Košice: l’inaspettata bellezza della normalità

di
@Karin Kernerova

Ci sono vari motivi per amare un posto. A volte succede per manifesta straordinarietà (intesa nel senso più letterale di assenza di qualcosa che sia usuale), a volte per complicate associazioni mentali.

C’è però un ulteriore motivo. Spesso un luogo ci rimane impresso per la sua normalità, per il suo ritmo privo di sbalzi, lineare, liscio, come quello di un futuro ipotetico o di un presente alternativo migliore, che procede senza fermarsi perché almeno nella nostra mente non vogliamo che abbia ostacoli.

Questa sensazione è la più soggettiva di tutte, persino più della percezione della bellezza estetica. Ti può cogliere ovunque, anche nei posti più imprevisti. A me, per esempio, è successo a Košice, in Slovacchia.

Proverò a raccontarvi questa città, come sempre, attraverso dieci foto, ma con una novità. A guidarci non saranno gli scatti di Michele Pasquale (a cui abbiamo dato un meritato turno di riposo), ma quelli di Karin Kernerova, ragazza slovacca, nativa della città. Del resto, solo uno sguardo abituato a vedere il suo soggetto ogni giorno può mostrarci al meglio la sua normalità.

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Classe 1987, un po' veneto, un po' siciliano, laureato in giornalismo. Tra redazioni e uffici stampa faccio questo mestiere già da qualche anno. Più o meno. Adoro lo sport, tifo Palermo nel calcio e Verona nel basket. Ho scritto due libri e non sono ancora riusciti a farmi smettere. Attualmente vivo a Sombor, in Serbia.

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