Involtini di bietole ripieni dal Libano3 min read

22 Maggio 2014 Cucina -

Involtini di bietole ripieni dal Libano3 min read

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[divider scroll_text=”Cucina internazionale: Libano”]
Bellissime bietole, riso, pomodori, ceci e legumi di ogni sorta riempiono i frigoriferi e le dispense ormai da settimane.
Giunge dal Libano un sistema ghiotto e sugoso per assemblarli nei sempre ottimi involtini di bietole ripieni.

Del resto tutto sembra più buono fatto a involtino! Anche gli involtini della zia che erano fatti con cuoio puro e ripieni di ottimo niente sembravano migliori solo perchè erano arrotolati e richiusi con degli stecchini (chi di noi non si è mai pappato una scheggia di stuzzicadenti del samurai?).

La ricetta degli involtini di bietole ripieni si rivela esotica, in realtà, solo al momento della cottura che è particolare e lunghissima, come tante altre del sud del Mediterraneo. Non so se nei paesi della costa sia usanza mettere la roba sul fuoco e poi andare a farsi un giro (o i mestieri)…ma parrebbe proprio così. Perchè non approfittarne e nel frattempo andare a guardarsi un vecchio episodio di Friends?

I legumi originariamente previsti per questa ricetta sono i ceci. Mia mamma li odia. Quindi ho provato alcune varianti, tutte deliziose: lenticchie, borlotti, cicerchie…
Ve le consiglio tutte, tra l’altro questa ricetta non è una di quelle delle grandi occasioni, è piuttosto il classico piatto leggero ma buono del quale provi tremila varianti e che magari cucini più di una volta al mese.

Ricetta per gli involtini di bietole dal Libano

Dosi per 4 persone

  • 1,5 kg di bietole fresche e “robuste” (foglie belle larghe)
  • 250 g di riso Carnaroli bollito e freddo
  • 2 cipolle tritate
  • 5 pomodori tagliati a dadini piccoli
  • prezzemolo fresco q.b.
  • 100 g di legumi cotti (preferibilmente ceci)
  • succo di limone q.b.
  • 500 ml di brodo vegetale
  • olio d’oliva q.b.
  • sale
  • pepe
  • peperoncino

 

Preparazione
Mescolate, a freddo e senza ritegno alcuno, tutti gli ingredienti per il ripieno.
Mettete il composto dentro ad uno scolapasta e a sua volta appoggiatelo sopra una ciotola. Lasciate colare per 20 minuti quello che poi sarà il vostro preziosissimo sughetto, con cui irrorerete gli involtini.
Nel frattempo tagliate i gambi delle bietole, teneteli da parte e sbollentate le foglie in acqua salata per un paio di minuti. Scolatele e fatele freddare bene. Finchè saranno calde le foglie saranno più delicate quindi adagiatele su un piatto ben distese.
Poggiate le foglie sul piano di lavoro, alcentro di ciascuna distribuite un cucchiaio di ripieno. Ripiegate i lembi della foglia non troppo stretti ma in modo che aderiscano bene l’uno all’altro.

La ricetta originale prevede che sul fondo della casseruola si dispongano i gambi delle bietole appena tagliati, affinchè le foglie non brucino a contatto con il tegame. Accorgimento leggermente anacronistico nell’era delle padelle con fondo alto 1 o più centimetri, tuttavia non da scartare. Ho provato entrambe le procedure, con i gambi viene meglio, è vero, quindi lo farete pure voi.
Ungete leggermente il fondo di una padella/casseruola con i bordi alti. Sul fondo sistemate i gambi delle bietole in modo uniforme. Disponete anche gli involtini e sopra agli stessi appoggiate un piatto pesante, o un coccio. Motivo? Non devono muoversi durante la cottura.
Versate nella padella il sughetto precedentemente scolato e aggiungete un brodo leggero fino a coprire gli involtini.

Portate prima ad ebollizione a fiamma alta, poi abbassate il fuoco al minimo lasciando cuocere per poco meno di 1 ora. La ricetta originale prevede 1 ora e mezza di cottura e prevedeva anche delle foglie di vite al posto delle bietole che sono più dure e richiedono più tempo… decidete voi.
Scolateli e serviteli freddi, o portateveli come schiscetta al lavoro!

Foto in copertina |Geoff Peters

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Scenografa, attrezzista e costumista laureata all' Accademia a Brera, al momento responsabile di segreteria scientifica storia lunga, non chiedete, è prolissa. Approdata al veganesimo per solidarietà verso la mamma intollerante alle proteine animali, ha imparato quanto più possibile. Cacciata con disonore dai ranghi del VVF (Vegani Veramente Forsennati) poiché beccata a papparsi un Kebab. Non è riuscita a limitarsi ma conserva le ricette migliori degli anni vegan.
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