Kobane: i curdi iracheni si uniscono alla battaglia contro Isis

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Finalmente, verrebbe da dire. Dopo l’apertura della Turchia (almeno delle frontiere), i peshmerga curdi possono raggiungere i compagni di battaglia a Kobane nella resistenza contro Isis.

Come raccontavamo qualche tempo fa, la crescita dello Stato Islamico è stata possibile anche a causa dell’atteggiamento turco, che ha finto di non vedere le migliaia di jihadisti che transitavano per il suo territorio. Questo alimentava (e lo fa tuttora) molti dubbi sulle relazioni tra il premier Erdogan e il Califfato, co quest’ultimo che tutto sommato sembra far comodo alla Turchia in veste anti curda e anti Assad.

Più che sconfiggere Isis l’obiettivo di Erdogan è evitare la nascita del Kurdistan. Qualcosa però è cambiato, in parte grazie alle pressioni americane e degli alleati, che pur bombardando le postazioni di Isis da un mese non hanno nessuna intenzione di mandare truppe di terra e hanno dunque strategicamente la necessità che i peshmerqa da Iraq e Turchia possano rinforzare le fila degli “eroi” di Kobane.

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Kobane: arrivano i rinforzi ma Isis avanza

Una vera e propria “linea Maginot”, fatta di donne e di uomini che per il momento arretrano ma non mollano nonostante armi piuttosto scarse in confronti alla potenza di fuoco del Califfato. Dunque la Turchia, dopo aver messo i carri armati al confine, perlomeno apre i lacci e lascia passare i rinforzi, destinazione Siria.

Stanotte sono arrivati a Kobane 150 combattenti curdi, i primi ad una settimana dall’annuncio turco. I curdi sono convinti di poter resistere a Isis, se dotati di armi e munizioni, e contano sull’apertura di altri fronti di guerra da parte dell’Esercito Siriano Libero.

Le tensioni tra curdi e Turchia però non accennano a diminuire: se da una parte gli officiali peshmerga continuano ad accusare Ankara di fare buon viso a cattivo gioco e di non prendere parte davvero alla battaglia contro Isis, dall’altro il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu risponde che la Turchia “più volte ha dichiarato di stare dalla parte della coalizione anti-califfato”.

Intanto approfittando della momentanea apertura dei confini, contingenti di curdi sono in partenza da Erbil, Iraq, con missili e armi. La battaglia di Kobane sta ricompattando le diverse fazioni curde, e questa unità può essere fondamentale per la battaglia in corso.

Per il momento però le buone notizie non bastano. Nonostante i rinforzi e un centinaio di bombardamenti americani nell’ultimo mese lo Stato Islamico -secondo i racconti dal fronte- pare aver recuperato dai primi colpi subiti e avrebbe in mano almeno metà di Kobane. Quanto potrà resistere ancora la città curda all’assalto del Califfato? La coalizione, anestetizzata dalle divisioni interne, con la Turchia al centro della scena, sembra non avere mai il passo giusto per dare un aiuto decisivo alla resistenza curda.

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Si occupa della community di Le Nius, in pratica delle relazioni con le persone qui dentro e sui social media. Di mestiere editor e SEO. Da sempre ha un debole per i troiani e una forte antipatia per gli achei (semicit.). davide@lenius.it

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