è stata approvata da tutti i paesi europei ma l’Europa non è coerente e la giurisprudenza dei singoli paesi ha un impatto decisivo sull’interpretazione e l’applicazione di questo regolamento 261, per questo sono necessari talvolta degli intermediari, come Flightright, che possono aiutare nel comprendere come far valere i propri diritti di passeggero.

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Antropologa e progettista, a Le Nius è coordinatrice, formatrice e social media manager. Studia il ruolo dei patrimoni culturali per lo sviluppo sostenibile, si interessa di antropologia dei media, è consulente per il terzo settore. info@lenius.it

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