Sulle tracce di Che Guevara: il mio viaggio a Cuba, zaino in spalla

di

@SARA ROMAGNOLI

Il mio viaggio a Cuba è stato uno di quei viaggi desiderati da tanto tempo. Uno di quelli che occupano le wish list per anni prima di essere finalmente realizzati. Si è trattato di un viaggio speciale per almeno tre diverse ragioni, una non meno importante dell’altra.

Innanzitutto, il mio viaggio a Cuba è stato il tipico backpack-travel: zaino in spalla e via alla scoperta della Isla Hermosa che ha affascinato una schiera di personaggi famosi, primo tra tutti Ernest Hemingway. Era la prima volta che sperimentavo questa tipologia di viaggio, e devo dire che non l’ho trovata affatto scomoda. In uno zaino da 20 euro sono riuscita a far entrare tutto quello che mi serviva durante 10 giorni (attraverso tecniche all’avanguardia già collaudate da viaggiatori esperti).

In secondo luogo è stato un viaggio tra donne. Il mio viaggio a Cuba l’ho organizzato nei minimi particolari con tre amiche conosciute a Barcellona, la città dove vivo e lavoro. Con un’auto a noleggio abbiamo percorso la metà nord-ovest dell’isola dividendo spese, vitto e alloggio, riuscendo a creare una sintonia e un affiatamento degno di 4 amiche e un paio di jeans. Solo che questa volta il leitmotiv non erano un paio di vecchi jeans, ma i nostri zaini stracolmi.

Tutte italiane, abbiamo sfatato un triste mito ancora molto forte nel nostro Paese. Dove se ne vanno quattro ragazze da sole in un Paese straniero e sconosciuto? È pericoloso! È vero che la prudenza non è mai troppa, ma Cuba è un posto sicuro. Non ci si sente in pericolo nemmeno un momento, i cubani sono un popolo affabile e generoso, pronto ad aiutare nel caso il turista dovesse trovarsi in difficoltà. Pronti a condividere anche quel poco che possiedono.

Inoltre quest’anno il mio viaggio a Cuba è stato speciale anche perchè il 9 ottobre è stato il cinquantesimo anniversario della morte di Ernesto Guevara. E non esiste modo migliore per ripercorrere le tappe della vita del Che che visitando i luoghi emblematici della sua vita a Cuba, dove ovviamente è considerato eroe nazionale.

Ernesto Che Guevara è stato capace di diventare un eroe anche a ben altre latitudini e per altre generazioni: lo sguardo carismatico del medico argentino che ha fatto la rivoluzione a Cuba compare ancora oggi ad ogni sciopero e occupazione scolastica. Divenuto icona pop nel mondo, a Cuba il Che resta il simbolo della ribellione allo status quo, della lotta a favore dei più deboli, della rivalsa di un sentimento popolare forte e compatto. Dall’Avana a Santiago, per la maggior parte dei cubani il Che resta un idolo indiscusso, un uomo che visse e morì per i suoi ideali e per una causa che considerava giusta benché non fosse la sua. Il mio viaggio a Cuba è stato anche la scoperta della vita e la storia di questo grande uomo, e del ricordo che ancora echeggia in America Latina, soprattutto nelle strade e nei cuori dell’isola.

Questa piccola guida è il racconto di questo viaggio di scoperta e di avventura, e potrebbe tornarvi utile se Cuba è anche nella vostra wish-list dei prossimi viaggi. Passati gli uragani e la stagione delle piogge, si apre il periodo migliore per visitare la Isla Hermosa.

Pocket Nius: da sapere in breve

1. La República de Cuba occupa una superficie totale di 110 mila chilometri quadrati ed è governato da un regime socialista al cui vertice si trova Raul Castro, dopo la recente morte del fratello Fidel. Lo Stato offre alla popolazione istruzione e sanità gratuite, ma non un salario competitivo a livello internazionale.

2. Nonostante il clima sia mite durante tutto l’anno, la stagione migliore per visitare Cuba è quella secca, tra novembre e aprile, quando le temperature non scendono quasi mai al di sotto dei 24 gradi.

3. Se si vuole visitare Cuba, la migliore alternativa è quella di alloggiare in una delle casas particulares autorizzate dal governo. Cittadini comuni mettono a disposizione la loro casa per ospitare i visitatori, che hanno così modo di sperimentare in prima persona com’è la vita sulla Isla Hermosa.

4. La grande maggioranza della popolazione cubana vive in condizioni di povertà. Sarebbe consigliabile portare in valigia materiale di cancelleria per i bambini, e indumenti che non si usano più, che potrebbero essere lasciati sull’isola e regalati a famiglie bisognose.

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Il mio viaggio a Cuba, 1° parada: Cienfuegos

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@SARA ROMAGNOLI

Il mio viaggio a Cuba è iniziato con un volo Iberia da Madrid a L’Avana della durata di dieci ore. La compagnia di bandiera spagnola offre biglietti aerei per l’isola bella a prezzi abbastanza convenienti. Se presi con il giusto anticipo, si può prenotare andata e ritorno con meno di 600 euro.

Tuttavia, abbiamo deciso di lasciare la capitale cubana per il finale, un dulcis in fundo del nostro viaggio, preferendo affittare una macchina e partire subito alla scoperta dell’isola.

La primera parada, cioè la prima tappa del mio viaggio a Cuba è stata la cittadina di Cienfuegos, capoluogo dell’omonima provincia, affacciata sul Mar dei Caraibi. Più precisamente, la città si trova sulla baia di Cienfuego, una enorme insenatura talmente grande e chiusa da sembrare un grande lago.

A Cienfuegos ci siamo subito rese conto di quanto lo spirito rivoluzionario cubano e il ricordo di Ernesto Guevara siano forti nella società moderna. Il centrale Paseo del Prado, elegante via centrale dove si affacciano le colorate case coloniali, era un susseguirsi di striscioni, locandine, insegne dedicate al ricordo degli eroi della Rivoluzione e all’attuale governo, che perpetra gli ideali comunisti. A Cuba, infatti, non esiste pubblicità: i cartelloni e le insegne che nei Paesi occidentali fanno marketing di prodotti in commercio sono sostituiti da strumenti di propaganda più o meno caserecci. Ovunque compaiono gli slogan della rivoluzione, citazioni famose di Che e compagni, foto di Fidel Castro e dell’attuale leader, il fratello Raul Castro.

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@SARA ROMAGNOLI

Cienfuegos è una ridente cittadina, la cui architettura è inconfondibilmente coloniale. Le case colorate possiedono colonnine classicheggianti, ogni edificio mostra colori sgargianti, i portici sono sormontati da soffitti in legno decorato. Nella piazza centrale, dove si trova il Parque José Martí, i bambini e i ragazzi giocano a calcio scalzi, mentre le donne e gli anziani chiacchierano comodamente seduti sulle panchine, la cui forma e decorazione ricorda quelle dei parchi francesi.

Francese è anche l’origine di Cienfuegos, che venne fondata agli inizi dell’Ottocento dai coloni al seguito di Luis De Clouet con il nome di Orléans, come l’omonima città del Nord America. Questa omonimia portò sfortuna al villaggio, che venne distrutto da una calamità naturale, e venne ricostruito con il nome di Fernandina, più tardi di nuovo modificato in Cienfuegos, in onore di un governatore spagnolo.

Cienfuegos è anche detta la Perla del Sud di Cuba, e il suo centro è patrimonio dell’Unesco dal 2005.

Il mio viaggio a Cuba, 2° parada: Trinidad

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La seconda tappa del nostro viaggio a Cuba è stata Trinidad, provincia di Sancti Spiritus, nella parte centrale dell’isola. Qui conviene fermarsi per almeno un paio di giorni per godere a pieno dello spirito cubano, della proverbiale lentezza del vivere di questa gente, i cui ritmi sono scanditi dalla languida musica cubana e dall’allegria della salsa.

Anche Trinidad è una colorata città coloniale, fondata nel Cinquecento dal conquistador Diego Velazquez de Cuellas in una posizione strategica per la coltivazione e il commercio dello zucchero, oggi sostituito dal tabacco come fonte primaria di sostentamento in questa zona. Il centro della città è un quadro dai mille colori: il giallo, l’azzurro, il verde degli edifici sono abbelliti dalle bianche grate delle finestre decorate e il parco che sorge in Plaza Mayor è un delizioso giardino circondato da chiese e case d’epoca. La vita notturna offre bar e sale da ballo dove si concentra la gioventù cubana e i turisti che visitano e soggiornano a Trinidad. Di giorno si possono imparare i passi della salsa in una delle casas populares o prenotare una passeggiata a cavallo nelle campagne circostanti.

Tuttavia, se il centro mantiene intatta la sua bellezza (dal 1988 è patrimonio Unesco), il resto della città versa in uno stato di totale abbandono. Le case, diroccate in più punti, mostrano il mattone vivo, i bambini scalzi giocano per le strade con giocattoli rotti, gli uomini si crogiolano sugli usci senza lavoro. Vedendo questa immagine di Trinidad sembra di rivivere il passato coloniale della Isla Hermosa e nei visi della gente sembra di rivedere i volti segnati degli schiavi delle piantagioni.

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@SARA ROMAGNOLI

Fu proprio la povertà e l’indigenza dei popoli latinoamericani a muovere Ernesto Guevara, uno studente di medicina argentino che percorse il Sudamerica in motocicletta da sud a nord e decise di combattere in Guatemala prima, a Cuba poi, a favore dei più deboli. Il suo scopo era la liberazione dei popoli, il suo ideale l’uguaglianza, la sua meta la libertà. Forse il Che aveva immaginato una Cuba diversa, dove i cittadini potessero essere padroni del proprio destino e non dovessero subire ulteriori angherie. Tuttavia, la Cuba di oggi presenta molte contraddizioni, dal momento che il socialismo ha sì vinto la lotta contro il capitalismo, ma non riesce ad offrire benessere a tutta la popolazione.

Il mio viaggio a Cuba, 3° parada: el Valle de los Ingenios

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@SARA ROMAGNOLI

La Valle de los Ingenios è tappa obbligata in un qualsiasi viaggio a Cuba, poiché è lì che si manifesta tutto il passato coloniale pre-rivoluzionario della Isla Hermosa. L’area si estende in forma triangolare per 250 chilometri quadrati e si trova nella provincia di Sancti Spiritus.

Questa valle rappresentò per decenni una delle zone più importanti per la coltivazione della canna da zucchero, che venne coltivata e commercializzata a Cuba dal 1600 fino al secolo scorso. Si presenta come una vasta distesa verde, intervallata in più punti da piccoli palmeti. Qui lavoravano gli schiavi autoctoni o deportati dall’Africa, sulle cui spalle si arricchì l’aristocrazia coloniale e creola.

I viaggiatori possono rinfrescarsi sulla terrazza panoramica che sovrasta la valle, dove si può assistere alla preparazione del guarapo, una bibita molto popolare tra i cubani. Il guarapo è un cocktail di succo di canna mescolato al rum, fresco e dissetante. Il succo si ottiene pressando più volte tronchi di canna da zucchero sotto una pressa azionata da una manovella.

Oggi nella valle non esistono più piantagioni sfruttate né schiavi stremati, ma è ancora possibile visitare le fabbriche di zucchero abbandonate e ricordare il passato, in parte atroce, dei Caraibi.

Il mio viaggio a Cuba, 4° parada: Morón

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@SARA ROMAGNOLI

Nel nostro viaggio a Cuba sulle tracce di Che Guevara ci siamo concesse una piccola pausa al mare, attirate dalla rinomata bellezza delle spiagge dei Cayos che si affacciano sull’oceano Atlantico.

In effetti, questi sono i luoghi più turistici dell’isola e sono ben diversi dal resto del territorio: sui Cayos le casette colorate coloniali lasciano spazio ai maxi-hotel in riva al mare e ai resort frequentati da americani ed europei in infradito e camicia a fiori. È ormai perduta quella quiete e quella solitudine che avevano affascinato Hemingway, che veniva a pescare a playa Pilar, su Cayo Guillermo, a bordo della barca che alla spiaggia ha dato il nome.

Non volendo perdere contatto con la Cuba autentica e volendo risparmire su vitto e alloggio, abbiamo deciso di pernottare in una casa popular a Morón, paese non lontano dai Cayos e decisamente più rustico ed economico. Qui si ritrovano le case coloniali con le loro colonne, tra le quali non è raro vedere uomini o donne che si dondolano sul caratteristico sillón fumando un gigantesco sigaro.

Una celebre canzone cubana recita «No puedes ir a Cuba sin pasar por Morón», e come dargli torto? Qui è musica in tutti gli angoli, la gente fa festa con poco e invita i visitatori a ballare la salsa sotto i portici. Al modico presso di 1 CUC (aprossimativamente 1 euro) si può mangiare un abbondante piatto di moros y cristianos, il tipico riso con fagioli neri, in ristoranti all’aperto dove i camerieri regalano sorrisi indimenticabili.

Morón offre una valida alternativa alle costose catene alberghiere sui Cayos, che distano solo un’ora in macchina dal paese. Per raggiungere le spiagge sull’Atlantico è necessario percorrere una strada costruita letteralmente in mezzo al mare per volere di Fidel Castro, che così ha permesso un migliore collegamento tra l’isola e i Cayos. La strada passa attraverso boschi di mangrovie dove nidificano colonie di fenicotteri rosa e dove i cubani spesso pescano barracuda.

Il mio viaggio a Cuba, 5° parada: Santa Clara

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@SARA ROMAGNOLI

Santa Clara rappresenta il vero santuario di Che Guevara ed una tappa obbligata di un viaggio a Cuba che si rispetti.

In questa città della provincia di Villa Clara tutto parla dell’eroe della rivoluzione. Non solo perché è qui che si trova il mausoleo a lui dedicato, ma anche perché proprio a Santa Clara ha avuto luogo uno degli eventi più importanti della Rivoluzione Cubana.

Il mausoleo si trova a Plaza de la Revolución ed è il luogo di sepoltura dell’eroe con altri 29 compagni uccisi durante il tentativo di sollevare una rivolta armata in Bolivia. Esso consta di diversi blocchi di pietra, che raffigurano scene della vita del Che e alcune delle sue frasi celebri o degli estratti delle sue lettere. Al centro del memoriale figura una statua di Che Guevara, alta quasi 7 metri. Sotto di essa, non è difficile emozionarsi al ricordo di questo personaggio che divenne leggenda anche grazie ai fatti avvenuti proprio in questi luoghi.

Questa città fu infatti scelta come sede del mausoleo del Che perché fu sede della famosa battaglia di Santa Clara, quando le truppe rivoluzionarie da lui guidate presero un treno merci carico di armi, che Fulgencio Batista inviava al suo esercito. Il risultato immediato fu il rifornimento delle truppe, quello strategico la conquista della città.

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@SARA ROMAGNOLI

Quel treno è ancora sui binari di Santa Clara, con i buchi delle pallottole sulla carrozzeria, con le porte spalancate e i vagoni vuoti. Oggi i suoi interni fungono da museo a tema, che racconta gli eventi di quei giorni e della battaglia, insieme alle vite di coloro che direttamente o indirettamente vi parteciparono e contribuirono alla Rivoluzione. Infatti, dentro il treno, in diversi ambienti, si possono osservare lettere autografe, fucili, divise dell’esercito o dei rivoluzionari, brandine e bombe Molotov.

Se cercate le tracce della vita di Ernesto Guevara detto il Che, Santa Clara è il posto ideale per rivivere la storia della sua vita.

Il mio viaggio a Cuba, 6° parada: L’Avana

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@SARA ROMAGNOLI

Descrivere la capitale cubana in poche righe è davvero difficile. L’Avana ha talmente tanti volti e diverse sfaccettature da essere una città inspiegabile a chi non l’ha visitata almeno una volta nella vita.

L’Avana è un melting pot di razze, colori e usanze che è difficile trovare in qualsiasi altra città. L’architettura spazia dalle case coloniali colorate allo stile liberty opulento passando per il barocco delle chiese spagnole, fino alle colonne classiche e al cupolone maestoso del Capitolio (Campidoglio). La popolazione è composta da gente di tutti i tipi e nello stesso quartiere è possibile incontrare le facce scure e i capelli ricci degli afro-americani, gli occhi a mandorla e il viso chiaro dei cinesi, la pelle abbronzata e i lineamenti occidentali dei discendenti dei coloni europei. L’Avana racchiude in sé la rigida spiritualità cristiana e quella sincronica dell’ancestrale culto dei santeros vestiti di bianco. Nella stessa città convivono la ricchezza rappresentata dal Gran Teatro “Alicia Alonso” e la povertà dei quartieri periferici e di alcune zone del centro storico.

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@SARA ROMAGNOLI

Vale la pena fermarsi presso la celebre e stra-imitata Bodeguita del Medio per assaporare il celebre mojito, o sorseggiare un daiquiri ascoltando musica dal vivo alla Floridita, entrambi bar frequentati da Ernest Hemingway. Una passeggiata nel centro storico rivela al visitatore il sovrapporsi di stili architettonici differenti, dalla colorata Plaza Mayor all’austerità delle chiese coloniali. La gente del posto conquista i turisti con larghi sorrisi e un’inusuale cordialità: invitano a ballare la salsa per strada come fosse la cosa più normale del mondo. Si raccomanda di fare un giro in una Cadillac degli anni Cinquanta, tirata a lucido ma con il motore proveniente quasi sicuramente da una barca o da un vecchio camioncino.

Passare anche solo 3 giorni a L’Avana è come vivere dieci anni in 3 continenti diversi, il che vi farà letteralmente innamorare di questa isola che sembra incastonata come un diamante tra l’Atlantico e il Mar dei Caraibi. Non a caso la chiamano la Isla Hermosa, l’isola bella.


5 link per saperne di +

1. Il + biografico

La storia di Cuba è legata a filo doppio alle vicende del suo eroe nazionale. Se si vuole sapere tutto, ma proprio tutto, sulla vita e l’operato di Ernesto Guevara è consigliabile leggere una delle più belle biografie su di lui: Senza perdere la tenerezza di Paco Ignacio Taibo II, disponibile su Amazon*.

2. Il + viaggioso

Molti sono concordi nel sostenere che il medico argentino Ernesto Guevara abbia maturato i suoi ideali socialisti durante il viaggio per i Paesi dell’America Latina.
Famoso è il film*, tratto dall’omonimo libro e interpretato da Gael Garcia Bernal, I diari della motocicletta, tratto dal libro* Latinoamericana. Meno famoso, ma non meno identificativo del percorso fisico e intellettuale del Che, è il libro Otra vez, che racconta un secondo viaggio che l’argentino fece nei Paesi latini, questa volta attraversando Bolivia, Nicaragua, Costa Rica, Messico, Guatemala e Cuba. Disponibile in spagnolo su Amazon*.

3. Il + diplomatico

Uno dei passaggi pubblici più noti di Ernesto Che Guevara è il discorso che tenne all’Assemblea Generale dell’ONU l’11 dicembre 1964durante il quale parlò della crisi dei missili, delle aggressioni americane e del diritto all’autodeterminazione dei popoli. 

4. Il + completo

Il 6 dicembre apre a Milano, presso la Fabbrica del Vapore, la mostra “Che Guevara, tu y todos”. L’esposizione, realizzata con la collaborazione del Centro de Estudios Che Guevara dell’Avana, offre una narrazione su tre livelli: uno geo-politico, uno biografico ed uno più intimistico, nel tentativo di tracciare un quadro al contempo completo e profondo del Che e del mondo nel quale ha vissuto e che ha contribuito a cambiare.

5. Il + musicale

Grazie alla sua immagine di uomo idealista disposto a morire per una causa, il Che è divenuto quasi ovunque simbolo di ribellione ed è entrato nei cuori delle masse anche più dei suoi compagni di lotta. Le sue gesta sono state raccontate con ogni mezzo, incluso quello musicale: in Italia – tra gli altri – lo ha cantato Francesco Guccini, mentre se andrete a Cuba facilmente vi troverete ad ascoltare questa meravigliosa canzone, scritta da Carlos Puebla nel 1965 prima della partenza del Che per la Bolivia.

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Italianissima, cresciuta all’ombra degli ulivi di Puglia, vivo e lavoro a Barcellona. Mi ritengo una viaggiatrice nata, una che ha sempre la valigia pronta per una nuova partenza. Ho fatto miei i versi di un poeta persiano e me li sono impressi sulla pelle: «La vita è un viaggio, chi viaggia vive due volte». Di viaggiare non smetto mai, perché tra un aereo e un treno, ho sempre un libro sul comodino.

1 Comment

  1. ciao, mi appresto a fare la stessa cosa, dopo aver fatto per due volte il cammino di santiago, il 14/12 parto con zaino in spalla, per un mese! ciao

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