Come si spostano gli italiani?

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Le persone si muovono: chi per brevissimi tratti (Vado in cucina a vedere cosa c’è in frigo), chi per lunghi viaggi (Vado in Cina a vedere cosa mangiano i cinesi). Istat ci permette di andare oltre la nostra bolla di percezione e disporre di dati che ci consentono di conoscere la mobilità dei cittadini italiani, così come le abitudini alimentari –appunto- o le caratteristiche delle famiglie.

Mobilità degli italiani secondo l'Istat

La mobilità di tutti i giorni

Ogni mattina un italiano su due si alza e sa che deve uscire di casa per andare al lavoro o presso il luogo in cui studia.

Pochi (beh, pochi in percentuale, moltissimi in assoluto) vanno al lavoro a piedi, solo il 12%. La stragrande maggioranza dei lavoratori utilizza l’auto, chi guidandola (il 69,2%), chi come passeggero (il 5,4%). Anche tra gli studenti italiani l’automobile è il mezzo più utilizzato per recarsi a scuola, più grazie alla guida di altri, per motivi anagraficamente intuibili, il 37% dei bambini e degli studenti, che non come conducenti, nel 5% dei casi.

Se il car pooling non è una pratica così abituale tra chi si sposta per raggiungere il luogo lavorativo, neanche gli altri mezzi di trasporto conoscono un’ampia diffusione: treno (3,6%), bus o tram (5,4%), metropolitana (3,5%) e pullman o corriera (2,4%) sono proporzionalmente usati di più dai bambini e dagli studenti che, tra questi, prediligono il tram o il bus (12,5%) e il pullman o la corriera (12,3%).

Le due ruote vengono scelte maggiormente dai lavoratori: motocicletta o ciclomotore il 4,3% (contro il 2% degli studenti) e bicicletta il 4,2% (a fronte di un 2,7% di studenti pedalatori). Molti dei nostri scolari scelgono evidentemente strutture scolastiche vicine alla loro residenza se ben il 27,9% di loro può arrivarci a piedi.

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Come si spostano gli italiani: il trasporto aereo

C’è un’Italia che vola nelle statistiche: in un anno 157.211.858 persone transitano dagli aeroporti nostrani. L’aeroporto più trafficato è Fiumicino (con 40,2 milioni di passeggeri), mentre a Milano si vola di più su Malpensa (18,4 milioni) che non su Linate (10 milioni).

I passeggeri di voli internazionali surclassano quelli sui voli nazionali (98.023.234 contro 59.188.624), ma sono altri i dati della mobilità aerea che mi hanno sorpreso; i passeggeri di voli low cost (circa 80.453.000) nel 2015 hanno per la prima volta in Italia sopravanzato in numero quelli su voli cosiddetti tradizionali (circa 76.759.000).

E, soprattutto, qual è la rotta aerea nazionale più percorsa? Spostate gli occhi a sud: la Catania-Fiumicino-Catania; seguono i voli da Fiumicino a Palermo. Forse non sarà il Ponte sullo Stretto a fare la differenza, ma ritenevo scontato trovare le tratte tra Linate e Fiumicino al primo posto (sono al terzo).

La conoscenza dei numeri ci aiuta a portare uno sguardo complessivo sulla realtà che trae vantaggio dalla trasformazione del censimento della popolazione (rappresentata da 3,5 milioni di italiani cui è pervenuto il questionario) in permanente: da decennale ad annuale.

“L’Italia ha bisogno di campioni” è lo slogan della campagna di Istat per aggiornare gli italiani di questo cambiamento, che si può seguire sul sito censimentigiornodopogiorno.it: noi di Le Nius riteniamo che una consapevolezza maggiore si nutra anche dall’abitudine a mettere in relazione trend e dati. Ne abbiamo bisogno.

Grafica della campagna Istat

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Milanese milanista, per Le Nius redattore e formatore. Comunica per Fondazione Arché, blogga per Vita.it. Persegue la semplicità e, nel cammino, interroga il suo tempo. Ha sempre da imparare. paolo@lenius.it

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