Luoghi di sport: quella sera al Forum d’Assago con Ruben Douglas

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@pablocanaleteam
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Undicimila persone al Forum d’Assago per un evento cestistico non si vedono così spesso. Lo sanno bene gli appassionati della palla a spicchi, che da anni combattono contro i “cugini” ricchi del calcio nel tentativo di uscire dall’anonimato. Una lotta impari, anche quando al botteghino si sorride, avvenimento raro quanto un Giubileo e per questo festeggiato con medesima enfasi.

Quella sera del 16 giugno 2005, però, a ridere furono gli ospiti, una piccola ma rumorosa parte degli undicimila di cui sopra. Lo scenario è gara-4 della finale scudetto tra Olimpia Milano e Fortitudo Bologna. Le “Scarpette Rosse” più famose del mondo, le più vincenti d’Italia, non vincono un tricolore da nove anni. Hanno raggiunto l’ultimo atto a sorpresa eliminando la Benetton Treviso, come in un match di tennis diviso in più atti “servono” al Forum per non uscire dalla contesa. In casa, in una casa affittata come lo smoking per le occasioni importanti, lontano da un Palalido che cade a pezzi e dalle difficoltà dell’ultimo decennio. Hanno in Blair un simbolo di simpatia, in Dante Calabria un italo-americano che “tira le bombe in faccia” (così si canta in Curva) e in Lino Lardo il tecnico perfetto per lo striscione-sfottò: “+ Lardo – Bologna”.

Vincere non significa riportare lo scudetto a Milano, perché la Fortitudo avrebbe ancora una partita in casa da poter disputare. Non le serve perché dal cilindro di Ruben Douglas esce una tripla da nove metri sulla sirena, proprio mentre Calabria tenta inutilmente di togliergli la visuale. Il tutto, pochi secondi dopo che la stessa guardia sbaglia una comoda tripla in totale solitudine, un tiro che in carriera avrebbe sbagliato in poche altre circostanze. La magia di Douglas segna una linea di confine tra la bolgia e il silenzio, che si confonde con l’esultanza dei tifosi fortitudini prima ancora che l’instant-replay confermi la validità del canestro decisivo.

E’ stata quella l’ultima volta in cui il Forum, in senso cestistico, è stato un vero “Luogo di sport”. Più tardi avrebbe segnato tanti vuoti e pochi successi di Milano. I capelli di Hackett, come quelli di Blair, fanno sperare che quei tempi siano vicini. Magari stavolta cambia anche il finale di partita.

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Realizzatore di sogni parzialmente mancato, giornalista sportivo riuscito. Segno che qualcosa è andato per il verso giusto, dai venti in poi. Sostenitore convinto della necessità di pensare e divulgare, meglio se in un pub, peggio se in discoteca. Scrittore per diletto, con la fortuna di vivere del mio lavoro.

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