Pere al vino rosso il dessert della mezza stagione

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Oggi vi propongo la ricetta delle pere al vino rosso che sembra in contrasto con le precoci e attese belle giornate e invece…

Adolescenti schiamazzano per le strade vestiti nei modi più assurdi, yuppies milanesi escono dalle fosse e gironzolano in pausa pranzo nutrendosi di solo gelato, il che li renderà famelici e cattivissimi nel pomeriggio. La primavera comincia a sentirsi. Le bancarelle del mercato si riempiono di colori e pigne di frutta e verdura arrivano fin quasi al tendone. Se come me, entusiasti, avete acquistato una vagonata di frutta tra cui le pere, e dopo averle assaggiate avete avuto la sensazione di sgranocchiare una patata cruda, non disperate: la primavera sta arrivando, è vero, ma facciamo ancora in tempo ad affogare le pere in una tinozza di vino rosso speziato e papparcele senza colpo ferire.

Le pere al vino rosso, sono un dessert dalla connotazione tipicamente invernale ma lo consiglio anche in questo periodo di transizione poiché è un ottimo dessert anche freddo e il mix di spezie è facilmente modificabile in modo che non sappia di Natale.

Sostituendo cannella, noce moscata e chiodi di garofano con scorza di limone e vaniglia riuscireste nell’impresa.

Come guarnizione, nonché per dare un tocco fresco alla ricetta, ho aggiunto una crema leggera di tofu e limone. Inutile dire che si può usare anche della ricotta o robiola lavorata nello stesso modo.

Ingredienti per le pere al vino rosso

per 6 persone

  • 6 pere Angelys
  • 1 bottiglia di vino rosso dolce e profumato
  • 4 cucchiai di zucchero, in questo caso vi consiglio di assaggiare per decidere se ne preferite di più o di meno
  • La scorza di un limone
  • Vaniglia q.b.
  • 2 cucchiaini di maizena
  • 2 cucchiai di tofu morbido, qualità silk (sodo ma leggerissimo dalla consistenza simile a budino)
  • 1 cucchiaino di succo di limone

 

Togliete la buccia alle pere ma lasciate il picciolo.
In una pentola (fate prima una prova per vedere se le pere ci stanno) portate ad ebollizione il vino con la scorza, la vaniglia e lo zucchero.
Adagiate le pere nella pentola e non preoccupatevi se non sono completamente sommerse dal vino. Generalmente si consiglia di non muoverle in cottura ma io vi consiglio il contrario ovvero giratele un paio di volte affinchè si bagnino e inzuppino di vino per ogni dove.
Lasciatele sobbollire per 15/20 minuti.


Nel frattempo sbattete il tofu con una frusta insieme a poco zucchero, scorza grattugiata di limone a piacere, qualche goccia di succo di limone. Lasciate raffreddare in frigo.

Una volta cotte togliete le pere dalla pentola e lasciatele freddare. Togliete il vino dal fuoco e quando sarà tiepido aggiungere la maizena, mescolate con una frusta affinché non si formino grumi e riportate sul fuoco, quando si sarà addensato il tutto lasciate freddare.
Con un leva torsoli (non lo avete? Volete comprarlo solo per cacciarmelo in un pertugio a caso? No problem, si ottiene lo stesso risultato infilando verticalmente la lama di un coltello nella polpa fino a formare una sezione quadrata isolando il torsolo), togliete la parte centrale del frutto.pere al vino rosso


 Quello che non ho mai gradito particolarmente di questa ricetta è il fatto che all’interno la pera non guadagni l’aroma del vino speziato, pertanto, ora che abbiamo ricavato uno spazio per la farcitura potremo ovviare a questo problema.

Disponete la pera in un piatto/ coppetta. Fate cadere una goccia di tofu o formaggio nell’incavo ricavato e siate sicuri che si sia depositato sul fondo, dovrebbe fungere da “tappo” per il vino che altrimenti colerebbe subito via.

Riempite con il vino addensato fino alla sommità e di nuovo “chiudete” con una goccia di tofu.

Irrorate tutta la pera con il vino e lasciate che riempia il fondo del piatto/ coppetta.
Fate cadere qualche goccia di tofu al limone anche intorno al frutto.

Servire fredda o temperatura ambiente.

 

Foto in copertina | arnold | inuyaki

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Scenografa, attrezzista e costumista laureata all' Accademia a Brera, al momento responsabile di segreteria scientifica storia lunga, non chiedete, è prolissa. Approdata al veganesimo per solidarietà verso la mamma intollerante alle proteine animali, ha imparato quanto più possibile. Cacciata con disonore dai ranghi del VVF (Vegani Veramente Forsennati) poiché beccata a papparsi un Kebab. Non è riuscita a limitarsi ma conserva le ricette migliori degli anni vegan.

5 Comments

  1. pere e vino rosso è un abbinamento perfetto, lo confermo!
    Piuttosto, queste pere Angelys non le conosco: da dove vengono? e come sono?

    • io non riesco mai a prepararle perché per la questione vino, mi sembra di sprecarne!
      Delle pere Angelys ho letto che sono una nuova varietà che nasce da un incrocio fatto recentemente forse in Francia. Sono belle grandi, sode e resistenti, più delle altre, una volta staccate dal picciolo. Ma il periodo migliore per trovarle pare sia giugno io consiglio la “Martin sec” la pera Martina da cuocere al forno o al vino. E’ una pera che altrimenti in pochi mangerebbero da sola talmente è dura!

  2. In effetti io le ho provate per curiosità e le ho trovate acerbe ma molto promettenti e a fine cottura avevano la consistenza perfetta. Anche a me viene una crisi al pensiero dello spreco del vino ma con queste quantità me ne è avanzato un cucchiaio alla fine, quindi ho placato il mio senso di colpa. Dai Stefania, buttati e prova! Poi fammi sapere!

  3. Pausa pranzo solo con il gelato: colpevole. Che bello un’altra ricetta per usare il tofu silk che se no rimane tristo nel frigo!

  4. Luca…sei tra i pranzatori con gelato?! Ma come?!! Almeno verso le 16 diventi famelico e iracondo?

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