Neologismi romanisti (parte 1)

di
neologismi romanisti
@teukan.wordpress.com

La Roma cos’è se non quella cosa che ti regala emozioni belle e brutte pure quando tu non le hai chiesto niente? Ma niente niente, che non lo so magari tu quel week end non volevi proprio pensarci al pallone. Volevi fare altro, ma tanto la Roma gioca e sai che andrai incontro all’ineluttabile tuo destino. In ogni caso. Che tu la veda o l’ascolti comunque saprai il risultato e in base a quello il tuo umore sarà diverso, probabilmente cambierà. Una specie di bipolarismo ex machina che cala dall’alto a dissolvere più che risolvere.
Tempo fa su questa rubrichetta parlai di Romapatismo. Che in fondo se ci pensate è vero: il risultato di un partita ti cambia l’umore. Ho ripensato al Romapatismo sabato nell’intervallo di Roma Empoli e poi ho iniziato a chiedermi quali altri neologismi possono essere scoperti indagando intorno alla squadra e alla sua tifoseria.
Quindi, in rigoroso ordine alfabetico ecco il primo risultato di questa ricerca:

Alazziochestaffà. Solitamente pronunciato tra il 75′ e il fischio finale o comunque a risultato nostro acquisito (da cui deriverà l’intonazione – allegra o triste – della parola in questione). Il termine viene utilizzato spesso in una frase interrogativa p.es. Io lo sapevo che oggi se soffriva, alaziochestaffà?

Demurettizzato. Termine che non ha nulla a che fare col Parkouring, ma utilizzato da spavaldi abituè della curva per indicare chi secondo la divina provvidenza deve sparire dalla Curva. E andarsi a sedere da un’altra parte. Recentemente l’intera curva si è autodemurettizzata con risultati tutto sommato soddisfacenti.

Gioiamara. È l’essenza dei neologismi romanisti. Questa parola indica due sentimenti distinti che si fondono in uno. Quando la sicurezza della domenica mattina di portare a casa una partita sicura si unisce con l’amarezza alle 17 di non aver vinto quella partita nasce la Gioiamara. Da non confondersi col Mainagioa che è invece un’altra cosa.

Mancestannessuno, spesso anche nella forma non abbreviata mancestammainessunoaò. Dalla Roma di Spalletti in poi questa parola viene pronunciata almeno sei volte a partita e indica la facilità di costruire azioni ma l’incapacità di finalizzare a rete con un uomo davanti la porta. Per l’appunto: mancestanessuno?!?

Quantomancanza. Parola coniata in occasione di Roma-Barcellona dello scorso settembre. La quantomancanza indica l’incapacità di gestire il flusso del tempo negli ultimi minuti di una partita, perdendo totalmente il senso e la misura della dimensione temporale. Un’esposizione troppo elevata alla quantomancanza porta a un disturbo cronico della persona dando spesso vita a sfoghi di natura violenta anche in contesti domestici. A tal proposito si confronti l’articolo: L’acqua per la pasta non bolle uomo mangia spaghetti crudi e muore da repubblica.it del 10 ottobre 2015

Troppodeprimismo movimento carbonaro nato nelle radio locali per rompere il cazzo a Francesco Totti, spesso accusato di avere un gioco del pallone troppo immediato. Di prima, appunto. Chi ha coniato questo termine probabilmente ora non fa più il giornalista, ma l’ausiliario dal traffico e passa il sabato sera sulla Tuscolana a comprare patatine fritte nei nuovi negozi che infestano la Tuscolana e vendono solo patatine fritte, mentre sogna davanti a una vetrina il borsello di First Class.

(Continua…)

Segnala un errore

Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

Higuain, io sono già fortunato

Perché può arrivare, restare, partire chiunque. Noi siamo nati a Napoli, e chi pensa sia poco dovrebbe pensarci meglio.
Torna su