I figli si fanno sempre più tardi

di

Età media primo figlio in Europa: dati 2012

Nel 1995 l’età media primo figlio in Europa si attestava in tutti i paesi dentro il famoso intervallo di massima fertilità biologica, salvo rare eccezioni. Nel 2012 solo i paesi dell’Est (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Bulgaria) rimangono all’interno dell’intervallo, e comunque anche il loro dato è in crescita.

L’età media delle donne alla nascita del primo figlio è aumentata in tutti i paesi europei, anche in quelli non indicati nella tabella che trovate in fondo all’articolo. Prima di lasciarvi con i dati, ecco alcuni spunti di interesse:

  • Il paese dove si fa il primo figlio più tardi è il Regno Unito (30,8)
  • Quello dove si figlia prima è la Bulgaria (25,6)
  • Tra il 2005 e il 2012 l’età media del primo figlio è in aumento in tutti paesi
  • Rispetto al 2011, l’unico paese in cui l’età media arretra è la Bulgaria, ma di un insignificante -0,1
  • Il paese dove l’età media del primo figlio si è più alzata tra il 1995 e il 2012 è la Repubblica Ceca (+4,6 anni)
  • Quelli dove più si è alzata tra il 2011 e il 2012 è il Regno Unito (+0,3 anni)

Età media primo figlio in Europa: i dati

La tabella riassume l’evoluzione dell’età media delle donne alla nascita del primo figlio in alcuni paesi europei, dal 1995 al 2012.

 

1995

2005

2012

Regno Unito

28,3

29,9

30,8

Spagna

28,4

29,4

30,3

Grecia

26,6

28,5

29,6

Paesi Bassi

28,4

29,0

29,3

Irlanda

27,3

28,8*

29,3

Germania

n.d.

n.d.

29,1

Svezia

27,7°

28,7

29,1

Danimarca

27,4

28,4

29,0

Portogallo

25,7

27,3

28,6

Finlandia

27,2

27,9

28,5

Belgio

27,3

27,6

28,0⌃

Rep. Ceca

23,3

26,6

27,9

Ungheria

23,8

26,6

27,7

Polonia

23,7

25,7

26,6

Romania

23,0

24,8

25,7

Bulgaria

22,4

24,6

25,6

Italia

28,1

n.d.

n.d.

Francia

27,7°

28,5

n.d.

* Dato del 2007
° Dato del 1998
⌃ Dato del 2010

Fonte: Eurostat 

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

10 Comments

  1. Non credo ci sia un’età giusta per fare i figli, e neppure le condizioni socio-economiche dovrebbero influire nel determinare l’età giusta. L’età giusta purtroppo ci viene imposta ed inculcata da vari fattori. I figli devono essere lo scopo principale dello stare insieme, sia da sposati che da conviventi o altro, senza fare distinzione tra matrimoni civili, religiosi…. I figli sono l’eredità che noi lasciamo per costruire il futuro migliore possibile, non è tanto quello che facciamo che lascia il segno. Se facciamo i figli da vecchi, non avremo neppure la capacità di amarli e indirizzarli a quelle che dovrebbero essere i valori fondamentali del’essere. Purtroppo è un retaggio che anche il boom economico ci ha lasciato, è una ricerca di non avere ‘impicci’ troppo presto, di non aver pannolini da cambiare, figli da accompagnare a scuola, ecc. ecc. Non sono un sociologo, sono un genitore che ha fatto due figlie dopo i 30 anni, ma con il senno di poi, ammetto di aver sbagliato, avrei preferito anticipare e farne 3 o 4. Solo così la famiglia si ravviva e si riunisce. Certo non sempre le condizioni economiche lo permettono, spesso però è una scusa. I poveri, sopratutto nei paesi più poveri, hanno tanti figli, anche i nostri nonni e bisnonni che erano in condizioni precarie facevano 5, 6 figli e più anche 10. Non tiriamo sempre in ballo la precarietà del lavoro, il ruolo delle donne, ecc….Negli altri paesi europei, basta andare in Francia, vedi famiglie con 3 o 4 figli. E poi più si tarda e più noi diventeremmo dei ‘vecchissimi nonni’ forse non più in grado di badare i nipotini e dare il giusto aiuto ai nostri figli.

    • Luciano, grazie per la tua testimonianza. Fondamentalmente sono d’accordo. Personalmente non leggo positivamente il ritardo del tempo sociale rispetto a quello biologico, anche se poi credo che al di là di tabelle o presunte “età migliori” ognuno debba fare come gli/le pare.

  2. Certo ‘fare come gli/le pare’….è ormai d’uso. Fare come gli/le pare mi sta bene solo se non impatta sugli altri…..fare figli a 40-50 anni secondo me impatta sulla crescita, sulla formazione, sull’educazione dei figli….ecc. anche se l’amore dei genitori può essere sempre lo stesso. Ma è la nostra società, sopratutto gli errori di chi come me vi ha preceduto anagraficamente parlando, che ci ha portato a questo, purtroppo…. spero che voi giovani riuscirete a modificare le cose, senza solo adattarle alle proprie personali esigenze.

  3. Poi c è anche per’ chi li vorrebbe da qualche anno e a 35 suonati non arrivano…… Sarei da buttare io quindi????

  4. Mia mamma mi ha avuto a 43 anni…vorrei solo piangere, sono consapevole che sono arrivata molto in ritardo

  5. Chiedersi il perché i figli si fanno sempre più tardi è un argomento in cui ciascuno ne giustifica le sue ragioni ma partono tutti da una premessa trascurata: è la natura che ha creato questa realtà; dopo la maturità sessuale una femmina di qualsiasi specie vivente evoluta, se fertile, è in grado di concepire e riprodursi fino a quando essa non diventa sterile. Oramai sembra voler piegare anche la natura alle esigenze delle persone, basta trovare una giustificazione attendibile.

  6. Sondaggio difficile. La mia bisnonna ha fatto 12 figli, 2 sono morti, 10 sono vissuti a lungo. Ma erano contadini. E’ vero, una volta si facevano più figli per altri motivi, non perchè mancava il televisore … c’era una un’alta mortalità, le case erano grandi e potevano ospitare due o più famiglie, per cui gli anziani erano sempre accuditi dalle nuore o dai figli/e. In famiglia erano collaborativi e c’era maggiore coesione, si divideva tutto. Oggi è tutto complicato, non solo perchè se lavorano entrambi i genitori il figlio è affidato a baby sitter o scuole, se la madre non lavora è sempre impegnata anche a dover intrattenere i figli con varie attività (palestra,nuoto, calcetto etc.) e ciò ha anche dei costi…. Una volta c’era i cortili, i bambini giocavano fuori casa, socializzavano e facevano attività fisiche, ed erano controllati anche da altre mamme, oggi starebbero sempre davanti al pc e si deve anche controllarli (possibilmente!). C’erano meno rischi e pericoli (droga etc.). Oggi non si fanno meno figli non solo perchè si deve mantenerli (pannolini, cibo, giocattoli..) altri costi incidono sul loro mantenimento e crescita… Le madri oggi sono più “responsabili” e attente, più mature e coscienti di cosa significhi mettere al mondo dei figli… Una volta, da una certa età, i figli andavano a scuola da soli… ore devono essere accompagnati… al momento della comunione non erano coinvolti i genitori. Andavano a Catechismo e via… oggi devo essere presenti anche i genitori… Insomma, il sociale e i cambiamenti culturali incidono molto sulla decisione d’avere un figlio e tutti questi fattori dovrebbero essere tenuti in considerazione facendo dei sondaggi.

    • Buongiorno Rosy, grazie davvero del tuo commento. Sono riflessioni importanti, sono tanti i fattori che portano a un calo della natalità, tra cui certamente quello che citi tu. Ci sono fattori legati ai cambiamenti della società: il primo figlio si fa più tardi mentre magari un tempo arrivava a 20-25 anni perché le donne studiano, lavorano e si divertono di più, e questa mi pare una cosa assolutamente positiva. D’altra parte come dici tu manca un supporto che consenta alle famiglie (soprattutto alle donne) di vivere la maternità conciliandola con il lavoro e gli altri impegni della vita sociale. A poco servono i bonus bebè su cui insistiamo a battere: meglio sarebbe estendere i servizi, come gli asili nido, che consentono una reale conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

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