Patate dolci caramellate Daigaku imo dessert

di
Patate dolci caramellate Daigaku imo
@Joan Nova


Le daigaku imo, letteralmente “patate università”, sono un dessert molto diffuso in tutto il Giappone sui banconi delle rosticcerie e sulle bancarelle fuori dai templi nei giorni di festa.

Sembra debbano il loro curioso nome al fatto di essere molto popolari tra gli squattrinati studenti dell’Università di Tokyo: si tratta infatti di una ricetta davvero povera, alla portata delle tasche anche dei “ronin”, giovani ragazzi che vivono  qualche anno di stento tentando e ritentando i difficilissimi esami di ammissione all’Università, con solo l’introito di qualche lavoro part-time.

Patate dolci caramellate Daigaku imo
satsuma imo @katrina.alana

Come spesso accade, le cose più semplici sono anche le più buone, ed eccomi qui a proporvi la ricetta originale delle daigaku imo, perfetto comfort-food per i freddi pomeriggi novembrini.

La patate utilizzate in Giappone per questa preparazione sono le famose “satsuma imo”, se avete difficoltà (probabile) a reperirle potete utilizzare però delle normalissime patate dolci.

Ricetta Patate dolci caramellate Daigaku imo

Dosi per 2 persone

  • 2 patate dolci di dimensioni medio-grande
  • 1 cucchiaio di olio di semi d’arachide
  • 1 cucchiaio di zucchero grezzo
  • qualche goccia di salsa di soia
  • semi di sesamo tostato

 

Procedimento

1. Laviamo le nostre patate dolci, togliamo le punte, le tagliamo in due per il lungo e quindi le affettiamo a spicchi irregolari, conservando la buccia perché siamo pigri  ricca di micronutrienti e li lasciamo in una bacinella con abbondante acqua per una decina di minuti, in modo che perdano ogni eventuale umore amarognolo. Poi le scoliamo senza tamponarle.

2. In una pentola antiaderente versiamo l’olio, lo zucchero e gli spicchi di patata dolce ancora umidi. È essenziale che ci sia ancora dell’acqua sui nostri spicchi: questa tecnica di cottura casalinga combina bollitura e frittura. Poniamo il coperchio sulla padella e accendiamo il gas, cuocendo a fiamma medio-bassa. Quando iniziamo a sentire sfrigolare, tenendo il coperchio sulla padella facciamo dei momenti circolari per muovere mischiare i nostri spicchi all’interno. Dopo 2 minuti, alziamo il coperchio e giriamo gli spicchi sul lato opposto e ricopriamo. Ripetiamo questa operazione fino a quando non abbiamo raggiunto un bel colore marrone dorato e controlliamo che uno stuzzicadenti possa affondare negli spicchi e passare da parte a parte.

3. A questo punto irroriamo gli spicchi con poche gocce di salsa di soia e chiudiamo il gas: impattiamo le nostre daigaku imo e le cospargiamo con una manciata di semi di sesamo e buon appetito!

 

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Mercante di parole giramondo. Mentre si dedicava allo studio delle humanae litterae nascosto dentro una giara di rupie, è naufragato sulle coste dell’arcipelago giapponese dov’è scampato alla morte venendo colpito in testa da un funghetto 1UP. Ha divorziato dai carboidrati complessi e benché si possa pensare che sia pigro, tecnicamente è solo impostato in modalità risparmio energetico perché mangia solo cibo ipocalorico.

2 Comments

  1. Ricetta stuzzicante e insolita: da provare per integrare il mio repertorio culinario internazionale. Ti farò sapere come è andata la sperimentazione. Nel frattempo, grazie

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