Gagarin, metalmeccanico: primo viaggiatore nello spazio…e nel tempo

di
Gagarin
@Recuerdos de Pandora

Viaggiare, essere altrove, cambiare il proprio punto di vista. Adottando quello del viaggio più esotico mai esistito. Se Marco Polo, esattamente come Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci osservavano il cielo e usavano le stelle per orientarsi, il viaggiatore di questa nuova puntata sui Viaggiatori nel Tempo osserva le luci delle città e l’alba che si espande sul globo ben oltre l’altezza di un aereo. Jurij Gagarin vede la Terra dallo spazio.

Jurij Gagarin, dalla terra al cielo con le ali di Icaro

“Che c’è dopo il mare, cosa c’è. Che c’è dietro il sole, cosa c’è. Quel villaggio di stelle lassù che mi spinge a osare di più, mi spinge perché è racchiuso un segreto, segreto anche a me, qui dentro…”.

Gagarin-capsula
@Allan Lee

Il mito di Icaro cantato dai Nomadi ha un nome. Cinquantaquattro anni fa, il 12 aprile del 1961, alle 9.07 del mattino, Jurij Gagarin a bordo della navicella Vostok è il primo uomo a varcare la soglia dell’atmosfera. Il cosmonauta russo dà inizio a quella che sui libri è ricordata come “Era Spaziale” e che oggi coinvolge migliaia di persone e di interessi.

Il viaggio di Gagarin a settemila metri d’altezza dura 89 minuti, il tempo di un film: prima di tornare a poggiare i piedi sul nostro pianeta alle 10.57, espulso col seggiolino eiettabile e appeso a un paracadute, il cosmonauta percorre un’orbita attorno alla Terra. Un’impresa che ha cambiato il corso della storia umana e dato una risposta al desiderio di conoscenza e alla sete di esplorazione al di fuori del mondo sino ad allora conosciuto. Regalando all’astronauta la gioia di essere soprannominato il “Cristoforo Colombo dello spazio” e una celebre copertina sull’americano Time.

“Let’s go! Si va!”. Sono queste le uniche parole pronunciate dal ventisettenne Gagarin alla partenza del conto alla rovescia. Tornò a parlare solo pochi minuti più tardi:

“Vedo la Terra, è azzurra, vedo le nuvole: è bellissimo”

Il cosmonauta fu il primo uomo nello spazio, ma non il primo mammifero. L’impresa fu affidata alla cagnetta Laika che il 3 novembre 1957 venne lanciata in orbita a bordo della capsula spaziale Sputnik 2, che compì 2.570 orbite intorno alla Terra e bruciò poi al rientro nell’atmosfera, mesi dopo. “Il primo essere vivente è nello spazio”, scrisse la Pravda, l’organo ufficiale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, seguita dai giornali di tutto il mondo.

Gagarin-francobollo
@footysphere

Nato nel villaggio di Klušino il 9 marzo 1934, da padre falegname e madre contadina, Gagarin cresce in un’azienda collettiva sorta in Russia alla fine della rivoluzione del 1917. Interrotti gli studi a causa della Guerra, al termine del conflitto frequenta l’istituto tecnico industriale di Saratov dove consegue il diploma di metalmeccanico.

Ancora studente, inizia a interessarsi agli aerei e a tutto ciò che è in grado di solcare il cielo, poi entra nell’aviazione. Dopo la sua storica missione spaziale, Gagarin è decorato da Nikita Khrušcev con l’Ordine di Lenin, la massima onorificenza sovietica, diventando Eroe dell’Unione Sovietica. Per la Russia fu un trionfo.

“Girando attorno alla Terra, nella navicella, ho visto quanto è bello il nostro pianeta. Il mondo dovrebbe permetterci di preservare ed aumentare questa bellezza, non di distruggerla!”

Questo racconta Gagarin al suo ritorno sulla Terra. Quello che era considerato un limite inviolabile era stato superato. Le Colonne d’Ercole della conoscenza umana dovevano cercare un nuovo traguardo, la Luna era ormai a due passi. Chissà come l’avrebbe descritta Gagarin se la sua vita piena di successi non fosse stata interrotta da un destino tragico, per molti ancora avvolto nel mistero. Sette anni dopo la sua grande impresa, il cosmonauta morì il 27 marzo del 1968 a bordo di un piccolo caccia MiG-15Uti, schiantandosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržac. ma nella memoria di tutti il nome di Jurij Gagarin resterà quello del primo uomo ad avventurarsi nell’esplorazione dello spazio.

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Viaggiatrice, sognatrice, lettrice. Una tesi in storia contemporanea e un corso in Gestione dell'Immigrazione sintetizzano la sua vita universitaria. Girasoli e asini le sue passioni. Nello zaino non mancano mai i libri, la macchina fotografica, la passione per i viaggi e un paio di scarpe da ginnastica con cui segnare la strada.

1 Comment

  1. Gagarin raggiunse un’orbita troppo alta rischiando di rimanere in orbita geostazionaria, nel suo rientro, si paracadutò prima che la navicella toccasse terra aprendo contemporaneamente anche il paracadute di riserva. Sulla sua morte, dai documenti segreti, l’astronauta Alexei Leonov, asserisce che un altro aereo che volava troppo vicino senza autorizzazione aveva rovesciato l’aereo di Gagarin che è finito in stallo, Gagarin e il copilota Seregin non riuscirono a riportare in posizione l’aereo.

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