Risparmiare sulla bolletta: come?

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risparmiare sulla bolletta
Copyright @Carmelo Kalashmikov Garofalo per Le Niùs


È arrivata la bolletta e Sabrina prende carta e penna: risparmiare sulla bolletta? Vediamo se è fattibile.

Divide la cifra da pagare per il numero di kilowattora e di metri cubi riportati su di essa e poi confronta il risultato con i consumi che legge ogni mese sui contatori dell’energia elettrica e del gas. In questo modo riesce a monitorare i suoi consumi energetici. Ed è così che Sabrina ha iniziato a risparmiare sulla bolletta.

Sono bastati piccoli gesti, che ha fatto suoi poco a poco.

Risparmiare sulla bolletta della luce

Sabrina ha iniziato ad acquistare lampadine a basso consumo da quando il suo rivenditore le ha spiegato che a partire da settembre 2012 le classiche lampadine a incandescenza sono state mandate in pensione. Seguendo i suoi consigli, perciò, adesso le acquista a basso consumo, che, oltre a consumare meno energia elettrica, hanno una vita più lunga. Ma non solo.

Ha imparato che negli ambienti della casa adibiti al riposo è opportuno usare una luce bianca calda, ottenibile con lampadine con temperature minori di 3.500 K, mentre per lavorare è preferibile una luce bianca fredda, ottenibile con temperature maggiori di 5.000 K.

Ha imparato anche a scegliere le lampadine in base al numero di on/off, cioè il numero di accensioni che possono farsi prima che la lampadina smetta di funzionare: quindi, se il valore è basso, non bisogna usarla in posti dove si effettuano frequenti accensioni, come per esempio il corridoio. Tutte queste informazioni si trovano sulle confezioni e Sabrina ha oramai imparato a leggerle.

Un’altra informazione importante è la classe energetica: più alta è e meglio è. Per le lampadine si va, dalla migliore alla peggiore, da A++ a E, mentre per gli elettrodomestici si va da A+++ a D. E’ consigliabile dotarsi di apparecchi di classe A, che costano normalmente un po’ di più, ma che consumano molta meno energia, facendo risparmiare negli anni successivi.
Sabrina, ad esempio, ha in casa un apparecchio per l’aria condizionata di classe A e lo usa con molta moderazione. Evita infatti di sprecare energia elettrica diminuendo la differenza fra temperatura esterna ed interna, cercando di non andare oltre i 4 °C di differenza con l’esterno, regolando in estate la temperatura sui 26°C.
Ma il condizionatore è solo l’ultima delle risorse che Sabrina utilizza per raffrescare la sua casa.

Condizionatore si o no?

Infatti, un’altra voce importante del risparmio energetico di Sabrina è il raffrescamento della casa in modo naturale e i rimedi sono quelli di mamma e nonna: chiude le persiane o le tapparelle nelle ore centrali del giorno, soprattutto nel pomeriggio; fa circolare l’aria aprendo i vetri della finestra che si affacciano verso nord o est/nord-est; ha riparato i balconi e le pareti più esposti al sole con tende da esterni e piante rampicanti. In questo modo è riuscita a ridurre la temperatura interna dell’appartamento di diversi gradi.

Ma ci sono molte altre buone pratiche che Sabrina ha appreso osservando sua madre, per esempio sul frigorifero.

Il suo frigorifero è pieno per tre quarti, in questo modo il suo funzionamento è ottimale e si ha un notevole risparmio di energia. Inoltre, sbrina il frigorifero periodicamente per far sì che funzioni con la massima efficienza, non lascia lo sportello aperto troppo a lungo perché lascerebbe fuoriuscire l’aria fredda e non conserva alimenti caldi nel frigorifero o nel congelatore, ma aspetta che si raffreddano prima di inserirli.

Lo scaldabagno elettrico, invece, lo mantiene impostato ad una temperatura di 45° per contenere i consumi e spegne sempre la luce uscendo da una stanza dove non rimane nessuno. Sostituisce i filtri dell’aspirapolvere e pulisce regolarmente la serpentina posteriore del frigorifero: in questo modo ne migliora il rendimento.

Altre cose, invece Sabrina le ha imparate da sé. Dato che alcuni apparecchi elettrici (TV, decoder, ecc.) in stand-by continuano a consumare corrente, utilizza una presa multipla con interruttore, che spegne quando non usa quegli apparecchi: questo è un modo semplice ed economico per eliminare consumi inutili. Oppure, al termine della ricarica estrae il caricabatterie dalla presa.

Che ne pensate? Possiamo anche noi, come Sabrina, appropriarci di questi piccoli gesti?

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Pugliese, non emigrata, convinta che ci si possa realizzare anche restando in provincia e per farlo ho scelto un settore di cui si fa un gran parlare ma con ancora pochi risultati: il rispetto dell’ambiente. Sono ingegnere ambientale e credo tantissimo in quel che faccio. Ritengo fondamentale che ci credano anche tutti i miei simili: solo così si può cambiare rotta e uscire dalle logiche di consumo ossessivo-compulsivo che ci sono state propinate finora. Per questo scriverò per Le Nius di nuovi stili di vita, green e ecosostenibili.

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