Radical chic

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radical_chic
@CronoD

I libri letti o che si vuol dar a intendere di aver letto, sono dei grandi apripista per le conversazioni da salotto. Spesso sono i guantoni di un incontro di wrestling verbale, dove ognuno degli astanti mostra i muscoli letterari.

Ecco quali sono gli alleati per una conversazione letteraria in un salotto radical chic.

La definizione fu coniata dallo scrittore e giornalista americano Tom Wolfe nel 1970, in seguito a un ricevimento organizzato da Felicia Bernstein, moglie del compositore e direttore d’orchestra Leonard, per raccogliere fondi destinati al sostegno legale di un gruppo rivoluzionario delle Pantere nere. Wolfe ne fece un resoconto di 29 pagine pubblicato sul New York Magazine di giugno del 1970.

Ricchi, snob, orientati politicamente a sinistra, i radical chic ostentano un forsennato disprezzo per il denaro e una furiosa superiorità culturale, nonostante sembrino tanti barboni traslocati su divani costosissimi. Quando si sta in loro compagnia ecco i libri che dovrete citare e, magari, aver letto.

1) Dopo il suicidio di David Foster Wallace, Fernanda Pivano riportò questa frase dello scrittore: “Infinite Jest è stato immaginato come un libro triste. Non so come sia per voi e i vostri amici, ma so che la maggior parte degli amici miei è molto infelice”. Non ostentare mai una gaia felicità è uno degli accessori che dovranno modellare la vostra espressione colta e annoiata. Il romanzo è una metafora dell’agonismo nella società americana e delle “infinite soluzioni in uno spazio finito”.

La curiosità. Il titolo deriva da un verso dell’Amleto, in cui il principe danese fa riferimento a Yorick, il buffone di corte: “Ahimè, povero Yorick! L’ho conosciuto, Orazio: un compagno di scherzi infiniti (infinite jest, in lingua originale)”.
La citazione. “Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c’è di più che starsene seduti a stabilire contatti”.
David Foster Wallace, Infinte Jest, pp. 1281, 27 euro, Einaudi 2006.

2) “Hai visto? è spuntato un altro inedito di Mordecai Richler”. La versione di Barney è certamente uno dei migliori divertissement letterari che abbiate mai esperito. Un mondo di cospiratori è senz’altro il vostro manuale d’interpretazione del mondo. E non vi sarà certo sfuggito che addirittura un romanzo è spuntato tra gli inediti richleriani per giungere in libreria: Joshua allora e oggi, che voi avete ovviamente già letto.

La curiosità. Mordecai Richler è cresciuto a Montreal; la sua era una famiglia ebrea ortodossa in cui si parlava solo yiddish.
La citazione. “Non conoscendo ancora le gioie della paternità, ero prodigo di consigli. ‘Se avessi dei figli li manterrei fino a ventun anni, poi dovrebbero cavarsela da soli. Ci deve pur essere un limite’. ‘Certo che c’è. La tomba’”.
Mordecai Richler, Joshua allora e oggi, pp. 466, 20 euro, Adelphi 2013.

3) In un salotto di radical chic non si può non citare Francis Scott Fitzgerald, anche se le nuove tendenze culturali tendono a mettere in ombra lui a favore di sua moglie Zelda (per avere un’idea completa e ben scritta della sua persona, parlate del graphic novel Superzelda di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta, minimum fax). In questo libro curato nell’estetica e nella traduzione si racconta del tracollo finanziario dei Fitzgerald dopo un anno di spese sfrenate. 

La curiosità. Stephen King, alcolista per trent’anni, ha criticato molto la tendenza all’alcolismo di Fitzgerald e altri grandi maestri del tempo, dicendo “Hemingway e Fitzgerald non bevevano perché erano creativi, diversi o moralmente deboli. Bevevano perché è quello che fanno gli alcolisti. Probabilmente è vero che le persone creative sono più vulnerabili di altri all’alcolismo e alla dipendenza dagli stupefacenti, e allora? Siamo tutti uguali quando vomitiamo ai bordi della strada”.
La citazione.
“Ero uno scrittore di successo ormai, e quando gli scrittori di successo restano senza contanti non devono far altro che firmare qualche assegno. Non ero povero – potevano anche provare a farmelo credere, non l’avrei comunque bevuta. Era impossibile. Stavo nel miglior albergo di New York!” (tratto da Vivere con 36.000 dollari l’anno).
Francis Scott Fitzgerald, Vivere con 36.000 dollari all’anno, Mattioli 1885 2012.

4) Prima di essere pubblicato, è stato rifiutato da numerosi editori. Militante di lungo corso nella sinistra extraparlamentare, Antonio Moresco ha raccontato quest’esperienza nel romanzo Gli esordi. Conoscere la sua monumentale trilogia, L’increato, e le vicissitudini da vero martire dell’editoria sono dei must per i radical chic: i Canti del caos per voi non hanno segreti. Nel suo ultimo libro, Fiaba d’amore, racconta di un vecchio barbone e dell’amore che lo salva.

La curiosità. In Lettere a nessuno Moresco racconta i suoi difficili rapporti con l’industria letteraria.
La citazione. “Come vorrebbe morire?” “Da vivo” (dall’intervista il questionario di Io donna, Corriere della sera 24 ottobre 2009).
Antonio Moresco, Fiaba d’amore, pp. 155, 12 euro, Mondadori 2014.

5) Quando si parla di libri di cucina, mai citare le signore dell’industria televisiva, anche se il piatto che avete preparato lo avete rubato durante l’ultima puntata di Cotto e Mangiato. Rifatevi sempre allo storico manuale di Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Ma se volete spiccare il volo sulle teste dei vostri compagni di chiacchiere, sfoderate una vera chicca: Il talismano della felicità di Ada Boni.

La curiosità. è un libro dalle vendite altalenanti: il suo picco lo registra in primavera perché lo si offre molto spesso come dono di nozze.
La citazione. “Ma, ahimè, non certo tutte, facendo un piccolo esame di coscienza, potreste affermare di saper cuocere alla perfezione due uova al guscio”.
Ada Boni, Il talismano della felicità, pp. 1053, 45 euro, Colombo 1999.

6) La caccia al libro usato su una bancarella per strada è un sport irrinunciabile per i lettori radical chic. Fra migliaia di pagine ingiallite, le loro prede preferite sono Flaubert, Zola, Verga, Rimbaud, Verlaine, Baudelaire e Svevo. Parlare dei loro capolavori, già letti anni prima ovviamente, ma riaccolti in casa in curiose edizioni dimenticate, vi farà guadagnare molti punti. Tra l’alto Gustave Flaubert dedicò ai salotti il Catalogo delle idee chic, proprio per insegnare ai novelli salottieri come usare le parole e cosa è opportuno pensare in società.

La curiosità. Flaubert era un maniaco della perfezione. Per scrivere Madame Bovary impiegò cinque anni, in una forsennata ricerca di perfezione nello stile (“Le esalazioni dell’anima, il lirismo, le descrizioni: voglio tutto in stile. Altrimenti è prostituzione, dell’arte e pure del sentimento”).
La citazione. “EREZIONE. Si dice solo parlando di monumenti”.
Gustave Flaubert, Catalogo delle idee chic e dizionario dei luoghi comuni, pp. 130, 5,90 euro, Bur 2009.

7) Entusiasta sostenitore della rivoluzione russa, Vladimir Majakovskij fu un vero e proprio modello di intellettuale in quella società in profonda mutazione: un artista al servizio del popolo, un costruttore di nuovi linguaggi. Il Majakovskji di A piena voce offre spunti poetici per parlare della rivoluzione, argomento immancabile in un cenacolo radical chic, oltre a incredibili versi con cui rimorchiare la donna che avete intenzione di sedurre. Cadrà ai vostri piedi senza scampo.

La curiosità. Fabrizio De André cita l’autore nel brano Un matto, tratto da Non al denaro, non all’amore né al cielo.
La citazione. “La parola/ è un condottiero/ della forza umana” (tratto da “A Sergèj Esènin”).
Vladimir Majakovskij, A piena voce. Poesie e poemi, pp. 220, 11 euro, Mondadori 2000.

8) Vantarsi di amare e di aver letto la poetessa Alda Merini non è sufficiente per i radical chic. Il vero colpo di classe è esser riusciti a parlare almeno una volta per telefono con la poetessa dei Navigli, essersi fatti dettare una poesia tutta speciale, essere entrati in quella sua casa “così creativa!”. Alda Merini non si è mai negata alla sua arte e ai suoi ammiratori, è stata molto prolifica. Sapere che, oltre alle sue numerose sillogi, ha scritto della prosa come L’altra verità. Diario di una diversa, vi farà onore nella discussione.

La curiosità. Un piccolo editore, Alberto Casiraghi, ha raccolto l’urgenza e la genialità di Alda Merini in tanti piccoli libri incisi artigianalmente, poi raccolti nel volume Aforismi e magie. Se ne trova un elenco nel catalogo generale delle Edizioni Pulcinoelefante.
La citazione. “Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri” (tratto da Aforismi e magie).
Alda Merini, L’altra verità. Diario di una diversa, pp. 158, 8,90 euro, Bur Rizzoli 2007.

9) Non citare nemmeno un graphic novel (sì, maschile; per togliervi ogni dubbio, leggete qui) sarebbe uno sciocco errore. Ovviamente non stiamo parlando di fumetti dedicati a supereroi o ad animali fantastici, bensì a storie languide e profonde, magari francesi o belghe. Se volete mettere in evidenza l’artista italiano più adatto a un contesto radical chic, Gipi è il nome che fa per voi.

La curiosità. Gipi concede interviste via Facebook.
La citazione. “Se restate, morite” (tratto da Unastoria).
Gipi, Unastoria, pp. 128, 18 euro, Coconino press 2013.

Immagine / Raffaele Aquilante

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Stefania nasce nel '82, mentre in Portogallo si dava alle stampe l’allora sconosciuto Il libro dell’inquietudine di Pessoa. Il suo destino sembra essere legato all’editoria: lavora per 10 anni in 4 diverse fucine editoriali. Sin dai tempi dell'università, scrive di libri su vari portali. Ora lavora come web editor freelance, scrive di libri, finanza e lifestyle e, quando è tempo, fa l’olio più buono del mondo.

2 Comments

  1. Dura la vita del radical-chic! ma visto che parliamo di salotti, qual è l’arredamento R-C?

  2. mobili ricavati da scarti vari, riciclati, ma resi cool con un restyling fine e accattivante, in una combinazione eclettica, con riferimenti colti alla storia dell’arte, dell’architettura e del design. ovviamente costosissimi!

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