Viaggiatori nel Tempo, prima puntata: Marco Polo

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@Sirio (Kaleidoscope of emotion)

Giramondo, girovago, vagabondo, escursionista, esploratore, viandante, non semplice turista. Chiamato in mille modi, è difficile darne una definizione univoca. Mito della letteratura, soggetto artistico, protagonista cinematografico, ogni viaggiatore ha vissuto esperienze soggettive e provato emozioni diverse, perché come scrive John Steinbeck “le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”.

Con una valigia o uno zaino in spalla, con la mente e con il cuore, spostandosi di centinaia di chilometri o stando fermo in un punto, il viaggiatore è una persona curiosa, capace ci abbandonare i pregiudizi, che si costruisce attraverso uno scambio continuo tra l’essere accolto e il saper accogliere.

Questa rubrica proverà a ripercorrere nei prossimi mesi i passi di questi personaggi, i grandi Viaggiatori nel Tempo, che con le loro esplorazioni e i loro racconti hanno affascinato e cambiato il modo di osservare la Terra e di concepire gli spostamenti. Regalando l’emozione, capitolo dopo capitolo, come in un grande libro, di essere – anche solo per qualche minuto – sognatori, ribelli, coraggiosi cittadini del mondo.

Viaggiatori nel tempo: Marco Polo, camminando sulla Via della Seta

Viaggiatori-nel-tempo-Kyrgizistan
@Dave

Viaggiare, sentirsi Marco Polo, sentirsi molto solo, qualche volta sopra un treno dentro uno scompartimento pieno di facce che non sai, che non saprai, confini di solitudini che non cadranno mai, che tu non rivedrai mai, scambiare quattro chiacchiere in lingue che non sai, comunicare con un semplice sorriso o con un gesto solo, scoprirsi Marco Polo e non sentirsi solo tra gli umani, stringere milioni di mani in ogni posto, agosto dopo agosto…

Viaggiatori nel Tempo: Marco Polo, camminando sulla Via della Seta

Per dedicargli una canzone, anche Jovanotti deve essere rimasto affascinato sui banchi di scuola dall’avventuroso viaggio del giovane mercante veneziano lungo la Via della Seta. Un personaggio storico e forse il più simbolico dei nostri Viaggiatori nel Tempo, che si è guadagnato non solo il nome dell’aeroporto della cittadina della Laguna, ma anche l’icona sulla banconota delle vecchie mille lire.

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@summagallicana.it

Marco Polo, cittadino della Serenissima, nasce intorno al 1254 e, ancora ragazzo, parte con il padre Niccolò e lo zio Matteo per la Cina, allora nota come Catai. Da San Giovanni d’Acri in Terrasantam dove sbarca, il viaggio prosegue a piedi per la Persia, poi per gli altopiani del Pamir, il Turkmenistan, il deserto del Gobi fino a Khanbalik, l’antica Pechino.

Qui viene accolto dall’imperatore Kublai, quinto Gran Kan dei Mongoli, di cui ottenne presto la fiducia, tanto da diventarne suo consigliere e successivamente suo ambasciatore. Con cinque lingue parlate correttamente nel proprio bagaglio, tra viaggi e permanenza in Asia, toccando tra gli altri il Tibet, il Siam e la Birmania, Marco rimane lontano da Venezia più di vent’anni, diventando una sorta di studente Erasmus ante-litteram e “primo cittadino del mondo”: veneziano in Cina, cinese a Venezia.

Ecco ad esempio quanto racconta il primo dei nostri Viaggiatori nel Tempo per descrivere la Grande Armenia:

“Vi dirò che al centro dell’Armenia Grande c’è un altissimo monte sul quale si dice che si sia fermata l’arca di Noè e che è appunto chiamato la Montagna dell’Arca. È così grande che non bastano due giorni per girarvi intorno e la sua cima è coperta di nevi perenni tanto che nessuno può tentarne l’ascesa”.

Viaggiatori nel tempo: Marco Polo, il ritorno in Italia

Tornato a casa, la curiosità e lo spirito d’avventura lo portano a partecipare nel 1298 alla Battaglia di Curzola fra Genova e Venezia. Catturato, affida il racconto del suo viaggio nell’Estremo Oriente al compagno di prigionia Rustichello da Pisa. Con grande memoria, riesce a riassumere la sua esperienza descrivendo con cura e minuzia di particolari le tradizioni, lo sfarzo della corte, gli animali quasi mitologici incontrati, diverse confessioni religiose, luoghi sconosciuti ai più in un’epoca in cui l’America era ancora lontana e si pensava che la Terra fosse piatta.

“Signori imperadori, re e duci e tutte altre genti che volete sapere le diverse generazioni delle genti e le diversità delle regioni del mondo, leggete questo libro dove le troverrete tutte le grandissime maraviglie e gran diversitadi delle genti d’Erminia, di Persia e di Tarteria, d’India e di molte altre province. E questo vi conterà il libro ordinatamente siccome messere Marco Polo, savio e nobile cittadino di Vinegia, le conta in questo libro e egli medesimo le vide. Ma ancora v’à di quelle cose le quali elli non vide, ma udille da persone degne di fede, e però le cose vedute dirà di veduta e l’altre per udita, acciò che ‘l nostro libro sia veritieri e sanza niuna menzogna”, recita l’incipit dell’opera.

All’epoca, furono in molti a non credere alle sue parole. Non era facile immaginare potessero esistere in natura la pietra che brucia (il carbon fossile), la nera acqua che brucia (il petrolio), l’ovis ammon polii (una pecora dalle corna lunghissime) o l’unicorno (annoverato tra le meraviglie dell’Oriente, in realtà venne da molti confuso con un semplice rinoceronte):

“Non ho raccontato neanche la metà di quello che ho fatto e veduto nei miei viaggi, perché sapevo che non sarei stato creduto”.

Con questi piccoli dettagli, forse, “Le devisement du monde”, conosciuto anche come “Il Milione”, risveglierà nel lettore sorpresa e stupore. Oltre alla curiosità di andare a scovare, nelle antologie delle scuole medie e del liceo, qualche brano di questo intramontabile racconto delle meraviglie. La stessa curiosità risvegliata nella mente del grande Italo Calvino che al viaggio Marco Polo si ispira per scrivere i nove capitoli de “Le città invisibili”. Un’avventura che, a distanza di centinaia di anni, è in grado di far sognare e regalare, come un caleidoscopio, diverse immagini e testimonianze dello sguardo dei nostri antenati verso l’Altro, per…

“…viaggiare attraverso la musica, attraverso la cultura, la scoperta della natura e di sé, viaggiare nei perché” (Jovanotti).

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@Pilar Rubio Remiro

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Viaggiatrice, sognatrice, lettrice. Una tesi in storia contemporanea e un corso in Gestione dell'Immigrazione sintetizzano la sua vita universitaria. Girasoli e asini le sue passioni. Nello zaino non mancano mai i libri, la macchina fotografica, la passione per i viaggi e un paio di scarpe da ginnastica con cui segnare la strada.

2 Comments

  1. Che voglia di partire! Bella rubrica, alla prossima puntata. Ma saranno tutti personaggi dell’antichità o posso sperare di leggere un pezzo che mi faccia vivere l’atmosfera anche di qualche personaggio di oggi?

  2. Ciao Matteo, grazie dell’apprezzamento… Speriamo di averti anche tra i lettori delle prossime puntate. La rubrica nasce non solo da una passione (che unisce il viaggio, la fotografia, quanti riescono a sognare attraverso le pagine di un libro, …), ma anche dal desiderio di ripercorrere le esperienze di alcuni grandi personaggi. Non vogliamo raccontarli in ordine cronologico, ma spaziare “nel tempo”, volare da un paese a un altro, attraverso i secoli. Starà a voi lettori mettere insieme i pezzi del mosaico, riordinarli, scoprire i fili rossi che legano tra loro personaggi lontani nel tempo ma accomunati da spirito di scoperta e desiderio di avventura. Ti piacerebbe leggere di qualche personaggio in particolare?

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