Weekend lungo in Tunisia con tè alla menta

di

Il weekend lungo in Tunisia inizia così:

“Ho preso i biglietti per Tunisi”.

“Ah, Tunisi”.

“Sì, Tunisi, quella che era Cartagine!”.

“Iuhuhuh! siiì, Cartagine!”.

Con 1400 km di coste la Tunisia ci pare una fetta di Africa del Nord non troppo distante dagli usi e costumi di un Paese mediterraneo come il nostro e con il fascino esotico di un Paese africano: ideale per una vacanza durante la quale non abbiamo voglia e tempo di cacciarci in un contesto mentalmente troppo impegnativo (con lingue, cultura e alimentazione molto dissonanti dalle nostre). E allora, prendiamo un volo per due: destinazione Tunisi.

Il nostro soggiorno durerà cinque giorni e potremo visitare un paio di località pensando di trascorrere 48 ore in ognuna. Mi accingo a prenotare online i biglietti per circa 200 € a/r e mi avvedo che, come dice Micol Briziobello, ci si impiega di meno ad andare in Tunisia da Milano che a fare Roma – Rieti con i mezzi.

Partiamo? Partiamo

Appena fuori dal ritiro bagagli un bambino ci saluta, gridando al nostro indirizzo “forza Inter”. Ecco, no.

Alloggiare a Tunisi

Abbiamo prenotato un hotel abbastanza centrale a Tunisi, La Maison Dorée, perché vogliamo muoverci a piede libero per visitare La Medina (la città vecchia), collocata al centro di Tunisi. Un buon prezzo ci ha convinto: spendiamo circa 50 € a notte (camera doppia con bagno); non lo sappiamo ancora ma uno di noi due saprà gioire per questa collocazione.

Leggiamo sulla Lonely Planet che a La Maison Dorée bisogna chiedere di vedere le camere senza accettare la prima che viene proposta. E ci accorgiamo che, in effetti, la seconda proposta è di gran lunga migliore della prima.

L’indomani andiamo alla scoperta della Medina, patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. Il centro storico e culturale di Tunisi (VII sec. d.C. circa) gira intorno e dentro questa fitta rete di vicoli, densi di bianco e pochi altri colori, tra cui spicca il turchese.

Arriviamo ad uno dei luoghi più antichi della Medina, la Moschea Zitouna (anche conosciuta come Moschea Grande di Tunisi) e scopriamo un pezzo della vecchia Cartagine romana, da cui sono state recuperate le 200 colonne su cui sorge la moschea. In poco tempo la visitiamo, anche se purtroppo non possiamo entrare nella sala delle preghiere in quanto l’accesso è permesso solo ai musulmani. Ci godiamo dalla corte principale un po’ di silenzio e contemplazione.

Mi assale un’idea (frutto della contemplazione?): voglio comprarmi la cous cous erie e ci infiliamo nel primo souq (anche سوق, soq, souk, esouk, suk, sooq) che troviamo appena usciti dalla Moschea. I souq sono dei dedali di gallerie e stradine con la volta a botte e ognuno è specializzato in un ben preciso genere merceologico. Trattando sul prezzo riesco a spuntare quello che posso spendere.

Mangiare a Tunisi

Ad ora di pranzo ci fermiamo per una sosta in un piccolissimo locale vicino alla Moschea Verde chiamato Happy Tunisi. Non abbiamo nessun problema a trovare un luogo pulito e mediamente economico dove mangiare a Tunisi e anche il nostro hotel ha un piccolo ristorantino alle spalle. Le rosticcerie per strada sono invitanti e potrete assaggiare spiedini, pollo piccante, patate fritte e focacce o la deliziosa pasticceria fritta. Il piatto tipico resta comunque il cous cous servito con zuppe di carne, verdure o pesce, con annessa visione di partita di calcio nei piccoli localini poco turistici in cui lo abbiamo assaggiato.

Ci piace fermarci e trascorrere il tempo ad osservare Tunisi. Qui dove il passatempo migliore sembra proprio quello di stare seduti ai bar, all’aperto, a guardarsi intorno con davanti un buon caffè o del più tipico tè alla menta. Quest’ultimo sarà il nostro compagno prescelto nei momenti di pausa di questo viaggio.

Weekend lungo in Tunisia
Tè alla menta

Escursioni giornaliere da Tunisi

Il secondo giorno decidiamo di fare una escursione fuori da Tunisi e le possibilità che si presentano sono:

  • il parco archeologico di Cartagine
  • la cittadina di Sidi Bou Said

 

Decidiamo per il parco archeologico di Cartagine che si estende dall’acropoli sulla collina di Byrsa, dove è collocato il Museo, alle Terme Romane di Antonino, e affaccia sul mare. Prendiamo quindi un trenino e in breve tempo siamo già tra le rovine del parco.

La vista dalla collina di Byrsa è mozzafiato. Visitiamo la collina e l’acropoli e facciamo un giro al museo dell’acropoli che, benché piccolo, merita una visita.

Incuriositi, esploriamo anche la Cattedrale di St. Louis e rimaniamo incantati dai suoi colori. Trascorriamo mezza giornata nel parco, il tempo sufficiente per fare il pieno di ipotesi sulla grande Cartagine di un tempo.

Pernottamento e visita ad Hammamet

Per il nostro terzo giorno avevamo pensato di visitare e soggiornare fuori Tunisi. Hammamet (meta prediletta di Bettino Craxi), in bassa stagione, ha la meglio sulle altre possibilità. Ci fermeremo due giorni (quello di arrivo più una notte) prima di rientrare a Tunisi il giorno della partenza.

Dopo un viaggio di un’oretta abbondante su un trenino dell’Ottocento, conciliante un sonno tranquillo, arriviamo in stazione ad Hammamet e chiediamo informazioni per raggiungere il nostro hotel.

Ne scegliamo uno di fascia di prezzo simile a quello di Tunisi, forse anche più economico: l’Hotel Nesrine (circa 40 €/stanza doppia). Pulito, spazioso, con annessa spiaggia con ombrelloni di paglia, non è il massimo ma ha un rapporto qualità-prezzo adeguato. Ci installiamo e usciamo per girare la città e fare un tuffo.

Abbiamo subito l’impressione che Hammamet sia una meta costellata da alberghi turistici per la stagione estiva e poiché noi arriviamo in bassa stagione sembra quasi di camminare in un set cinematografico marino (bianco e turchese) trascurato e a riposo. Ci aspettavamo la Rimini tunisina, e forse lo è, ma maggio non è ancora il suo momento, per nostra fortuna!

Le spiagge di Hammamet, invece, vivono in una dimensione parallela. Nonostante la bassa stagione sono più vive. Sono infatti le più popolari di tutta la Tunisia, note per la pulizia e per le strutture ben organizzate. Ecco, forse sarebbero da evitare in alta stagione, essendo preda di animatori turistici.

Ci muoviamo tranquillamente a piedi per girare la città e per cercare un luogo dove cenare. Prima visitiamo la Medina di Hammamet che si dice sia molto bella.

Non ci delude per niente, racchiusa in una fortificazione muraria color sabbia, è piccola ma tenuta molto bene e sicuramente una forte attrazione turistica visto il numero di bancarelle che troviamo all’uscita. Lo spettacolo dei colori del tramonto sulle mura bianche di calce della Medina è incantevole.

Cenare ad Hammamet

All’uscita dalla Medina è ora di mangiare qualcosa e scegliamo un ristorantino apparentemente molto meno turistico degli altri, situato nel piazzale antistante la Medina, che si chiama Le Pecheur. Atmosfera informale, con tavoli colorati sul prato, servizio semplice ed educato, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo e abbiamo gustato un cous cous di pesce niente male. Sembra sia molto frequentato dai tunisini e poco dai turisti e questa cosa l’apprezziamo molto!

L’ultimo giorno: rientro da Hammamet a Tunisi la mattina presto e poi shopping sfrenato (senza contare quello dei giorni precedenti).

Cosa comprare in Tunisia

In Tunisia si trova di tutto. Dal piccolo souvenir che riproduce un triste cammello piccolo in peluche ai bei tappeti di lana vera di manifattura locale.

Non chiedetemi come abbia fatto ma alla fine me ne sono tornata a casa con un tappeto color carta da zucchero. Eppure mi sembra che viaggiassi con la Easyjet e solo con il bagaglio a mano… forse ricordo male. Comunque il tappeto è qui a casa mia e ogni volta che lo guardo ricordo il momento della scelta e la trattativa in quel negozio. Pezzi di vita. I venditori sono anche disposti a spedirtelo a casa. Ma se sono riuscita io a infilarlo nel bagaglio, riuscirete anche voi!

Altri acquisti vivamente consigliati sono quelli che potete fare in qualsiasi mercato locale: uscite dal souq dove vi bombarderanno con prodotti turistici ed entrate nei mercati di frutta e verdura tunisini. Vale la pena comprare il cous cous. Intendendoci a gesti, perché le donnine del mercato non parlavano un’acca di francese, mi è stato spiegato che si trattava di cous cous e come cuocerlo a casa. Al mercato mi sono divertita e il contatto con i tunisini è avvenuto solo in questi momenti. Il cous cous è in grana più grosso di quello che troviamo noi al supermercato e tiene maggiormente la cottura senza diventare una poltiglia appiccicosa.

Le spezie sono un acquisto che vi consiglio vivamente. In particolare lo zafferano e il pepe. Il tipico tè alla menta dipende dai gusti, non tutti l’apprezzano.

Prodotti dell’hammam (conosciuto anche come bagno turco) sono il sapone nero (che vi consiglio vivamente), oli, spugne da scrub: vi faranno impazzire e li troverete in qualsiasi supermercato o negli stessi hammam.

Al prossimo viaggio!

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Antropologa e progettista, a Le Nius è coordinatrice, formatrice e social media manager. Studia il ruolo dei patrimoni culturali per lo sviluppo sostenibile, si interessa di antropologia dei media, è consulente per il terzo settore. info@lenius.it

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