Landini, della Coalizione Sociale non si capisce un cazzo

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Landini coalizione sociale

Io non è che adesso pretendo di essere il genio socio-politico del paese, ma ritengo anche di avere alcuni strumenti per comprendere linguaggi più ostici e significati meno apparenti. Voglio anche essere benevolo perché magari è un’operazione che mi può interessare, in cui potrei riconoscermi. Eppure della Coalizione Sociale lanciata da Landini non ho capito un cazzo. Penso anzi che un modo peggiore di cominciare questa avventura non potesse esserci, almeno dal punto di vista comunicativo.

Da anni a dire la verità non si capisce un cazzo di quello che succede a sinistra. Ricordate la Sinistra Arcobaleno e la rivoluzione civile dell’indomito Antonio Ingroia? Robe incomprese, perché incomprensibili. Ecco, a me sembra che di tutto ci fosse bisogno fuorché lanciare una nuova roba incomprensibile.

Rispetto alle esperienze sopra citate, posso immaginare che questa abbia una storia e sia radicata in un processo maturato dentro il rispettabile percorso di coerenza portato avanti dalla Fiom di Landini. Eppure tutto questo non è stato comunicato bene.

Davvero sembra che Landini abbia fondato un non-partito (alla Grillo) per sondare lo spazio politico da quella parte e buttarcisi a capofitto se le cose dovessero andare bene. Il fatto che lui continui a negarlo non fa che creare ulteriore confusione attorno a un soggetto già molto fumoso.

Si può capire che un percorso ancora agli inizi abbia in sé una componente di indefinitezza: il tentativo di costruire un’alleanza tra sindacato, società civile e movimenti è per alcuni versi inedita in Italia, e ci sono un sacco di cose che vanno definite strada facendo.

Tuttavia dal punto di vista comunicativo bisognava ammettere questa componente di indefinitezza riducendo al minimo la confusione generata da altri fattori, come la (impensabile? Probabile? Scontata?) discesa in politica di Landini. Bisognava riuscire a comunicare: “oggi avviamo un percorso dal basso, tentando di mettere assieme storie diverse per costruire un futuro attorno a questi cinque punti”. Invece non si è capito niente.

Non si è capito da dove salta fuori questa idea, se dall’ambizione politica di Landini, da un’innovativa apertura della Fiom o dal solito pour parler di quattro intellettuali al bar.

Non si è capito quali sono i soggetti fondativi del percorso: la Fiom da sola? La Fiom, Libera ed Emergency? C’era qualcun altro? L’iniziativa fa riferimento al sito della Fiom, si deduce quindi che è un’iniziativa del sindacato guidato da Landini. Ma nel sito non c’è traccia della Coalizione Sociale.

Non si è capito quali sono i contenuti dell’iniziativa su cui ci si riunisce: il tema del lavoro? La reintroduzione dell’articolo 18? Se la parola manifesto non piace più, si doveva pensare a qualcosa di simile, a una slide con cinque punti in cui si riconoscevano tutti e che tutti avrebbero potuto capire.

L’unica traccia per orientarsi nel complicato mondo comunicativo di Coalizione Sociale è la mission indicata nella sua pagina Facebook: “Unire chi lavora, difendere i diritti dei lavoratori e darne a chi oggi non ne ha”.

La parte più interessante sembra proprio quel “darne a chi oggi non ne ha”, che estende in modo esplicito l’opera del sindacato a quei lavoratori perennemente esclusi dal sistema dei diritti, come i precari e le partite Iva. Il passo c’è, e qualcuno ha cominciato a riconoscerlo.

Tuttavia rimane una mission strettamente sindacale. Perché coinvolgere Libera ed Emergency attorno ad una mission del genere? Rimane un mistero.

La confusione più grande c’è sullo statuto dell’operazione: sindacale, politica in senso lato (= formare un soggetto che farà sentire la sua voce con strumenti politici ma non si candiderà) o politica in senso stretto (= formare un soggetto che si candiderà alle elezioni)? Questo a mio avviso è un punto debole grave della neonata coalizione.

Si poteva dire che sì, la Coalizione Sociale farà politica eventualmente anche in senso stretto. Si poteva dire che non si sa, partiamo come soggetto politico e poi vediamo se c’è lo spazio anche per candidarci. Si poteva dire che no, la Coalizione Sociale non farà politica in senso stretto ma lo farà in senso lato. È quello che si è detto, in effetti, che Landini continua a ripetere.

Eppure non ci crede nessuno. Perché? Perché la storia politica è piena di attori che dicono che no, che non gliene frega niente di candidarsi e poi te li ritrovi lì, in prima fila sulle liste elettorali “perché me l’hanno chiesto in tanti”. Allora non si poteva evitare questo teatrino e dire subito che si sarebbe valutata l’eventualità? Perché chiudere porte che poi ti rinfacceranno?

Non che io dubiti a prescindere della parola di Landini, ma anche dandogli tutto il credito del mondo, Coalizione Sociale continua a lanciare messaggi contraddittori. Attorno a questo non facciamo politica ma la facciamo, non siamo un partito ma partiamo, siamo di sinistra ma non ci piace la sinistra com’è ecco, francamente, non si capisce un cazzo.

Ecco due esempi tratti dalla pagina Facebook ufficiale di Coalizione Sociale con Landini (tra l’altro un nome tipicamente da campagna elettorale), dove si evidenzia che:

1. Coalizione Sociale è chiaramente disinteressata ai risultati elettorali (e accusa il mondo là fuori di non aver capito cosa sono, nonostante la chiarissima definizione data anche in questo stato).

Landini coalizione sociale

2. C’è un’evidente volontà di non personalizzare il confronto (e c’è anche qualche difficoltà a selezionare le fonti di informazione).

Landini coalizione sociale

Il percorso è solo all’inizio. La formula è nuova e le difficoltà, immagino, sono tante. Ci sarà tempo per definirsi meglio, per chiarire cosa si sta facendo, con chi e con che obiettivi (e, forse, per assumere un responsabile della comunicazione).

Certo i primi passi sono confusi e contradditori, eppure molte persone hanno dimostrato di guardare all’iniziativa con interesse e speranza (la solita, intramontabile, speranza che “qualcosa accada a sinistra”). Farsi capire sarebbe già un modo di non tradirle.

Immagine | Facebook Coalizione Sociale con Landini

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

2 Comments

  1. Grande Fabio! Ottima analisi di un soggetto nascente, del quale anche io ci ho capito poco.
    L’unica cosa che ho capito è che Landini da qualche anno scalpita e sgomita, in molti casi a ragione, in altri meno. Forse qualche apparizione TV in meno e un po’ di pianificazione in più gioverebbero assai… e delle tensioni Landini-Camusso (ennesima e stantia frattura della sinistra??) francamente non ne sentivamo il bisogno.

  2. Grazie Andrea, stiamo a vedere se dalla manifestazione di oggi a Roma emergerà un progetto più chiaro

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