Come sarà il mondo nel 2050?

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Come sarà il mondo nel 2050? Quanti saremo? Dove vivremo? Quali paesi avranno il maggior numero di abitanti? Domande a cui ricercatori e scienziati cercano di dare risposte da anni, perché comprendere come la popolazione mondiale si distribuirà nel futuro è importante anche per orientare una serie di scelte politiche, sociali ed economiche da qui a 30 anni.

Il 19 giugno 2019, a New York, le Nazioni Unite hanno presentato il rapporto World Population Prospects 2019 che, sulla base dei dati demografici e sociali attuali, ha stimato la popolazione al 2018 in 7,7 miliardi di persone: mai la Terra è stata così popolata, dato ancora più significativo se si considera che ha raggiunto il primo miliardo di persone solo intorno al 1800.

In meno di duecento anni, grazie ad una serie di elementi tra cui il miglioramento generale delle condizioni igienico-sanitarie, nuove scoperte mediche e scientifiche, la diffusione su vasta scala dei vaccini, lo sviluppo economico e tecnologico, la popolazione è aumentata in maniera esponenziale fino ad arrivare ai quasi 8 miliardi di oggi.

popolazione mondiale

Il mondo di oggi

Oggi, il continente con il maggior numero di persone è oggi quello asiatico: il 60% della popolazione mondiale vive in questo territorio, conseguenza del fatto che dal 1950 la popolazione asiatica si è triplicata, e che sette dei tredici paesi con oltre 100 milioni di abitanti sono proprio in Asia. Cina ed India da sole rappresentano il 35% della popolazione mondiale, ossia ogni dieci abitanti del pianeta tre vivono in sole queste due nazioni.

paesi più popolosi al mondo
I 10 paesi più popolosi del mondo. Fonte: worldometers, aggiornato a ottobre 2019

In questo scenario particolare attenzione meritano le dinamiche demografiche avvenute in Africa negli ultimi due secoli: se agli inizi del novecento gli africani erano 130 milioni e rappresentavano solo l’8% della popolazione mondiale oggi sono il 16% pari a un miliardo e mezzo di persone. Un terzo di tutti gli africani vive in soli quattro paesi: Nigeria, Etiopia, Egitto e Repubblica Democratica del Congo.

L’Europa invece (che geograficamente include i paesi dell’Unione Europea, la Russia e altri stati minori) oggi è abitata da circa 750 milioni di persone, meno del 10% della popolazione mondiale, mentre ancora due secoli fa gli europei erano il 25% di tutti gli abitanti della terra.

Da questi dati emerge uno dei più grandi cambiamenti della storia recente: se fino a metà dell’ottocento un individuo su quattro viveva nel vecchio continente, oggi solamente una persona su dieci risiede in Europa, che si trova ad affrontare contemporaneamente un calo delle nascite e un graduale invecchiamento della popolazione.

La maggior parte della ricchezza mondiale continua tuttavia ad essere ancora concentrata in pochi paesi: la maggior parte degli stati europei, Nord America, Giappone e Australia, che pur se complessivamente rappresentano solamente il 12% degli abitanti della terra sono ancora le nazioni con i redditi medi più alti della popolazione mondiale.

paesi più ricchi del mondo
Più un paese è verde più è ricco, più è rosso più è povero. Fonte: statisticstimes

Rispetto a questo aspetto, Liu Zhenmin, sottosegretario generale del DESA – Dipartimento per gli affari economici e sociali dell’Onu sempre nel rapporto citato ha sottolineato che “Molte delle popolazioni con la crescita più rapida vivono nei paesi più poveri e questo comporta ulteriori sfide per eliminare la povertà, raggiungere una maggiore uguaglianza, combattere la fame e la malnutrizione, rafforzare la copertura e la qualità dei sistemi sanitari ed educativi, per garantire che nessuno sia lasciato indietro”.

Il mondo nel 2050

Partendo dagli attuali scenari, le Nazioni Unite hanno elaborato varie proiezioni sulle dinamiche demografiche future, e la più probabile è quella che vedrà nel 2050 il pianeta abitato da 9,7 miliardi di persone, di cui 5,2 miliardi in Asia e 2,5 miliardi in Africa, pari all’80% della popolazione.

L’Europa, invece, continuerà a perdere popolazione: da qui a 30 anni infatti si prevede un calo di 40 milioni di persone. In particolare gli europei saranno 710 milioni, pari all’8% sul totale degli abitanti. La Russia, sempre secondo le stime Onu, continuerà ad essere la nazione europea con più residenti, 137 milioni, seguita dalla Germania con 80 milioni, Regno Unito 74 e la Francia con 67. L’Italia ne avrà 55 milioni.

il mondo nel 2050

Tra i paesi con la maggiore popolazione al 2050 si stima prima l’India con 1 miliardo e 639 milioni di abitanti, seguita dalla Cina, 1 miliardo e 617 milioni, Nigeria 401 milioni, Usa 379, Pakistan 338, Indonesia 330, Brasile 228, Etiopia 205 milioni, pari al 52% della popolazione complessiva; ossia la metà degli esseri umani tra 30 anni vivrà in soli otto paesi.

Il 2050 tuttavia è anche l’anno in cui inizierà un rallentamento della crescita della popolazione; il rapporto Onu infatti predice che il tasso di fertilità globale – sceso da 3,2 nascite per donna nel 1990 a 2,5 nel 2019 – è destinato a diminuire ulteriormente fino a 2,2 nascite per donna nel 2050. Da questa data in poi infatti è previsto l’inizio della decrescita: dal 2050 al 2100 vi sarà un aumento di “solo” un miliardo di persone.

Le tendenze del cambiamento demografico si stanno quindi polarizzando in due direzioni: una parte del mondo – specie in Europa, ma non solo – con un tasso di crescita negativo e un forte invecchiamento della popolazione (nel 2050 gli over 65 saranno 1 miliardo e mezzo, pari al 16% complessivo); dall’altra, nei paesi emergenti, il tasso di crescita è ancora molto elevato e l’età media è piuttosto bassa (per esempio in tutti i paesi africani si aggira tra i 16 e 20 anni).

Il mondo nel 2050: le megalopoli del futuro

Un’altra caratteristica del mondo futuro sarà la forte concentrazione della popolazione nelle cosiddette megalopoli, ossia città con almeno 10 milioni di abitanti. Se nel 1950 erano solo due, New York e Tokyo, oggi sono 33 mentre nel 2050 saranno almeno 40 ed il 68% della popolazione mondiale – contro il 55% attuale – vivrà in città.

il mondo nel 2050

Tra le prime dieci città con il maggior numero di popolazione ben cinque (Mumbai, Delhi, Dhaka, Calcutta, Karachi) saranno nel sub-continente indiano e due in Africa (Kinshasa e Lagos). La prima città non asiatica o africana sarà New York, con 25 milioni di abitanti. Per trovare la prima città europea – Parigi, con 11 milioni di abitanti – dobbiamo scendere al quarantesimo posto.

Questa ulteriore spinta all’urbanizzazione, combinata con la crescita complessiva della popolazione mondiale, porterà non solo altri 2,5 miliardi di persone nelle aree urbane nei prossimi 30 anni, ma alla crescita esponenziale di determinate città, che in alcuni casi saranno più grandi di nazioni, e a tutta una serie di sfide e problemi relativi agli impatti ambientali e allo smaltimento dei rifiuti, alla gestione dei trasporti pubblici nonché al serio rischio di lasciare ai margini del benessere una parte della stessa popolazione.

il mondo nel 2050
Mumbai dall’alto

L’Italia del 2050

Oggi l’Italia si trova ad affrontare una grave emergenza, ed è quella della decrescita della popolazione: da circa 20 anni infatti, ogni anno il numero dei nuovi nati è numericamente inferiore a quello delle morti naturali.

Nel 2018, ad esempio, sono nati 439 mila bambini a fronte di 633 mila decessi, con un saldo negativo di 193 mila; ossia solo nel 2018 l’Italia di fatto ha perso una città pari alla popolazione di Prato.

Sebbene l’attuale numero di residenti in Italia, circa 61 milioni, di cui 5,2 milioni stranieri, è il massimo valore raggiunto dai tempi dell’Unità d’Italia (1861) è pur vero che secondo le previsioni Istat la stima al 2050 dovrebbe vedere un popolazione nel nostro paese pari a 58 milioni di abitanti (per le Nazioni Unite ancora meno, 55 milioni).

Come detto, pur precisando che si tratta di stime e non di dati assoluti, queste analisi statistiche ci forniscono delle tendenze probabili e tra queste c’è quella dell’invecchiamento graduale. Oggi infatti la popolazione italiana sopra i 65 anni è pari al 23%; al 2050 dovrebbe aumentare al 34%.

Il mondo nel 2050: conclusioni

In conclusione, nel mondo del futuro 8 persone su 10 vivranno tra Asia e Africa ed il centro economico e politico si sposterà gradualmente sempre di più dall’occidente verso questi continenti e la sfida ambientale richiederà interventi decisamente più drastici ed efficaci di quelli che si iniziano a intravedere oggi.

In questo scenario, l’Europa e l’Italia sono destinate a diminuire di importanza. Sulla base di questi dati, è lecito immaginare che il futuro dell’Europa e dell’Italia richieda politiche coraggiose: sicuramente sostegno alla natalità, ma anche, per l’Italia, una revisione della legge di cittadinanza che permetta a chi è nato e cresciuto e ha studiato qui di poter diventare italiano senza dover aspettare le lunghezze infinite dei tempi burocratici, e un nuovo approccio all’immigrazione, non più basato sull’emergenza ma che sappia analizzare attentamente le dinamiche del lavoro interno, anche al fine di consentire ai migranti economici di potersi inserire in settori dove maggiore è richiesta la loro presenza, riaprendo quindi il sistema dei permessi di lavoro sul lungo periodo.

Sono solo alcune delle strade percorribili per affrontare le grandi sfide che le previsioni sul mondo nel 2050 ci pongono.

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Nato a Trastevere, Roma, sociologo con un master in sistemi urbani multietnici, è studioso dei flussi migratori, ed è convinto che numeri e tabelle possano aiutare l'opinione pubblica a comprendere fenomeni complessi.

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