Vantaggi Unione Europea: mercato unico, libertà, diritti, pace duratura

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vantaggi unione europea
@IcyMidnight

Tempo di elezioni, tempo di frottole. Gli Stati necessitano di un fantomatico nemico esterno a cui dare le colpe di problemi dovuti a loro in capienze. Il famoso “ce lo chiede l’Europa” è la più marchiana delle frottole inventate di recente per mascherare la necessità di taluni interventi dolorosi, proprio perché mai intrapresi per anni.

Non ce lo chiede l’Europa di avere una sanità funzionante, un sistema energetico autosufficiente, una giustizia rapida ed efficiente. Non ce lo chiede l’Europa di avere controlli sanitari di alto livello sull’alimentazione, regole per il rispetto dei diritti umani, un’economia sostenibile e un debito sopportabile. Ce lo chiede il buon senso e ce lo chiediamo noi stessi, o almeno dovremmo. E se per metterlo in pratica abbiamo bisogno che ce lo vengano a ricordare altri, perché da soli non siamo in grado, allora meno male che ce lo chiede l’Europa.

Bisogna evitare di prendere sotto gamba l’unica vera fortuna a cui il nostro Paese è rimasto ancorato negli ultimi 20 anni. Come vademecum apartitico per le elezioni, vediamo perciò una breve lista di alcuni vantaggi banali, ma sempre sottovalutati, derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea.

5 vantaggi unione europea
@Gerry Balding

5 vantaggi Unione Europea

1) Il mercato unico

Principio: la pace fra i popoli deriva dall’armonia fra economie. Attuazione: uno spazio unico dominato da 4 libertà fondamentali e dalle regole che ne derivano. Ogni norma nazionale che sia d’impaccio, spazzata via. Questa geniale intuizione è la più grande fortuna su cui comodamente sediamo inconsapevoli. Ha permesso durante la seconda metà del ‘900 una crescita enorme che ha portato l’economia europea, dalla disastrosa situazione post-bellica, a maggiore mercato mondiale.

2) Le 4 libertà fondamentali

1. Libera circolazione delle persone: forse il muro di Berlino e la cortina di ferro ci sembrano lontani, ma erano qui, in Europa, 25/30 anni fa. Oggi, chi viaggia fuori dall’Europa sa bene quali siano le difficoltà che si incontrano e dà per scontato che fare il pendolare quotidianamente fra Paesi UE sia così agevole. Questa libertà non è però libertà turistica: ad essa è collegata alla libertà di ogni cittadino di stabilirsi in ogni Stato membro con pari diritti dei residenti.

2. Libera circolazione delle merci: i dazi doganali persistono solo per l’ingresso di merci nel territorio dell’Unione. All’interno, non esistono barriere di nessun tipo, espandendo di gran lunga la portata che offre il mercato interno e aumentando le possibilità di crescita per gli imprenditori. Certo, aprire i mercati significa saper vincere la competizione che il protezionismo invece tiene lontana. Ma lo sviluppo è lì, il resto è nostalgia di privilegi. Con la libera circolazione delle merci è arrivato l’imponente corpus normativo di tutela dei consumatori, frutto diretto della legislazione UE e prima inesistente.

3. Libera circolazione dei capitali: questo principio assoluto è stata la molla che ha consentito di realizzare buona parte del mercato unico, compresa l’Unione monetaria. L’assenza di restrizioni alla circolazione dei capitali ha permesso la realizzazione della libertà di circolazione dei lavoratori e della libertà di stabilimento in ogni Paese dell’Unione, senza incorrere in ostacoli o in leggi del proprio paese che per mantenere i capitali all’interno del suo territorio disincentivano i cittadini da questa possibilità. È oggi in vigore il SEPA, Single European Payment Area, che usiamo ogni giorno senza saperlo e che consente pagamenti in tutta la zona Euro come se fossero pagamenti nazionali, con enorme beneficio di tutti, tranne che delle banche che hanno dovuto sostenere grandi costi per implementare la normativa.

4. Libera circolazione dei servizi: la libertà di spostarsi in un altro Stato dell’Unione e di prestare lì i propri servizi è uno dei più importanti diritti del cittadino europeo. Al lavoratore che si sposta in un altro Stato deve essere garantita la parità di trattamento rispetto ai lavoratori che di quel paese hanno la nazionalità, né è possibile imporre alcun parametro di residenza né qualsiasi altra discriminazione. Immensa l’importanza di tutta la legislazione derivante da questo principio, per imprese e lavoratori, in termini di tutela dell’uguaglianza e lotta alla discriminazione sul lavoro.

3) Unione Monetaria e Unione Bancaria

La crisi ci sarebbe stata anche con la Lira, che sarebbe andata in pezzi con l’economia italiana al seguito. L’Euro è stato uno dei pochi baluardi nella crisi. Per esempio, ha conservato il suo valore, permettendo ai risparmi di milioni di cittadini di non volatilizzarsi nel nulla. Una moneta unica permette immediatezza negli scambi, maggiore stabilità e maggiore crescita, a patto che gli Stati non ritengano per tale sola ragione – come l’Italia prima della crisi – di essere dispensati dal condurre politiche corrette e lungimiranti.

Una volta, da noi si faceva così: politiche dissennate, crescita zero e debito alle stelle, tanto poi si svalutava la Lira. Politiche da caudilli del centro America degli anni ’70, che ci hanno portato sull’orlo del disastro. E proprio l’Euro ci ha salvato. Il resto sono scorciatoie di breve durata. Se qualcosa va ritoccato non è la moneta unica, ma ciò che vi soggiace come struttura: mutualizzazione del debito (eurobond) e ruolo più decisivo della BCE. Abbiamo oggi anche un’Unione Bancaria: dopo la crisi nessuno Stato o ente sovranazionale al mondo ha prodotto regole così penetranti (forse perfino troppo) sull’attività delle banche e dei mercati finanziari.

4) I diritti

A partire dagli anni ’60 la Corte di Giustizia ha sfornato senza sosta principi che presiedono alla tutela dei diritti umani in ogni Stato UE. Ogni tribunale nazionale è tenuto a darne riconoscimento anche laddove il diritto nazionale non lo preveda. Esiste oggi un bagaglio granitico di tutele che ogni cittadino europeo possiede, indipendentemente dalla sua nazionalità. Innumerevoli sono gli ambiti in cui l’Unione Europea interviene continuamente senza che lo si sappia: uguaglianza, diritto alla vita, diritti dei minori, protezione dei consumatori, sanità, sicurezza sul lavoro, tutela ambientale e protezione delle risorse biologiche. La stragrande maggioranza delle leggi che tutelano l’uguaglianza sul posto di lavoro, il diritto a un giusto processo, il rispetto dell’ambiente, la tutela della salute sono europee, ma non lo sappiamo. Perché? Perché diventano legge nazionale. Dovessimo aspettare i singoli stati…

5) Le fondamenta di una pace duratura

Sembra un’ovvietà oggi. L’UE è però il frutto – unico a livello mondiale – dei conflitti più terribili della storia. La seconda guerra mondiale non è altro che l’ultimo. Si perde il conto di quante volte un paese europeo abbia invaso o attaccato un suo confinante. L’UE nasce da una fondamentale intuizione dei suoi padri: la pace tra i popoli passa prima dalla pace tra le economie. A questo fine si sono messe in comune le risorse secondo regole comuni di sfruttamento (ad esempio, nel settore dell’acciaio e del carbone con la CECA). Ecco perché il mercato unico. Ecco perché tutto il resto. Attenzione dunque alla visione mercatista dell’Europa. Dietro il mercato, dietro la moneta unica e dietro alcuni esempi di burocrazia che sembra inutile, vi è il più grande progetto di pace, convivenza e fratellanza mai sperimentato nella storia. E se questi sembrano paroloni altisonanti e fanno sorridere, allora la situazione è davvero pericolosa.

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Milano, Dublino, poi Londra e infine Bruxelles - dove vivo oggi - le mie città: no, non odio il sole; sì, io e la birra ci frequentiamo. Avvocato, specializzato in diritto bancario, dei mercati finanziari e dell'Unione europea. Internazionalista ed europeista per inclinazione e per diritto, collaboro con la cattedra di Diritto dell'UE e di Economia di alcune università europee.

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