Quanti sono i musulmani in Italia? Stime, analisi e proiezioni

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In Italia, come in tutta Europa, la questione della presenza musulmana è elemento di accesa discussione politica e sociale. Il sentimento anti-islamico è in crescita, tanto che secondo una ricerca dell’Istituto PEW realizzata nel maggio 2014 e ripetuta due anni dopo, i due terzi circa della popolazione italiana si dichiara poco favorevole alla presenza dei musulmani (passando dal 63% del 2014 al 68% del 2016).

Gli oppositori ai processi di integrazione ed inclusione delle comunità musulmane sostengono l’incompatibilità delle stesse sia con i valori laici europei sia con quelli cristiani della maggioranza degli italiani. Alcuni denunciano addirittura una vera e propria “invasione islamica”, che mina i valori e le fondamenta della nostra società. Ma è veramente così? Cosa ci dicono i numeri? Quanti sono i musulmani in Italia?

Pocket Nius: da sapere in breve

1. I musulmani in Italia sono circa 2,5 milioni, il 4% della popolazione. È una stima, perché non ci sono dati ufficiali sulla confessione religiosa delle persone.

2. La comunità musulmana più numerosa è quella italiana: circa un milione di musulmani in Italia sono cittadini italiani, il 37% dei quali naturalizzati italiani negli ultimi anni.

3. I restanti 1,5 milioni sono musulmani di cittadinanza straniera, provenienti soprattutto da: Marocco, Albania, Bangladesh, Pakistan, Egitto.

4. I musulmani in Italia sono distribuiti soprattutto al nord, in particolare in: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.

5. Secondo alcune proiezioni, il numero di musulmani in Italia potrebbe aumentare fino a rappresentare il 6-8% della popolazione e poi stabilizzarsi. Non c’è quindi alcun fondamento all’ipotesi di una “invasione islamica” in Italia.

musulmani in italia

Una stima dei musulmani in Italia

Prima di presentare i dati, va detto che “contare i musulmani” è un’operazione impossibile da fare con precisione: non ci sono banche dati sulla confessione religiosa delle persone. Per questo nelle rilevazioni si parla di musulmani con riferimento a soggetti che provengono da una nazione la cui confessione religiosa principale è considerata quella islamica. Il termine tecnico è quello di “musulmano sociologico”, vale a dire chiunque provenga da un contesto sociale, istituzionale e/o familiare in cui l’Islam è elemento strutturante per l’identità dell’individuo.

Inoltre i dati sulla presenza di musulmani in Italia non sono in grado di misurare il livello di osservanza e di “religiosità” dei singoli individui: ci forniscono una stima generale del numero di soggetti che si rifanno a quel codice di valori morali e sociali islamici, ma non dicono nulla sul grado di osservanza effettiva dei precetti religiosi. Questo vale naturalmente per qualsiasi gruppo religioso, e quindi anche per il 70% di italiani che sono stimati come cattolici.

Fatte queste premesse, stimiamo il numero di musulmani in Italia basandoci su una serie di ricerche prodotte dalla Fondazione ISMU in collaborazione con Orim Lombardia, e qui rielaborate ed integrate con i dati aggiornati dell’ISTAT e del Ministero dell’Interno al 1 gennaio 2017.

Questi calcoli ci portano a stimare circa 2.520.000 musulmani residenti in Italia, pari al 4% di tutta la popolazione residente in Italia. Questa la suddivisione per cittadinanza.

musulmani in italia
Fonte: Elaborazione Fabrizio Ciocca su dati Istat/Ismu

Sui 2.520.000 musulmani stimati in Italia, il 43% ha cittadinanza italiana, mentre il restante 57% ha nazionalità straniera. Vediamo ora più nel dettaglio le caratteristiche di queste due componenti della presenza musulmana in Italia.

I musulmani di cittadinanza italiana

Dai dati emerge una prima sorpresa: la comunità musulmana più numerosa è quella italiana, con oltre un milione di presenze, divisa al suo interno nel seguente modo:

musulmani in italia
Fonte: Elaborazione Fabrizio Ciocca su dati Istat/Ismu

Il 37% dei musulmani italiani sono naturalizzati, sono cioè diventati italiani attraverso le procedure per ottenere la cittadinanza, quindi per residenza dopo 10 anni, per matrimonio dopo 3 anni, per trasmissione automatica ai figli ed elezione al compimento dei 18 anni.

Si stima che solo nel biennio 2015-2016 circa 160 mila musulmani stranieri sono diventati italiani; tra le prime dieci nazionalità per numero di richieste di cittadinanza accolte dal 2013 al 2015, figurano sette paesi musulmani.

musulmani in italia
Fonte: Elaborazione su dati Istat

Il restante 63% dei musulmani italiani, circa 680 mila persone, comprende i convertiti all’Islam, che l’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane) stima in circa 100 mila unità, di cui la maggioranza donne, i figli di questi ultimi e i figli nati in Italia di genitori naturalizzati. Allo stato attuale non ci sono informazioni sufficienti per separare il dato dei figli di convertiti da quello dei figli di naturalizzati.

I musulmani di cittadinanza straniera

I musulmani con cittadinanza straniera residenti in Italia sono stimabili in 1.440.000, il 57% dei musulmani presenti nel nostro paese. Queste le nazionalità più rappresentate.

musulmani in italia
Fonte: Elaborazione Fabrizio Ciocca su dati Istat/Ismu

Le prime cinque comunità per numerosità rappresentano i due terzi di tutti i musulmani stranieri residenti in Italia.

musulmani in italia
Fonte: elaborazione Fabrizio Ciocca su dati Istat/Ismu

Queste comunità hanno caratteristiche ben precise. I loro primi membri sono immigrati in Italia a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, hanno sviluppato una forte presenza sul territorio (con la presenza di centri, associazioni e rappresentanti), e si sono poi allargate con familiari che hanno ottenuto il ricongiungimento familiare, segno evidente di una volontà di stabilirsi in Italia.

Si tratta quindi di un’immigrazione musulmana che è diventata permanente nel tempo, portatrice di bisogni all’interno della società, che da migrazione “economica” (ossia di maschi adulti temporaneamente presenti) è diventata una migrazione di “popolamento”, che si è insediata nel territorio, distribuendosi secondo precise logiche di opportunità economiche.

Se allarghiamo lo sguardo oltre queste cinque comunità, emerge una componente musulmana composta da 2 milioni e mezzo di persone provenienti da 48 nazioni e tre continenti diversi, molto diversificata al suo interno: un Islam multietnico e multinazionale, che non trova quindi un’unica nazione, comunità, o regione geografica a rappresentarlo.

Da questi elementi si comprende che quell’immagine monolitica – a cui contribuiscono anche i media – che spesso gli italiani hanno dei loro vicini musulmani, a cui attribuiscono caratteristiche, comportamenti e modi di pensare e vivere simili, non è reale.

La distribuzione geografica dei musulmani in Italia

A livello territoriale, la maggiore presenza di musulmani si ha in Lombardia, Emila-Romagna, Piemonte e Veneto, che da sole assorbono il 55% di tutti i musulmani in Italia. Discreta la presenza anche in Toscana, Lazio, Campania e Sicilia, scarsa in tutte le altre regioni.

musulmani in italia
Fonte: elaborazione Fabrizio Ciocca su dati Istat

La concentrazione della maggior parte dei musulmani residenti in Italia nelle quattro regioni è legata ad un’immigrazione di tipo economico, inseritasi nel corso degli anni nel tessuto socio-produttivo delle industrie e delle piccole medie imprese del Nord. Ci sono poi le singole specificità, come la città di Roma, in cui sono residenti circa 120 mila musulmani, prima città italiana per numero di fedeli islamici, che insieme al comune di Milano (circa 95 mila presenze), rappresenta l’8% di tutti i musulmani in Italia, stranieri e non.

Musulmani in Italia: fu vera invasione?

Secondo i ricercatori del PEW, l’Italia dovrebbe passare dagli attuali 2,5 milioni di musulmani residenti del 2016 (pari al 4% della popolazione) ai quasi 3,6 milioni del 2030 (equivalenti al 6,2% del totale della popolazione); tuttavia poi questa percentuale sul lungo periodo è destinata a stabilizzarsi su percentuali che oscillano intorno all’8-9% per il 2050.

Una presenza strutturale, ma pur sempre minoritaria rispetto al totale della popolazione italiana. Se anche aggiungiamo i 170 mila stranieri irregolari musulmani (circa il 40% del totale immigrati irregolari che l’Ismu ha stimato in 435 mila per il 2016), il numero dei musulmani in Italia sale a 2,8 milioni, il 4,5% della popolazione.

I dati reali smentiscono quindi in maniera categorica l’ipotesi dell’Italia come terra di “invasione islamica”. Eppure, secondo una ricerca del dicembre 2016 condotta dall’Istituto IPSOS MORI, gli italiani stimano la presenza musulmana pari al 20%, cinque volte il loro numero effettivo.

Prima ancora che spaventati o diffidenti, gli italiani appaiono dunque male informati. I motivi sono molteplici: dalla semplificazione dei mass-media nel narrare il fenomeno, all’enfasi sui flussi migratori provenienti da paesi islamici, alla mancanza di conoscenza empirica del fenomeno descritto. È il caso quindi che la ragione fondata su un approccio scientifico torni ad avere un ruolo di guida del sentimento perché, come diceva Gandhi:

La percezione rimane cieca se non è illuminata dalla ragione.

5 link per saperne di +

1. Il + sovrastimato

Un sondaggio Ipsos-Mori di fine 2016 rivela che la presenza percepita di musulmani è sovrastimata in tutti i paesi europei rispetto alla presenza reale. Il commento di Rivista Studio.

2. Il + televisivo

Le sei puntate del programma di Gad Lerner Islam, Italia andato in onda su Rai Tre a fine 2016. Il modo migliore per conoscere questo pezzo importante della società italiana.

3. Il + irriconoscente

La religione islamica non è ufficialmente riconosciuta dallo Stato italiano. Ce lo ricorda questo articolo del Washington Post.

4. Il + accogliente

Al Jazeera racconta la storia di una famiglia trevigiana che dal 2015 ha accolto sei rifugiati africani, tutti musulmani.

5. Il + convertito

Chi sono i nuovi musulmani, ossia gli italiani convertiti all’Islam, in questo approfondimento de Linkiesta.

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Nato a Trastevere, Roma, sociologo con un master in sistemi urbani multietnici, è studioso dei flussi migratori, ed è convinto che numeri e tabelle possano aiutare l'opinione pubblica a comprendere fenomeni complessi. Il suo sogno nel cassetto è vedere l'As Roma vincere una Champions League, ma è consapevole che i miracoli difficilmente si avverano.

3 Comments

  1. mi sorge una domanda:
    la religione può essere solo dedotta dalla nazionalità? non esistono altri mezzi?
    se così i dati sono necessariamente molto approssimativi. Mi risulta che gli egiziani della comunità cristiana copta siano molto maggiori del già cospicuo 9% in patria. Discorso simile per l’Albania (molti cristiani, sia ortodossi che cattolici oltre agli atei).
    D’altra parte molti indiani, etiopi ed eritrei sono islamici, sebbene la maggior parte dei propri paesi non lo sia. E’ per questo che non sono stati menzionati?

    • Caro Carlo, la tua domanda è giusta.
      L’analisi da me sviluppata tiene conto anche delle tue considerazioni. La metodologia ( che per motivi di spazio non è illustrare nel dettaglio in questa sede) parte dalla % di musulmani presenti nella Nazione di origine, la cosiddetta “stima di appartenenza religiosa”. Per esempio per l’Egitto, tenendo conto sia delle stime di prestigiosi enti di ricerca internazionali (Pew research) e nazionali ( Idos, Imu, Orimi) è stata utilizzata una percentuale pari al valore 87% ( proprio per i motivi da te illustrati), per l’Albania una percentuale pari al 48%. Spero di essere stato esauriente.
      Fabrizio Ciocca

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