La Juventus è troppa roba per questo Milan

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@calcio mercato
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Pomeriggio nervoso più che nevoso, quello del milanista che il 7 febbraio 2015 attende Juventus-Milan e l’inevitabile condanna. Verrà il giorno che potrò esultare in faccia ad Allegri, ma non è questo il giorno, ce l’ho chiaro, e la formazione cui ci costringono gli infortuni rafforza le mie certezze: Lopez, Zaccardo, Alex, Paletta, Antonelli, Poli, Essien, Muntari (C), Cerci, Menez, Honda.

Non so se aggiungere altro, veramente. Non sono queste le partite che possiamo vincere. Sì, magari ci va bene e si strappa il pareggio, ma è più facile che ci si strappi un difensore, contro Tevez e l’allegra compagnia, peraltro non in gran spolvero stasera. Rilevo un buono stato di forma dei nuovi acquisti (e m’interrogo sulla preparazione atletica dei nostri) e un blocco ghanese entusiasta ed imbarazzante: Essien è un altro (oltre a Mexés) che preferisco che la società copra d’oro senza che debba scomodarsi calcando il terreno da gioco.

Francamente all’intervallo mi sono anche inghiottito gli improperi contro la terna: probabilmente il fuorigioco di Tevez sul primo gol non c’era, e non c’era neanche il calcio d’angolo da cui è nato lo splendido gol di testa di Antonelli (il quale segna non avendo ancora avuto occasione di provare in allenamento i micidiali schemi da calcio piazzato di Pipponostro).

Non c’erano neppure Honda e Poli, credo. Chi c’era è Pogba, giocatore troppo forte per essere gestito da Allegri, metà partita la gioca cercando numerilli per i suoi video su YouTube. Da solo offre più spettacolo di tutto il Milan. Da fermo, eh, basta guardargli il taglio di capelli.

Quando si scrive di calcio e si arriva a menzionare i capelli degli avversari c’è qualcosa (molto) che non va.

Ma c’è anche qualcosa che va, al di là dell’innesto di Antonelli: Diego Lopez; non perfetto il pugno con cui allontana il pallone in occasione del secondo gol juventino, ma lo spagnolo protegge degnamente la porta rossonera, nonostante qualche défaillance del reparto (Alex male su tutti), cui si aggiunge per l’ultimo quarto d’ora un dannoso Rami in versione terzino destro.

Cerci e Pazzini (subentrato ad un nauseato Menez) si sono battuti, ma se è vero, come ricordava Galliani, che il Milan ha 10 giocatori nel giro della Nazionale, è anche vero che davanti avevano la difesa azzurra titolare.

Non sono giubilante come Inzaghi, intendiamoci,  il quale dice: “Ho fatto i complimenti alla squadra. Questa prestazione ci dà grande morale“; però credo che debba essere un Milan operaio, che se la giochi spremendo sudore dai campi alla portata di questa rosa: tutti. Tranne, ahimè, lo Juventus Stadium.

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Nasco tra Milan(o) e l'Inghilterra. E lascio il cuore in Olanda, già che ci sono, tripartito. Da milanista tifo i piedi educati e le menti aperte, i capitani di lungo corso e i registi. Faccio più fatica con i cugini che con i gobbi. Credo che la poesia sia ciò che spunta quando hai la palla all'altezza della linea di metà campo e alzi la testa: tutti i gol migliori partono da lì, che poi vengano segnati di esterno o di fegato, di cuore o di doping.

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