Piccoli kurdi crescono

di

Kurdistan anatolico
Per i turchi è Turchia, per il mondo è Turchia.

Ma queste terre anatoliche a nord del Lago di Van sono abitate da sempre dai Kurdi. Un popolo sparso tra Turchia, Armenia, Siria, Iran, Iraq, ma che non ha una sua patria. Per essere riconosciuti come popolo qualcuno gli dovrebbe assegnare una terra, avendo già una propria lingua e storia. Ciò che gli manca è proprio una casa comune.

Sentivo freddo: era marzo e sull’altopiano mesopotamico la primavera e l’estate hanno breve durata. Cercando l’inquadratura migliore per un fantastico panorama, ecco giungere da lontano l’inaspettato: Aştî, un bambino kurdo che faceva ritorno al suo villaggio.

In lingua kurda, Aştî significa “pace e tranquillità”. E, in lingua italiana, kurdo si scrive curdo.

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Fotografare mi mette in comunicazione, in relazione con l’altro, a volte in modo discreto, quasi invisibile, a volte in modo diretto ma sempre sincero, autentico. In particolare i volti, gli sguardi di quotidianità vissute sono i soggetti che prediligo: mi fanno sentire parte attiva di questo mondo, di questa terra comune da difendere, da proteggere.

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