Quanti sono i poveri in Italia e in Europa?

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Quanti sono i poveri in Italia e in Europa? Dati 2014

La questione sarebbe meglio posta così: qual è la percentuale di popolazione che è a rischio di povertà in Italia e in Europa? Scegliamo infatti la forma di misurazione della povertà che va sotto il nome di “persone a rischio di povertà e esclusione sociale”.

Secondo questa modalità di misurazione della povertà, i poveri in Italia sono il 28,3% della popolazione. È un dato che ha raggiunto il suo minimo storico (nell’ultimo decennio) nel 2009, quando era al 24,9%. C’è poi stato un balzo delle persone a rischio povertà nel 2011 (28,1%) e 2012 (29,9%, massimo storico). Quindi sembra che la crisi abbia aumentato il rischio di povertà per la popolazione italiana.

I poveri sono distribuiti in maniera diseguale sul territorio nazionale. Al sud si toccano le percentuali più alte (54,4% Sicilia, 49% Campania, 43,5% Calabria), al nord quelle più basse (9,7% provincia di Bolzano, 13,6% provincia di Trento, 16,3% Friuli Venezia Giulia).

Come siamo messi rispetto al resto d’Europa? Malino. Solo Romania, Bulgaria, Grecia, Lettonia, Ungheria e Spagna presentano una percentuale di cittadini a rischio di povertà più alta di noi, mentre il record positivo spetta alla Repubblica Ceca (14,8%), seguita da Olanda (16,5%) e Svezia (16,9%).

Tutti gli Stati europei eccetto Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia presentano un trend negativo tra il 2009 e il 2014. Quindi la crisi si è fatta sentire in tutta Europa, aumentando il rischio di povertà. La media europea è passata dal 23,3% al 24,4%.

Quanti sono i poveri in Italia e in Europa: la povertà monetaria 2014

La soglia di povertà per un individuo singolo in Italia nel 2014 è di 9.455 euro annui, soglia che cambia in base alle differenti tipologie di nuclei familiari.

Considerando solo la povertà monetaria il tasso di persone a rischio povertà è del 19,4% della popolazione nel 2014. Il tasso di povertà monetaria massimo toccato in Italia nell’ultimo decennio è il 19,8% del 2011, probabilmente come effetto della crisi (era il 18,7% nel 2010).

La media europea è del 17,2%, quindi ci siamo sopra e non di poco. È una classifica dove ci precedono Romania (25,4%), Spagna, Grecia, Bulgaria, Estonia e Lettonia. I paesi più virtuosi sono Repubblica Ceca (9,7%), Olanda e Danimarca.

Quanti sono i poveri in Italia e in Europa: la grave deprivazione materiale 2014

L’indice di grave deprivazione è meno immediato, ma è considerato maggiormente in grado di raccontare la situazione effettiva delle persone, perché fa riferimento anche alle spese e ai risparmi, e non solo a una misura statica come il reddito. Si avvicina quindi al dato delle persone che stanno effettivamente vivendo una situazione di povertà.

Eurostat considera in stato di grave deprivazione materiale l’11,6% della popolazione italiana. Anche questo dato è in crescita nel periodo della crisi (era il 7,4% nel 2010!), e presenta una notevole differenziazione territoriale. Al sud la situazione è spesso drammatica (26% in Sicilia, 23,2% in Puglia, 18,7% in Campania), mentre va meglio al centro e soprattutto al nord (2,8% in provincia di Trento, 3,3% in provincia di Bolzano, 4,7% in Veneto).

Nel resto d’Europa la situazione va generalmente meglio. In Svezia i “gravemente deprivati” quasi non esistono (0,7% della popolazione), mentre la maggior parte dei paesi oscilla tra il 4% e l’8%. Maglia nera di questa triste classifica è decisamente la Bulgaria (al 33,1%), seguita da Romania, Ungheria, Grecia, Lettonia, Cipro, Croazia, Lituania. Poi arriviamo noi.

Quanti sono i poveri in Italia e in Europa: la bassa intensità lavorativa 2014

Secondo Eurostat il 12,1% della popolazione italiana vive in nuclei familiari a bassa intensità lavorativa. Il dato è in crescita costante a partire dal 2009, quando era al 9,2%.

In questo caso facciamo meglio di paesi come il Belgio (14,6%), il Regno Unito (12,2%), addirittura pareggiamo la Danimarca. Maglia nera di questa classifica è l’Irlanda, dove il 21,1% della popolazione vive in nuclei familiari a bassa intensità lavorativa, seguita da Grecia (17,2%) e Spagna (17,1%). I paesi più virtuosi sono Lussemburgo (6,1%), Svezia (6,4%) e la sorprendente Romania (6,4%).

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

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