Ius soli: cosa succede in Europa

di
ius soli
@Gustave Deghilage

Se sei cittadino italiano è perché mamma e papà sono italiani. È questo il principio dello ius sanguinis, per il quale la cittadinanza si acquisisce con un criterio genealogico: se discendi da cittadini di una certa nazionalità avrai quella stessa identità nazionale.

In Italia, come nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, la cittadinanza si acquisisce principalmente attraverso lo ius sanguinis, mentre lo ius soli è un criterio che trova ormai applicazione solo nel continente americano. Ma cos’è lo ius soli?

La parola deriva dal latino, significa diritto del suolo e afferma che si acquisisce la cittadinanza di una nazione per il fatto di esservi nato. Pertanto, se mamma e papà sono cubani e tu sei nato in Italia, sarai cittadino italiano.

Tale criterio nella sua versione più piena è stato abbandonato dalla maggior parte dei paesi europei, i quali però continuano ad applicarlo in forme più blande e condizionate da altre regole. Facciamo un giro per l’Europa.

ius soli
@amira_a

Ius soli: cosa succede in Europa

Spagna: ottiene la cittadinanza spagnola chi nasce da almeno un genitore spagnolo oppure chi nasce da genitori stranieri di cui almeno uno nato in Spagna. In Spagna la cittadinanza si acquisisce anche dopo dieci anni di residenza su suolo ispanico.

Germania: acquisisce la cittadinanza tedesca il bambino nato da genitori stranieri di cui almeno uno che viva sul territorio perlomeno da 8 anni e sia in possesso di permesso di soggiorno permanente da minimo tre anni.

Gran Bretagna: si diventa cittadini britannici se si nasce da almeno un genitore britannico o da un genitore straniero legalmente residente sul territorio ed a determinate condizioni. Tali condizioni sono di solito condizionate al lavorare e risiedere legalmente da almeno 5 anni.

Irlanda: i bambini nati da genitori stranieri diventeranno cittadini Irlandesi se anche uno solo dei genitori ha un permesso di residenza permanente o risiede regolarmente nel paese da almeno tre anni.

Francia: in Francia si parla di “doppio ius soli”, vale a dire che può acquistare la cittadinanza chi nasce su suolo francese da genitori stranieri a loro volta nati in Francia (cittadini naturalizzati). Invece, un bambino nato da genitori stranieri da almeno 5 anni residenti in Francia, acquisterà la cittadinanza automaticamente non appena avrà compiuto i 18 anni di età.

In Italia, ovviamente, la situazione è un po’ più complessa. Paragonata agli altri paesi, l’Italia è la nazione dove vige una legge sulla cittadinanza tra le più restrittive d’Europa e dove la cittadinanza si ottiene con più difficoltà. Terra dello ius sanguinis, lo ius soli si applica soltanto per chi nasce su territorio italiano da genitori ignoti o apolidi.

Ai bambini nati in Italia da genitori stranieri, viene applicato il criterio dello ius domicilii. È possibile ottenere la cittadinanza italiana se si è nati da genitori stranieri soltanto al compimento del diciottesimo anno di età ed a seguito di comprovata residenza continuativa sul territorio italiano. Il soggetto deve esibire un’accurata documentazione inerente l’ininterrotta permanenza su suolo italico, l’assenza di precedenti penali, un sufficiente livello di integrazione e conoscenza della lingua italiana e deve inoltre essere in possesso di un reddito idoneo a mantenere se stesso o il nucleo familiare. L’acquisizione della cittadinanza, inoltre, non è un diritto bensì una concessione, ed è pertanto soggetta al principio di discrezionalità, sarà cioè lo Stato italiano ad avere l’ultima parola.

Occorre però fare una riflessione. La cittadinanza italiana è ottenibile anche per matrimonio o se si ha un parente emigrato dal 1861 in poi. Nel primo caso, un cittadino straniero acquisirà la cittadinanza italiana dopo il secondo anno di matrimonio, nel secondo caso, invece, diventa cittadino italiano chi avendo avuto un antenato emigrato, il quale non abbia interrotto la linea della cittadinanza, ne faccia richiesta. Ma non è tutto. L’avo partito dall’Italia nel 1861 trasmetterà la sua cittadinanza anche al coniuge (o ai coniugi in caso di divorzio) il quale la manterrà per tutta la vita ed anche dopo la fine del matrimonio, con la possibilità di trasmetterla anche ad un eventuale nuovo coniuge non italiano. Da ciò ne consegue che sarà in possesso di passaporto italiano anche chi di italiano e dell’Italia non sa proprio nulla se non che aveva un trisavolo ben poco noto espatriato qualche secolo prima.

Anche in quest’ultimo caso il procedimento per l’ottenimento della cittadinanza italiana potrebbe essere lungo e non privo di difficoltà ma comunque possibile. Stessa sorte per il neodiciottenne figlio di stranieri nato e cresciuto a Firenze con perfetto accento fiorentino e diplomatosi con ottimi voti il quale dovrà ricordarsi che avrà a disposizione solo un anno per fare richiesta di cittadinanza, in quanto al diciannovesimo compleanno cesserà per lui la possibilità di ricorrere alla “corsia preferenziale” per l’acquisizione della cittadinanza diventando così un comune immigrato.

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Potrei dimenticare a pranzo ciò che ho mangiato a colazione, ma non potrei mai dimenticare gli occhi e le storie delle persone. Laurea in Giurisprudenza, passione per i diritti umani. Animo nomade che del viaggio apprezza le storie che esso racconta. Credo nella potenza delle masse e in chi crede e lotta.

1 Comment

  1. Lo jus sanguinis nacque, a fine ‘800, per sostenere e consolidare la cittadinanza in nazioni di recente costituzione (com’era l’Italia). I modi di acquisto della cittadinanza della legge italiana riflettono questa vecchia concezione, dettata da superiori esigenze di sovranità, di preminenza dell’interesse statuale sugli interessi dei singoli. Ma oggi le problematiche che incrociano le vicende di acquisto/modifica/perdita della cittadinanza sono talmente tante e complesse da richiedere una seria riflessione a priori; a cominciare da chiarirci, una volta per tutte, che cosa vogliamo fare degli immigrati che vengono da noi.

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