Radical Chic – Boom – Crack!

di
radical chic boom crack
@ Lady Santori

Qualche settimana fa la mia collega Stefania vi ha proposto un elenco ragionato di libri da tirar fuori al momento giusto per far colpo in un salotto radical chic, della serie: come sopravvivere a una serata con l’intellighenzia radical.

Ma che succede se invece di condividere si cercasse lo scontro? Quali sarebbero, per esempio, i fumetti da citare per far rabbrividire un radical chic? O per mandarlo in crisi?

Ecco quindi per i lettori di Le Nius un piccolo manuale “Anti” da tenere sempre a portata di mano. In caso di necessità rompere il vetro e iniziare la consultazione.

Prima di tutto occorre stabilire il perimetro dell’azione. Il radical chic non dirà mai di leggere i fumetti, o una striscia o un albo. Lui parlerà sempre e solo di graphic novel. E probabilmente lo declinerà rigorosamente al femminile, ma non fateglielo notare perché tanto non vi darà ascolto. Sarà troppo preso a controllare se le toppe della sua giacca e i buchi sui suoi pantaloni sono in linea con quelli dei suoi simili.

RAT-MAN. La creatura di Leo Ortolani, l’incrocio tra uomo e scimmia che si veste da super topo per salvare il mondo non può di certo essere presa in considerazione da un radical chic. Provate, mentre sorseggiate un buon calice di vino (perché sì i radical chic almeno bevono buon vino), a dire Fletto i muscoli e sono nel vuoto. Verrete guardati malissimo, mentre ridete da soli cercando di imitare il gesto del topo, e tutti si rimetteranno a parlare di libri che non hanno mai letto.

The Walking dead. Questa citazione varrà per due. Perché dal fumetto è stata tratta una delle serie tv di più grande successo degli ultimi vent’anni. Ma, si sa, gli zombi sono considerati la serie b dell’horror. Provate a fare un commento sulle differenze tra fumetto e serie. Ancor prima di iniziare ad argomentare verrete guardati malissimo e tutti si rimetteranno a parlare del perché il governo Renzi è destinato a fallire. Gliel’ha detto un amico loro giornalista.

Touch (in Italia conosciuto come Prendi il mondo e vai). Si tratta di un manga che parla di baseball  e come spesso accade nella narrativa, non solo disegnata, lo sport è utilizzato come  metafora per raccontare la vita, la morte, l’amore. Iniziate un discorso con Credo che la poetica di Mitsuru Adachi sia… Verrete guardati malissimo e tutti si rimetteranno a parlare del perché La Grande Bellezza è una genialata destinata a essere capita da pochi. Tendenzialmente da loro.

Piccolo atlante storico geografico dei centri sociali italiani. Dell’ultimo lavoro di Claudio Calia (con introduzione di Zerocalcare) abbiamo già parlato qualche settimana fa e lo ripropongo qui non tanto per il suo contenuto, ma in quanto alfiere del graphic journalism italiano. Forse (ma è solo la mia modestissima opinione) il modo più semplice per fare un reportage in prima persona è proprio disegnarlo, provate a introdurre il concetto di punto di vista e narrazione in prima persona, verrete guardati malissimo e tutti si rimetteranno a parlare di quanto fossero belle e all’avanguardia le inchieste di Oriana Fallaci “… prima dell’11 settembre però. Poi chissà che l’è successo”.

Insomma si tratta chiaramente di un divertissement, di un gioco, un esercizio di stile. Ma la tentazione di provarci almeno una volta vi coglierà, posso garantirvelo. E a quel punto non potrete più farne a meno. Per dirla alla Rat-Man: Flettete i muscoli e siate nel vuoto. Di certe menti.

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Federico Vergari. 3 giugno 1981. Giornalista pubblicista. Un saggio sul rapporto tra politica e fumetto pubblicato nel 2008 con Tunué. Scrive un po’ di tutto sul suo blog ilcanedaguardia.blogspot.com. Per lenius.it si occupa esclusivamente della nona arte. II fumetto.

2 Comments

  1. Sollievo: RatMan mi ha salvato per l’ennesima volta. Un vero Supereroe, l’ultimo rimasto. Con le orecchie da topo.

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